E’ necessario ritornare indietro negli anni per soffermarci
sul cambiamento che i nostri incontri hanno subito. Nei decenni
trascorsi i raduni si svolgevano per lo più in una piazza
od un prato messo a disposizione dal paese o città che
ci ospitava. Incontri molto semplici ma mano a mano con il tempo
si sono evoluti. Sono apparse le visite con guide locali per
arrivare ad un’ulteriore evoluzione ai raduni di più
giorni che incontrano il desiderio di molti partecipanti per
una conoscenza approfondita di un luogo.
Oggi il “Club” offre gli stessi servizi dei migliori
“Tour operator” con proposte di prim’ordine
che mettono a disposizione bus che raggiungono località
relativamente lontane dal sito del raduno e guide sempre più
professionali. Il raduno di Pasqua percorre il solco del nuovo
turismo. Non è possibile soffermarci su tutto il programma,
veramente interessante, ma per sommi capi possiamo elencare
alcune visite. Il giorno 13 aprile dopo la sistemazione presso
il Camping Bungalow Thaiti Village con annesso centro termale
del benessere, la presentazione dei responsabili dell’animazione
con la consegna della borsa di benvenuto e la formazione dei
bus per le visite guidate, seguirà una serata danzante
presso l’arena coperta. Il giorno successivo venerdì
14 con autobus granturismo partiremo per la visita al centro
storico di Comacchio il quale è il più originale
di quella vasta zona chiamata Delta del Po che possiamo definire
un mondo liquido di straordinaria bellezza e suggestivo per
l’immensità degli spazi.
L’insediamento si è sviluppato crescendo su un
sistema di cordoni dunosi appena emergenti dagli acquitrini
circostanti, configurandosi prima come una sorta di arcipelago
vagamente urbanizzato. Solo successivamente assunse la struttura
di organismo completo, quale oggi è visibile.
Comacchio sorge su un’area assai ricca di reperti storici
sovente di eccezionale interesse archeologico, quali la vicinanza
dei ritrovamenti della città di Spina, fiorente in epoca
etrusca o quelli più recenti del complesso alto medioevale
di Santa Maria in Padovetere.Le ragioni dell’ascesa di
Comacchio sono anche quelle della sua caduta. L’emergere
della vicina potenza Veneziana che di lì a poco condizionerà
, sia pure in un contesto pacifico lo sviluppo di Chioggia riservando
invece a Comacchio decenni di guerre cruente. A partire dalle
prime incursioni della fine del secolo IX° con l’invasione
della città, cui sovente consegue la distruzione fisica
delle allora precarie strutture, per annullare la concorrenza
della nuova realtà economica di Comacchio nota nel medioevo
per la fiorente produzione del sale ma soprattutto alla navigazione
e
commercializzazione dei prodotti dell’entroterra minacciando
il prestigio della Serenissima. La cittadina fu contesa nel
medioevo dai ferraresi e ravennati, da Papi ed Imperatori. Oggi
è un borgo dalle caratteristiche architettoniche intatte
ed abitata da persone industriose, dediche alla pesca ed alla
coltivazione dei mitili. Il Ponte Trepponti o Pallotta antico
emblema di Comacchio voluto dal Cardinale Giovanni Battista
Pallotta costruito nel 1634-38 dall’ architetto Luca Danese
nel contesto della rinascita urbanistica del borgo. Egli dimostrò
la grande abilità nel risolvere con un artificio di grande
suggestione il difficile problema di annodare in un unico punto
d’incontro l’incrocio di quattro canali (uno dei
quali è il canale Pallotta) aperto per collegare direttamente
Comacchio al mare, raccordando contemporaneamente i cinque percorsi
pedonali che vi convergono. Incontriamo nelle vicinanze l’antica
Pescheria, edificio del XVII° secolo dove si svolgeva e
si svolge tuttora il mercato del pesce con le contrattazioni
dei grossisti. A breve distanza incontriamo il Palazzo Bellini,
tipico esempio di costruzione del 1866-70 di una nobile famiglia
Comacchese. Di fronte maestosa struttura settecentesca dell’antico
Ospedale San Camillo, del ferrarese Antonio Foschini. La facciata
a portico con due enormi colonne in mattoni e due campanili.
Oggi persa la funzione originale è sede del museo delle
culture umane del Delta del Po. Lungo il canale principale di
Comacchio si eleva l’antica Torre dell’Orologio
del 1330 ancora perfettamente funzionante.
Di fianco la Loggia del Grano o dei Mercanti edificata nel 1615
dal Cardinale Giacomo Serra quale deposito dei cereali per i
poveri. Non mancheremo di visitare la Cattedrale di San Cassiano
(1659) maestoso edificio dedicato al Patrono della città
voluto dal Vescovo di Comacchio Sigismondo Sei. La facciata
in mattoni, nell’interno ad unica navata si possono ammirare
stupende tele di Biagio Bovi (scuola dei fratelli Carracci).
Questa scuola dei tre fratelli,Ludovico, Agostino ed Annibale
fu definita “reazione classicista” di questi pittori
per la disputa nella quale si era impantanata la pittura italiana
pur senza rinnegare Raffaello e Michelangelo considerati i maggiori
responsabili della deviazione manieristica. La scuola bolognese
dei fratelli Carracci riprese contatto con la grande tradizione
settentrionale del Correggio proponendo dipinti non più
dottrinali ed archeologici ma con personaggi più veri,
più aderenti alla realtà, quindi meno distaccati,
non più in pose auliche.
Di particolare effetto scenografico l’abside con l’imponente
altare settecentesco, infine la cantoria e l’organo del
1728 del Traeri. Poco distante la Chiesa del Rosario del 1618.
All’interno è visibile la bella statua in legno
policromo ed una grande tela “Madonna del Rosario”
di Cesare Mezzogori. Al termine della visita ci porteremo al
museo archeologico dove è esposta la nave romana. Interessante
reperto ritrovato nel 1981 in piena campagna intorno a Comacchio
probabilmente insabbiata, trasportava lingotti di piombo, vino
greco ed olio istriano. Quindi visiteremo la Manifattura dei
pesci, originale struttura di un stabilimento, oggi archeologia
industriale in quanto dismesso, dove avveniva la salagione e
la marinatura del pesce fra cui le famose anguille delle Valli
di Comacchio. I grandi camini della sala dei fuochi con le nicchie
per ripararsi dal calore dove le donne giravano a mano gli spiedi.
Finiremo con un’escursione in barca alla visita dei Casoni,
antiche abitazioni dei pescatori. Sabato 15 partenza per Porto
Garibaldi. Imbarco per una gita in motonave nel Parco del Delta
raggiungendo Sacca di Goro e l’allevamento dei mitili.
Entreremo nei canali fitti di canneti dove nidificano numerose
specie di volatili, poi avvisteremo il Faro di Gorino.
Questa escursione è veramente interessante, farà
conoscere a noi tutti un mondo inimmaginabile, ricco di fascino
dove il silenzio regna sovrano rotto solo da qualche imbarcazione.
Acque dolci e salmastre si incontrano proprio in questi luoghi,
barene, ancora canneti e sacche. La Laguna della Sacca di Goro
è separata dal mare Adriatico da un cordone di terra
mista a sabbia chiamato Scanno di Goro. Questa foce fluviale
è la più grande d’Europa. Qui pranzeremo
con pesce e vino a volontà. Il vocabolo “delta”
nell’antichità,greca e romana, indicava esclusivamente
quello del Nilo e veniva indicato semplicemente con la lettera
“A”. Questa lettera riproduce esattamente la forma
del delta del Nilo e per sinonimo tutti gli altri. Domenica
15 è Pasqua. Santa Messa presso la Chiesa del Lido delle
Nazioni, visita al mercato, aperitivo presso il bar della spiaggia
del Camping Thaiti. Partenza per il pranzo pasquale presso la
Fattoria al Lido degli Scacchi e ballo. Rientro e pomeriggio
libero. Cena presso il ristorante Thaiti ed al termine tombolata.
Lunedì 17 partenza in bus lungo le strade della costa
fra cui la Strada Romea la quale trae il nome dall’antica
via che percorrevano i pellegrini che da Venezia si recavano
a Roma. Corre lungo il margine della Pianura Padana in un paesaggio
caratterizzato da immensi orizzonti su vaste distese d’acque
e su piatti terreni bonificati solcati da canali a cui si alternano
cordoni di dune sabbiose e fitte pinete litoranee. Lungo la
costa sono sorte moderne stazioni balneari denominate “lidi”.
Raggiungeremo l’Abbazia di Pomposa insigne monumento d’arte
romanica fondata dai Benedettini probabilmente nel XII°
secolo. Fu nel medioevo importante centro di cultura, Guido
d’Arezzo vi avrebbe inventato la scala musicale. Sorge
in suggestiva solitudine nella pianura bonificata sulla strada
Romea. Visiteremo l’intero complesso della Basilica di
tipo ravennate. L’interno a 3 navate su colonne di spoglio,risale
circa all’ottavo-nono secolo e nel decimo fu allungata
aggiungendovi l’atrio ornato di fregi in cotto romano
e bizantino. Sulle pareti affreschi trecenteschi di scuola bolognese.
Quelli sull’abside sono opera di Vitale da Bologna (1351),
nel XV° secolo iniziò la decadenza e nel secolo XVII°
fu abbandonata dai monaci per la persistente malaria.
Il complesso monumentale comprende la torre campanaria in stile
romanico, la sala del Capitolo ornato da vigorosi affreschi
del ‘300 forse di un diretto scolaro di Giotto. Il Refettorio
anch’esso con affreschi di scuola riminese. Il dormitorio
ed il palazzo della Ragione dove l’abate nel secolo XI°
amministrava la giustizia. A fianco sorge la torre campanaria
del 1063 di forme lombarde.
Con questo nome viene indicato un campanile che iniziando dall’alto
con finestre ampie si riducono mano a mano verso il basso, ciò
per ottenere attraverso queste aperture un peso minore alla
base (vedi riproduzione). Dopo la pausa pranzo presso la “degustazione
dei vini delle sabbie del Bosco Eliceo” visiteremo il
Gran Bosco o Boscone della Mesola, vasta macchia di verde naturale
di 1058 ettari, testimonianza delle antiche foreste litoranee.
Il bosco si estende tra il Po di Goro ed il Taglio della Falce.
Vi predomina il leccio e dentro la verzura vivono protetti daini,
cervi, fagiani.
E’ consentita la visita del bosco in auto ma non con il
bus, pertanto ci dovremo accontentare solamente dell’esterno.
Ci rifaremo comunque proseguendo per Mesola caratteristico borgo
dove domina il castello cinto da robusti torrioni agli angoli,costruito
nel 1583 dagli Estensi per volere di Alfonso 2°d’Este.
Si svolgevano imponenti cacce nella foresta, mentre il maniero
era luogo di “delizie” della corte per grandiosi
festini e baccanali. Martedì 18 aprile si conclude l’incontro
pasquale al Lido delle Nazioni con il rientro alle proprie abitazioni.
Note tratte da:
Guide T.C.I.