La “Riviera del Monferrato” questa è la
definizione con la quale, nei tempi moderni, viene nominato
Cocconato per il particolare clima che anche nei mesi meno favorevoli,
quali quelli invernali, emerge dalle nebbie della pianura sottostante
catturando i raggi del Sole che splende per la maggiore parte
dell’anno illuminando questo delizioso paese a 419 metri
di quota in provincia di Asti; situato al culmine di una collina.
Si giunge dopo numerosi tornanti che permettono di scorgere
da varie angolazioni l’agglomerato con le sue case multicolori
che rimangono appartate, quasi volessero farsi scoprire mano
a mano che ci si avvicina. “Cum conato” era il nome
romano del paese che sottolinea con efficacia quale fatica dovevano
compiere gli uomini e le bestie per salire sino alle case. Da
qui nelle giornate limpide si scorgono l’Appennino, Vercelli,
Novara, la Sacra di San Michele, il Monviso e perfino Milano.
L’occhio spazia su innumerevoli dolci alture dalle più
modeste elevazioni dove la natura va scritta con la N maiuscola.
Cocconato nei secoli scorsi e precisamente durante l’Impero
Napoleonico fu stazione di ricezione e trasmissione dei segnali
ottici da una postazione all’altra sino a Parigi, con
i quali l’armata francese comunicava “in primis”
le notizie importanti sino al comando centrale. Ingegnosa invenzione!
Gli appassionati di fotografia troveranno interessanti ed innumerevoli
scorci in questo paesino dalle viuzze alle piccole piazze che
conservano ancora l’antica pavimentazione in ciottoli
portati sino qui dal rio Meinia e dal torrente Stura.
Anche Cocconato ha voluto, non a torto, inserirsi nel flusso
turistico restaurando l’antica torre ed una parte del
castello che sovrastava l’abitato. La torre fu adibita
nei secoli scorsi a mulino a vento, uno dei pochi se non l’unico
nelle terre piemontesi. Un incendio lo distrusse, pale e macchinari
in legno, nonostante gli abitanti caricassero i muli con bigonce
piene di acqua tentando di salvarlo.
Da questo storico episodio è sorta l’iniziativa
prettamente turistica di rievocare l’accaduto di cui sopra
con una corsa di asini ed un corteo con figuranti riccamente
vestiti.
L’agglomerato ha monumenti che meritano una visita. La
Parrocchiale della Madonna, edificio di grandi dimensioni in
stile settecentesco con all’interno dipinti del Moncalvo,
gloria e vanto del Piemonte. Il Municipio, in stile gotico ha
interessanti decorazioni e fregi in cotto ed è uno dei
migliori esempi medievali. Santa Caterina , chiesa barocca la
cui facciata è ricca di spunti interessanti. La vicina
frazione di Maroero ci attende per una visita alla Chiesetta
dell’Assunta del XIX° secolo nella quale ogni anno
viene solennemente festeggiata la Madonna.
Non solo cultura, anche il barbera d’Asti e del Monferrato,
un’ottima cucina, piccoli ristoranti ci attendono e tante
botteghe che espongono un artigianato interessante per le gentili
signore.