I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Sala Baganza - La Rocca di San Vitale"

Chiusa da oltre trent’anni, dopo i terremoti del 1971 e del 1983, la Rocca di Sala ha riaperto le sue sale al pubblico. Tra le residenze e i castelli che circondano Parma, la Rocca di Sala Baganza è rimasta più in ombra agli occhi e alla conoscenza collettiva. Strano destino di “secondarietà” per un complesso monumentale che, insieme a Colorno, è stato per lungo tempo uno dei poli di un sistema di organizzazione territoriale omogeneo e programmato che costituiva un unico asse dalla collina al Po e che toccava la città di Parma attraverso le aree verdi intorno alle mura, la Cittadella e il Giardino Ducale.
Nel 1987 il Comune di Sala Baganza, con l’acquisto dell’ala nord ovest, cioè della parte “cinquecentesca” della Rocca, ha posto le premesse per un pieno recupero, sia fisico che culturale, di questo complesso che, oltre alla salvaguardia e al piacere dell’uso, potesse offrire nuovi elementi per la conoscenza della sua storia, da troppo tempo affidata alle consuete fonti iconografiche.
Il restauro, finanziato dal Comune di Sala Baganza, dalla Provincia di Parma, dalla Regione Emilia-Romagna e da imprenditori locali, che oggi finalmente si è concluso, permette a tutti di poterne ammirare gli antichi splendori: architetture, affreschi, decorazioni riportate alla luce, ripristinate e valorizzate così da restituire alla Rocca di Sala il suo ruolo primario nel territorio.
La storia della Rocca inizia nel 995 ma comincia ad essere rilevante solo quando diviene proprietà della famiglia Sanvitale nel 1248 che ne reggerà le sorti fino alla “gran giustizia” del 1612, quando, dopo la decapitazione di Girolamo II e di suo figlio Gianfrancesco, il feudo di Sala passa ai Farnese.
Con il suo schema di costruzione a torri angolari quadrate con dongione centrale, che ne sottolinea il ruolo di primo piano nell’insieme del sistema dei castelli parmensi, la Rocca di Sala vive, grazie agli interventi dei Sanvitale, il suo massimo splendore. Nel 1461 Stefano Sanvitale “…vuole erigere fortezza…un palazzo in forma di torre in un cantone…”e suo figlio, Giberto II, termina il lavoro prima del 1477.
Tra il 1564 e il 1578 la Rocca si arricchisce di un piano nobile con stupendi cicli di affreschi commissionati da Giberto IV a Ercole Procaccini (Bologna 1515-Milano 1595), raffiguranti la storia di Enea dalla fuga di Troia all’arrivo nella terra ove sorgerà Roma aeterna. Elementi di cultura raffaellesca e michelangiolesca, appresi durante un soggiorno romano, si amalgamano nel Procaccini con raffinatezze degne del Parmigianino. Ad artisti di area padana cinquecentesca sono da ascrivere anche gli affreschi della Saletta della Fama e del Gabinetto dei Cesari. Al bolognese Orazio Samacchini (Bologna 1532-1577), Giberto IV, per celebrare le sue seconde nozze con la colta e giovane Barbara Sanseverino, commissiona la sala poi chiamata d’Ercole in cui sono raffigurate alcune delle sue celebri fatiche: Ercole ancora bambino che sconfigge i serpenti mandatigli dalla gelosa Giunone, l’uccisione del leone Nemèo, l’uccisione dell’idra di Lerna e la sconfitta del gigante Anteo. Al primo piano della parte pubblica i recenti restauri hanno svelato un prezioso apparato decorativo sulle volte e, alle pareti, delicati brani di affreschi quattrocenteschi raffiguranti grottesche e simbologie ermetiche.
Quando la scelta dei Farnese ricade definitivamente su Colorno come residenza ducale, la Rocca di Sala inizia il suo declino. Prima della sua definitiva decadenza ad opera del tenente piemontese Michele Varron che, avuta la Rocca da Napoleone nel 1804, ne fa abbattere nel 1823 varie ali, Antonio Farnese ristruttura le ali est e sud e ne ricava un grande appartamento ad uso della corte con splendidi affreschi del fiorentino Sebastiano Galeotti (Firenze 1676-Mondovì 1741). Per i limpidi colori, le composizioni vivaci e i luminosi soggetti allegorici, il personalissimo stile del Galeotti, presente nel Ducato dal 1710 al 1729, rivela qui una piena maturità e costituisce un modello, non solo parmense, per il nascente rococò. Il Galeotti, formatosi presso la bottega fiorentina del Gherardini, risente di quella corrente artistica influenzata dalle grandi decorazioni di Pietro da Cortona a Palazzo Pitti e, più tardi, dalla vasta opera di Luca Giordano a Palazzo Riccardi. Nuovamente si possono annoverare avvicinamenti alla pittura di Giuseppe Maria Crespi, del Magnasco e infine soprattutto di Sebastiano Ricci, attivo nel 1706 a Palazzo Marucelli con le sue luminose allegorie, innovative rispetto all’ormai stanco panorama barocco fiorentino.

Orari e condizioni della visita
Periodo di apertura:
gennaio-dicembre
Orario di apertura: gennaio-febbraio-marzo-novembre-dicembre: giorni feriali, visite guidate su prenotazione; festivi: visite guidate alle ore 10.00-11.00-15.00-16.00. Aprile-maggio-giugno-settembre-ottobre: feriali, ore 10.00-11.00-15.00-16.00-17.00, festivi: ore 10.00-11.00-12.00-15.00-16.00-17.00-18.00. Luglio- agosto: feriali, ore 10.00-11.00-12.00-15.00-16.00-17.00, festivi: ore 10.00-11.00-12.00-15.00-16.00-17.00-18.00.
Giorno di chiusura:lunedì
Durata della visita: 45 ora ca.
Percorso di visita: tutto il piano nobile più la parte settecentesca, il piano terra e l’Oratorio

Biglietti
Adulti: € 5,00
Bambini: fino a 6 anni gratis, da 6 a 12 anni € 1,00
Gruppi: ( minimo 10 persone ) € 4,00
Scolaresche: € 0,50
Visite guidate su prenotazione: singoli € 5,00, gruppi (minimo 10 persone ) € 4,00
Agevolazioni e convenzioni: Card dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza € 4,00


Informazioni e prenotazioni
Rocca di Sala
Piazza Gramsci 1
43038 Sala Baganza ( PR )
Tel.0521-834382
iatsala@comune.sala-baganza.pr.it
www.comune.sala-baganza.pr.it

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