| di Henry
Marinelli
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(dal
giornale del Camper Club La Granda "INSIEME"
N. 75 6/2002)
Vi chiederete come sia
possibile coniugare tutte queste caratteristiche: facile quando
si ha a che fare con i Montefeltro, che ha fato del turismo sostenibile
una bandiera del proprio essere. Ciò significa che il turismo,
notevolmente in crescita negli ultimi anni, è andato aumentando
in maniera del tutto naturale, senza forzature. Quindi non solo
si è confermato "sostenibile" ma è addirittura
volano di sviluppo a favore dalla agastronomia. La cultura culinaria
della zona è stata da sempre legata alle produzioni di tipicità
tradizionali locali che è considerato oggigiorno il parametro
vincente di uno sviluppo turistico locale. Si capisce bene come
il "cerchio" si chiuda alla perfezione. Non dimentichiamo
infatti che prodotti come il "Bostrengo", un dolce pulisci-credenza
era stato praticamente rilegato al ruolo di specialità rintracciabile
nei documenti, mentre è oggi un prodotto richiestissimo da
tutti i turisti, sia dagli "scampagnanti" domenicali che
dai turisti di lontananza. Naturalmente questo prodotto, anti-industriale
per eccellenza, viene riproposto solamente in determinati forni,
agriturismi e ristoranti che hanno magari innovato la ricetta, ci
hanno messo qualche "fiocchetto" in più, suggerito
dai pensieri della cucina moderna, ma non hanno di certo sconvolto
la formula originale, che prevedeva l'utilizzo di latte, frutta
secc, pane raffermo tra i propri ingredienti. La cucina si esalta
anche attraverso dei particolari ristoranti che hanno scelto un
taglio particolarmente alto, non a caso i miglior Chefs della provincia
(a detta di illustri e conosciutissime guide) sono quelli che lavorano
nell'interno della provincia, e soprattutto nel Montefeltro (consulta
anche www.montefeltronews.it).
Acconto allo stile raffinato beh, c'è tutta l'anima rustica
che impasta quintali di cappelletti, ravioli e gnocchi che andranno
combinati con i capponi e i funghi più profumati della zona.
E badate bene che i funghi ve li raccolgono sotto il naso! Non hanno
niente da nascondere "i vecchi"delle famiglie rurali.
E come si comprende facilmente, risulta veramente difficile incappare
nel medesimo sapore tutte le volte che si mangia un piatto, perché
quel fungo potrebbe essere stato raccolto in ambiti spaziali e temporali
diversi. Dipende dalla stagione e dalla voglia del "vecchio"
e dall'umore del cuoco. A parte gli scherzi, in qualche casa si
assiste al fenomeno opposto a quello della modernizzazione delle
ricette. Infatti capita che sia nella produzione del prodotto tipico
che nella formulazione della ricetta ci sia una consapevole volontà
del ritorno alle origini. Mi riferisco in particolare ad alcuni
salumi quale il Prosciutto Aromatizzato del Montefeltro, visto che
la tendenza attuale è quella di allevare suini appartenenti
a razze ormai scomparse secondo un metodo semibrado e quindi con
alimenti estremamente residuali.
Come si è visto la gastronomia del Montefeltro, sia che si
proietti al passato che al futuro, è comunque tutta da godere,
a favore del nuovo turismo rurale, del quale puoi godere ogni novità
su www.montefeltrotour.it
Per ulteriori informazioni
su arte, natura, gastronomia e turismo invia una mail a info@montefeltro.info
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