I VIAGGI E DIARI DI BORDO
"San Damiano d'Asti"

di Luigi Grazia

Un piccolo paese adagiato nella splendida valle del torrente Bòrbore, ricca di colture di piante da frutto e viti dove il ben noto vino astigiano viene prodotto ed apprezzato. L'abitato conserva tuttora la pianta rettangolare, a vie parallele, del primitivo nucleo fondato intorno al 1275 quando gli abitanti delle zone circostanti anticamente sparsi in piccoli borghi, si riunirono per motivi di sicurezza, fondando appunto San Damiano d'Asti. Questa comunità dovette inevitabilmente sottostare alle varie "signorie" del tempo, da quella di Asti ai Visconti di Milano, dai Gonzaga al Marchesato del Monferrato, dai Duchi di Mantova che con il trattato di Cherasco del 1631 venne definitivamente ceduta ai Savoia. L'abitato è attraversato dal corso Roma a portici, all'inizio di questo sorge la grandiosa parrocchiale di SS. Cosma e Damiano del XVIII° secolo con un campanile cilindrico, parzialmente medievale, al cui interno si trovano magnifici intagli barocchi.Il palazzo municipale del 1764 e la chiesa di San Giuseppe del 1715, con la caratteristica cupola coperta da piastrelle policrome maiolicate. Questo tipo di copertura non è certamente frequente nell'Italia settentrionale, la si trova piuttosto nel meridione, specialmente sulla costa amalfitana mentre nel Veneto, al contrario, è quasi sconosciuta .La maiolica prende il nome dall'isola spagnola delle Baleari Mallorca; qui si ebbero le prime importanti fabbriche artigianali di oggetti maiolicati, produzione che si estese in seguito in tutta Europa anche se al tempo dei romani,quindi ben prima degli spagnoli, si producevano tali oggetti . Sempre a San Damiano, nella zona detta "bastione di levante", sorge la chiesa di SanVincenzo martire del 1345 completamente restaurata nei decenni appena trascorsi, dove magnifici stucchi del '600 sono stati riportati al suo originario splendore.Sempre in San Vincenzo si possono ammirare dipinti di Luigi Morgari ed altri della scuola pittorica del Moncalvo. Con questo soprannome veniva indicato Guglielmo Caccia detto il "pittore",nato tra il 1565 e 1568 e morto a Moncalvo .Da questa località prese il nome la corrente artistica del Caccia. Egli collaborò con il Lanino e fu allievo di Gaudenzio Ferrari, altro noto pittore piemontese. Il Caccia con la sua scuola creò uno stile personale dal tono languidamente devoto, con accenti di smarrita tenerezza e trasalimenti estatici. Inclinazioni che interpretavano magistralmente dettami e suggerimenti della pittura "controriformista" che cercò di adeguarsi ai nuovi cànoni imposti dalle autorità ecclesiastiche del tempo dopo le risoluzioni del Concilio di Trento.


Note tratte da:
Manierismo piemontese e lombardo del seicento
Di G.Testori.

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