I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Il borgo in festa - Soriano nel Cimino"

di Loredana Castelfranchi-Vegas

Piccolo borgo distante circa 20 chilometri da Viterbo posto su una dorsale tufacea del Cimino.In questo comune laziale si svolge nella terza domenica di ottobre la fiera delle castagne, una manifestazione o meglio una sagra, che riunisce gli abitanti del paese ed anche quelli delle località vicine. Una festa popolare che si snoda nell’antico borgo circondato da castagneti e noccioleti, apprezzato anche quale centro di villeggiatura estiva e meta di facili escursioni fra boschi secolari che raggiungono il monte sovrastante del Cimino. L’abitato composto da antiche case e piccole piazze mantiene tuttora l’aspetto dei borghi laziali, tranquilli e riposanti. Fondato dagli etruschi con il nome di Murrina Vetus, in seguito mutato nel medioevo in Surianum, epoca nella quale per la posizione ed importanza fu sottoposto al dominio di vari “signori”, in special modo del Guastapane, degli Orsini, dei Colonna e dei Vitelleschi. Il borgo è dominato dal castello Orsini risalente al secolo XIII°, poderoso complesso con bastioni e cortine, sormontato da una torre che sorge nel punto più elevato dello sperone. Nella parte più bassa del paese troviamo il palazzo Chigi-Albani, grandioso edificio del Vignola, iniziato nel 1562, composto da un terrazzo di accesso a due corpi di edifici. Sullo stesso si trova la fontana papaqua o regina delle acque, una delle più fantasiose creazioni del manierismo cinquecentesco voluta dal Cardinale Madruzzo. Il Manierismo venne definito con precisione dal Vasari (Arezzo 1511-Firenze 1574) il quale esaminando i risultati conseguiti da Raffaello, Michelangelo,Correggio,Tiziano ,giunse a proporre un procedimento che diverrà il canone teorico del manierismo, canone inteso come ritrarre le cose più belle per giungere alla perfezione assoluta. Per contro nel Bollori(noto critico) il concetto assume una espressione negativa poiché non tende più all’imitazione della realtà, bensì a far pratica che consisteva nel dipingere una bellissima testa di persona su un corpo altrettanto perfetto di un altro individuo, aggiungendo bellissime mani di un altra persona ancora, eccetera. Cioè ad una rappresentazione astratta anche se estremamente bella di una realtà inesistente. Finalmente il sabato mattina il borgo si riempe di bancarelle con caldarroste fumanti che vengono offerte gratuitamente ai turisti ed un mercato dagli oggetti più disparati che catturano l’attenzione dei visitatori. Alla domenica alle prime luci dell’alba i figuranti si preparano per confluire sulla piazza principale dove avverrà la benedizione. Cavalieri ed arcieri dei quattro rioni del borgo con alla testa i rispettivi capitani e priori in bella mostra attendono che termini la cerimonia religiosa per poi, finalmente, correre la giostra degli anelli la quale vede impegnati i partecipanti che mostrano splendidi costumi medievali, imponenti destrieri magnificamente bardati. La tenzone consiste , come facilmente intuibile, in esercizi di destrezza nell’infilare appunto degli anelli appesi ai pali. Il pomeriggio è dedicato interamente al corteo storico in costume che rievoca con fasi alterne i tentativi del feudatario, Conte Pier Paolo Cardini, di impadronirsi nella notte del 7 novembre 1489 di Soriano ed i coraggiosi tentativi degli abitanti di resistere e vincere il manigoldo avvertiti da una vecchietta di nome Meca la quale scorse degli strani fuochi sul monte. La sfilata di un sontuoso caleidoscopio colorato di dame, paggi, musici, giocolieri seguita da una moltitudine di plebe armata di campanacci,tamburi, corni, forcole animano l’antico borgo fra due ali di folla festante e plaudente. Nei giorni della rievocazione troviamo nelle stradine tavernette “medievali” allestite all’aperto che permettono di rifocillarsi e trascorrere piacevolmente questa autentica festa paesana che nulla ha da invidiare ad altre di maggiore risonanza. Quale ultima annotazione è necessario dire che la zona circostante dei Monti Cimini, di origine vulcanica, è la splendida cornice di Soriano. La zona è costellata da residenze, ville e piccoli castelli sulle pendici delle alture dove numerosi cardinali ed alti prelati si fecero costruire splendide dimore contornate da giardini, parchi con fontane e giochi d’acqua di chiara ispirazione neoplatonica ed ermetica in contrasto con l’ufficio religioso svolto alla corte papalina.

Note tratte da:
I Monti Cimini di Egidio Lamberti.
Contenuti nella pittura italiana del ‘500
di Giovanni Maria Carretto

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