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di Luigi Grazia
Quando il “Club La Granda” propone un raduno in riviera
noi camperisti siamo veramente felici in quanto pur conoscendola,
in special modo la Riviera di Ponente ed Imperia in particolare,
non ci poniamo certamente il dilemma se dobbiamo partecipare o meno.
La Riviera ha sempre un fascino irresistibile. Molti articoli sono
stati scritti precedentemente su questo argomento pertanto cercherò
di parlare di San Remo, meta di una gita collettiva, e della costa
vista con occhi diversi di quanto normalmente siamo abituati fare.
Certamente è la più famosa stazione climatica, frequentata
da turisti italiani e stranieri, nota anche per il suo “casinò”.
In corso Imperatrice, elegante e frequentata passeggiata ornata
di palme, sorge il parco Marsiglia dove una fontana ricorda il maestro
Alfano, colui che terminò l’opera “Turandot”
rimasta incompiuta per la prematura scomparsa del grande maestro
Giacomo Puccini. La caratteristica “Pigna”, quartiere
abbarbicato sulla collina che con i “carugi” domina
la città, infine ancora un poco più in alto, a 107
metri di altitudine, troviamo il Santuario della “Madonna
della Costa”, da dove si ammira un grandioso panorama che
domina la città e la costa. La Liguria è una regione
“paesistica” fra le più complesse d’Italia
in cui convivono ambienti interregionali diversi, pertanto rappresenta
in modo compiuto il modello “paesistico Mediterraneo”.
Vidal De La Brache, viaggiatore dell’ottocento così
scriveva: Tale è, per definizione, la zona Ligure che la
terminologia popolare ha distinto con il nome caratteristico di
“Riviera”, di ponente o levante. La montagna (scrive
ancora) chiude dappertutto la costa , l’avvolge per così
dire, dove boschi, ulivi e piccoli borghi si intravedono appena
e lunghi sentieri scendono sinuosamente verso il mare. Nelle maggiori
biblioteche italiane, in quelle liguri in particolare, si possono
facilmente ammirare le riproduzioni delle vedute dei borghi, tratte
dall’ Atlante Ligustico di Francesco Maria Accinelli del 1720.
In quelle celebri riproduzioni viene documentata la scarsa viabilità
della costa , cioè l’insufficienza della via Aurelia
ridotta a poco più di un sentiero. Il tragitto da un punto
all’ altro avveniva per via mare con i “leudi, gondole
da mare e gozzi”, imbarcazioni tipiche degli abitanti dei
borghi marinari. Ai nostri giorni ci accontentiamo di ciò
che realmente vediamo, tralasciando le immagini ed i racconti permeati
dal romanticismo dei secoli scorsi, la Liguria con le sue due Riviere
di Levante e Ponente è sempre, fortunatamente, ancora magnifica.
Il clima mite, i suoi borghi antichi ben conservati nel centro delle
sue città o paesi non ci faranno che decidere, ed è
inevitabile come avviene sempre, in una partecipazione numerosa
se non numerosissima al prossimo raduno.
Bibliografia:
L’arco ligure di Massimo Quaini
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