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di Luigi Grazia
Boschi secolari, prati, dolci declivi verdeggianti, isolate cascine
recintate da ampi spazi per il pascolo degli animali, aria salubre
e tranquillità, in questo scenario idilliaco scorre il Bormida
.Nell'ampia vallata del torrente sorge Calizzano che con i suoi
647 metri di altitudine è divenuto in pochi decenni una località
ambita e frequentata da coloro i quali ricercano una vacanza riposante.
Numerosi sentieri per escursioni assicurano ai turisti facili mete
nella media ed alta collina dove un paesaggio incantevole muta continuamente
prospettiva spaziando sugli alti monti liguri che raggiungono anche
i 1300 metri di altitudine. Nel centro dell'abitato si trova la
bella Parrocchiale di San Lorenzo ricostruita nel 1590-1630 su un
precedente edificio religioso romanico. L'attuale Parrocchiale è
meta di numerosissimi visitatori, molti dei quali giungono con tour
organizzati per visitare l'edificio e le opere d'arte in essa contenute.
Alcuni fra i più noti maestri liguri lavorarono in questa
chiesa. Il pittore Giulio Benso, nato a Pieve di Teco nel 1601,
ha dipinto una bellissima tela, detta delle anime purganti, la cui
caratteristica è la rappresentazione pittorica di scorci
architettonici ricchi di giochi prospettici che creano uno "spazio
artificiale". Nella navata risalta anche la tela della Sacra
famiglia di Domenico Piola , maestro indiscusso del seicento genovese.
Questo artista anticipò quel movimento che verrà chiamato
in seguito "rococò" il quale rappresentava il mondo
giocoso, spensierato, frivolo, fatuo, delle feste , dei ricevimenti,
dei balli della ricca borghesia non solo ligure ma veneziana e parigina.
Il termine francese "rocaille" (=conchiglia) da cui è
derivata la parola italiana "rococò" , definì
in origine una decorazione, usata a partire dal primo '700 , a base
di pietruzze e conchiglie inserite nei muri dei giardini e nelle
pareti artificiali delle grotte (vedi anche le ville ottocentesche)
che rendeva la prospettiva "fantastica". Nella pittura
creò prevalentemente fondali nei quali lo spazio si dilatava
"gioiosamente" a dismisura. Il termine passò in
seguito a definire lo stile dominato "della linea curva"
a spirale,cioè quel momento in cui l'aulica e grandiosa decorazione
barocca si traduce in forme minute ed aggraziate, di estrema raffinatezza.
Il paese conserva ancora antiche case contadine, una vera rarità,
descritte e commentate nel libro La fascia prealpina di Eugenia
Turri la quale ha saputo valorizzare un aspetto trascurato e poco
conosciuto di un patrimonio storico culturale che interessa una
vasta porzione di territorio. Poco distante si trova l' Oratorio
di San Giovanni Battista del XVII° secolo ed appena fuori dall'abitato
troviamo il Santuario della Madonna delle grazie con portico affrescato
del XV° secolo.
Note tratte da:
Pittori minori liguri, lombardi, piemontesi del '600 e '700
Di G.De Logu ed. del 1931 Zanetti Venezia
La fascia prealpina di Eugenia Turri
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