I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Cantù"

di Sabella Aletti

Cittadina industriale famosa per la fabbricazione di mobili, in bella posizione , al margine occidentale della Brianza.Vanta numerosi edifici artistici degni di nota.
In passato, circa nel 1400, era nota come la città delle cento torri che con le mura poderose difendevano l’abitato. Oggi solo alcuni tratti delle fortificazioni testimoniano l’importanza di “Canturio”, come era chiamata nel medioevo.
Acerrima nemica di Como, poco distante,dovette ripetutamente difendere il proprio territorio e l’abitato dalle scorribande avversarie. Il centro cittadino è rappresentato dalla meravigliosa Basilica di San Paolo del secolo XI°, interamente rifatta per volere di Carlo Borromeo nel 1579. Si entra dal lato sinistro della Basilica preceduto da un portico cinquecentesco. L’interno ricco di affreschi, stucchi ed un coro nel quale si ammira la caduta di San Paolo opera di Giulio Cesare Procaccini. Figlio di un manierista bolognese questo pittore nacque a Bologna nel 1570 ca. e morì a Milano nel 1625.
La critica lo considera forse il più monocorde fra tutti i maestri lombardi del primo seicento, oscilla tra una sensualità già seicentesca nel gusto del colore e nel largo andamento della composizione con una carica devozionale e pietistica che, soprattutto nei quadri sacri, ne frena lo slancio. Sul lato sinistro della facciata si eleva l’esile, altissimo campanile( fine secolo XI°). La “cella” del 1579 è stata attribuita, senza riscontri certi, al Pellegrini. Oltre ad alcune torri superstiti, case tardo medievali e chiese troviamo la residenza dei Pietrasanta con i meravigliosi affreschi dell’Appiani, Cantù annovera anche il Santuario della Madonna dei Miracoli. La chiesa ha un interno “fastoso” a tre navate con affreschi che ornano la cupola ed il presbiterio opere di Gian Mauro della Rovere,del Montalto e del Procaccini. All’estrema periferia della cittadina si trova il famoso complesso altomedievale di Galliano che incorpora la Basilica di San Vincenzo.
Una guida illustrerà con competenza l’importanza dei cicli di affreschi particolarmente grandiosi del battistero di San Giovanni, uno dei primi in Lombardia a pianta quadriloba,movimentato da un gioco di volumi curvilinei con matronei (loggiato interno aperto verso la navata centrale, riservato alle donne) e cupola. Il battistero del secolo XI°, certamente di epoca carolingia, restaurato nel secolo scorso.
Tutto il complesso fu adibito durante la dominazione napoleonica a stalle e ricovero delle truppe francesi. Fortunatamente non vi furono guasti irreparabili ed oggi è meta turistica molto apprezzata.

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