D O L C E A C Q U A
Piccolo agglomerato, quasi una manciata di casette adagiate
sul pendio collinare ed al centro una chiesetta con il tipico
campanile ligure svettante nel cielo azzurro. Intorno le “fasce”,
i caratteristici terrazzamenti che i contadini liguri seppero
creare sul terreno scosceso per la loro povera agricoltura.
Qui si svolgerà il raduno.Visitatori di ieri come oggi
raggiungono l’abitato per ammirare il borgo situato ai
piedi delle colline, quasi in pianura. Un turista d’eccezione
fu Thomas Woodrow Wilson, 27° presidente degli Stati Uniti,
premio Nobel nel 1920. Venne in Italia percorrendo la Ligura
in lungo ed in largo fra cui, appunto, Dolceacqua. Un altro
altrettanto celebre turista fu Claude Monet, che dipinse in
4 quadri, il ponte di pietra che unisce i due quartieri di Terra
e Borgo. Il celebre pittore definì l’arcatura dello
stesso “un gioiello di leggerezza”. Gli appassionati
di fotografia avranno modo di essere soddisfatti della scelta
del luogo. L’abitato è dominato dal castello dei
Doria e nonostante l’aspetto diroccato è interamente
visitabile. La costruzione risale al XII° secolo mentre
nel XVII° furono sistemate le sale e gli appartamenti. Tuttavia
non dobbiamo dimenticare che fu sede monastica e punto di difesa
del passaggio delle vie alpine verso la pianura Padana. Noteremo
gli angusti varchi, le strette e ripide scalinate che portano
all’antico maniero rendendolo più sicuro e protetto
da eventuali attacchi nemici. Fu fortificato ed oggi solo pochi
reperti delle antiche mura che cingevano il quartiere Terra
appaiono qua e là. Esempio di tutto ciò è
la galleria coperta, detta “scasasse”, gli accessi
segreti e i pertugi, le finte porte che disorientavano gli eventuali
assalitori impegnati nella conquista del borgo. Sulla torre
d’angolo delle scomparse mura si innalza un campanile
in forme barocche attiguo alla chiesetta di Sant’Antonio
dove possiamo ammirare un polittico di Ludovico Brea, del 1515,
raffigurante Santa Devota. Questo artista nacque a Nizza nel
1450 e morì forse nell’anno 1523. Formatosi probabilmente
in patria (Francia) nell’ambito delle scuole del Durandi
e del Miraihet , le sue prime opere attestano rapporti con le
correnti provenzali dominanti il territorio nizzardo per poi
subire più tardi l’influenza dei colleghi dell’Italia
settentrionale arricchendo con vari elementi decorativi del
Foppa ormai entrati nell’uso della pittura del tempo e
nei rapporti dei piemontesi quali il Canavesio e Gandolfino
da Roreto. Nel quartiere opposto, detto Borgo, più commerciale,
troveremo l’oratorio di San Sebastiano dove è custodita
la statua lignea del Santo attribuita allo scultore Anton Maria
Maragliano ( o Mareggiano), Genova 1664-1739. Fu a scuola dal
Padre Giovanni. Un critico d’arte, il Ratti, ricorda gli
studi giovanili condotti su opere del Bissone e del pittore
Domenico Piola, quest’ultimo gli suggerì i ritmi
del decorativismo barocco in molte opere. Fu attivissimo nelle
due riviere liguri, con altari, statue processionali, crocifissi
e non di rado presepi tra cui quello famoso di Santa Barnaba
a Genova. A gennaio si tiene una processione con un albero di
alloro al quale vengono appese ostie colorate e portato per
le strette vie da volonterosi rappresentanti delle numerose
confraternite liguri e nizzarde. Al termine viene spogliato
dalle stesse e consumate dai fedeli per preservarsi dalle malattie.
Più avanti troveremo la bella pieve di San Giorgio. La
chiesetta risale al XI° secolo, nella cripta sono collocati
i resti di Stefano e Giulio Doria. I carruggi del borgo sono
affrescati con scene della festa di primavera od altri gai soggetti.
Non dobbiamo dimenticare il vino locale e la festa della michetta
dove questi dolci rievocano la fine della jus primae noctis
( il diritto del feudatario alla prima notte con le giovani
che convolavano a nozze) perpretata fino al 1364. Ogni anno
in agosto le ragazze del paese durante una festosa processione
donano ai giovanotti i dolci in segno di amicizia o di amori
che sbocciano, chissà!
Note tratte da:
-Storia dell’arte di Franca Dal masso.
-Storia dell’arte di Andreina Griseri.
-Edizioni e Guide del Touring Club Italiano.