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di Sabella Aletti
Il raduno avrà luogo nella splendida Valle Maira , una delle
più belle del Piemonte per le sue intatte bellezze naturali
che si distende lungo il torrente omonimo per circa 40 chilometri.
Spaziosa al suo inizio, si restringe a Dronero appollaiato a 621
mt .di altitudine su uno sperone a forma di cuneo, delimitato dal
torrente Maira e dal rio Rigamberto. Per accedere all'abitato arrivando
dalla pianura bisogna necessariamente transitare sul ponte nuovo
dove si ha una bella veduta di quello vecchio o merlato che scavalca
il torrente con tre arcate disuguali nel punto più stretto.
Costruito nel 1428 non si conosce il nome del progettista ma nell'archivio
municipale è conservata la pergamena originale della quietanza
di 700 fiorini di un certo "Magister Antonius" che si
definì Magister pontis lapidum Dranerii. La quietanza fu
rilasciata a Bernardo de Butinonis ed a Domenico Poynta, da questo
si evince che Antonius Magister era l'impresario costruttore. Il
ponte è chiamato dagli abitanti ponte del diavolo , così
come tanti altri ponti in Italia ed Europa per la sua arditezza,
infatti il manufatto è lungo ben 67 metri ed alto 18. Entrati
nel paese, il cui centro storico è straordinariamente ben
conservato, possiamo ammirare la Chiesa parrocchiale dei SS. Andrea
e Ponzio edificata in forme romanico-gotiche fra il 1445 e 1461
con un bel portale in stile lombardo scolpito dai fratelli Zabreri
i quali operarono in diversi centri del cuneese; l'interno scandito
da tre navate conserva un altare in stile classico del 1614. La
cupola è opera di Francesco Gallo ed affrescata dal Pozzo,
di fianco il campanile gotico. Poco distante il palazzo comunale
che all' interno conserva un pregevole dipinto del 1646 raffigurante
l'ingresso dei Marchesi d'Este nel borgo. Vicino troviamo la loggia
del grano, deliziosa costruzione del secolo XV° a pianta ottagonale
con semicolonne ed archi ogivali decorati a fresco. Estremamente
interessanti sono gli immediati dintorni di Dronero che visiteremo
nel corso del raduno. Nel comune di Villar San Costanzo diverse
sorprese attendono i camperisti , per chi si fosse recato nella
regione turca della Cappadocia, a pochi chilometri da Urgup, avrà
visto i famosi "camini di fata" pertanto noterà
che nulla hanno da invidiare ai CICIU di Villar se non la evidente
collocazione geografica con tutte le implicazioni. I ciciu (i pupazzi)
sono formazioni rocciose dovute all'erosione delle piogge dove le
stesse, nel corso dei secoli, hanno dilavato il terreno trascinandolo
a valle scoprendo la cima quasi sempre protetta da un masso con
funzione di cappello .Lo stesso fenomeno erosivo si trova anche
poco prima che il fiume Durance formi il lago artificiale di Serre
Poncon. I francesi chiamano queste formazioni "les demoiselles
coiffées".Nel comune di Villar troviamo l'antica Abbazia
costruita dal Re longobardo Ariperto fra il 701 e 712, distrutta
in seguito dai saraceni , quindi ricostruita dai monaci benedettini
che svolsero un importante ruolo nella diffusione del cristianesimo
e nella coltivazione delle terre incolte della valle. Purtroppo
del complesso religioso rimane solo un torrione gotico trecentesco,
il campanile del 1294 e la cripta risalente al 1091 , un gioiello
dei più interessanti del Piemonte, a tre navate con archivolti
a tutto sesto, sorretta da colonnine. Alla cripta si accede dalla
Chiesa parrocchiale costruita agli inizi del '700 su disegno di
Francesco Gallo. La sacrestia immette nella cappella di San Giorgio
, mausoleo funerario costruito dall'abate Giorgio Costanzia tra
il 1467 e 1469 con preziosi affreschi di Pietro da Saluzzo. Sempre
nelle immediate vicinanze di Dronero si trova una "torre di
vedetta" comunemente chiamata la torrazza. Torre inserita nel
complesso sistema di avvistamento e della trasmissione di segnali
luminosi ai castelli di Dronero, Montemaglio e Caraglio.
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