| di Claudio Pirolli
Ufficio Stampa Associazione Tages
(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.
75 6/2002)
Nel progettare il percorso de "La Via Etrusca", itinerario
che attraversa il territorio compreso tra il Tirreno e le aree
interne dell'Italia centrale, geograficamente identificato con
l'Etruria Meridionale, sono state sempre presenti in noi le grandi
possibilità offerte dal turismo itinerante, cioè
quello più vocato a frequentare zone poco dotate di strutture
e servizi come avviene appunto in questi luoghi magici, fra i
più affascinanti d'Italia, dove esiste tuttora un connubio
perfetto tra natura e uomo, tra arte, storia ed archeologia, dove
si fondono testimonianze storiche dell'età pre-etrusca
che arrivano fino a quella medievale, rinascimentale, moderna.
Una visita approfondita ed analitica dell'Etruria Meridionale,
questa miniera di tesori artistici, purtroppo esclusa dai circuiti
turistici tradizionali e di conseguenza pressoché sprovvista
di attrezzature ricettive, rappresenta ancora per i novelli pionieri
che hanno scelto la formula dell' "abitar viaggiando",
la riscoperta di un viaggio mosso dallo stesso spirito che animava
i viaggiatori del passato.
Questo nostro viaggio alla riscoperta di archeologia, arte, folclore,
eno-gastronomia, borghi storici e quant'altro, non può
non partire da CERVETERI. I Greci la chiamavano Agylla, i Romani
Caere, in etrusco il nome era Kaisra, o Cisra. La città,
ben più estesa dell'attuale Cerveteri, era a sei chilometri
dal mare, su un altopiano tufaceo facente parte dei rilievi della
Tolfa, ed era ben difesa da dirupi, tranne sul lato nord orientale,
dove si creò una protezione artificiale scavando una profonda
trincea ed erigendo mura. Pochissimi i resti della città
etrusca, mentre riveste una importanza mondiale la città
dei morti, con le necropoli della Banditaccia (cui Caere era collegata
dalla monumentale Via degli Inferi), del Sorbo (Tomba Regolini-Galassi),
di Monte Abatone.
La città si affacciava al mare con i tre porti di Pyrgi,
Alsium e Punicum (grosso modo le attuali Santa Severa, Palo e
Santa Marinella).
Della Cerveteri medioevale meritano una visita le suggestive viuzze
dell'antico centro storico (la Boccetta) e la Piazza Santa Maria,
con l'antico Castello (sede del Museo Nazionale Cerite), sormontato
da una torre merlata del '200, che incorpora tratti di mura etrusche
del IV secolo a.C. e la bellissima Chiesa Romanica del 1100, inglobata
nella più recente Chiesa di Santa Maria.
La Cerveteri moderna copre un esteso territorio, comprendente
frazioni agricole come Ceri, il Sasso, Due Casette, Borgo S.Martino,
I Terzi, ed insediamenti residenziali come Valcanneto, Cerenova,
Campo di Mare. Oltre un chilometro di bellissima spiaggia, le
cui sabbie nere sono ricche di ferro, offre ai turisti uno spettacolo
ancora esclusivamente "nature", tranne alcuni "provvisori"
stabilimenti balneari, posti a lato di un deserto lungomare, del
tutto trascurato e fatiscente.
Cerveteri offre inoltre, al visitatore, la possibilità
di degustare ed apprezzare i suoi prodotti: i carciofi, vanto
della sua agricoltura a livello nazionale, i tartufi, i funghi,
e forse il più importante, l'ottimo vino, bianco e rosso,
dei suoi tanti vigneti, prodotto sia da una grande Cantina Sociale
che da appassionati viticoltori locali.
Tra quelli che nel progetto "La Via Etrusca" sono indicati
come itinerari minori, che si dipartono dai siti principali, vogliamo
indicare quello che porta al bellissimo borgo medievale di Ceri,
(circa 9 km da Cerveteri) nel quale la popolazione superstite
dell'antica Caere, ridotta a poche centinaia di persone, stremata
dalle invasioni saracene e dalle epidemie di malaria, si trasferì
attorno all'anno mille, dando il nome di Caere Nova ai resti dell'antico
castellum etrusco che sorgeva a 151 metri sul livello del mare,
sopra il fosso Sanguinara.
Altro itinerario "minore" assolutamente da non perdere
è quello verso Pyrgi, che era in età etrusca il
porto di Caere (si è scoperta una strada che collegava
i due centri, lunga circa 13 chilometri, in terra battuta con
un canaletto centrale per lo scolo delle acque). Scavi recenti,
in prossimità del castello di Santa Severa, hanno portato
alla luce i resti di due templi in un'area sacra nella quale sorgeva
un santuario dedicato alla dea etrusca Uni, la Hera dei Greci.
E' sensazionale la scoperta effettuata a Pyrgi delle tre lamine
d'oro (Museo di Villa Giulia), databili alla fine del VI secolo
a.C., trovate in un recinto tra i due templi, due con iscrizioni
etrusche e una con iscrizioni fenicie, sulle quali è riportata
la dedica alla dea Uni di un luogo sacro da parte del re di Caere
Thefarie Velianas. Il santuario di Pyrgi fu saccheggiato nel 384
a.C. dalla flotta di Dionigi I di Siracusa.
Ci è gradito concludere la visita di questo primo tratto
del nostro amato itinerario con le parole di un viaggiatore di
un passato abbastanza recente, il grande scrittore D. H. Lawrence,
che all'indomani di una commossa visita alla Necropoli di Cerveteri
scriveva:
"Una strana e curiosa pace aleggia intorno ai luoghi etruschi
dove sono stato, completamente diversa dall'incantamento di quelli
celtici; c'è una dolce calma in questi grandi tumuli erbosi
con le loro antiche corone di pietra, e giù nel viale centrale
indugia ancora una certa aria intima e felice. È vero,
era un sereno e soleggiato pomeriggio d'aprile e le allodole si
levavano dall'erba soffice delle tombe. Ma c'era una dolce calma
tutto intorno, in quel luogo nascosto, e la sensazione che un'anima
dovesse trovarcisi bene".
di Giorgio Raviola
(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.
68 6/2001)
TAGES è un'Associazione culturale che ha come scopi statutari
preminenti la divulgazione e la valorizzazione del patrimonio
archeologico, storico, artistico e culturale nazionale, con particolare
riferimento al territorio dell'Etruria Meridionale, anche mediante
l'organizzazione di visite a siti e località di interesse
archeologico, storico, artistico e culturale. TAGES ha ideato
il Progetto "LA VIA ETRUSCA" che è concepito
come uno dei grandi itinerari culturali e turistici europei quali
La Romantische Strasse - I Castelli della Loira - Il Cammino di
Compostela - La Valle del Reno, ecc.
Si sviluppa nell'Etruria Meridionale, il territorio compreso tra
il Tirreno e le aree interne dell'Italia centrale, caratterizzato
dai paesaggi pianeggianti della "maremma" e da "quelli
del tufo" circostanti i laghi di Bracciano, Bolsena e Vico,
di alto valore naturalistico che conserva ancora integri paesaggio,
cultura e tradizioni, uno dei luoghi più affascinanti d'Italia
dove esiste un connubio perfetto tra natura e uomo, tra arte,
storia ed archeologia, dove si fondono testimonianze storiche
dell'età pre-etrusca che arrivano fino a quella medievale,
rinascimentale, moderna. Le località attraversate dall'itinerario
sono: Orvieto - Bolsena - Vulci - Tuscania - Viterbo - Barbarano
Romano - Blera - Tarquinia - Civitavecchia - Cerveteri - Fiano
Romano (RM), definiti punti blu, vale a dire luoghi di stazionamento,
dai quali si dipartono poi itinerari minori verso località
di grande interesse turistico culturali, denominati punti rossi.
Alcuni esempi? Dalla quiete di Bolsena, distesa sull'omonimo lago,
si raggiunge Civita di Bagnoregio, la città che muore,
dove le forze della natura hanno dato vita a fenomeni di suggestività
unica; oppure da Blera, in un territorio non ancora scoperto dal
turismo di massa, verso la necropoli rupestre di Norchia o in
visita ad un villaggio villanoviano dove si è ricostruita
la vita dell'etrusco antico. Da Civitavecchia si può dirigere
verso i monti della Tolfa, a Cencelle, dove gli abitanti della
città costiera si ritirarono, stufi dei continui assedi
subiti dai predoni provenienti dal mare, nei cui pressi si trova
La Farnesiana, una spettrale basilica sconsacrata facente parte
di un antico borgo papalizio, ancora allo stato antico. Come non
sostare a Cerveteri, sede del più importante insediamento
archeologico del mondo, nel suo genere, con nei pressi l'antica
Ceri, arroccata su di uno sperone tufaceo, o il Castello di Santa
Severa, l'antica Pyrgi, che ha visto l'approdo di Etruschi, Greci,
Romani e sede di principi e cardinali. Un'altra grande caratteristica
dell'Etruria Meridionale è costituita dal paesaggio, per
molti versi incontaminato e variegato, dalle coste aspre del Tirreno
ai pendii dolci dei monti con incastonati i laghi formatisi nei
crateri di vulcani spenti. Olio tra i migliori d'Italia, vini
bianchi e rossi, prodotti tipici della terra e della pastorizia,
associati ad una cucina genuina e casareccia rendono ancor più
apprezzabile il soggiorno. Un artigianato fiorente ed ancora basato
sulle tradizioni antiche, quelle trasmesse dal padre al figlio,
produce arnesi, strumenti ed accessori d'utilizzo quotidiano,
ma nello stesso tempo da esporre come un oggetto d'arte. E' inoltre
significativo il fatto che in Etruria Meridionale si trova la
più alta concentrazione di testimonianze etrusche, delle
quali oltre il 90 % escluse dai circuiti turistici tradizionali.
Una visita in Etruria Meridionale rappresenta ancora la riscoperta
di un viaggio tradizionale mosso forse dallo stesso spirito che
animava i viaggiatori del passato. Per tutti questi motivi la
nostra Associazione sta perseguendo il suo obiettivo primario,
vale a dire la completa attuazione dell'itinerario de "La
Via Etrusca". Noi soci fondatori di questo gruppo siamo camperisti
da sempre, e proprio l'esperienza maturata nei tantissimi viaggi
effettuati oltre i patrii confini ci ha indotti a lanciare una
scommessa con noi stessi: riuscire a valorizzare le ricchezze
e le peculiarità delle quali è ricco il nostro territorio.
Per tutto questo siamo certi che invitandovi in questi luoghi,
per tanti aspetti ancora da scoprire, vi proponiamo qualche cosa
che rimarrà gelosamente custodito nell'archivio dei ricordi
belli. Noi stiamo lavorando per far accogliere al meglio gli amici
dell'abitar viaggiando, e per chi volesse venire a trovarci fin
d'ora anticipiamo che, proprio nel cuore dell'Etruria Meridionale
più suggestiva e poco conosciuta, sta per essere inaugurata
un'area di sosta attrezzata, questo dovrebbe avvenire il 21 e
22 aprile prossimi, in concomitanza con la "Festa della Primavera",
una due giorni di festeggiamenti all'insegna del cavallo ed alle
sue tradizioni.
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Gianni e Rosa Andreoletti
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