Il raduno proposto ci vedrà nella zona delle torri e
dei calanchi del Monferrato. Precisamente ad Acqui Terme. La
zona circostante la graziosa cittadina conserva l’organizzazione
degli antichi borghi che la ripresa economica e demografica
dell’ultimo scorcio del X° ed XI° secolo produsse
con il rifiorire dell’attività agricola e dei traffici.
L’aggregarsi delle popolazioni nei luoghi naturalmente
meglio protetti o già sedi di più antiche torri
di avvistamento o presidio.Nel possesso dei singoli borghi si
alternarono, in un intrico di vicende storiche, i Marchesi del
Monferrato, piccoli signori feudali, i comuni di Genova, Asti,
Alessandria ed i Duchi di Milano. L’impronta caratteristica
conservata da queste terre risale comunque al primo dominio
dei Signori Del Carretto (secoli XII°-XIII°), che edificarono
fortilizi quasi mai trasformati in dimore signorili, dei quali
restano solo le alte torri.
Acqui già capoluogo dei Liguri Stazielli fu fiorente
municipio romano, importante come oggi per le sue terme, raggiunto
dalla Via Emilia di Scauro che lo collegava con Tortona e Vado
ligure. Fu quindi sede di comitato franco e di potente vescovado
che la tradizione vuole fondato nel IV° secolo. Libero comune
per breve tempo a cavallo del XII° e XIII° secolo. Durante
il duecento divenne possesso dei Marchesi del Monferrato, dei
cui territori meridionali fu per secoli capitale.
Acqui lambita dal fiume Bormida oggi è importantissima
stazione termale e ridente cittadina. Il complesso termale comprende
le nuove terme ubicate in piazza Italia e le antiche terme entro
un vasto parco dotato di una grande piscina con annessi campi
da tennis.
Le acque sono salso-bromo-iodiche-sulfuree e la cura principale
dei fanghi. In centro troviamo una piccola piazza detta la bollente
con una graziosa edicola eretta nel 1870 in forme classicheggianti,
dalla quale sgorga acqua a 75° C. fra abbondanti vapori.
Il Duomo risale al XI° secolo e serba di quell’epoca
la parte absidale ed il bel campanile. Nell’interno la
vasta cripta poggia su graziose colonnine di pregevole fattura
ed in sagrestia possiamo ammirare un bel trittico del secolo
XV° del catalano B. Ruben. Sotto il portico troviamo un
portale rinascimentale con “lunetta” a rilievo di
A. Pilacorte del 1481 . Sul fianco destro della chiesa un chiostro
del secolo XIV° con resti romani mentre nella vicina San
Pietro , primitiva cattedrale eretta fra i secoli X°-XI°,
rimane solo l’abside centrale.
Bibliografia consultata:
Borghi, pievi, castelli dell’alto Monferrato
di L.Pitarello