In margine al Raduno di Cerveteri
Anche quest’anno il raduno di Cerveteri è andato
bene. Diciamo subito che ci è dispiaciuto per i dodici
equipaggi che sono rimasti in lista d’attesa. Speriamo
di poterli avere con noi al prossimo appuntamento. Quest’anno
abbiamo cambiato i luoghi di visita, eccezion fatta ovviamente
per Roma che è sempre meta ambita, ed anche per chi l’ha
già visitata è sempre una prima volta, e noi ci
siamo stati per due intere giornate, una guidati dalla briosa
Nadia e l’altra liberi, ognuno con il proprio itinerario.
Ci siamo addentrati nella Tuscia viterbese, parte dell’Etruria
Meridionale, accompagnati dal simpatico e professionale Enzo
Loreti, la nostra guida. Ci siamo arrampicati sulle pendenza
che portano a Civita di Bagnoregio, la città che muore,
dove abbiamo persino messo in palio un premio per il primo arrivato
in cima alla ripida rampa d’accesso. Manco a dirlo ha
vinto Pier Boero, uno che di montagne se ne intende. Abbiamo
trovato giornate caldissime, però ci siamo rinfrescati
nei giardini delle ville di palazzo Farnese, a Caprarola e Villa
Lante, a Bagnaia. E qualcuno, caduto nelle trappole d’acqua
che qualche scherzoso nobile aveva architettato per sorprendere
gli ospiti, si è rinfrescato nel senso letterale della
parola. Una buona parte di una giornata l’abbiamo trascorsa
a spasso per Viterbo, lungo le suggestive viuzze che attraversano
il quartiere medievale del San Pellegrino, buttando anche un
occhio al museo della macchina di Santa Rosa, quella pesantissima
torre che qui viene portata in processione da un centinaio di
uomini robusti, chiamati facchini, che si sottopongono ad una
vera e propria faticaccia. Ed a proposito di ristoro ci siamo
sicuramente rilassati passeggiando nei giardini di Ninfa, un
vero splendore e cosa veramente rara e spettacolare nel suo
genere. Stando da quelle parti non potevamo non dare un’occhiata
al monte Circeo dal tempio di Giove Anxur, che domina maestoso
la caratteristica cittadina di Terracina. Un vera e propria
toccata e fuga l’abbiamo fatta poco distante da lì,
a Sperlonga, uno dei più belli e caratteristici borghi
d’Italia, con strette vie, percorribili solo a piedi,
aggrovigliate attorno a bianche case aggrappate ad uno sperone
di roccia che divide due baie. Una mezza giornata l’abbiamo
trascorsa a Tarquinia, dopo esserci spinti fino al parco di
Vulci, con il particolarissimo castello della Badia ed il ponte
romano ad unica arcata, sul fiume Fiora, un tempo confine tra
lo Stato del Vaticano ed il Granducato di Toscana. Una settimana
intensa, che ci ha lasciato giusto un pomeriggio libero per
svolgere il simpatico torneo delle ormai tradizionali bocce
quadrate, che sempre riescono a sorprendere e divertire. Ha
vinto la coppia più fortunata del raduno: i signori Buson,
che qualcuno sicuramente più autorevole di me tempo fa
li definì Buson di nome e di fatto. Quindi non sono stati
una nostra scoperta, noi però li abbiamo visti fare incetta
di premi, infatti si sono aggiudicati anche qualcuno di quelli
ad estrazione. Secondi e terzi classificati sono stati rispettivamente
le coppie Boero e Binello. Tutti si sono portati a casa una
cassa di ottimo vino dei colli ceriti. Le serate le abbiamo
passate ballando, mangiando e guardando anche un paio di film.
Porchetta ed abbacchio alla scottadito hanno riscosso il maggior
gradimento da parte dei commensali. Altra competizione è
stata la maratona dance, una susseguirsi di motivi da ballare
per un’ora ininterrottamente. Giudici ed arbitri della
gara Eliana e Gianpaolo D’Ambrosi, due veri esperti del
settore. A vincere per stile e bravura Lucia e Alessandro Rosso,
seguiti dagli impareggiabili Jeanine e Alain Garzulino, conosciuti
ormai nei nostri raduni come i “Francesi”, perché
proprio dalla Francia arrivano ogni volta. A seguire sono stati
premiati Lucia e Nevino Buzzi, Giuseppina e Franco Versio, e
poi due coppie che con la loro spontanea e vera simpatia riescono
sempre a dare brio alla compagnia: Lucia e Gianpaolo Mazzoccato
e la coppia scoppiata, vale a dire Mirella Martini con Riccardo
Armari. La cena conclusiva ha rappresentato un bel momento di
unione tra tutti i partecipanti, che dopo sette giorni trascorsi
insieme cominciavano a conoscersi ed a trovarsi bene in questa
comunanza. Il raduno ha avuto anche un sottotitolo: il raduno
delle mozzarelle, quelle di bufala, diventate un vero e proprio
tormentone che ha caratterizzato, divertito e riempito nelle
giornate conclusive. Quale responsabile del raduno voglio ringraziare
e nominare tutto lo staff della sezione Etruria che ha lavorato
prima, durante e dopo, e sono, in rigoroso ordine alfabetico:
Luigi, Susan, Teresa e Theo. E’ stato un raduno senza
inconvenienti, ed il merito va anche ai partecipanti, veramente
puntuali ed attenti, un grazie di cuore anche a tutti voi. Un
ringraziamento va anche alla famiglia Giordano, titolare del
ristorante e dell’area di sosta che ci hanno ospitati,
a Gino Galati, titolare dell’azienda proprietaria dei
pullman, ed ai suoi autisti che ci hanno scorrazzati su e giù
tutta la settimana. Alla prossima amici.