I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Pasqua 2006 al Lido delle Nazioni"

di Luigi Grazia

E’ necessario ritornare indietro negli anni per soffermarci sul cambiamento che i nostri incontri hanno subito. Nei decenni trascorsi i raduni si svolgevano per lo più in una piazza od un prato messo a disposizione dal paese o città che ci ospitava. Incontri molto semplici ma mano a mano con il tempo si sono evoluti. Sono apparse le visite con guide locali per arrivare ad un’ulteriore evoluzione ai raduni di più giorni che incontrano il desiderio di molti partecipanti per una conoscenza approfondita di un luogo.
Oggi il “Club” offre gli stessi servizi dei migliori “Tour operator” con proposte di prim’ordine che mettono a disposizione bus che raggiungono località relativamente lontane dal sito del raduno e guide sempre più professionali. Il raduno di Pasqua percorre il solco del nuovo turismo. Non è possibile soffermarci su tutto il programma, veramente interessante, ma per sommi capi possiamo elencare alcune visite. Il giorno 13 aprile dopo la sistemazione presso il Camping Bungalow Thaiti Village con annesso centro termale del benessere, la presentazione dei responsabili dell’animazione con la consegna della borsa di benvenuto e la formazione dei bus per le visite guidate, seguirà una serata danzante presso l’arena coperta. Il giorno successivo venerdì 14 con autobus granturismo partiremo per la visita al centro storico di Comacchio il quale è il più originale di quella vasta zona chiamata Delta del Po che possiamo definire un mondo liquido di straordinaria bellezza e suggestivo per l’immensità degli spazi.
L’insediamento si è sviluppato crescendo su un sistema di cordoni dunosi appena emergenti dagli acquitrini circostanti, configurandosi prima come una sorta di arcipelago vagamente urbanizzato. Solo successivamente assunse la struttura di organismo completo, quale oggi è visibile.
Comacchio sorge su un’area assai ricca di reperti storici sovente di eccezionale interesse archeologico, quali la vicinanza dei ritrovamenti della città di Spina, fiorente in epoca etrusca o quelli più recenti del complesso alto medioevale di Santa Maria in Padovetere.Le ragioni dell’ascesa di Comacchio sono anche quelle della sua caduta. L’emergere della vicina potenza Veneziana che di lì a poco condizionerà , sia pure in un contesto pacifico lo sviluppo di Chioggia riservando invece a Comacchio decenni di guerre cruente. A partire dalle prime incursioni della fine del secolo IX° con l’invasione della città, cui sovente consegue la distruzione fisica delle allora precarie strutture, per annullare la concorrenza della nuova realtà economica di Comacchio nota nel medioevo per la fiorente produzione del sale ma soprattutto alla navigazione e
commercializzazione dei prodotti dell’entroterra minacciando il prestigio della Serenissima. La cittadina fu contesa nel medioevo dai ferraresi e ravennati, da Papi ed Imperatori. Oggi è un borgo dalle caratteristiche architettoniche intatte ed abitata da persone industriose, dediche alla pesca ed alla coltivazione dei mitili. Il Ponte Trepponti o Pallotta antico emblema di Comacchio voluto dal Cardinale Giovanni Battista Pallotta costruito nel 1634-38 dall’ architetto Luca Danese nel contesto della rinascita urbanistica del borgo. Egli dimostrò la grande abilità nel risolvere con un artificio di grande suggestione il difficile problema di annodare in un unico punto d’incontro l’incrocio di quattro canali (uno dei quali è il canale Pallotta) aperto per collegare direttamente Comacchio al mare, raccordando contemporaneamente i cinque percorsi pedonali che vi convergono. Incontriamo nelle vicinanze l’antica Pescheria, edificio del XVII° secolo dove si svolgeva e si svolge tuttora il mercato del pesce con le contrattazioni dei grossisti. A breve distanza incontriamo il Palazzo Bellini, tipico esempio di costruzione del 1866-70 di una nobile famiglia Comacchese. Di fronte maestosa struttura settecentesca dell’antico Ospedale San Camillo, del ferrarese Antonio Foschini. La facciata a portico con due enormi colonne in mattoni e due campanili. Oggi persa la funzione originale è sede del museo delle culture umane del Delta del Po. Lungo il canale principale di Comacchio si eleva l’antica Torre dell’Orologio del 1330 ancora perfettamente funzionante.
Di fianco la Loggia del Grano o dei Mercanti edificata nel 1615 dal Cardinale Giacomo Serra quale deposito dei cereali per i poveri. Non mancheremo di visitare la Cattedrale di San Cassiano (1659) maestoso edificio dedicato al Patrono della città voluto dal Vescovo di Comacchio Sigismondo Sei. La facciata in mattoni, nell’interno ad unica navata si possono ammirare stupende tele di Biagio Bovi (scuola dei fratelli Carracci).
Questa scuola dei tre fratelli,Ludovico, Agostino ed Annibale fu definita “reazione classicista” di questi pittori per la disputa nella quale si era impantanata la pittura italiana pur senza rinnegare Raffaello e Michelangelo considerati i maggiori responsabili della deviazione manieristica. La scuola bolognese dei fratelli Carracci riprese contatto con la grande tradizione settentrionale del Correggio proponendo dipinti non più dottrinali ed archeologici ma con personaggi più veri, più aderenti alla realtà, quindi meno distaccati, non più in pose auliche.
Di particolare effetto scenografico l’abside con l’imponente altare settecentesco, infine la cantoria e l’organo del 1728 del Traeri. Poco distante la Chiesa del Rosario del 1618. All’interno è visibile la bella statua in legno policromo ed una grande tela “Madonna del Rosario” di Cesare Mezzogori. Al termine della visita ci porteremo al museo archeologico dove è esposta la nave romana. Interessante reperto ritrovato nel 1981 in piena campagna intorno a Comacchio probabilmente insabbiata, trasportava lingotti di piombo, vino greco ed olio istriano. Quindi visiteremo la Manifattura dei pesci, originale struttura di un stabilimento, oggi archeologia industriale in quanto dismesso, dove avveniva la salagione e la marinatura del pesce fra cui le famose anguille delle Valli di Comacchio. I grandi camini della sala dei fuochi con le nicchie per ripararsi dal calore dove le donne giravano a mano gli spiedi. Finiremo con un’escursione in barca alla visita dei Casoni, antiche abitazioni dei pescatori. Sabato 15 partenza per Porto Garibaldi. Imbarco per una gita in motonave nel Parco del Delta raggiungendo Sacca di Goro e l’allevamento dei mitili. Entreremo nei canali fitti di canneti dove nidificano numerose specie di volatili, poi avvisteremo il Faro di Gorino.
Questa escursione è veramente interessante, farà conoscere a noi tutti un mondo inimmaginabile, ricco di fascino dove il silenzio regna sovrano rotto solo da qualche imbarcazione.
Acque dolci e salmastre si incontrano proprio in questi luoghi, barene, ancora canneti e sacche. La Laguna della Sacca di Goro è separata dal mare Adriatico da un cordone di terra mista a sabbia chiamato Scanno di Goro. Questa foce fluviale è la più grande d’Europa. Qui pranzeremo con pesce e vino a volontà. Il vocabolo “delta” nell’antichità,greca e romana, indicava esclusivamente quello del Nilo e veniva indicato semplicemente con la lettera “A”. Questa lettera riproduce esattamente la forma del delta del Nilo e per sinonimo tutti gli altri. Domenica 15 è Pasqua. Santa Messa presso la Chiesa del Lido delle Nazioni, visita al mercato, aperitivo presso il bar della spiaggia del Camping Thaiti. Partenza per il pranzo pasquale presso la Fattoria al Lido degli Scacchi e ballo. Rientro e pomeriggio libero. Cena presso il ristorante Thaiti ed al termine tombolata. Lunedì 17 partenza in bus lungo le strade della costa fra cui la Strada Romea la quale trae il nome dall’antica via che percorrevano i pellegrini che da Venezia si recavano a Roma. Corre lungo il margine della Pianura Padana in un paesaggio caratterizzato da immensi orizzonti su vaste distese d’acque e su piatti terreni bonificati solcati da canali a cui si alternano cordoni di dune sabbiose e fitte pinete litoranee. Lungo la costa sono sorte moderne stazioni balneari denominate “lidi”.
Raggiungeremo l’Abbazia di Pomposa insigne monumento d’arte romanica fondata dai Benedettini probabilmente nel XII° secolo. Fu nel medioevo importante centro di cultura, Guido d’Arezzo vi avrebbe inventato la scala musicale. Sorge in suggestiva solitudine nella pianura bonificata sulla strada Romea. Visiteremo l’intero complesso della Basilica di tipo ravennate. L’interno a 3 navate su colonne di spoglio,risale circa all’ottavo-nono secolo e nel decimo fu allungata aggiungendovi l’atrio ornato di fregi in cotto romano e bizantino. Sulle pareti affreschi trecenteschi di scuola bolognese. Quelli sull’abside sono opera di Vitale da Bologna (1351), nel XV° secolo iniziò la decadenza e nel secolo XVII° fu abbandonata dai monaci per la persistente malaria.
Il complesso monumentale comprende la torre campanaria in stile romanico, la sala del Capitolo ornato da vigorosi affreschi del ‘300 forse di un diretto scolaro di Giotto. Il Refettorio anch’esso con affreschi di scuola riminese. Il dormitorio ed il palazzo della Ragione dove l’abate nel secolo XI° amministrava la giustizia. A fianco sorge la torre campanaria del 1063 di forme lombarde.
Con questo nome viene indicato un campanile che iniziando dall’alto con finestre ampie si riducono mano a mano verso il basso, ciò per ottenere attraverso queste aperture un peso minore alla base (vedi riproduzione). Dopo la pausa pranzo presso la “degustazione dei vini delle sabbie del Bosco Eliceo” visiteremo il Gran Bosco o Boscone della Mesola, vasta macchia di verde naturale di 1058 ettari, testimonianza delle antiche foreste litoranee. Il bosco si estende tra il Po di Goro ed il Taglio della Falce. Vi predomina il leccio e dentro la verzura vivono protetti daini, cervi, fagiani.
E’ consentita la visita del bosco in auto ma non con il bus, pertanto ci dovremo accontentare solamente dell’esterno. Ci rifaremo comunque proseguendo per Mesola caratteristico borgo dove domina il castello cinto da robusti torrioni agli angoli,costruito nel 1583 dagli Estensi per volere di Alfonso 2°d’Este. Si svolgevano imponenti cacce nella foresta, mentre il maniero era luogo di “delizie” della corte per grandiosi festini e baccanali. Martedì 18 aprile si conclude l’incontro pasquale al Lido delle Nazioni con il rientro alle proprie abitazioni.
Note tratte da:
Guide T.C.I.

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