I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Roma e l’Etruria Meridionale"
di Giorgio Raviola

In margine al Raduno di Cerveteri
Anche quest’anno il raduno di Cerveteri è andato bene. Diciamo subito che ci è dispiaciuto per i dodici equipaggi che sono rimasti in lista d’attesa. Speriamo di poterli avere con noi al prossimo appuntamento. Quest’anno abbiamo cambiato i luoghi di visita, eccezion fatta ovviamente per Roma che è sempre meta ambita, ed anche per chi l’ha già visitata è sempre una prima volta, e noi ci siamo stati per due intere giornate, una guidati dalla briosa Nadia e l’altra liberi, ognuno con il proprio itinerario. Ci siamo addentrati nella Tuscia viterbese, parte dell’Etruria Meridionale, accompagnati dal simpatico e professionale Enzo Loreti, la nostra guida. Ci siamo arrampicati sulle pendenza che portano a Civita di Bagnoregio, la città che muore, dove abbiamo persino messo in palio un premio per il primo arrivato in cima alla ripida rampa d’accesso. Manco a dirlo ha vinto Pier Boero, uno che di montagne se ne intende. Abbiamo trovato giornate caldissime, però ci siamo rinfrescati nei giardini delle ville di palazzo Farnese, a Caprarola e Villa Lante, a Bagnaia. E qualcuno, caduto nelle trappole d’acqua che qualche scherzoso nobile aveva architettato per sorprendere gli ospiti, si è rinfrescato nel senso letterale della parola. Una buona parte di una giornata l’abbiamo trascorsa a spasso per Viterbo, lungo le suggestive viuzze che attraversano il quartiere medievale del San Pellegrino, buttando anche un occhio al museo della macchina di Santa Rosa, quella pesantissima torre che qui viene portata in processione da un centinaio di uomini robusti, chiamati facchini, che si sottopongono ad una vera e propria faticaccia. Ed a proposito di ristoro ci siamo sicuramente rilassati passeggiando nei giardini di Ninfa, un vero splendore e cosa veramente rara e spettacolare nel suo genere. Stando da quelle parti non potevamo non dare un’occhiata al monte Circeo dal tempio di Giove Anxur, che domina maestoso la caratteristica cittadina di Terracina. Un vera e propria toccata e fuga l’abbiamo fatta poco distante da lì, a Sperlonga, uno dei più belli e caratteristici borghi d’Italia, con strette vie, percorribili solo a piedi, aggrovigliate attorno a bianche case aggrappate ad uno sperone di roccia che divide due baie. Una mezza giornata l’abbiamo trascorsa a Tarquinia, dopo esserci spinti fino al parco di Vulci, con il particolarissimo castello della Badia ed il ponte romano ad unica arcata, sul fiume Fiora, un tempo confine tra lo Stato del Vaticano ed il Granducato di Toscana. Una settimana intensa, che ci ha lasciato giusto un pomeriggio libero per svolgere il simpatico torneo delle ormai tradizionali bocce quadrate, che sempre riescono a sorprendere e divertire. Ha vinto la coppia più fortunata del raduno: i signori Buson, che qualcuno sicuramente più autorevole di me tempo fa li definì Buson di nome e di fatto. Quindi non sono stati una nostra scoperta, noi però li abbiamo visti fare incetta di premi, infatti si sono aggiudicati anche qualcuno di quelli ad estrazione. Secondi e terzi classificati sono stati rispettivamente le coppie Boero e Binello. Tutti si sono portati a casa una cassa di ottimo vino dei colli ceriti. Le serate le abbiamo passate ballando, mangiando e guardando anche un paio di film. Porchetta ed abbacchio alla scottadito hanno riscosso il maggior gradimento da parte dei commensali. Altra competizione è stata la maratona dance, una susseguirsi di motivi da ballare per un’ora ininterrottamente. Giudici ed arbitri della gara Eliana e Gianpaolo D’Ambrosi, due veri esperti del settore. A vincere per stile e bravura Lucia e Alessandro Rosso, seguiti dagli impareggiabili Jeanine e Alain Garzulino, conosciuti ormai nei nostri raduni come i “Francesi”, perché proprio dalla Francia arrivano ogni volta. A seguire sono stati premiati Lucia e Nevino Buzzi, Giuseppina e Franco Versio, e poi due coppie che con la loro spontanea e vera simpatia riescono sempre a dare brio alla compagnia: Lucia e Gianpaolo Mazzoccato e la coppia scoppiata, vale a dire Mirella Martini con Riccardo Armari. La cena conclusiva ha rappresentato un bel momento di unione tra tutti i partecipanti, che dopo sette giorni trascorsi insieme cominciavano a conoscersi ed a trovarsi bene in questa comunanza. Il raduno ha avuto anche un sottotitolo: il raduno delle mozzarelle, quelle di bufala, diventate un vero e proprio tormentone che ha caratterizzato, divertito e riempito nelle giornate conclusive. Quale responsabile del raduno voglio ringraziare e nominare tutto lo staff della sezione Etruria che ha lavorato prima, durante e dopo, e sono, in rigoroso ordine alfabetico: Luigi, Susan, Teresa e Theo. E’ stato un raduno senza inconvenienti, ed il merito va anche ai partecipanti, veramente puntuali ed attenti, un grazie di cuore anche a tutti voi. Un ringraziamento va anche alla famiglia Giordano, titolare del ristorante e dell’area di sosta che ci hanno ospitati, a Gino Galati, titolare dell’azienda proprietaria dei pullman, ed ai suoi autisti che ci hanno scorrazzati su e giù tutta la settimana. Alla prossima amici.

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