Nome: Duomo - Nato a: Milano- Il: 1386- Professione: Cattedrale
cittadina.
“El principio del Duomo fu nel 1386”, ricordano
le antiche cronache milanesi ma la costruzione fu la più
lunga e tormentata di tutte le cattedrali gotiche. Appena un
secolo più tardi il grande storico italiano dell’arte,
il Vasari, si esprimeva in questi termini:
“Ecci un’altra specie di lavori, che si chiamano
tedeschi,…..né oggi s’usano per gli eccellenti,
ma son fuggiti da loro come mostruosi e barbari……..avendo
fatto nelle lor fabbriche, che son tante ch’hanno ammorbato
il Mondo, le porte ornate di colonne sottili et attorte ad uso
di vite, le quali non possono aver forza a reggere il peso di
che leggerezza si sia; et così per tutte le facce et
altri loro ornamenti facevano una maledizione di tabernacoli
l’un sopra l’altro, con tante piramidi et punte
e foglie, che non ch’elle possano stare, pare impossibile
ch’elle si possono reggere; et hanno più il modo
da parer fatte di carta, che di pietre e marmi…….Iddio
scampi ogni paese da venir tal pensiero et ordine di lavori,
che per essere eglino talmente difformi alla bellezza delle
fabbriche nostre, meritano che non se ne favelli più
di questo.”
Tale non era il parere dei costruttori del Duomo di Milano che
volevano gareggiare con le altre capitali europee. Chi era Giorgio
Vasari? Pittore, architetto storico dell’arte (1511-1574),
fu uno dei personaggi celebri del ‘500 noto per una pubblicazione,
più volte ampliata, dal titolo lunghissimo che noi sinteticamente
abbreviamo in “Le vite”(come comunemente è
conosciuta). Per quanto la critica moderna abbia smantellato
tutti i suoi principi estetici, cioè infirmando l’idea
di progresso nell’arte, così come quella della
preminenza del disegno sul colore ( quindi i toscani sui veneti)
tuttavia “Le vite” rimangono il massimo
monumento della storiografia artistica del rinascimento, fonte
insostituibile per conoscere gli artisti del tempo, le loro
opere pittoriche o marmoree, i committenti, la prima collocazione
in palazzi o chiese, eccetera.
Oggi senza quest’opera monumentale risulterebbe difficoltoso
attribuire la paternità di molte opere ad uno piuttosto
che ad un altro artista, generando pertanto comprensibili incertezze.
Di una cosa siamo certi, i costruttori del Duomo non tennero
conto del giudizio del Vasari nell’innalzare la grande
“cattedrale” nello stile del tempo, cioè
il gotico. Tra il 1150 ed il 1200 nelle regioni della Francia
centro-settentrionale (ile-de-France) nasce un nuovo stile architettonico
che avrà rapido sviluppo e larga diffusione, il gotico.
Sebbene tragga origine proprio da alcune fondamentali innovazioni
tecniche del romanico, il nuovo stile si distacca profondamente
dal precedente per una concezione estetica, un criterio costruttivo
ed un ordine formale diverso e sovente totalmente opposto. Il
gotico prende l’avvio dalla soluzione strutturale romanica
della “volta a costoloni”, del quale sviluppo
sfrutta al massimo la “funzione portante”.
Gli archi ad ogiva, quelli trasversali e longitudinali della
navata vengono ridotti di ampiezza, spezzati ad angolo “sesto
acuto” e lanciati verso l’alto per diminuire le
spinte laterali ed incanalare il più possibile le pressioni
del peso che viene concentrato sui sostegni verticali che raccolgono
nei pilastri a fascio tutti gli elementi portanti, in special
modo le “nervature”.
Così mentre il complesso strutturale di archi ed ogive
acquistano autonomia statica, la parte muraria perde ogni funzione
di sostegno divenendo un semplice ed inerte riempitivo, contrariamente
a quanto avveniva nell’architettura romanica, il cui volume
e peso , la stessa consistenza materiale delle masse murarie,
avevano una loro funzione peculiare nel sostegno statico della
costruzione. Un’osservazione è doverosa. Il Vasari
nelle “Le vite” scrisse di un’arte
sconsiderata di provenienza “tedesca” mentre
come accennato l’origine del gotico fu la Francia. Come
fu possibile questo equivoco?
La spiegazione consiste in questo: il gotico dopo le grandi
cattedrali francesi quali Notre-Dame,Amiens, Reims, eccetera,
trasmigrò in Germania e successivamente in Italia. Il
Vasari erroneamente credette che questo nuovo stile fosse tedesco.
Coloro i quali hanno visto il divertente film di Walt Disney
tratto dal romanzo Notre-Dame con gli amori di Esmeralda o hanno
letto l’omonimo libro, non è sfuggito loro come
il romanzo è un compendio storico ed architettonico di
Parigi con la vicenda del tutto marginale di Esmeralda. Notre-Dame
non è una cattedrale compiuta, non è più
romanica e non ancora gotica. Come scrive Fénelon nel
libro ”Le voyage”, l’arco gotico
a sesto acuto (caratteristico dell’architettura gotica)
arrivò in Francia importato da quella Araba per effetto
delle numerose crociate, dove era presente già da tempo
nelle costruzioni orientali. Un’altra osservazione possibile
è che il gotico manipolato in Germania cerca di riprodurre
le foreste teutoniche le quali prima dell’avvento del
cristianesimo pullulavano nell’immaginazione di quelle
popolazioni dei personaggi mitici del mondo tedesco. Pertanto
chi osserva l’interno di una chiesa gotica tedesca deve
porsi in un lato estremo dell’interno dell’edificio
e guardare quello opposto dove noterà come le colonne
affusolate assomigliano a tronchi d’alberi ed i costoloni
di raccordo tra gli uni e gli altri rappresentano i rami dello
stesso. Finalmente arriviamo, dopo questo preambolo, al Duomo
di Milano, principale monumento cittadino, la più vasta
e complessa chiesa gotica che si sia costruita in Italia. Iniziata
nel 1386 sotto Gian Galeazzo Visconti purtroppo non conosciamo
il nome dell’architetto che l’ideò. Di certo
sappiamo che dopo vari ripensamenti, ad esempio ai lati della
facciata dovevano sorgere due campanili, il progetto fu abbandonato
ed intrapresa una costruzione ben più impegnativa. Innalzare
quasi al centro della navata centrale un campanile sulla cui
sommità è collocata la celebre Madonnina. Il Duomo
segue lo schema delle grandi cattedrali gotiche soprattutto
nella pianta a 5 navate con transetto poco sporgente e navata
trasversale. Le sue strutture invece, malgrado il ricco rivestimento
in stile gotico fiorito, differiscono notevolmente da quelle
di analoghe realizzazioni francesi o tedesche. Lo slancio degli
elementi salienti e terminanti in cuspidi è infatti sensibilmente
frenato dallo sviluppo orizzontale della facciata che poggia
su un basamento che non ha riscontro in nessuna chiesa gotica
straniera dal lento e progressivo innalzarsi delle navate, che
conferiscono equilibrio statico alla costruzione senza bisogno
di archi rampanti (questi infatti furono aggiunti solo nel XVIII°
secolo come complemento decorativo in stile). A tale criterio
d’ordine e di misura si ispirano anche le strutture interne
come i massicci pilastri ornati da ampie fasce, con tabernacoli
e statue che fungono da capitelli ed interrompono, molto sotto
dell’imposta delle arcate, gli sviluppi ascensionali delle
già poco evidenti nervature. Malgrado ciò, nel
suo complesso, il Duomo di Milano, presenta sia all’interno
che all’esterno un carattere gotico abbastanza tipico,
grazie soprattutto alla fittissima selva di torri, guglie, pinnacoli
ornati di trafori, nicchie e tabernacoli che ospitano un incredibile
numero di sculture (sono 2245 all’esterno), preziosa testimonianza
dei vari mutamenti di stili avvenuti durante i cinque secoli
dall’imponente costruzione (ad esempio si trovano le riproduzioni
delle teste di Mussolini e di Coppi).La meno unitaria stilisticamente
risulta la facciata, baroccheggiante nella zona inferiore sino
al primo ordine di finestre su progetto del Pellegrini, ricondotta
a forme gotiche nella zona superiore. I grandiosi portali e
le ampie finestre di vetri colorati impreziosiscono questa stupenda
realizzazione architettonica. Sino dai primi decenni della costruzione
si evidenziarono problemi statici, dovuti soprattutto per la
guglia della Madonnina che poggia sui pilastri centrali del
tempio. Pertanto numerosi architetti dovettero intervenire o
comunque dare consigli utili per la staticità. Anche
il famoso Leonardo da Vinci venne interpellato per risolvere
i problemi incombenti, come alcune cronache cittadine menzionarono
il fatto. A conclusione dell’articolo dobbiamo evidenziare
che talune correnti della letteratura architettonica ascrivono
lo stile del Duomo di Milano al gotico renano , altre semplicemente
al gotico fiorito come già accennato. La facciata invece
è in stile barocco su progetto del Pellegrini e ricondotta
in forme gotiche nella zona superiore.
Note tratte da:
L’architettura gotica in Lombardia di A.M.Romanini.
Studio comparato sull’architettura gotica di G.V. Alfieri.
Guida dell’Italia del Touring Club Italiano.