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di Ylenia Platino
Triora si trova nella valle Argentina, in provincia di Imperia
ad una altitudine di circa 800 metri sul livello del mare ed è
uno spettacolare borgo che mantiene inalterata la sua fisionomia
medioevale. Di origini remote, forse preistoriche, Triora appare
fin dal XII secolo come feudo dei conti di Ventimiglia.
La fama del paese, però, deriva dal celebre processo, svoltosi
tra il 1587 e il 1589, che le regalò il soprannome di “paese
delle streghe”.
Alla vicenda è dedicata una parte del Museo Regionale Etnografico
e della
Stregoneria. Il museo, suddiviso in sei sale, rappresenta la vita
contadina.
Di grande pregio è la sezione archeologica, dove vengono
conservati i reperti ritrovati nella valle argentina, tra cui emergono
resti ossei riferibili
al Neolitico Medio ( 3800 - 3000 a.c.).
Senza alcun dubbio, però, la parte delle carceri è
quella che riserva forti emozioni. I documenti delle torture e degli
interrogatori, infatti contribuiscono a rendere l’atmosfera
carica di mistero.
Pare che nelle notti di nebbia, o durante gli inverni rigidi e bui,
ancora oggi si senta qualche scricchiolio sinistro provenire dagli
scantinati della collina.
Triora infine conserva alcuni notevoli monumenti, come la Collegiata
dell’Assunta, al cui interno è possibile ammirare un
Battesimo di Cristo,
opera di Taddeo Di Bartolo, oppure gli affreschi, attribuiti a Giovanni
Canavesio, che si trovano nella chiesa di San Bernardino.
Triora per secoli fu uno dei centri più importanti e fiorenti
dell’alta valle: il borgo, difeso da un castello, già
nel cinquecento contava più di 2500 abitanti.
Le sue case di pietra, i monumenti, le chiese, le opere d’arte,
gli splendidi portali in ardesia scolpita ne sottolineano il notevole
pregio artistico. Salendo d’altitudine si incontrano le frazioni
montane di Verdeggia e Realdo, con case di stile alpino, con scale
e ballatoi in legno che evocano la tipologia delle case montane
del vicino Piemonte.
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