| di Elisabetta e
Luigi Grazia
(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 63 1/2001)
A pochi chilometri da Trieste abbiamo visitato questo castello
sul mare che la nostra guida tascabile definisce “Residenza
principesca degli Asburgo”.
Avrete compreso che parleremo di Massimiliano d’Asburgo
e di sua moglie Carlotta del Belgio, figlia di Leopoldo I°.
Certamente ricorderete i bellissimi films holliwoodiani che narrano
la storia dei due personaggi citati anche dai testi storici o
dall’ode “Miramar” del Carducci che poeticamente
e drammaticamente rievoca la tragica vicenda.
Prima del castello di Miramare vogliamo intrattenerVi sulle origini,
non sempre conosciute, degli Asburgo. Essi erano di nazionalità
francese, precisamente alsaziani; in seguito si trasferirono in
Svizzera nel castello costruito circa nel 1020 a qualche decina
di chilometri da Zurigo già di proprietà del vescovo
di Strasburgo, tale Werner, rimanendo in terra elvetica per qualche
secolo. Il castello era chiamato Habictsburg (rocca del nibbio)
donde Hasburg che fu il cognome svizzero della famiglia. Gli Asburgo
si divisero successivamente in diversi rami, uno di questi, il
più conosciuto si stabilì in Austria e dopo aver
perso 1’H iniziale venne definitivamente chiamata la dinastia
degli Absburg, la quale noi italiani dovremmo tradurla correttamente
in Absburgo e non Asburgo come siamo soliti fare, incominciando
dalla nostra guida tascabile.
Il castello fu costruito dall’architetto viennese Karl Junker
nel 1855/58 su commissione della coppia sposatasi nel 1857 ed
ebbe la funzione di residenza dell’Arciduca Massimiliano
nominato contrammiraglio della flotta militare dell’Adriatico
da suo fratello l’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria/
Ungheria. La residenza é in magnifica posizione, si affaccia
direttamente sul golfo triestino e chiamata, non a torto, Miramare.
L’esterno é di color bianco nel quale si aprono ampie
finestre con grandi vetrate e la struttura muraria consta di alcuni
padiglioni asimmetrici ma uniti in un solo corpo con pinnacoli
alla sommità ed una torre quadrangolare a picco sul mare.
Per accedere al complesso bisogna lasciare i nostri mezzi all’inizio
del magnifico parco, poi si arriva all’entrata; uno specchio
d’acqua circolare, viali curatissimi con statue ed un piccolo
portico per le carrozze sono il biglietto da visita. Questo castello
lo si può considerare una villa come talune della riviera
ligure che assomigliano vagamente ad un castello.
Il castello fu teatro di grandiosi ricevimenti offerti dalla celebre
coppia all’aristocrazia triestina ed ai comandanti le navi
alla fonda nel porto di Trieste. Coppia innamorata, ricca, potente,
rappresentante gli interessi austriaci in Italia; coppia ammirata
ed invidiata che viveva lussuosamente in questo castello, oggi
museo storico, dove tuttora sono esposti i loro preziosi mobili,
porcellane, avori, cristallerie in sale e saloni riccamente stuccati
con quadri alle pareti alcuni dei quali raffiguranti gli Arciduchi
Asburgici. Il castello ha un piccolo molo che serviva a Massimiliano
per recarsi via mare all’ammiragliato di Trieste; in fondo
a questo imbarcadero noteremo una Sfinge Egiziana la cui credenza
popolare (forse non a torto) ritenne la causa della sfortuna che
si accani contro la coppia. In essa (come in analoghi casi) prevalse
il desiderio di intraprendere una carriera che inevitabilmente
portava a cercare in un modo o nell’altro di divenire a
loro volta regnanti di un qualsiasi paese ovunque si trovasse.
Proprio per questo motivo accettò al castello di Miramare
il 10/4/1864, spinto dalla moglie, la funesta corona imperiale
del Messico offertagli dall’aristocrazia di quel lontano
paese. Il progetto mancava di realismo ma appoggiato con favore
dai governi di Francia, Inghilterra e Spagna i quali speravano
cosi di ricuperare importanti crediti incautamente concessi al
traballante governo messicano, in quel periodo alle prese con
una dura rivoluzione popolare. Massimiliano e la moglie sbarcarono
in Messico nel giugno del 1864; egli fu proclamato Imperatore
del Messico ma dovette con il suo esercito raffazzonato combattere
subito le bande armate del rivoluzionario Juarez. Sta di fatto
che dopo qualche successo iniziale di Massimiliano alla testa
delle truppe governative messicane, integrate da contingenti di
soldati francesi, inglesi e spagnoli i quali lo avevano accompagnato
nello sbarco, la fortuna dell’Arciduca si esaurì.
Gli Stati Uniti non volevano assolutamente che in Messico si instaurasse
un imperatore perciò chiesero con forza il ritiro immediato
di tutte le truppe provenienti dall’Europa. Esse dovettero
imbarcarsi nuovamente e Massimiliano rimase a combattere i rivoluzionari
con le sole forze messicane in quanto egli rifiuto di abbandonare
la lotta (sempre consigliato dalla moglie). La situazione si fece
sempre più disperata, Carlotta ritornò in Europa
per chiedere aiuto ai governi europei, a Pio IX ed a suo cognato
Francesco Giuseppe. Nel frattempo Massimiliano fu catturato da
Juarez ed immediatamente fucilato a Queretaro nell’anno
1867. La tensione, le umiliazioni infine la notizia giuntale della
morte del marito fecero impazzire Carlotta tanto da essere rinchiusa
in manicomio dove vi mori nel 1925 all’età di 85
anni.
Le fonti storiche provengono dal I° e II° volume del libro
“Der Geschichte Osterreichs” del Prof. H. Hantsch.
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