Dal latino Ticinum Papia questa importante città lombarda
è sorta sulla riva sinistra del fiume Ticino dalle azzurre
acque che nascono dal monte Novena nel massiccio del Gottardo
a metri 2865 in Svizzera dando il suo nome all’omonimo
Cantone Elvetico. E’ il secondo fiume italiano lungo 248
chilometri di cui 91 in territorio svizzero. Poco più
avanti, a 8 chilometri si unisce al grande Po, al centro di
una delle zone più fiorenti della Valle Padana. La tipografia
della città risente della sua origine romana e conserva
tuttora l’aspetto geometrico, tagliato a squadro delle
strade, come si usava nei Castra delle legioni. La città
sotto il regno di Teodorico (498) si avvia a diventare capitale
del Regnum Italicum. Pavia vanta insigni monumenti d’arte.Il
più augusto è la Basilica di San Michele Maggiore.
Di fondazione longobarda, ricostruita dopo il 1117, è
il monumento più insigne della città, uno dei
capolavori dell’architettura romanica. Vi ebbero luogo
varie incoronazioni di re ed imperatori da Berengario I°
a Federico Barbarossa. Ha una massiccia facciata a capanna in
pietra arenaria,tripartita di lesene e coronata da una loggetta
rampante. L’interno mostra un’ardita struttura a
3 navate su pilastri, con matronei sopra le navatelle. Suggestiva
la cripta su colonnine che denota chiaramente l’arte del
Bramante. Il Duomo, una delle più importanti creazioni
del Rinascimento lombardo fu iniziato nel 1488 su disegno di
G.A. Amadeo, altri vi intervennero nel corso dei lavori d’innalzamento
che si protrassero per tutto il secolo XVI° fra cui Bramante
e Leonardo da Vinci. Gli stessi intervennero nel corso dei lavori
d’innalzamento che si protrassero per l’intero secolo
XVI°. La facciata e la grandiosa cupola risalgono agli ultimi
decenni del XIX° secolo. L’interno è un complesso
organismo a “croce greca”, su pilastri e sormontato
dalla cupola. Pavia vanta il grandioso quadrilatero del Castello
Visconteo. Questo edificio costruito con laterizi consta di
due torrioni angolari, due ordini di bifore e merlature. Fu
fatto erigere da Galeazzo Visconti nel 1365. L’interno
si presenta con un grande, enorme cortile ricco di bifore e
quadrifore. Un altro gioiello architettonico della città
è San Pietro in Ciel d’Oro del 1132. Insigne esempio
di architettura romanica. La facciata ripete in forme più
raccolte quella di San Michele. L’interno è un
maestoso organismo a tre navate su pilastri. Sopra l’altare
maggiore si trova la gotica Arca di Sant’Agostino le cui
ossa furono trasferite da Ippona a Cagliari e da qui a Pavia
nel secolo VIII°. E’ una complessa opera in marmo,
ricca di statue e di rilievi, eseguita da scultori lombardi
influenzati dall’arte toscana (1362). La cripta custodisce
dietro l’altare un sarcofago con le ossa di Severino Boezio,
consigliere romano di Teodorico e da questi fatto uccidere nel
524 con l’accusa di tradimento. Oltre a chiese minori
occorre recarsi sul Ponte coperto sul Ticino,ricostruzione non
del tutto fedele di quello antico comunque caratteristico, risalente
al 1354 e distrutto da un bombardamento nel 1944. Al di là
del Ponte si estende il Borgo Ticino, ove lungo la breve via
principale sorge la chiesa romanica di Santa Maria in Betlemme
con un bel portale ed un piccolo tiburio. Quest’ultimo,tipico
nelle chiese romaniche lombarde, è una struttura architettonica
a pianta poligonale che racchiude interamente la cupola. A dieci
chilometri dalla città verrà proposta una visita
alla celeberrima Certosa di Pavia, uno dei massimi monumenti
dell’arte lombarda del Rinascimento. Fondata nel 1396
da Gian Galeazzo Visconti che destinò il complesso a
mausoleo di famiglia. Questo luogo è talmente ampio,
ricco di innumerevoli opere d’arte, di novità architettoniche
per l’epoca; pertanto non ci dilunghiamo più di
tanto lasciando alle guide il compito di illustrare con dovizia
l’importanza della visita.
Note tratte da:
Guida del T.C.I.
Consultazione di edizioni U.T.E.T.