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di Gian Giacomo Allione
Vi è una località, posta tra il verde a pochi chilometri
da Cuneo, adagiata sulle rive del Fiume Stura che, abbandonate le
montagne, scorre placido, che ha fatto di una danza il proprio emblema:
è Castelletto Stura. Il "bal del Sabre", è
una rappresentazione coreografica che trae le sue origini nelle
antiche costumanze delle popolazioni che abitavano tutta questa
fascia alpina. In alcune località si conserva tuttora la
danza delle spade, sebbene con figure e ritmi diversi.
Castelletto Stura ha dedicato un monumento nella piazza centrale
a quanti hanno contribuito a tramandare questa bella danza fino
ai giorni nostri.
I ragazzi che eseguono il "Bal de Sabre" si schierano
di fronte al pubblico per il saluto. Quindi ha inizio la danza al
suono di due tamburi prima al passo, poi con ritmo sempre crescente.
Eseguono diverse figure sempre uniti a catena, compiendo giri ora
avvolgenti ora svolgenti ed attraversano sempre legati un cerchio
ricoperto di nastri, quindi l'intreccio assume la forma di un pavese
sul quale si innalza un danzatore, infine si dispongono in cerchio
per la treccia attorno ad un albero da cui pendono 12 nastri multicolori
e con il rullare dei tamburi la danza termina.
Due sono le antichissime tradizioni popolari di Castelletto Stura,
una è l'esercito degli spiantati (Regiment di spiantà)
con relativa battaglia fatta con fragore di lance e sciabole, l'altra
forse più antica e molto pittoresca è il ballo delle
spade (bal del sabre).
L'esercito degli spiantati si svolge per un giorno intero con circa
400 persone in costume che parlamentano, sfilano, si combattono.
In essa rivivono personaggi storici risalenti a sei secoli addietro
come Giovanni Acuto (Jhon Hawkvood) capitano di ventura inglese
che percorse le nostre contrade conquistando Castelletto Stura nel
1363, facendone la sua roccaforte ed il centro per le sue scorrerie.
In aiuto del castellettesi arrivarono squadre di cavalieri dai centri
vicini e gli inglesi vennero sbaragliati e messi in fuga.
Un altro episodio risale a quattro secoli addietro quando Selim,
tiranno saraceno, sbarcato nei pressi di Savona, al comando di una
colonna, si spinse fino a Castelletto Stura ed il 3 luglio 1539
conquistò il vecchio castello che era sito in località
" Bellavista Ruset".
Da qui cominciarono a tiranneggiare la popolazione intimandole di
pagare 3.000 ducati e di consegnare loro 12 tra le più belle
ragazze del paese. Un contadino (tale Revello) nel vedersi portare
via la figlia, reagì colpendo con una zappa un saraceno.
Questa azione fu la scintilla per la rivolta del paese e dopo una
furiosa battaglia uccisero Selim e misero in fuga i saraceni.
La tradizione, schiettamente popolare, è interpretata da
tutta la popolazione ed è stata tramandata verbalmente di
generazione in generazione assegnando ad ogni componente della famiglia
un compito ed un ruolo delineando così per i castellettesi
un albero genealogico. Questo ha portato tuttavia ad unire personaggi
e vicende più recenti che avevano colpito l'immaginazione
popolare, così dell'esercito fanno parte integrante Garibaldi
ed i garibaldini a fianco del Re di Castelletto Stura, del principe
di Riforano, del Duca della Motta, che uniti sconfiggono Giovanni
Acuto alleato dei saraceni.
A notte fonda si accendono i falò nella piazza del paese
e si festeggia tra canti e laute libagioni.
La tradizione, schiettamente popolare, è interpretata da
tutta la popolazione ed è stata tramandata verbalmente di
generazione in generazione assegnando ad ogni componente della famiglia
un compito ed un ruolo delineando così per i castellettesi
un albero genealogico. Questo ha portato tuttavia ad unire personaggi
e vicende più recenti che avevano colpito l'immaginazione
popolare, così dell'esercito fanno parte integrante Garibaldi
e d i garibaldini a fianco del Re di Castelletto Stura, del principe
di Riforano, del Duca della Motta, che uniti sconfiggono Giovanni
Acuto alleato dei saraceni.
A notte fonda si accendono i falò nella piazza del paese
e si festeggia tra canti e laute libagioni.
L'appuntamento per quest'anno è per il 23, 24 e 25 agosto
quando, in occasione di un raduno organizzato dal Camper Club La
Granda che coinciderà con la festa del fagiolo (tipica produzione
locale che si fregia del marchio di denominazione di origine) e
che assieme col cappone rappresenta il vanto della zona, verrà
riproposta l'esibizione di questa danza oggetto di studi e di ricerche
da parte di numerosi esperti ed appassionati.
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