I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Canelli"

di Leana Rivella

"CAPITALE DELLO SPUMANTE" ha un buon motivo per fregiarsi di questo appellativo dove nel territorio comunale operano case vinicole di fama mondiale. Canelli è circondata da un susseguirsi ininterrotto di colline medio-basse ricoperte da rigogliosi vigneti d' uva del moscato d'Asti dalla cui particolare lavorazione viene prodotto un superbo, perlaceo, frizzante spumante. Noi camperisti non tralascieremo l'occasione del "raduno" per rifornirci del fabbisogno annuale di bottiglie che ci accompagneranno nei momenti migliori. Coloro che conoscono Canelli sanno che la visita alla città riserva momenti di cultura e svago. La parte antica dell' abitato mostra ai visitatori numerosi scorci interessanti e visite alle chiese del luogo. La Parrocchiale di San Tommaso , la Chiesa dell'Addolorata , la Chiesa di San Rocco, bell'esempio di architettura barocca con scala esterna e facciata mossa da mattoni a vista. Il termine barocco nasce da un sillogismo medievale che significa "complicato, strano, curioso, insolito". Questa fu la definizione dispregiativa con la quale venne salutato, all'affacciarsi sulla scena artistica, il movimento che era in evidente contrapposizione con il neoclassicismo. Il grande filosofo moderno Benedetto Croce lo definì il "non stile", pur tuttavia è necessario ricordare che i più grandi pittori ed architetti quali Rubens, Anton Van Dyck, Bernini , Carracci, Caravaggio , Tiepolo ed i grandi Juvara e Guarini i quali furono grandi interpreti del barocco in particolare a Torino, dove i palazzi sabaudi e numerose chiese costituiscono la migliore testimonianza del loro operato. Nel campo dell' affresco furono bollati quali " quadraturisti" perché dilatavano la prospettiva delle sale dei palazzi ed anche l'esterno degli stessi con fantasiose prospettive creando spazi artificiali. La bella collina di Villanuova ed il castello dominano l'abitato sottostante. Il maniero è stato ristrutturato completamente dalla famiglia Gancia.
La storia di Canelli è complicata come quella di tutte le consorelle piemontesi, piccole o grandi, le quali furono trascinate per secoli loro malgrado in battaglie estenuanti dove si giocava la supremazia di un principe piuttosto che l'altro.
Da un particolare assedio prende spunto la rigorosa rievocazione storica di Canelli, fatto d'arme che coinvolse Carlo Gonzaga, Duca di Nevers nell'ambito di quella che fu definita la "guerra per la successione del ducato del Monferrato" del 1613-1617. La ricostruzione ambientale è rigorosa tanto che sembra vivere in un borgo assediato del '600 che per magia cavalieri, popolani, osti, malfattori, artigiani , soldati contadini, carriaggi, cavalli che trainano affusti di artiglierie , sbandati, dove tutti vivono l'incubo imminente dell'assalto finale delle truppe straniere.
Anche i turisti sono coinvolti in questa cupa atmosfera ed a loro è richiesto accettare di buon grado, anch'essi protagonisti dell'evento , di sottostare ad "interrogatori, perquisizioni, sospetti" da parte delle solerti guardie di ronda.
In altre parole il divertimento di tutti è assicurato. Come la storia racconta il Duca di Nevers non ebbe la meglio. La popolazione si difese strenuamente tanto che dopo gravi perdite subite dagli assedianti il Duca dovette togliere l'assedio e ritirarsi.

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