I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"San Marino"

di Luigi e Elisabetta Grazia

La meta del nostro raduno si trova fra l’entroterra riminese e l’Appennino tosco-romagnolo. Questo appuntamento oltre alla piccola Repubblica ci permetterà di scoprire un itinerario paesistico eccezionale e ricco di episodi artistici, che dalla costa adriatica dai ridenti poggi del Montefeltro sale ed attraversa l’Appennino sino al Passo di Viamaggio per portarsi infine nel Casentino. Molte località sono degne d’interesse quali Verucchio, San Leo, Carpegna, Pennabili, Badia Tedalda, San Sepolcro, Anghiari, Caprese Michelangelo ed il più famoso e mistico santuario francescano della Verna annidato su un roccione. E’ necessario ricordare una frase riportata su una mattonella di ceramica ben visibile nel convento: Se credi, prega; se non credi, ammira; se sei sciocco scrivi il tuo nome sul muro! La meta del raduno è comunque San Marino raggiungibile con la comoda super-strada che da Rimini conduce al Monte Titano alto 738 metri. La città offre numerose opere d’arte non sempre conosciute ed è noto che non molti hanno visitato con i nostri mezzi ingombranti la piccola Repubblica. Da questa considerazione scaturisce l’importanza dell’occasione offerta dalIa “Granda”. Monumenti significativi sono la porta e la chiesa di San Francesco opera dei maestri comacini1 del XIV° secolo dai pregevoli affreschi all’interno ed alla base del campanile. Il Palazzo del Governo, in stile gotico- toscano del XV° secolo restaurato da Francesco Azzurri. La basilica del Santo in stile neoclassico, con campanile romanico ricostruito nel 1664 , avente a lato la piccola chiesetta di San Pietro, in cui si conservano le nicchie di San Marino e San Leo, scavate nella viva roccia. La chiesa di San Quirino costruita nel XVI° secolo, nella quale fu ospitato Garibaldi nel 1849. Inoltre i resti delle antiche cinte murarie,le torri (o penne come vengono chiamate). La Rocca o Guaita, primo fortilizio sammarinese, costruito nell’undicesimo e restaurato nel XIII° secolo, poi la Cesta (o Fratta o seconda torre) del medesimo periodo sul più alto picco del Monte Titano. Nel cui interno si trova l’importante museo governativo delle armi antiche. Ancora il Montale ( o terza torre) costruita nel 14° secolo. Il grosso borgo è tutto da scoprire pertanto inutile anticipare le sorprese e le sensazioni che si provano nel camminare alla scoperta di questo luogo ricco di storia e nel contempo il fruibile borgo che si dischiude all’attenzione del turista offrendo ancor più di quanto ci si aspetta. Le notizie storiche sono interessanti. La tradizione vuole che alcuni schiavi dalmati guidati da un umile tagliapietre di nome Marino, nell’anno 300 d.C., per sfuggire alla seconda persecuzione di Diocleziano2, ripararono sul Monte Titano e vi fondarono una specie di comunità religiosa che esercitò ben presto il diritto di asilo. Quando l’esarcato3 di Ravenna passò ai Papi, il borgo di San Marino, ottenne l’indipendenza con il documento passato alla storia come Placito feretrano4 dell’anno 885. La storia continua sino a quando la Chiesa di Roma tentò due volte , nel 1739 con il Cardinal Alberoni e nel 1786 con il Cardinale Valenti di impadronirsi dello Stato riuscendovi per soli cento giorni, ma Napoleone I° garantì l’indipendenza offrendo anche piccoli ingrandimenti territoriali ed assicurandone l’indipendenza. San Marino diede un notevole contributo a Garibaldi nell’impresa dei mille e durante la seconda guerra mondiale offrì asilo a ben 100.000 rifugiati provenienti dalle vicine città, sottraendoli alla furia omicida nazi-fascista. L’organizzazione del nostro “Club “ sarà come sempre all’altezza di ogni aspettativa, oltre alla visita accurata del luogo di cui trattasi organizzerà visite in bus in alcune località vicine elencate all’inizio dell’articolo.

1 Il termine di Maestri Comacini ricorre spesso nella legislazione longobarda per la prima volta in due articoli dell’editto di Rodari (643), successivamente nelle leggi di Liutprando. Con questo termine venivano indicati i capomastri di brigate di muratori o lapicidi provenienti con tutta probabilità dal comasco riuniti in una sorta di corporazione.

2 L’editto della persecuzione fu emanato il 23-11-303 che conteneva provvedimenti diretti a sopprimere l’esercizio del culto cristiano.

3 Indica il territorio su cui si estendeva nell’età bizantina il dominio degli Esarchi. Questo nome si ricollega all’ordinamento dato alla provincia d’Italia dall’Imperatore Giustiniano con la sua “Prammatica sanzione” del 534.

4 Placito ( o Mallo). Nelle fonti barbariche, ed in specie nel diritto franco, mallus (antico alto-tedesco “mahal”) indicava l’assemblea giudiziaria popolare, costituita secondo le consuetudini giuridiche delle genti germaniche, da tutti gli uomini liberi, riuniti in armi. Accanto a questo termine si diffuse assai presto quello di placitum che significava in origine il giorno fissato per l’assemblea (in die placito) e questo termine si usò durante tutto il medioevo.

Note tratte da: Guida Touring Italiano. - Edizioni Utet.

 

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