I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Vigevano"

di Loredana Castelfranchi Vegas

Nota città lombarda sia per l’importanza delle industrie presenti nel territorio comunale o limitrofo che per l’aspetto culturale tanto da essere considerata “città d’arte”.
Vigevano si trova all’estremità settentrionale della pianura alluvionale della Lomellina, regione “storica” la quale costituisce il centro più popoloso ma che ha sempre conservato una notevole autonomia. Sita tra il fiume Ticino ed il Sesia , che rappresentano i confini naturali, fu accorpata storicamente in modo alterno al territorio lombardo ed a quello piemontese.
Scrisse Guido Piovene: ……”sembra che essa sorga dal paesaggio rustico dopo una corsa lungo i canali d’irrigazione; ogni volta provoca un senso di scoperta e meraviglia……”. La piazza ducale forse ideata dal Bramante è una delle più belle del rinascimento italiano, in cui si affacciano il Duomo ed il castello, un tempo dimora principesca dei Visconti e degli Sforza , tanto da costituire un complesso unitario di rilevanza eccezionale.
La grande piazza porticata fu costruita in tempi brevi, solo 2 anni (1492-94) per volere di Ludovico il Moro sul luogo dell’antico mercato. Lì Ludovico il Moro (scrisse l’inviato ferrarese Sivero Siveri il 4-8-1492 ad Eleonora d’Aragona ) “ordina di butar per terra tutte le case da ogni lato e fa fare una bella piazza molto longa et larga cum portici, cum columne et volti et botege da ogni lato”. La piazza è limitata su tre lati da edifici dalle facciate uniformi, il quarto dal fronte del Duomo. Essa ha un impianto regolare e dimensioni straordinarie se rapportato a quella della città: 138 metri per 48 di larghezza, compresi i portici.
E’ la prima espressione compiuta e realizzata dell’idea di piazza del rinascimento con la concezione architettonica di Leon Battista Alberti. Quando egli ipotizza questo spazio della città come luogo di commercio ed incontro , in effetti riprende la descrizione del “foro romano” contenuta nell’antico trattato di Vitruvio (I° secolo a.C.).Così come a Vigevano, torre e castello sono elementi della piazza, ma diversamente che nella città medievale e nelle descrizioni del Filerete, essa non racchiude, isolata nel mezzo la chiesa ma deve essere uno spazio (scrive l’Alberti) interamente vuoto ed ordinato prospetticamente come una “sala o salone” , in funzione della corte ducale che dimora a poche decine di metri dal castello costruito sopra un terrapieno di oltre 7 metri sovrastante la grande piazza. Una torre a “cannocchiale” tipica dell’architettura lombarda correda la dimora ducale. La medesima è chiusa dalla facciata concava del Duomo seicentesco, dedicato a Sant’Ambrogio e San Carlo. L’interno , a croce latina, conserva l’originale struttura rinascimentale pur con sovrapposizioni barocche , decorazioni a stucco ed a fresco. La cupola rivestita in rame fu ultimata nel 1716. Bisogna precisare una cosa.
Quando entreremo da una delle porte del Duomo, la cui facciata perfettamente allineata con i lati destro e sinistro della piazza, tanto da formare con il quarto un rettangolo, noteremo che la chiesa all’origine fu costruita non parallela alla stessa ma di traverso. Pertanto solo le porte sono simmetriche alla piazza.
Il progetto di questa correzione dell’anomalia la dobbiamo al Vescovo di Vigevano Juan Caramuel de Lobkowitz originario di Madrid, tipico personaggio dell’età barocca, attivo nei campi più diversi. Scrisse un trattato di architettura di una certa importanza, fondato su una visione matematica e filosofica di grande respiro, dando alla medesima una conclusione architettonicamente definita.Il centro storico della città è interessante per gli edifici, anche se di modeste proporzioni, sia medievali che rinascimentali.


Note biografiche:
L.B.Alberti, storico ed architetto del rinascimento
di M.L. Gengaro.
I maestri dell’architettura classica
di G.R. Lukomski.

 Copyright © Camper Club La Granda - Web Design Registred Cn-Net