I VIAGGI E DIARI DI BORDO
"Sestri Levante"

di Flavio Alisei

E' difficile sottrarsi al richiamo della Liguria, del mare, delle cittadine con i borghi antichi marinari, delle sue vie, dei suoi carrugi, dei vecchi forni dove troviamo l'inimitabile focaccia, delle invitanti ed irresistibili pasticcerie.
Il piacere di godere il Sole sfolgorante camminando o semplicemente oziare seduti sulle panchine della passeggiata di fronte all'acqua marina che pare avvolgerci, godere del profumo dei fiori od ammirare il volo dei gabbiani. Per noi camperisti che per lo più arriviamo da regioni dove il mare è un sogno ed il clima ben diverso, è un'occasione difficile da rifiutare quando ci viene proposto un "raduno" in riviera, una sosta senza problemi dove potremo veramente rilassarci.
Ognuno di noi scoprirà o forse riscoprirà se non è la prima visita il nucleo storico di Sestri con i magnifici palazzi già dimore d'illustri famiglie liguri. Come non ricordare il palazzo Durazzo Pallavicini, oggi sede del municipio.
Le due famiglie, i Durazzo ed i Pallavicini, s'imparentarono l'una con l'altra per effetto di matrimoni. I Durazzo d'origine albanese si rifugiarono a Genova per sfuggire all'invasione turca della loro patria avvenuta nei secoli scorsi mentre i Pallavicini di nobili origini diedero alla Repubblica Genovese ben tre Dogi e numerosi cardinali. Coloro i quali si dovessero recare a Pegli non dovranno lasciarsi sfuggire una visita alla celebre omonima villa ricca di primarie raccolte d'arte. Il magnifico parco con giuochi d'acqua, rari esemplari di piante e lo stupendo panorama sul golfo.
Come già accennato Sestri è ricca di antichi palazzi come quello dei Fieschi, ramo dei Conti di Lavagna, imparentato anche con i Grimaldi di Monaco. I Fieschi diedero al Vaticano 72 cardinali e due papi. Uno di questi, salìto al soglio pontificio con il nome di Adriano V° è ricordato da Dante nel canto XIX del Purgatorio per la sua proverbiale "avarizia". Molti ritengono che questo difetto di Adriano abbia in seguito "bollato" come avari tutti i liguri. Sestri è divisa da due famose "baie"; la prima chiamata delle favole per il soggiorno avvenuto nel '800 di Hans Christian Andersen, poeta, romanziere e noto come autore di fiabe.Danese di Odense nacque il 2-4-1805 da famiglia poverissima.
Conobbe nella fanciullezza fame, miseria ed umiliazioni. A Copenaghen, dopo mille peripezie, trovò appoggi in persone caritatevoli fra cui il tenore italiano Giuseppe Siboni. In seguito il Re Federico VI° gli ottenne un posto gratuito al ginnasio di Slagesle dove il direttore Simon Meisling lo sottopose a scherni e persecuzioni di ogni genere. L'accoglienza alle sue opere fu dapprima tiepida, anche a causa delle imperfezioni linguistiche, ma il tempo gli diede ragione ed i contenuti delle sue fiabe superarono di gran lunga quelle di Perrault o dei fratelli Grimm che furono ritenute al suo confronto pedanti e prive di fantasia. Il linguaggio di Andersen è semplice, morbido, sognante. L'altra baia detta del silenzio è probabilmente chiamata così in quanto più riparata dalla costa e le onde del mare giungono alla riva con minor forza.
Sestri Levante ha diverse chiese che sono un vanto della località, fra le quali Santa Maria di Nazareth che merita una visita.Fu edificata da G.B.Carlone tra il 1604 e 1616 con interno barocco, ricca di una quadreria di notevole valore fra cui un "transito di San Giuseppe" ed un magnifico coro ligneo del 1742. Sul promontorio oltre le due baie troviamo il grand hotel, quindi la chiesa romanica di San Nicolò dell'isola e proseguendo un piccolo parco dal quale si gode una stupenda vista sul golfo.
Continuando scorgeremo una piccola "torretta" dove Guglielmo Marconi compì con successo gli esperimenti sulle onde cortissime.
Ricordare le invenzioni di questo grande italiano è cosa superflua; invenzioni che "cambiarono" veramente il nostro mondo! Ciò che alcuni forse non conoscono è la vicenda umana, specificatamente sentimentale, di Marconi. Egli conobbe una signorina di rara bellezza di nome Bea O'Brien discendente da una illustre famiglia irlandese di fede cattolica. Si sposarono il 16 marzo 1906 a Londra ed ebbero quattro figli. Ripetuti e plateali tradimenti del marito indussero Bea a chiedere il divorzio che avvenne nella città "libera " di Fiume. Marconi conobbe dopo alcuni anni, ormai cinquantaduenne, una giovane donna, certa Cristina Bezzi Scali, nobile romana la cui famiglia dalle profonde convinzioni cattoliche era imparentata con alte gerarchie vaticane.
I genitori di Cristina "pretesero" il matrimonio religioso. Ciò non era possibile in quanto per la Chiesa il vincolo matrimoniale è indissolubile, figuriamoci poi dopo 4 figli nati dalla prima unione. Che fare? Bea nel frattempo si era rifatta una vita sposando con rito civile un amico comune, il marchese Marignoli.Avvocati civilisti ed avvocati della curia romana si accordarono ritenendo che se la prima moglie (Bea) e Marconi avessero affermato davanti ai Giudici della Sacra Rota l'esistenza di un tacito accordo qualora il loro matrimonio fosse entrato in "crisi", avrebbero divorziato (come, in effetti, fecero).
Questa dichiarazione Bea e Marconi la ripeterono puntualmente alla Sacra Rota la quale sciolse il matrimonio per "VIZIO DI FORMA".Questo privilegio accordato scatenò furiose polemiche perchè premiò una coppia (ma si trattava di Marconi) a sfavore di altre meno famose o fortunate. Marconi e Cristina si sposarono prima con il rito civile in Campidoglio il 15 luglio 1927 e poi con quello religioso in Santa Maria Maggiore in Roma.
Torniamo a SESTRI LEVANTE per darci appuntamento al raduno del nostro Club La Granda..

Note tratte da:
MARCONI di Giancarlo Masini
MARCONI, MIO PADRE di Degna Marconi Paresce
LA RIVIERA LIGURE di Egidio Lambert.

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