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di Elisabetta Grazia
Brossasco si trova nella Val Varaita che si distende per 45 chilometri
da ovest verso est a ridosso delle Cozie meridionali. Percorsa dall'omonimo
torrente il quale confluisce nel fiume Po presso Polonghera.
In questa zona Brossasco è l'indiscussa capitale dell'artigianato
del legno; mobili, oggetti ornamentali per l'arredamento, cucine,
scale, tronchi artisticamente lavorati sono prodotti da una ventina
di aziende locali. Il Municipio durante l'anno organizza la festa
del legno che si svolge alla fine del mese di aprile sino ai primi
giorni di maggio dove si possono acquistare anche giocattoli educativi
per la gioia dei piccoli. Inoltre viene organizzata la spettacolare
rassegna degli antichi mestieri in cui i brossaschesi, indossati
abiti d'epoca, propongono ai turisti le ancestrali attività
dei contadini della valle, quindi il mercato dei prodotti della
terra, il mercatino delle pulci ed i concerti della banda musicale
cittadina.
La valle dove sorge Brossasco con i suoi 606 metri di quota è
verdeggiante con molti terreni riservati al pascolo degli animali,
facili escursioni allietano il soggiorno dei numerosi villeggianti
che nel periodo estivo vi trascorrono le vacanze. Il borgo dall'intatto
impianto medievale conserva ancora la tipica struttura di quel periodo.
Una porta ad arco testimonia quanto rimane delle antiche fortificazioni,
immette direttamente nell'asse principale dell'abitato verso il
quale convergono le stradine laterali. Numerosi affreschi quattrocenteschi
si possono ammirare sulle pareti delle case così come le
antiche insegne delle osterie caratterizzano la via principale.
La Parrocchiale di Sant'Andrea con il portale in gotico flamboyant
del 1406 è particolarmente prezioso in quanto unico esempio
nella provincia di Cuneo.
Testimonianza evidente di qualche artista sconosciuto giunto dal
nord, probabilmente dai Paesi Bassi, che ha impreziosito la Parrocchiale
in questo stile particolare. La stessa venne in seguito parzialmente
modificata nel '700. Alla base del campanile si apre una cappella
con interessanti affreschi del '400, così come in quella
di San Sebastiano.
Nella Cappella di San Rocco troviamo rappresentazioni attribuite
a Pascale Oddone. Curioso è lo stemma del Municipio di Brossasco
dove campeggiano due teste di mori e due mezzelune a ricordo della
sconfitta dei nordafricani che devastarono intorno all'anno 1000
i poveri abitanti. Infatti la tradizione vuole che nelle alte borgate
si fossero insediati gruppi di sbandati saraceni i quali per sopravvivere
taglieggiavano i contadini.
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