La meta del nostro raduno si trova fra l’entroterra riminese
e l’Appennino tosco-romagnolo. Questo appuntamento oltre
alla piccola Repubblica ci permetterà di scoprire un
itinerario paesistico eccezionale e ricco di episodi artistici,
che dalla costa adriatica dai ridenti poggi del Montefeltro
sale ed attraversa l’Appennino sino al Passo di Viamaggio
per portarsi infine nel Casentino. Molte località sono
degne d’interesse quali Verucchio, San Leo, Carpegna,
Pennabili, Badia Tedalda, San Sepolcro, Anghiari, Caprese Michelangelo
ed il più famoso e mistico santuario francescano della
Verna annidato su un roccione. E’ necessario ricordare
una frase riportata su una mattonella di ceramica ben visibile
nel convento: Se credi, prega; se non credi, ammira; se sei
sciocco scrivi il tuo nome sul muro! La meta del raduno è
comunque San Marino raggiungibile con la comoda super-strada
che da Rimini conduce al Monte Titano alto 738 metri. La città
offre numerose opere d’arte non sempre conosciute ed è
noto che non molti hanno visitato con i nostri mezzi ingombranti
la piccola Repubblica. Da questa considerazione scaturisce l’importanza
dell’occasione offerta dalIa “Granda”. Monumenti
significativi sono la porta e la chiesa di San Francesco opera
dei maestri comacini1 del XIV° secolo dai pregevoli affreschi
all’interno ed alla base del campanile. Il Palazzo del
Governo, in stile gotico- toscano del XV° secolo restaurato
da Francesco Azzurri. La basilica del Santo in stile neoclassico,
con campanile romanico ricostruito nel 1664 , avente a lato
la piccola chiesetta di San Pietro, in cui si conservano le
nicchie di San Marino e San Leo, scavate nella viva roccia.
La chiesa di San Quirino costruita nel XVI° secolo, nella
quale fu ospitato Garibaldi nel 1849. Inoltre i resti delle
antiche cinte murarie,le torri (o penne come vengono chiamate).
La Rocca o Guaita, primo fortilizio sammarinese, costruito nell’undicesimo
e restaurato nel XIII° secolo, poi la Cesta (o Fratta o
seconda torre) del medesimo periodo sul più alto picco
del Monte Titano. Nel cui interno si trova l’importante
museo governativo delle armi antiche. Ancora il Montale ( o
terza torre) costruita nel 14° secolo. Il grosso borgo è
tutto da scoprire pertanto inutile anticipare le sorprese e
le sensazioni che si provano nel camminare alla scoperta di
questo luogo ricco di storia e nel contempo il fruibile borgo
che si dischiude all’attenzione del turista offrendo ancor
più di quanto ci si aspetta. Le notizie storiche sono
interessanti. La tradizione vuole che alcuni schiavi dalmati
guidati da un umile tagliapietre di nome Marino, nell’anno
300 d.C., per sfuggire alla seconda persecuzione di Diocleziano2,
ripararono sul Monte Titano e vi fondarono una specie di comunità
religiosa che esercitò ben presto il diritto di asilo.
Quando l’esarcato3 di Ravenna passò ai Papi, il
borgo di San Marino, ottenne l’indipendenza con il documento
passato alla storia come Placito feretrano4 dell’anno
885. La storia continua sino a quando la Chiesa di Roma tentò
due volte , nel 1739 con il Cardinal Alberoni e nel 1786 con
il Cardinale Valenti di impadronirsi dello Stato riuscendovi
per soli cento giorni, ma Napoleone I° garantì l’indipendenza
offrendo anche piccoli ingrandimenti territoriali ed assicurandone
l’indipendenza. San Marino diede un notevole contributo
a Garibaldi nell’impresa dei mille e durante la seconda
guerra mondiale offrì asilo a ben 100.000 rifugiati provenienti
dalle vicine città, sottraendoli alla furia omicida nazi-fascista.
L’organizzazione del nostro “Club “ sarà
come sempre all’altezza di ogni aspettativa, oltre alla
visita accurata del luogo di cui trattasi organizzerà
visite in bus in alcune località vicine elencate all’inizio
dell’articolo.
1 Il termine di Maestri Comacini ricorre spesso nella legislazione
longobarda per la prima volta in due articoli dell’editto
di Rodari (643), successivamente nelle leggi di Liutprando.
Con questo termine venivano indicati i capomastri di brigate
di muratori o lapicidi provenienti con tutta probabilità
dal comasco riuniti in una sorta di corporazione.
2 L’editto della persecuzione fu emanato il 23-11-303
che conteneva provvedimenti diretti a sopprimere l’esercizio
del culto cristiano.
3 Indica il territorio su cui si estendeva nell’età
bizantina il dominio degli Esarchi. Questo nome si ricollega
all’ordinamento dato alla provincia d’Italia dall’Imperatore
Giustiniano con la sua “Prammatica sanzione” del
534.
4 Placito ( o Mallo). Nelle fonti barbariche, ed in specie
nel diritto franco, mallus (antico alto-tedesco “mahal”)
indicava l’assemblea giudiziaria popolare, costituita
secondo le consuetudini giuridiche delle genti germaniche, da
tutti gli uomini liberi, riuniti in armi. Accanto a questo termine
si diffuse assai presto quello di placitum che significava in
origine il giorno fissato per l’assemblea (in die placito)
e questo termine si usò durante tutto il medioevo.
Note tratte da: Guida Touring Italiano. - Edizioni Utet.