I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Murisengo"

di Elisabetta Grazia

Il raduno della “Granda” si svolge nelle belle e dolci colline del Monferrato, ricche di vigneti,dai minuscoli paesi e castelli appollaiati sulle modeste alture ricche di fascino che talvolta,alle prime nebbie, si ammantano di un’atmosfera irreale cara agli abitanti. L’abitato pittoresco e raccolto, è situato a soli 359 metri sul livello del mare, disteso sul versante della collina dove il torrente “Stura”, poco più sotto si ode mormorare.
Le vecchie case, addossate le une alle altre si snodano lungo le stradine che conducono alla sommità dove il paese è ai nostri piedi e vediamo gli svettanti campanili che dominano il vecchio borgo. La Parrocchiale dedicata a Sant’Antonio Abate è un edificio barocco della prima metà del ‘700 la cui la facciata fu rifatta nel 1865.
L’interno risulta estremamente interessante, certamente uno dei migliori esempi del “rococò” piemontese, a forma di croce greca ricco di movimentate forme, graziosi coretti ed affrescato elegantemente.
La balaustra è impreziosita da marmi policromi così come l’altare maggiore. All’interno di questa Parrocchiale, meta di numerose visite di turisti anche stranieri si ammira il pergamo o pulpito come oggi comunemente viene chiamato, gli stalli intarsiati del coro ed il bell’organo neoclassico. Il rococò deriva dal termine francese “rocaille”, cioè conchiglia da cui è derivata la parola italiana .
In origine definì una decorazione usata nel primo settecento, a base di pietruzze e di conchiglie inserite sui muri dei giardini e sulle pareti delle grotte artificiali costruite negli stessi. Il termine passò poi a definire lo stile della linea curva e talvolta a spirale.
Altra bella chiesa è quella della Beata Vergine ad Nives, detta comunemente la Madonnina,grazioso edificio sacro. Infine possiamo ammirare il castello che domina l’abitato di Guasco di Bisio.
L’ingresso meridionale è della fine dell’800 come la cappella dovuta a Carlo Ceppi.
Nella biblioteca un magnifico camino in stile barocco. In questo castello nel 1813 Silvio Pellico scrisse la tragedia Francesca da Rimini, figlia di Guido il vecchio da Polenta, Signore di Ravenna.
Ella andò in sposa a Gianni Malatesta detto Ciotto (sciancato), richiesta in nozze per lui dal fratello Paolo. Secondo il Boccaccio Francesca credette di andare in sposa a Paolo e non a fratello sciancato. Certo che da quel giorno ella arse d’amore per Paolo, sino a che Cianciotto li sorprese insieme e li uccise.
L’episodio dovette avvenire presubilmente tra il 1238 ed il 1286.


Bibliografia:
Letteratura italiana di Giorgio –Barberi Squarotti.

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