Una scelta felice per il raduno. Capoluogo lombardo nella parte
orientale della regione ai piedi delle Alpi Orobiche, tra i
fiumi Adda e Serio. Consta di due parti distinte di cui la più
antica sorge su un colle di circa 350 metri s.l.m., detta Bergamo
alta, un'altra più moderna sorta un po’ per volta
sul piano sottostante, a circa metri 250 s.l.m., detta Bergamo
bassa. Le due parti sono raggiungibili anche da una funicolare
terrestre. La città alta tipicamente medievale è
un gioiello architettonico con spunti alto medievali ed anche
rinascimentali in talune parti aggiunte nel corso dei secoli.
La piazza vecchia e quella attigua del Duomo costituiscono il
centro monumentale di Bergamo alta, si orna di una fontana settecentesca
e le fa’ da sfondo il Palazzo della Ragione della fine
del XII° secolo, tutto aperto in basso da porticato ed il
“Leone di San Marco” che ricorda il dominio veneziano.
Il Duomo ha una facciata moderna e nell’interno custodisce
pregevoli dipinti di A. Previtali e del Tiepolo1. Adiacente
la complessa pittoresca costruzione romanica di Santa Maria
Maggiore della seconda metà del secolo XII° della
quale manca la facciata. Il portale preceduto da un magnifico
protiro, cioè un piccolo portico su due colonne addossato
alla facciata (come detto mancante) tipico delle chiese romaniche.
Il complesso comprende l’edificio rinascimentale della
sagrestia nuova (1491), la bella scala, l’abside, le loggette
ed il campanile del XIV-XVI° secolo. L’interno fastoso
di stucchi e dorature con il mirabile coro dalle preziose tarsie.
La Cappella Colleoni che il grande condottiero al servizio della
Repubblica Veneta si fece costruire quale tomba per la sua ultima
dimora, è un gioiello di architettura e di decorazione,
capolavoro del G.A.Amadeo (1476) e del rinascimento lombardo.
Tutti gli elementi struttivi ed ornamentali che compongono la
preziosa facciata, lesene, portale, finestre, rosone, loggette
si fondono nel vivace gioco cromatico del rivestimento marmoreo
bianco e rosa. L’interno con la decorazione settecentesca,
custodisce la tomba del Colleoni e quella della figlia Medea,
adorne entrambi di statue e rilievi, opere sempre dell’Amadeo.
Nelle lunette affreschi del Tiepolo (1733). Noteremo sempre
sulla piazza il bel Battistero, piccolo elegante edificio ottagonale
coronato da una graziosa galleria a colonnine in marmo rosso
di Verona. E’ tuttavia una ricostruzione dell’opera
originaria dovuta a Giovanni da Campione (1340) mentre le statue
che l’ornano sono dei maestri campionesi (secolo XIV°),
poi l’edificio della Cittadella e la cinquecentesca porta
di Sant’ Alessandro. I palazzi della piccola via Pignolo
dei secoli XVI°- XVIII°. Ancora l’antica Rocca
da cui si godono i magnifici scorci sulla Bergamo bassa, sulla
pianura, sulle Prealpi ed Alpi lombarde. Da libero comune partecipò
alla “Lega lombarda” contro il Barbarossa e dopo
un breve dominio dei Visconti passò sotto la “Serenissima”.
Molto ameni ed interessanti sono i dintorni di Bergamo verso
Lecco, sia Monza-Milano che verso Brescia. Una cosa è
certa, bisognerebbe dedicare a questa città qualche giorno
in più di quelli previsti dal raduno.
1 Famiglia di pittori veneziani, Giambattista Tiepolo,
pittore di origine dalmata, nato a Venezia il 1696 e morto a
Madrid nel 1770. Artista considerato una pietra miliare dell’arte
pittorica. E’ necessario spendere due parole per comprenderne
i motivi decorativi e rappresentativi. Con Tiepolo si compie
il felice trapasso dal risalto barocco di masse alla schiarita
composizione settecentesca. La sua gamma cromatica chiara e
luminosa, i rapporti di tinte complementari per ottenere il
massimo di luce, l’uso calibrato delle tinte fredde nell’accordo
totale, modificano l’aspetto reale secondo lo spirito
del suo tempo. Sostituendo la piena monumentalità (del
barocco) con una struttura più ariosa ed
illusionistica. Nella pittura del Tiepolo c’è un
accento di consapevolezza della trasposizione teatrale, per
contro l’assenza di intellettualismo della pittura veronesiana.
Ma dal Veronese (al quale Tiepolo si ispirò sempre) colse
quella vitalità del tessuto pittorico in ogni sua parte
senza punti inerti, per il continuo rapporto dei colori ed inventò
da grande pittore il comporre mosso e leggero. In questo modo
superò egregiamente la cultura pittorica veneziana del
settecento. (Da Storia dell’arte di Raffaella Trassati).
Note tratte da: Guide del T.C.I. – Edizioni UTET.