I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Fossano"

di Leana Rivella

Città fondata nel 1236 dalla lega guelfa in opposizione ad Asti. Centro piemontese di media grandezza tuttavia di primaria importanza, ricca di vicende storiche, di testimonianze artistiche e di valori urbanistici-ambientali, situata su un terrazzo che domina l’incassato corso dello “Stura di Demonte”.
In Fossano si compendia il “vecchio Piemonte”, con le tradizioni consolidate, l’arte e l’imprenditoria moderna. La sentinella del “gigante di pietra” come lo scrittore Edmondo De Amicis definì il “Monviso” guarda perenne la pianura ed in particolare rivolge un occhio benevolo su Fossano dove, grazie al nostro “Club La Granda”, ci daremo appuntamento per il “raduno”. Tralasciamo la storia della città, intricata come tutte le consorelle piemontesi dalle mire francesi, dai Principi di Savoia e quant’altri vollero inserirsi, in questo breve articolo cercheremo di orientarci nelle vie cittadine per soffermarci sui principali monumenti i quali saranno meglio illustrati dalla guida locale. Il maestoso castello dei Principi d’Acaia a pianta quadrilatera con quattro torri angolari fu edificato da questa potente famiglia cadetta di un ramo dei Savoia, tra 1324 ed il 1332. Dal 1689 venne alternativamente adibito a caserma ed a carcere senonchè nel 1961 iniziarono i lavori di un accurato restauro oggi terminato.
Fossano come molte località piemontesi sorge su un’altura di forma allungata e solitamente la via principale, in questo caso via Roma, divide esattamente in due le parti dell’abitato edificato su i fianchi del colle con antiche abitazioni, alcune medievali porticate con altre che conferisco un aspetto tipicamente piemontese. Su questa arteria sorge l’imponente Duomo dalla monumentale facciata neoclassica dove quattro colonne binate sorreggono l’alto frontone, affiancato c’è un ardito campanile la cui cella è di forma ottagonale. L’interno grandioso, a tre navate con cupola è affrescato da Paolo Emilio Morgari ed Aloisio Hartman.
Il complesso fu eretto tra il 1778 ed il 1791 dall’architetto Mario Ludovico Quartini su progetto di Giovenale Boetto il quale fu insigne ingegnere, architetto, incisore e tipografo la cui opera grafica è conservata nel Palazzo Reale di Torino e merita una visita. Lavorò come architetto solo in Piemonte, fu progettista geniale, apprezzato dai Savoia.
Sue le realizzazioni delle chiese di Fossano, Mondovì, il Convento della Chiusa di Pesio. Gli episodi architettonici di Fossano proseguono con il Palazzo Comunale,costruzione in cotto dovuta al Quartini, di fronte un grazioso palazzotto barocco. Il Palazzo Operti, edificio tardo- gotico del XVI° secolo, notevoli sono l’atrio ed il cortile, il Palazzo del Comandante del XVIII° secolo (ora sede della Cassa di Risparmio) con un salone affrescato dai fratelli Pozzo. La piazza dei Battuti Rossi, panoramicamente aperta sulla valle dello Stura di Demonte dove vicino sorge la bellissima Chiesa della SS. Trinità, una delle migliori realizzazioni di Francesco Gallo. Notevole l’armoniosa facciata concava in cotto a due ordini con il movimentato frontone e lo snello campanile.
L’interno fastosamente affrescato dal Milocco, dal Dallamano e dai Pozzo. Nella visita di Fossano, vera cittadina d’arte, non si deve tralasciare l’Ospedale Maggiore della SS.Trinità su progetto del Gallo edificato tra il 1724 ed il 1751, grandioso edificio in cotto. Nella cittadina si incontrano almeno altri dieci edifici di primario interesse architettonico tra cui il Palazzotto dei Trotti di Coazze, il Palazzo De Rege Di Donato del seicento, la Casa del Senato, e la chiesa barocca di S. Filippo Neri. Da non trascurare le stupende vedute sulla Valle dello Stura.
Per gli amanti dell’arte sarà un’occasione da non perdere; per chi si dedica allo svago non possiamo dimenticare le passeggiate per visitare, ad esempio, a circa 3 chilometri il Santuario della Madonna della Divina Provvidenza di gusto “eclettico” con il famoso coro ligneo del ‘700 e le tele di Jean Claret. Non ci resta che darci appuntamento al raduno del nostro “Club La Granda”.

Note tratte da:
Storia dell’arte di Franca Dalmasso.
Piemonte da Guida d’Italia.

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