I VIAGGI E DIARI DI BORDO
"I luoghi Verdiani"

di Oreste Bonvicini

(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 70 1/2002)

Nell'anno del centenario della morte di Giuseppe Verdi, le innumerevoli occasioni di rievocazione, i nutriti programmi teatrali, le presenze illustri su palcoscenici e televisioni, ci spingono sulle strade padane alla volta dei luoghi che lo videro protagonista, la villa di S. Agata di Villanova d'Arda (PC), il centro storico di Busseto, con il suo teatro dedicato al maestro che mai ci mise piede, la casa della famiglia Barezzi, palazzo Orlandi e Roncole Verdi, dove il maestro nacque e di cui lui stesso, come scrisse nel 1863, sentiva forti le origini.
Un tuffo nel passato, in quanto tutto sembra perfettamente orchestrato per mantenere viva la memoria del grande compositore, della sua tenace fibra di uomo dal molteplice ingegno e dagli interessi non solo spiritual della musica, sensibile ai temi sociali, alla vita della sua gente a quel mestiere di possidente terriero che coltivò in perfetta simbiosi con l'arte compositoria.
Ma cosa rimane, al di là dei luoghi che si contendono gli onori di aver ospitato il maestro Verdi?
Cosa rimane al di là di vecchi fabbricati restaurati, di teatri in miniatura, di
stanze drappeggiate e tappezzate di immagini, effigi, copie di lettere, liste, conti della spesa, infiniti elenchi dove campeggia però in sella vista l'autografo del maestro?
E' proprio nel raccogliere le sensazioni che affiorano durante la visita in questi luoghi che, al di là di ogni ricordo gelosamente conservato e ora dato in pasto a cultori e curiosi, affiora la presenza dell'uomo, del suo carattere, della sua caparbietà, della sua indomita volontà.
Giuseppe Verdi divise dunque la sua esistenza tra concretezza e spiritualità. una vita scandita da ritmi personalissimi, giornate lunghissime, fin dalle prime ore dell'alba a scrivere e rispondere alla nutrita corrispondenza intrattenuta con il mondo culturale, poi la composizione delle sue opere, e poi la vita nei campi, quando a partire dal 1851 visse a stretto contatto con i suoi estesi possedimenti (oltre 1000 ha), intorno alla villa di S. Agata.
Verdi emerge dunque dalla memoria del tempo, uomo che ha attraversato, vissuto e segnato un secolo tra i più importanti della storia e per la società italiana.
Vide realizzarsi l'unità, conobbe, frequentò, condivise o mise in discussione le idee dell'intellettualità dell'800. Visse fianco a fianco con gli uomini che segnarono la svolta politica e sociale dell'Italia che lui, negli anni più intensi dei moti indipendentisti, già rappresentava in tutto il mondo occidentale, con le sue opere, con la sua musica, acclamata, invocata dalle platee dei teatri più importanti.
Attraversò dunque un secolo che vide, al contrario del 900 appena concluso, un
graduale divenire, un evolvere dai ritmi "umani" di quelle conquiste che mutarono la società. Pensiamo infatti all'avvento del telegrafo, all'affermarsi della ferrovia come mezzo di trasporto rapido e sicuro, all'illuminazione elettrica, per non dimenticare gli sconvolgimenti politici e sociali che generarono il riassetto o lo stravolgimento delle identità nazionali europee.
In un epoca in cui l'Europa era ancora il fulcro delle attività economiche occidentali. Verdi attraversò dunque questo secolo con la sua schiva natura di contadino, come egli sempre si definì e con la sua musica scritta di getto.
Confessò come la sua più grande paura fosse quella di non riuscire a fermarla in tempo sulle righe del pentagramma.
Verdi scriveva, al tavolo, ciò che la sua mente aveva già elaborato e solo in seguito provava, al pianoforte. L'istintività del grande creatore è all'origine di tutte le genialità. Non c'è logica che sminuisca la stupenda ragione del libero creatore che ha in sé la razionalità delle regole e nel contempo il dono dell'irrazionale, del saper dare ciò che ha dentro, nell'anima.
Proprio visitando al sua villa di S. Agata, come tutti i luoghi ove uomini e donne hanno vissuto intensamente, sentiamo vibrare la loro presenza. Sentiamo che qualcosa è ancora qui, tra noi e non tra gli oggetti che gli appartennero o che strinse tra le mani, in vita, ma in quell'atmosfera fatta di silenzi densi, intensi, palpabili come l'attesa del risuonare di una risposta, l'attesa di una conversazione a cui assistiamo, inconsapevoli spettatori, tra qualcuno che non vediamo, che non possiamo vedere, ma che sentiamo vicino, molto vicino.

Notizie utili
Il comune di Busseto gestisce i luoghi verdiani con orari differenziati. Da marzo ad ottobre 9.30 - 12.30 e 15 - 19 da novembre a febbraio 9.30 - 12.30 e 14.30 - 17.30. Giorno di chiusura il lunedì. Per informazioni rivolgersi all'ufficio turistico di Busseto 052492487. A la villa di S. Agata di Villanova sull'Arda, in provincia di Piacenza. Proprietà dei discendenti degli eredi di Giuseppe Verdi, adotta in occasione del centenario, un orario continuato che consente la visita durante l'intera giornata fino alle 16.30, con esclusione del lunedì. Ampi parcheggi nelle vicinanze della casa natale a Roncole e alla villa di S. Agata consentono la sosta ai v.r. Non mancano in zona aree attrezzate e segnalate, come a Soragna, per altro meritevole di una visita alla rocca omonima della famiglia Meli Lupi.

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