| di Ivana
Zuccali
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21 MARZO – VENERDI’ – CAMPOROSSO –
Oggi ha inizio il Raduno di Pasqua “ TRA RIVIERA E COSTA AZZURRA
“ .
L’appuntamento per il saluto di benvenuto è previsto
per le ore 18.00 presso il Palatenda.
Non tutti gli equipaggi ovviamente sono già arrivati, ma
noi, che già siamo sul posto, puntuali ci rechiamo all’incontro.
Dopo i saluti di benvenuto, Renzo e Piero ci illustrano il programma
per i prossimi giorni.
L’attenzione di tutti ogni tanto si discosta dalle loro parole,
perché un vento fortissimo scuote il tendone provocando rumori
poco rassicuranti. Piero però ci tranquillizza assicurandoci
che la struttura è perfettamente collaudata.
Noi ci crediamo, ma a volte, per farsi sentire, deve alzare il tono
di voce. E pensare che usa il microfono!
Renzo ci parla della visita che faremo al paese di Dolceacqua e
ci consiglia la prenotazione al Visionarium, dove proiettano foto
tridimensionali relative a “ Le Quattro Stagioni in Val Nervia
“.
Adesioni assicurate e formazione dei due gruppi gialli e verdi.
La serata si conclude con la partecipazione di alcuni di noi alla
Via Crucis per le strade del paese, anche se il vento non ha dato
tregua per tutta la serata.
22 MARZO – SABATO – MONACO E MONTECARLO –
Partiamo con due pullman alla volta del Principato di Monaco.
Siamo fortunati, abbiamo due ottime guide : Raffaella per il gruppo
dei gialli e Gilberto per il gruppo dei verdi.
Oggi non c’è vento e la giornata promette bene.
Dopo aver attraversato un tratto francese, eccoci giunti nel Principato.
Monaco, che divenne proprietà di Francesco Grimaldi nel 1309,
è lo stato sovrano più piccolo del mondo con una superficie
inferiore ai 2 kmq.
La lingua ufficiale è il francese, ma l’influenza monegasca,
dialetto genovese/provenzale, si sente soprattutto nei nomi delle
strade : piaca per place e carriggiu per rue.
La prima tappa è il Musée Océanographique che
possiamo purtroppo ammirare solo dall’esterno per mancanza
di tempo. E’ interamente costruito in pietra di La Turbie
ed è stato fondato nel 1910 da Alberto I.
L’acquario contiene piante e animali marini rari, conchiglie,
coralli ed il modello su scala naturale di una seppia gigante.
Jacques Cousteau ne fu il direttore per 30 anni fino al 1988. Proseguiamo
il percorso fino al Jardin Exotique : qui vi si trovano varietà
di piante tropicali e sub-tropicali.
Questi giardini sono tra i più belli d’Europa e ospitano
le Grotte de l’Observatoire dove vissero animali preistorici
che furono cacciati dagli uomini 200.000 anni fa.
Ora vi si trovano modelli di animali ed esseri umani vissuti in
tale epoca. Purtroppo non abbiamo potuto visitare le grotte, ci
siamo dovuti accontentare ( si fa per dire ! ), di ammirare le innumerevoli
meravigliose specie di piante grasse.
Dopo una passeggiata tra i giardini pubblici St. Martin, rallegrati
da una miriade di fiori colorati e dalla presenza di statue, ci
siamo recati alla Cattedrale costruita in pietra di La Turbie, su
uno sperone roccioso, in stile neoromanico nel XIX secolo ed in
sostituzione della Chiesa di San Nicola del XII secolo.
L’interno della Cattedrale l’abbiamo visitato in un
secondo momento. Alla sinistra di questa imponente costruzione,
vi sono il Palazzo del Parlamento ed il Palazzo di Giustizia che
ospita al suo interno una prigione.
Tappa d’obbligo della mattinata è al Palais Princier
: sul piazzale antistante ogni mattina alle ore 11.55 avviene il
cambio della guardia.
Il Palazzo è la sede del regno dei Grimaldi dal XIV secolo
e l’attuale Palazzo fu eretto tra il XVI ed il XVII secolo,
ma le torri genovesi risalgono al 1215. La sorveglianza è
affidata a delle sentinelle che in base alla costituzione sono carabinieri
francesi e a dei cannoni donati da Luigi XIV. Alle ore 11.55 l’orologio
segna l’inizio dello scenografico cambio della guardia preceduto
dal rullo dei tamburi.
Lasciamo il Palazzo, le sentinelle e ci rechiamo nuovamente alla
Cattedrale.
Questa volta entriamo; al suo interno riposano oltre a numerosi
nobili della famiglia Grimaldi, anche la compianta Principessa Grace
ed il Principe Ranieri. Tra i tesori contenuti nella cattedrale
spiccano due opere cinquecentesche di Ludovico Bréa : La
Pietà e San Nicola.
L’intensa mattinata si è conclusa con il pranzo libero,
l’inevitabile shopping e l’appuntamento per tutti alle
ore 14.15.
La giornata è splendida, la temperatura è primaverile
e tutto questo contribuisce a rendere maggiormente piacevole l’atmosfera
della nostra gita. Nel primo pomeriggio abbiamo raggiunto con i
nostri pullman la zona più conosciuta di Monaco, Montecarlo,
che deve il suo nome a Carlo III che aprì il primo Casinò
nel 1878 per evitare la bancarotta.
L’operazione ebbe un tale successo che cinque anni più
tardi egli poté abolire le tasse !!! Montecarlo iniziò
con l’essere frequentata da nobili e facoltosi visitatori
e all’architetto de l’Opéra di Parigi, Charles
Garnier, venne affidato il progetto dei sontuosi edifici del Casinò
e dell’Opera. Ovviamente essere a Montecarlo e non tentare
la sorte è impresa ardua.
Da quanto mi risulta però nessuno di noi è stato baciato
dalla fortuna, in quanto nessuno ha proseguito il soggiorno all’Hotel
de Paris, adiacente al Casinò, dove un antipasto può
costare anche 160 Euro !
Malgrado sia pomeriggio, i tavoli verdi sono frequentati dagli abituè
e questo lo si può dedurre dall’abilità e velocità
con cui vengono puntati i numeri .
L’interno del Casinò è in stile Belle Epoque
e nei sontuosi Salons Européens, riservati alle roulette,
sono state girate le scene di numerosi films. Il tempo a nostra
disposizione volge al termine e così ci ritroviamo tutti
ad attendere i pullman all’imbocco del tunnel sotto il quale,
durante il Gran Premio di Montecarlo, sfrecciano i bolidi della
Formula 1.
Per terra abbiamo visto segnate le griglie di partenza dove si dovranno
schierare i vari piloti, ma osservando le strade che dovranno percorrere,
sembra impossibile che le possano imboccare a velocità sostenuta.
Soddisfatti per la bella giornata trascorsa torniamo ai nostri camper,
ma solo per poco, perché ci attende una cena tutti insieme
al Palatenda ed un ottimo menù : pasta al sugo con piselli,
totani fritti con patatine, dolce semifreddo, fetta di colomba e
per concludere nel migliore dei modi la serata, musica in allegria
con il complesso “ I Riflessi “ .
23 MARZO – DOMENICA – CAMPOROSSO / DOLCEACQUA
–
Oggi è Pasqua, auguri di rito, Santa Messa presso la Cattedrale
di San Marco, preghiera del camperista e nuovamente tutti insieme
al Palatenda per il pranzo pasquale.
Cinzia e i volontari hanno allestito i tavoli in modo perfetto :
segnaposti con ovetti e gli auguri de La Granda, vasi di fiori al
centrotavola, un fiore ad ogni signora.
Auguri per tutti in rima ed infine l’ottimo menù che
ha contribuito a rallegrare gli animi : antipasto misto, due primi,
due secondi, dolcetti vari, fetta di colomba, scaglie di cioccolato
del mega uovo di Pasqua, acqua, vino, caffé.
Nemmeno i bambini sono stati trascurati, un uovo anche per loro
! Malgrado ci sentissimo tutti un po’ appesantiti, la maggior
parte di noi non ha voluto mancare all’appuntamento con il
paese di Dolceacqua ed al suo Visionarium.
Come aveva detto Renzo al momento della presentazione del programma,
visitare questo borgo equivale a fare un tuffo nel passato.
Verissimo.
Divertente invece è stato vedere i nostri visi coperti dagli
enormi occhialoni che ci sono stati forniti all’ingresso del
Visionarium, per assistere alle immagini in formato tridimensionale
della Val Nervia .
Piero non ha esitato un attimo ad immortalarci in una simpatica
foto!
Anche in questo caso il suggerimento di Renzo sulla particolare
esperienza che avremmo vissuto non solo sottoforma di immagini,
ma anche a livelli olfattivo, ci ha trovati tutti d’accordo
nell’esprimere un giudizio positivo.
Purtroppo dopo il sole del mattino, la pioggia ha voluto fare la
sua comparsa ed anche il freddo si è fatto sentire ma, dopo
aver ascoltato dai vari notiziari che in alcune località
era addirittura scesa la neve, ci siamo ritenuti fortunati. E per
concludere in bellezza la serata?
Niente di meglio che trovarci nuovamente tutti al Palatenda a ballare
con il complesso “ I Riflessi “ e a divertirci con le
coreografie e le scenette realizzate dagli animatori de La Granda
che, circola voce, verranno presto scritturati da qualche…….
volonteroso impresario !
PASQUA 2OO8 A CAMPOROSSO
Ci risiamo, eccoci qua
siamo tutti in compagnia
per passare qualche giorno
in perfetta armonia.
Camporosso, Dolceacqua,
Montecarlo e il Principato,
lo sappiamo, ormai “ La Granda “
è da un po’ che ci ha viziato.
Posti belli, mete nuove,
ogni volta una sorpresa,
ma con l’occhio al portafoglio
e contenere un po’ la spesa.
Ed allora, cosa dire …….
Bravi agli organizzatori
per l’impegno quotidiano,
bravi a chi ha offerto aiuto
e ha dato più che una mano.
Ed a noi che siamo qua
chi ci fa i complimenti,
chi ci dice: “ Bene, bravi
siete stati tutti attenti
a Gilberto e Raffaela,
un binomio ben azzeccato,
quando ci hanno ben spiegato
Montecarlo e il Principato? “
Ed allora, bravi a tutti,
ma una cosa però ho scordato :
“ BUONA PASQUA A TUTTI QUANTI “
È l’augurio più meritato !
24 MARZO – LUNEDI’ – CAMPOROSSO / VENTIMIGLIA
–
Questa mattina è prevista la visita a Ventimiglia.
Usciamo dai camper lamentandoci che fa freddo, ma la speranza di
essere “ baciato dal sole “ è reale.
L’autista del pullman ci porta il più possibile verso
la parte alta di Ventimiglia, la parte medioevale, il resto della
strada la percorriamo piacevolmente a piedi osservando il meraviglioso
panorama e lo stupendo colore del mare.
Entriamo nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, ma ci fermiamo
all’ingresso in quanto è in corso una funzione. Scendiamo
verso il paese e ci portiamo in riva al mare a fare le foto.
Il tempo trascorre velocemente e dobbiamo fare ritorno ai camper.
“ Ciao, ciao, ciao, ciao mare “ viene proprio voglia
di cantare questa canzone allontanandoci con il pullman.
Nel primo pomeriggio ci ritroviamo al Palatenda, è prevista
la caccia al tesoro. Acceleriamo un po’ i tempi perché
in lontananza vediamo delle nuvolacce nere e si solleva anche un
po’ di vento.
Appena ricevute le direttive da Greta che, insieme a Cinzia, è
una delle organizzatrici, gli addetti alle postazioni si incamminano
nei posti prefissati. Buffo è Luciano che tiene sotto il
braccio un canotto quando il mare non è proprio a portata
di mano !
Non trascorre molto tempo che per il paese si vedono i vari gruppi
alle prese con le diverse soluzioni da risolvere.
Gli abitanti collaborano, contenti di poter essere d’aiuto.
Dove mi trovo io, un simpatico vecchietto che conosce tutto di Camporosso,
non si “ schioda “ e fornisce informazioni a destra
e a manca. Delle signore, dal balcone, forniscono indicazioni circa
i “ barbagiuai “ e per farmi meglio capire cosa sono
e come sono fatti, mi lanciano un sacchetto che ne contiene alcuni
( sono tortelli fritti ).
Chi ha vinto la caccia al tesoro?
Hanno vinto tutti quelli che hanno simpaticamente partecipato, tutti
quelli che hanno collaborato, ha vinto la voglia di stare insieme,
di fare gruppo, di divertirsi, di ridere.
A questo proposito un aneddoto: Luciano, stava tornando all’area
di sosta con Piero e con il suo canotto sotto il braccio.
Serio ferma delle ragazzine alle quali chiede : “ Dove posso
andare a fare il bagno ? “ Considerando che il cielo era coperto
ed era scesa già qualche goccia di pioggia, disorientate
le ragazzine gli hanno risposto : “ Ma fa freddo! “
Non voglio immaginare cosa si saranno dette quando sono rimaste
sole ! Tornando alla caccia al tesoro, chi ha vinto ? Mistero svelato:
il posto d’onore è andato alla squadra dei gialli.
Dopo gli applausi e i complimenti ai partecipanti delle cinque squadre,
merenda per tutti e l’appuntamento, dopo cena, per i saluti.
Purtroppo in lontananza sentiamo accendersi i motori di alcuni camper,
qualcuno è già pronto per partire, le inevitabili
code del rientro fanno paura.
La serata al Palatenda inizia bene, balliamo con la musica dei CD,
ma dopo aver cantato “ Io Vagabondo “ iniziano inevitabili
i saluti di commiato. La soddisfazione per aver passato delle belle
giornate è sul viso di tutti. “ Grazie, ci siamo divertiti,
arrivederci alla prossima “, tutte frasi che rimbalzano da
una parete all’altra del Palatenda.
Ognuno di noi rientra soddisfatto al proprio camper, consapevole
di aver trovato nuovi amici che rivedrà volentieri in future
occasioni ed aver trascorso dei piacevoli momenti “ TRA RIVIERA
E COSTA AZZURRA “.
25 MARZO – MARTEDI’ – CAMPOROSSO –
Per chi è rimasto è giunto nuovamente il momento dei
saluti. Per l’ennesima volta ci diamo appuntamento ai prossimi
raduni e partiamo consapevoli che ……. La Granda è
sempre La Granda !
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