Savigno conta circa 2.500 abitanti ed è il capoluogo di
un vasto territorio dell’Appennino bolognese occidentale,
a ridosso della provincia modenese. Un comprensorio fatto di monti,
ricco di sentieri segnalati per il trekking e il cicloturismo.
Numerose poi sono le pievi, gli oratori e gli antichi mulini che
soddisfano la curiosità del turista in cerca di storia.
Savigno è famoso per il Tartufo Bianco Pregiato dei Colli
bolognesi che qui trova terreni e clima adatti ed è proprio
per questo prodotto che gli è stato dato il titolo di “Città
del Tartufo”.
Numerosi sono i ristoranti che propongono il prodotto nelle sue
infinite versioni culinarie e i negozi nei quali è possibile
acquistarlo accanto agli altri prodotti tipici della zona e della
“Strada”:salumi, formaggi e “crescentine”.
Luoghi da visitare
Chiesa di Savigno
Pieve di san Giorgio
Santuario della Villa
Chiesa di Merlano
Chiesa di San Biagio
Chiesa di San Prospero
Chiesa di santa Croce
Madonna di Rodiano
Mulino del dottore
Vedegheto
Vignola dei conti
Manifestazioni
Il mercato delle cose buone ultime domeniche dei mesi da Maggio
a Novembre
Corti, chiese e cortili Agosto
Mostra mercato del vecchio e dell’antico seconda domenica
del mese da marzo a dicembre
Festività settembrine settembre
Fiera di San Matteo settembre
Il tartufesta novembre ’03 Sagra del cinghiale marzomostra
degli antichi mestieri e degli antichi sapori Settembre
Aziende
TRATTORIA DA AMERIGO
AGRITURISMO CA’ MONGIORGI
AZ. AGR. ISOLA
SAVIGNO-STORIA
Savigno fu abitata già nella preistoria, come dimostrano
i reperti villanoviani rinvenuti sul suo territorio.
L’antico nome dei Sabinium deriva forse da Saba o Sabie,
uno dei nomi di Bacco nel mito del Sole.
La valle del Samoggia fu a lungo contesa tra Bologna e Modena
e teatro di scontri e battaglie.
Un tempo tutta l’area era ricca di fortificazioni di cui
restano solo testimonianze scritte: un castello si trovava sul
colle che sovrasta la chiesa di Samoggia, un altro si trovava
nell’attuale frazione di Rodiano, di proprietà della
contessa Matilde di Canossa (le cronache riportano che resistette
nel 1332 all’assalto dei Modenesi), il castello di Savigno
sorgeva dove venne poi costruita la parrocchia di S. Stefano,
anch’essa successivamente scomparsa.
Fin dall’inizi del secolo XII, Savigno fu sottomesso a Bologna
e governato da un visconte, che deteneva la giurisdizione civile,
mentre a capo della comunità locale stava un massaro, a
conferma della natura agricola della zona.
Savigno è passata alla storia per il moto insurrezionale
del 15 agosto 1843, quando alcuni patrioti affiliati alla Giovine
Italia si ribellarono al governo pontificio.
La repressione fu durissima: 116 cittadini furono sottoposti a
giudizio e 19 condannati a morte. In paese un obelisco in arenaria,
progettato e scolpito da Tullo Golfarelli, commemora l’evento.
ARTE E CULTURA
Numerose sono poi le pievi, gli oratori e gli antichi mulini che
soddisfano la curiosità del turista in cerca di storia.
Nella piazza del capoluogo del capoluogo si trova l’antica
chiesa-oratorio di S. Matteo, edificata nel 1683 e recentemente
restaurata. Chiesa – oratorio intitolata a S. Matteo, costruita
nel 1683 e restaurata recentemente. Antistante ad essa, su piazza
XV Agosto, si trova l’obelisco in arenaria dedicato ai patrioti
dei moti del 1843.
Nella frazione Samoggia la pieve di S.Giorgio, del 1815, con
un altare sette-ottocentesco; poco distante sorge il santuario
della Beata Vergine del pruno, costruito nel XV secolo e restaurato
tra i secoli XVII e XVIII.
Nella frazione di Merlano, la parrocchiale di S. Maria Assunta,
di fondazione medievale, restaurata nel ‘700 e quasi rifatta
nel 1870, conserva all’interno alcuni busti in terracotta
del ‘600 e una cassa d’organo cinquecentesca.
A Rodiano si trovano il Borghetto Serra e la casa “Il Rio”,
oltre il Santuario della Beata Vergine di Croce Martina, detta
anche Madonna di Rodiano. Quest’ultima ebbe origine dalla
devozione per un’immaine affrescata su un pilastro presso
un incrocio detto “Croce Martina”, e fu costruita
nel 1644 della famiglia Lanzarini; nel 1898 gli fu affiancato
un campanile e, nel 1912, anteposto un loggiato.
A Vedegheto, sita nella Valle della Venola (affluente del Reno)
è particolarmente ricca di torri e di case antiche e conserva
anche l’unico mulino ad acqua ancora funzionante della zona,
detto “Rovine”.
Per la natura del territorio, percorso da rivoli e torrenti di
buona portata e pendenza, Savigno era infatti un tempo ricca di
mulini; alcuni, anche se non più in funzione, sono visitabili
lungo un itinerario che collega il Mulino del Notaro, il Molino
del Dottore, il Mulino del Cozzo di Sotto e Segaticcio. Complesso
di epoca cinquecentesca, oggi in disuso, possiede una torre su
cui spicca la banderuola in ferro raffigurante un rapace