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di Gregorio Alvignani
Cairo Montenotte si trova nella Valle Bormida, nell’immediato
entroterra del capoluogo di provincia dal quale dista 25 chilometri.
Cairo si fregia del titolo di città, infatti è un
centro importante per le industrie presenti nel territorio comunale
e per le bellezze ambientali. E’ una delle valli più
belle della Liguria, la regione più boscosa di tutte le consorelle
nazionali. Come tutto il territorio ligure e piemontese la valle
fu contesa dai Savoia, da Napoleone Bonaparte che colse la prima
vittoria militare in territorio italiano sui piemontesi, pertanto
la storia di queste contrade è particolarmente ricca di avvenimenti
che non basterebbe un libro per elencarli compiutamente. Nell’animato
centro della cittadina potremo ammirare alcuni edifici particolarmente
interessanti del primo ottocento. Il Santuario della Madonna delle
Grazie, imponente edificio particolarmente ricco di “ex voto”
e di quadri del noto pittore Carlo Leone Gallo. Il Convento di San
Francesco è indubbiamente il monumento più prestigioso
della città, edificato nel XIII° secolo per volontà
di Ottone signore del luogo. Purtroppo in passato fu saccheggiato
più volte dai Savoia e la medesima sorte la subì al
passaggio delle armate napoleoniche.Nelle attuali rovine in precario
stato di conservazione è sopravvissuto miracolosamente un
“chiostro” a quindici colonne in pietra con affreschi
del XVI° secolo attribuiti al pittore Caccia di Montabone detto
il “Moncalvo”.Nacque a Montabone ma morì a Moncalvo.
(1565-1625). L’artista fu influenzato dalla pittura cinquecentesca
ma seppe creare un linguaggio personale dal tono languidamente devoto
e di estatica visione nella rappresentazione delle figure religiose
che ben convenivano ai temi della “controriforma”. Cairo
è conosciuta anche per la Pieve citata nel “libro della
catena” conservato nell’archivio di stato di Savona
nel quale sono elencate tutte le donazioni territoriali elargite
dai Vescovi. E’ denominato “libro della catena”
in quanto le pergamene che lo costituiscono sono legate da una catenella.
La “pieve” deriva dalla parola latina plebs cioè
riferente alle prime comunità romano-cristiane che indicavano
il distretto territoriale in cui operava, in seguito poi subentrò
la Chiesa battesimale del medioevo. L’organizzazione plebana
si diffuse solamente nell’Italia settentrionale ed è
per questo motivo che nel contado di Cairo si trovano molti edifici
di culto dette appunto pievi. Nel rimanente territorio italiano,
specie meridionale, al posto della pieve subentrò la parrocchia
che sarà ufficialmente sanzionata e riconosciuta dal Concilio
di Trento.
Note tratte da:
Storia pittorica italiana
di L.Lanzi.
Storia del diritto italiano
di Maria Ada Benedetto
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