I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Bergamo, città d'arte"

di Luigi Grazia

Una scelta felice per il raduno. Capoluogo lombardo nella parte orientale della regione ai piedi delle Alpi Orobiche, tra i fiumi Adda e Serio. Consta di due parti distinte di cui la più antica sorge su un colle di circa 350 metri s.l.m., detta Bergamo alta, un'altra più moderna sorta un po’ per volta sul piano sottostante, a circa metri 250 s.l.m., detta Bergamo bassa. Le due parti sono raggiungibili anche da una funicolare terrestre. La città alta tipicamente medievale è un gioiello architettonico con spunti alto medievali ed anche rinascimentali in talune parti aggiunte nel corso dei secoli. La piazza vecchia e quella attigua del Duomo costituiscono il centro monumentale di Bergamo alta, si orna di una fontana settecentesca e le fa’ da sfondo il Palazzo della Ragione della fine del XII° secolo, tutto aperto in basso da porticato ed il “Leone di San Marco” che ricorda il dominio veneziano. Il Duomo ha una facciata moderna e nell’interno custodisce pregevoli dipinti di A. Previtali e del Tiepolo1. Adiacente la complessa pittoresca costruzione romanica di Santa Maria Maggiore della seconda metà del secolo XII° della quale manca la facciata. Il portale preceduto da un magnifico protiro, cioè un piccolo portico su due colonne addossato alla facciata (come detto mancante) tipico delle chiese romaniche. Il complesso comprende l’edificio rinascimentale della sagrestia nuova (1491), la bella scala, l’abside, le loggette ed il campanile del XIV-XVI° secolo. L’interno fastoso di stucchi e dorature con il mirabile coro dalle preziose tarsie. La Cappella Colleoni che il grande condottiero al servizio della Repubblica Veneta si fece costruire quale tomba per la sua ultima dimora, è un gioiello di architettura e di decorazione, capolavoro del G.A.Amadeo (1476) e del rinascimento lombardo. Tutti gli elementi struttivi ed ornamentali che compongono la preziosa facciata, lesene, portale, finestre, rosone, loggette si fondono nel vivace gioco cromatico del rivestimento marmoreo bianco e rosa. L’interno con la decorazione settecentesca, custodisce la tomba del Colleoni e quella della figlia Medea, adorne entrambi di statue e rilievi, opere sempre dell’Amadeo. Nelle lunette affreschi del Tiepolo (1733). Noteremo sempre sulla piazza il bel Battistero, piccolo elegante edificio ottagonale coronato da una graziosa galleria a colonnine in marmo rosso di Verona. E’ tuttavia una ricostruzione dell’opera originaria dovuta a Giovanni da Campione (1340) mentre le statue che l’ornano sono dei maestri campionesi (secolo XIV°), poi l’edificio della Cittadella e la cinquecentesca porta di Sant’ Alessandro. I palazzi della piccola via Pignolo dei secoli XVI°- XVIII°. Ancora l’antica Rocca da cui si godono i magnifici scorci sulla Bergamo bassa, sulla pianura, sulle Prealpi ed Alpi lombarde. Da libero comune partecipò alla “Lega lombarda” contro il Barbarossa e dopo un breve dominio dei Visconti passò sotto la “Serenissima”. Molto ameni ed interessanti sono i dintorni di Bergamo verso Lecco, sia Monza-Milano che verso Brescia. Una cosa è certa, bisognerebbe dedicare a questa città qualche giorno in più di quelli previsti dal raduno.

1 Famiglia di pittori veneziani, Giambattista Tiepolo, pittore di origine dalmata, nato a Venezia il 1696 e morto a Madrid nel 1770. Artista considerato una pietra miliare dell’arte pittorica. E’ necessario spendere due parole per comprenderne i motivi decorativi e rappresentativi. Con Tiepolo si compie il felice trapasso dal risalto barocco di masse alla schiarita composizione settecentesca. La sua gamma cromatica chiara e luminosa, i rapporti di tinte complementari per ottenere il massimo di luce, l’uso calibrato delle tinte fredde nell’accordo totale, modificano l’aspetto reale secondo lo spirito del suo tempo. Sostituendo la piena monumentalità (del barocco) con una struttura più ariosa ed
illusionistica. Nella pittura del Tiepolo c’è un accento di consapevolezza della trasposizione teatrale, per contro l’assenza di intellettualismo della pittura veronesiana. Ma dal Veronese (al quale Tiepolo si ispirò sempre) colse quella vitalità del tessuto pittorico in ogni sua parte senza punti inerti, per il continuo rapporto dei colori ed inventò da grande pittore il comporre mosso e leggero. In questo modo superò egregiamente la cultura pittorica veneziana del settecento. (Da Storia dell’arte di Raffaella Trassati).

Note tratte da: Guide del T.C.I. – Edizioni UTET.

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