Il raduno della “Granda” si svolge nelle belle
e dolci colline del Monferrato, ricche di vigneti,dai minuscoli
paesi e castelli appollaiati sulle modeste alture ricche di
fascino che talvolta,alle prime nebbie, si ammantano di un’atmosfera
irreale cara agli abitanti. L’abitato pittoresco e raccolto,
è situato a soli 359 metri sul livello del mare, disteso
sul versante della collina dove il torrente “Stura”,
poco più sotto si ode mormorare.
Le vecchie case, addossate le une alle altre si snodano lungo
le stradine che conducono alla sommità dove il paese
è ai nostri piedi e vediamo gli svettanti campanili che
dominano il vecchio borgo. La Parrocchiale dedicata a Sant’Antonio
Abate è un edificio barocco della prima metà del
‘700 la cui la facciata fu rifatta nel 1865.
L’interno risulta estremamente interessante, certamente
uno dei migliori esempi del “rococò” piemontese,
a forma di croce greca ricco di movimentate forme, graziosi
coretti ed affrescato elegantemente.
La balaustra è impreziosita da marmi policromi così
come l’altare maggiore. All’interno di questa Parrocchiale,
meta di numerose visite di turisti anche stranieri si ammira
il pergamo o pulpito come oggi comunemente viene chiamato, gli
stalli intarsiati del coro ed il bell’organo neoclassico.
Il rococò deriva dal termine francese “rocaille”,
cioè conchiglia da cui è derivata la parola italiana
.
In origine definì una decorazione usata nel primo settecento,
a base di pietruzze e di conchiglie inserite sui muri dei giardini
e sulle pareti delle grotte artificiali costruite negli stessi.
Il termine passò poi a definire lo stile della linea
curva e talvolta a spirale.
Altra bella chiesa è quella della Beata Vergine ad Nives,
detta comunemente la Madonnina,grazioso edificio sacro. Infine
possiamo ammirare il castello che domina l’abitato di
Guasco di Bisio.
L’ingresso meridionale è della fine dell’800
come la cappella dovuta a Carlo Ceppi.
Nella biblioteca un magnifico camino in stile barocco. In questo
castello nel 1813 Silvio Pellico scrisse la tragedia Francesca
da Rimini, figlia di Guido il vecchio da Polenta, Signore di
Ravenna.
Ella andò in sposa a Gianni Malatesta detto Ciotto (sciancato),
richiesta in nozze per lui dal fratello Paolo. Secondo il Boccaccio
Francesca credette di andare in sposa a Paolo e non a fratello
sciancato. Certo che da quel giorno ella arse d’amore
per Paolo, sino a che Cianciotto li sorprese insieme e li uccise.
L’episodio dovette avvenire presubilmente tra il 1238
ed il 1286.
Bibliografia:
Letteratura italiana di Giorgio –Barberi Squarotti.