I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Doceacqua"

di Luigi Grazia

D O L C E A C Q U A

Piccolo agglomerato, quasi una manciata di casette adagiate sul pendio collinare ed al centro una chiesetta con il tipico campanile ligure svettante nel cielo azzurro. Intorno le “fasce”, i caratteristici terrazzamenti che i contadini liguri seppero creare sul terreno scosceso per la loro povera agricoltura. Qui si svolgerà il raduno.Visitatori di ieri come oggi raggiungono l’abitato per ammirare il borgo situato ai piedi delle colline, quasi in pianura. Un turista d’eccezione fu Thomas Woodrow Wilson, 27° presidente degli Stati Uniti, premio Nobel nel 1920. Venne in Italia percorrendo la Ligura in lungo ed in largo fra cui, appunto, Dolceacqua. Un altro altrettanto celebre turista fu Claude Monet, che dipinse in 4 quadri, il ponte di pietra che unisce i due quartieri di Terra e Borgo. Il celebre pittore definì l’arcatura dello stesso “un gioiello di leggerezza”. Gli appassionati di fotografia avranno modo di essere soddisfatti della scelta del luogo. L’abitato è dominato dal castello dei Doria e nonostante l’aspetto diroccato è interamente visitabile. La costruzione risale al XII° secolo mentre nel XVII° furono sistemate le sale e gli appartamenti. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che fu sede monastica e punto di difesa del passaggio delle vie alpine verso la pianura Padana. Noteremo gli angusti varchi, le strette e ripide scalinate che portano all’antico maniero rendendolo più sicuro e protetto da eventuali attacchi nemici. Fu fortificato ed oggi solo pochi reperti delle antiche mura che cingevano il quartiere Terra appaiono qua e là. Esempio di tutto ciò è la galleria coperta, detta “scasasse”, gli accessi segreti e i pertugi, le finte porte che disorientavano gli eventuali assalitori impegnati nella conquista del borgo. Sulla torre d’angolo delle scomparse mura si innalza un campanile in forme barocche attiguo alla chiesetta di Sant’Antonio dove possiamo ammirare un polittico di Ludovico Brea, del 1515, raffigurante Santa Devota. Questo artista nacque a Nizza nel 1450 e morì forse nell’anno 1523. Formatosi probabilmente in patria (Francia) nell’ambito delle scuole del Durandi e del Miraihet , le sue prime opere attestano rapporti con le correnti provenzali dominanti il territorio nizzardo per poi subire più tardi l’influenza dei colleghi dell’Italia settentrionale arricchendo con vari elementi decorativi del Foppa ormai entrati nell’uso della pittura del tempo e nei rapporti dei piemontesi quali il Canavesio e Gandolfino da Roreto. Nel quartiere opposto, detto Borgo, più commerciale, troveremo l’oratorio di San Sebastiano dove è custodita la statua lignea del Santo attribuita allo scultore Anton Maria Maragliano ( o Mareggiano), Genova 1664-1739. Fu a scuola dal Padre Giovanni. Un critico d’arte, il Ratti, ricorda gli studi giovanili condotti su opere del Bissone e del pittore Domenico Piola, quest’ultimo gli suggerì i ritmi del decorativismo barocco in molte opere. Fu attivissimo nelle due riviere liguri, con altari, statue processionali, crocifissi e non di rado presepi tra cui quello famoso di Santa Barnaba a Genova. A gennaio si tiene una processione con un albero di alloro al quale vengono appese ostie colorate e portato per le strette vie da volonterosi rappresentanti delle numerose confraternite liguri e nizzarde. Al termine viene spogliato dalle stesse e consumate dai fedeli per preservarsi dalle malattie. Più avanti troveremo la bella pieve di San Giorgio. La chiesetta risale al XI° secolo, nella cripta sono collocati i resti di Stefano e Giulio Doria. I carruggi del borgo sono affrescati con scene della festa di primavera od altri gai soggetti. Non dobbiamo dimenticare il vino locale e la festa della michetta dove questi dolci rievocano la fine della jus primae noctis ( il diritto del feudatario alla prima notte con le giovani che convolavano a nozze) perpretata fino al 1364. Ogni anno in agosto le ragazze del paese durante una festosa processione donano ai giovanotti i dolci in segno di amicizia o di amori che sbocciano, chissà!


Note tratte da:
-Storia dell’arte di Franca Dal masso.
-Storia dell’arte di Andreina Griseri.
-Edizioni e Guide del Touring Club Italiano.



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