Città di nobile aspetto, ricca di monumenti, importante
per il mercato agricolo e commerciale nella media valle del
Tanaro. Centro di produzione di famosi vini fra cui l’asti
spumante. Nota per il “Palio d’Asti” che dopo
un anno di intensi preparativi si svolge in settembre con una
spettacolare corsa a batterie con cavalli montati a pelo.
La visita della città comprende la Chiesa di San Secondo
in stile romanico-gotico, eretta fra il XIII-XV° secolo,
con facciata tripartita dall’architettura movimentata
da portali gotici. L’interno a croce latina con pilastri
a fascio dalle evidenti asimmetrie della navata sinistra, ricca
di opere d’arte fra cui il famoso coro ligneo intagliato
ed impreziosito dal leggio. Poco distante dalla chiesa sorge
il bel Palazzo di Città donato al Comune di Asti da Emanuele
Filiberto nel 1558, nell’atrio sono collocate le misure
medievali.
Il corso Alfieri in leggera salita è una bellissima arteria
e vale la pena di percorrerla nella sua lunghezza sino a raggiungere
la Torre Romana, detta anche torre rossa di epoca augustea.
La Cattedrale, nota agli studiosi dell’arte quale esempio
di caposcuola architettonica trecentesca piemontese.
Le chiese conservano in genere la facciata tripartita e monocuspidata,
robusti contrafforti, pilastri cilindrici o poligonali a sostegno
di basse volte per sorreggere la notevole pesantezza delle strutture
murarie ma sovente ingentilite da una ornamentazione in terracotta
con motivi spesso ripetuti con stampi.
L’astigiana (questo il motivo per cui è nota agli
studiosi) ripete la tradizione gotica transalpina nella elevazione
delle navate, nella leggerezza nello slancio delle strutture
che distingue alcune chiese del Piemonte (regione più
prossima alla Francia).
La Cattedrale fu ricostruita in parte nel 1309 ripetendo però
i motivi tradizionali lombardi. Come è stato detto all’inizio
dell’articolo Asti è considerata una città
d’arte, altri monumenti sono il Palazzo di Bellino, il
Battistero di San Pietro ( o rotonda, come viene comunemente
chiamato), la Torre Troiana, detta torre dell’orologio
collocato nel lontano ‘500, il Museo del Risorgimento
uno dei più completi.
Inoltre non dimentichiamo il Palazzo Alfieri dove nel 1749 vi
nacque Vittorio , una delle glorie della letteratura italiana.
Alfieri palesa in tutte le sue tragedie una penetrazione psicologica
profonda e complessa, dove la solitudine morale, la scontentezza
sovente senza risposta, la cupa malinconia e passionalità
unita ad ostinatezza ed insofferenza si agitano di continuo
nell’animo dello scrittore.
Le opere come “Della tirannide”, “Del Principe
e delle lettere”, le “Rime”, il “Misogallo”
e “le “Satire”, saranno studiate da autori
anche del romanticismo ottocentesco tanto sono rivelatrici del
profondo malessere dell’ animo umano portato dall’autore
alle estreme conseguenze. Il raduno del nostro “Club”
avverrà in questa città dove tutti ci accorgeremo
che i giorni saranno veramente pochi per apprezzarla in tutta
la sua realtà.
Bibliografia:
Il trecento di P. Toesca (Utet, Torino, 1951).
Vittorio Alfieri di Umberto Panozzo (Paravia,Milano).