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di Luigi Grazia
Comune in provincia di Alessandria sorge a pochi chilometri dal
fiume Po noto per i ritrovamenti di tombe funerarie nella necropoli
in frazione Piobetto.
La necropoli è una delle più importanti scoperte
nella zona della valle del Po ed è classificata come necropoli
villanoviana dall'omonima località di Villanova nei pressi
di Bologna.
Con il nome di civiltà villanoviana viene indicata una
delle più rilevanti "facies" dell'età
del ferro in Italia. Le facies erano sovrapposizioni stratificate
di urne cinerarie presenti nelle vicinanze dei fiumi le cui acque
coprivano le tombe con il limo, solidificavano con il passare
dei secoli e le antiche popolazioni provvedevano ad interrare
altre urne sulle precedenti.
Le prime testimonianze furono rinvenute nella metà del
XIX° secolo dal Gozzadini in località Piobetto. In
Italia sono state rinvenute più di quaranta necropoli del
tipo villanoviano la cui caratteristica dall'ossario biconico
erano il coperchio ora a ciotola , ora ad elmo, contenente suppellettili
quali rasoi, fibule, eccetera , tanto di bronzo quanto in misura
inferiore di ferro.
Il termine usato dalle antiche popolazioni per indicare il luogo
di sepoltura dei cadaveri era necropoli, dopo l'avvento del cristianesimo
lo stesso luogo verrà chiamato dai latini cimitero (dormitorio).
Morano offre anche una riserva naturale speciale, denominata Ghiaia
grande la quale si estende per ben 462 ettari dove con guide (guardia
parco) è possibile addentrarsi nella stessa ed osservare
l'airone cenerino, il nibbio bruno, la poiana, il cormorano,il
picchio rosso, la pavoncella, eccetera.
Sono previste soste utilizzando strutture per il consumo del pasto.
Morano è indubbiamente una delle capitali del riso, dove
le risaie pare si estendano all'infinito. Questo importante alimento
viene coltivato in quasi tutti i continenti ed è al primo
posto nel consumo mondiale mentre molti sarebbero portati ad affermare
che è il pane, invece lo stesso si colloca al secondo posto,
a qualche distanza dal primo.
In Piemonte le forme sparse di insediamento dipendono dalla precoce
diffusione della piccola proprietà coltivatrice.
Essa fu promossa con l'abolizione delle servitù feudali
operata da Emanuele Filiberto di Savoia, accentuata nel primo
decennio del '900 , eccetto nel vercellese e novarese, anche per
l'applicazione rigorosa dei criteri di ispirazione francese nella
liquidazione delle proprietà già vincolate , dei
beni della Chiesa e dei grossi patrimoni, sostenendo contemporaneamente
l' espansione del credito ipotecario.
La conseguenza più evidente fu la forte proletarizzazione
dei contadini che divennero inevitabilmente il serbatoio della
mano d'opera per le insorgenti attività industriali.
Note tratte da:
La padania di Cesare Saibene.
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