(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.
75 6/2002)
Questo paese è situato in quella porzione di territorio
definita dell'Oltregiogo savonese, cioè sull'antico itinerario
che collegava e collega tuttora la piana di Albenga alle località
interne piemontesi. Oggi più che mai è evidente che
gli insediamenti dell'alto bacino della Bòrmida offrono una
tranquillità, un'aria salubre ed un paesaggio incontaminato
, non stravolto dalla cementificazione che caratterizza la costa
ligure. Calizzano con i suoi 647 metri di altitudine, rinfrescato
dalle chiare acque della Bormida , circondato da boschi secolari,
verdi prati ed innumerevoli facili escursioni pedestri, costituiscono
certamente il suo biglietto da visita ma le sorprese non sono ancora
terminate. Alcune importanti opere artistiche di noti pittori ,
la storia di notevole spessore e la lettura del paesaggio circostante;
lettura che sovente per la fretta viene dimenticata, faranno apprezzare
questa incantevole località dell'arco montano ligure. Domenico
Viviani , noto naturalista dell'ottocento che soggiornò lungamente
in Liguria, sia sulla costa che nell'entroterra , cosi scriveva:
" ……..( nella montagna): insiedamento accentrato
in villaggi dalle case così accostate che da lontano si direbbe
che un solo tetto copra tutto il villaggio……."
Mentre il piemontese Bertolotti anch'esso sul finire dell' 800 scriveva:
"……..onde sotto l'ulivo piantano essi la vite,
e tra i filari della vite seminano il frumento e la segale; né
trascurano il ciliegio, il pesco ma specialmente il fico, i cui
frutti seccati al Sole porgono ad essi l'invernale alimento. ……".
Il francese George Bertrand affermava che nell'area mediterranea
ogni struttura agraria è costituita a partire da tre elementi
basilari che compongono quella che venne definita la trilogia ager,saltus,
silva; vale a dire il campo, il pascolo, il bosco. Oggi recandoci
a Calizzano certamente questa organizzazione contadina è
scomparsa quasi completamente ma se osserviamo il territorio che
circonda il paese troviamo ancora abbondanti ed evidenti tracce
di quel tempo passato (per fortuna) non troppo lontano. Epoca dove
i contadini strappavano alla terra impervia lo spazio per potere
seminare e sopravvivere. Il poeta B. Lorenzi, ligure di adozione,
con pochi versi esaltava il lavoro degli stessi che terrazzavano
il terreno in forte pendenza."O saggio lui, che di frequenti
mura / quasi panche alternate il suol distingue! / il declive s'allenta,
e fa pianura….". A Calizzano si possono vedere ancora
alcuni esempi di antiche case contadine con il tetto a scandole
ed i muri di sostegno dalle grosse pietre a secco, tipiche dell'area
di " castanicoltura" intensiva. Nel borgo PASQUALE, in
fondo ad una piccola piazza, sorge la rustica chiesa del XIV-XV°
secolo di Nostra Signora del Rosario con un portichetto voltato
a crociera aperto da un grande arco ed il piccolo campanile. La
parrocchiale di SAN LORENZO al centro del paese, ricostruita nel
1590-1630 su una precedente di stile romanico, conserva delle pregevoli
opere di maestri liguri, fra cui una bella tela delle "anime
purganti" di GIULIO BENSO, pittore nato a Pieve di Teco nel
1601. Lavorò prevalentemente a fresco ma ha lasciato numerose
tele fra cui quella citata dove nel suo personale stile è
evidente la grandiosità degli sfondi architettonici, abilità
di scorci e di giochi illusionistici di prospettiva ed una certa
violenza di movimento con forti ombreggiature. E' doveroso sottolineare
che questa figura di artista attende ancora di essere più
chiaramente definita e valorizzata. Nella stessa navata si può
ammirare un'altra tela, "Sacra famiglia" attribuita alla
scuola pittorica di DOMENICO PIOLA nato a Genova nel 1628. Fu uno
dei maggiori decoratori del tardo seicento genovese che anticipò
la leggera fluidità del "rococò" dove in
questo stile veniva rappresentato il mondo frivolo dei sentimenti,
la continua e costante ricerca nella evasione della realtà,
la capricciosa gioia di vivere che alcuni decenni più tardi
i pittori francesi seppero valorizzare e tradurre nel tema fortunatissimo
dello stile pittorico " féte galante" . Nel presbiterio
si possono osservare affreschi del torinese LUIGI MORGARI di buona
seppure modesta esecuzione. Sulla destra della chiesa, un poco più
in alto, c'è l'oratorio di San Giovanni Battista. La storia
di Calizzano si identifica sostanzialmente con quella della nobile
famiglia italiana "aleramica" il cui capostipite ALERAMO
fu personaggio importante nel medioevo e secondo alcuni storici
quasi tutti i marchesati piemontesi discendono da questo uomo "d'arme".
Enrico II° Del Carretto, lontano discendente di Aleramo, ebbe
un castello a Cairo; di qui il nome. Con alterne fortune fondò
un piccolo "staterello" che durò per ben tre secoli
di cui Calizzano fece parte. Enrico II° fece erigere una fortificazione
distrutta dalle truppe francesi nel 1794 i cui resti sono ancora
visibili.
Note tratte da:
La fascia prealpina di Eugenia Turri.
Storia dell'arte e Dal barocco al rococò di Anna Maria Brizio.
Elogi di liguri illustri di A.Brignole Sale.