07.07.07: data simbolica quella del 7 luglio del 2007 quando,
a Lisbona, vengono rese note al mondo interno le nuove Sette
Meraviglie del Mondo... Siamo abituati da tempo a sentir parlare
di monumenti, paesaggi, opere d'arte e di ingegno umano, associate
al titolo di patrimonio mondiale dell'umanità, ma esistono
altre classificazioni che con l'UNESCO (l'ente che determina
la World Heritage List) non hanno nulla a che vedere. In realtà,
già nel lontano III secolo a.C. c'era chi si dilettava
nello stabilire quali fossero gli elementi architettonici di
maggior pregio del mondo allora conosciuto, le cosiddette meraviglie
del mondo antico. E' proprio sulla scia di questa primordiale
classificazione che, nel 2000, ad un tale svizzero-canadese
Bernard Weber venne in mente di indire un referendum mondiale
per determinare le Sette Meraviglie del mondo moderno, su una
base di circa 150 opere preselezionate. I voti giunsero da tutto
il mondo, via internet in modo gratuito ma successivamente anche
via telefono, a pagamento. L'iniziativa infatti aveva dichiaratamente
scopo lucrativo per la società curatrice del concorso.
Tra contestazioni varie, soprattutto relative al numero e alle
caratteristiche delle opere tra le quali i votanti potevano
operare la propria scelta, finalmente nel 2007 si è giunti
all'elenco definitivo delle emergenze architettoniche e monumentali
più prestigiose al mondo.
Cominciamo ora il nostro giro del mondo virtuale, attraverso
questi sette meravigliosi luoghi: premettiamo che il valore
di questa classificazione è solo simbolico, non ha nessun
valore politico né risvolto economico, e soprattutto
dobbiamo tutti essere consci che, ben lungi dall'antico concetto
del bello assoluto, il mondo è colmo di ricchezze artistiche,
alcune più note, altre meno famose ma non per questo
di secondo ordine e ricondurle tutte a questa classifica sarebbe
ovviamente restrittivo.
Partiamo con il nostro tour dalla meraviglia del mondo che maggiormente
ci appartiene... il Colosseo, Roma.
L'Anfiteatro Flavio fu così denominato per via della
famiglia imperiale Flavia sotto il cui regno fu ideato, ma il
nome più comune rimane quello di Colosseo: venne soprannominato
così perché edificato nelle vicinanze del Colosso,
un'enorme statua raffigurante Nerone. L'anfiteatro iniziò
a prendere forma nel 72 d.C. sotto la guida dell'imperatore
Vespasiano e venne inaugurato nell'80 d.C. dal figlio Tito con
una serie di grandiose cerimonie, spettacoli e giochi che durarono
per ben cento giorni. E' il più famoso anfiteatro romano,
nonchè il più imponente monumento dell'antica
Roma a noi pervenuto, con la sua capienza di ben 50.000 spettatori.
Fu concepito come luogo di svago per il popolo ma anche per
le ricche famiglie romane e divenne ben presto luogo di aggregazione
e dunque di identificazione per tutta la popolazione dell'antica
Roma: ricorderete la formula panem et circenses, che sta ad
indicare come i detentori del potere a Roma ritenessero fondamentale
garantire al popolo non solo il sostentamento fisico ma anche
il divertimento. Al Colosseo difatti si sarebbero svolti spettacoli
gladiatorii, uno dei principali divertimenti dell'epoca, ma
anche altre manifestazioni pubbliche come spettacoli di caccia,
rievocazioni di battaglie, rappresentazioni teatrali di episodi
mitologici.
La posizione centrale all'interno della città e la vicinanza
con il Foro romano, che costituiva il centro dapprima politico,
poi anche economico e religioso della città, è
spia dell'importanza soprattutto simbolica attribuita al Colosseo,
un'importanza mai venuta meno, dal momento che il Colosseo costituisce
di per sé il più forte e diffuso simbolo che rappresenta
la città in tutto il mondo, anche dal punto di vista
turistico.
Il Colosseo è un'importantissima attrazione turistica,
che da sempre accoglie flussi enormi di turisti da tutto il
mondo, basti considerare che nel 2010 Roma ha accolto più
di dieci milioni di turisti!
La classica visita guidata al Colosseo è intramontabile,
ma negli ultimi decenni lo spazio archeologico del Colosseo
è stato in qualche modo rivisitato con l'intento di attribuire
al monumento nuovi significati tramite nuove forme di fruizione.
Pensando anche ad altre città d'arte italiane ed europee
non può sfuggire che negli ultimi anni molte di esse
hanno assunto nuove suggestioni, grazie all'utilizzo artistico
della luce che, come sappiamo, è in grado di creare atmosfere
e donare sensazioni particolari. Il Colosseo già da tempo
gode di una suggestiva illuminazione notturna, che sicuramente
rimarca l'importanza simbolica del monumento, ma soprattutto
sembra voler ricordare ai turisti che si trovano proprio nella
"Città eterna", che non tramonterà mai:
l'atmosfera notturna conferita al Colosseo è gradevole,
si accorda totalmente all'esigenza sempre più manifesta
di un turismo urbano di tipo emozionale e asseconda la vita
turistica della città anche sotto le stelle.
Questo uso delle luci al Colosseo però ha assunto nel
tempo anche un significato meno turistico e più politico,
se vogliamo: dal 1999 infatti il monumento viene illuminato
in modo particolare e diverso dall'illuminazione ordinaria,
in occasione di eventi legati alla campagna italiana per l'abolizione
della pena di morte, ad esempio quando uno Stato abolisce la
pena di morte o quando una pena di morte viene convertita in
una pena diversa o, come nel 2007, quando l'ONU ha approvato
la moratoria universale sulla pena di morte ed è stato
creato uno specifico evento mediatico chiamato "La cultura
illumina la vita". In questo caso il Colosseo, lungi dall'essere
la statica testimonianza di un tempo antico e tramontato, diviene
teatro (anche se solo simbolico) di un'iniziativa pubblica ad
alta risonanza mediatica. Un'icona globalmente riconosciuta
è sfruttata per rappresentare in tutto il mondo l'impegno
dell'Italia per una causa mondiale: poi, che proprio il Colosseo
fu costruito per essere teatro di cruenti scontri mortali di
lotta gladiatoria, questo è evidentemente un altro paio
di maniche, in un contesto in cui il monumento come icona prende
il sopravvento sul significato e sulla funzione storica attribuitagli...
Ma non sono stati solo i soggetti politici a sfruttare l'immagine
del Colosseo per intenti diversi dall'arte e dall'archeologia:
anche la Chiesa a suo tempo ha saputo sfruttare la valenza iconica
del monumento, tanto da renderlo dagli anni '60 teatro della
via Crucis che si svolge ogni anno nell'area del Colosseo; la
scelta di fare del Colosseo il centro di una delle più
importanti manifestazioni del Cristianesimo, dopo che per vario
tempo è stato probabilmente il luogo del martirio di
molti Cristiani è solo un po' stridente, ma pare che
nessuno se ne sia mai curato particolarmente... Anzi, all'interno
del Colosseo campeggia una grande croce che dovrebbe ricordare
i martiri cristiani delle persecuzioni e quindi giustificare
la scelta del luogo per la processione; è anche vero
che la stessa croce assume un valore simbolico se pensiamo che
in qualche modo offre una rilettura dell'antichità classica
e di quel preciso spazio archeologico, che per le sue funzioni
orinarie potrebbe essere considerato come lo spazio pagano del
peccato e della violenza.
In ogni caso la Via Crucis è un evento anche turistico,
che contribuisce a rafforzare il valore e la bellezza archeologica
del monumento.
Un altro elemento che ha recentemente giocato a favore di una
riqualificazione del Colosseo nell'immaginario turistico è
certamente da ricondurre al fenomeno turistico noto come "movie
induced tourism", vale a dire il turismo cinematografico:
questo tipo di turismo, tuttora in fase di grande sviluppo,
consiste nel rendere attrazioni turistiche luoghi che hanno
costituito location di produzioni cinematografiche. In questo
contesto Roma, ed in particolare il Colosseo, hanno avvertito
l'influsso positivo del successo de "Il Gladiatore",
film del 2000 che porta la firma di Ridley Scott e il blasone
di ben cinque Oscar all'attivo, la cui trama ruota attorno al
duello gladiatorio tra Massimo Decimo Meridio e Commodo. Le
scene della lotta ambientate nel Colosseo non sono state girate
nella vera arena dell'anfiteatro, bensì la location è
stata ricostruita con la tecnica digitale, non avendo la produzione
ottenuto il nullaosta del comune di Roma. Ma di questo poco
importa, ciò che conta è che il film ha prepotentemente
rilanciato l'immaginario non solo del Colosseo, ma di tutta
l'antica Roma dei Cesari. Altro esempio questo di uso commerciale
e, conseguentemente turistico, del mondo antico che, questa
volta almeno avviene in patria: perché dovete sapere
che a Las Vegas ci avevano pensato prima di noi a creare un
luogo unico in cui recarsi avendo l'illusione di essere immersi
nella Roma antica: il famoso Caesars Palace, hotel di lusso,
con annessi centri commerciali, sale da gioco e ristoranti all'insegna
della romanità nota a tutto il mondo attraverso i grandi
kolossal in costume dello scorso secolo.
In ogni caso, dagli eventi mediatici laici alla processione
cristiana, dall'eco delle produzioni hollywoodiane alle postmoderne
illuminazioni, certo è che il Colosseo ha subito nel
tempo notevoli e continui riposizionamenti nell'immaginario
collettivo. Si è volutamente, a ragione o a torto, lasciar
da parte per un attimo la sua originaria identità archeologica
e fare del Colosseo uno spazio del consumo post-moderno che,
comunque, non modifica né danneggia il monumento dal
punto di vista strutturale, bensì lo riconverte esclusivamente
dal punto di vista simbolico.
E c'è di più: tutti coloro che prendono parte
a queste manifestazioni, presenziando alla via Crucis, visitando
il Colosseo perché è il luogo visto sul grande
schermo o semplicemente seguendo gli eventi ad esso legati in
televisione o sui giornali fruiscono del luogo e della sua immagine
archeologica, praticando una sorta di turismo archeologico virtuale.
Insomma, in qualsiasi modo ci piaccia pensare al Colosseo e
qualunque sia lo spirito che anima una visita turistica a Roma,
pare che una cosa sia certa:
«Quamdiu stabit Colyseus stabit et Roma;
«Finché esisterà il Colosseo, esisterà
anche Roma;
cum cadet Colyseus cadet et Roma; quando cadrà il Colosseo,
cadrà anche Roma;
cum cadet Roma cadet et mundus.» quando cadrà Roma,
cadrà anche il mondo.»
(profezia di Beda il Venerabile, VIII secolo)