I VIAGGI E DIARI DI BORDO
"La mia piccola grande Italia - La montagna del purgatorio "

di Osvaldo Ferretti

(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 1 - 1/2000)

… Il vento sibilava tra il fogliame fradicio mentre rigagnoli di pioggia disegnavano il volto del viaggiatore che a cavallo avanzava lentamente. Aveva scavalcato montagne impervie, guadato torrenti, attraversato cupe boscaglie. Inoltre una nebbia uggiosa ed insistente avvolgeva tutta la valle. Poi, salendo per un erto sentiero, la nebbia cominciò a diradarsi e tra le ultime dispettose folate, la vide…. Una Montagna tozza che si ergeva solitaria su boscosi colli; pareti altissime e levigate la rendevano a prima vista inaccessibile…. Forse è andata così, il cavaliere che altri non era che il Sommo Poeta, si trovò di fronte all'immensità rocciosa della Pietra di Bismantova che in seguito immortalò nella Divina Commedia (IV Canto del Purgatorio - Montasi su Bismantova in cacume/con esso i piè; ma qui convien chum'voli…).
Da sempre, questa curiosa montagna ha stimolato la fantasia dei poeti; c'è chi l'ha paragonata ad un << bel ceppo di una pianta grossa >>, ad una grossa torta senza candeline oppure ad un monolito della Monument Valley qui piovuto chissà come. In realtà è una bizzarra opera della natura che nel tempo l’ha modellata rendendola il più bel monte dell’Emilia.
L’itinerario che partendo dalla pianura ci porta in questo angolo di appennino, dischiude alla nostra sete di curiosità, una natura serena e maestosa che si intreccia, a volte in modo singolare, con i segni della storia. Non dimentichiamo che ci troviamo nelle terre matildiche che noi abbiamo ribattezzato "le terre del plein air" giacché la ricerca della sosta qui non è un cruccio ma un piacere..
Per raggiungere la Pietra di Bismantova percorriamo la SS 63 da Reggio Emilia e dopo 45 chilometri di tormentato tracciato giungiamo a Castelnuovo Nè Monti che, prima di salire alla rupe, merita una visita. Località importante sin dal tardo Medioevo e sede podestarile in epoca ducale, Castrum Novum (questo l’antico nome d’origine matildica) si distende in una verde conca all’ombra di tre colli boscosi che interrompono la sequenza dell'abitato. Un giudizioso recupero architettonico del centro storico ha lasciato intatta l'atmosfera di un tempo regalando scorci pittoreschi su dimenticate piazzette e strette viuzze ove si affacciano alcuni dei più antichi edifici. Nel contesto della visita è irrinunciabile una passeggiata "gastronomica" fra le ghiotte specialità della zona quali, il parmigiano -reggiano, il salame, il pecorino. Vale la pena poi visitare l'antica pieve di di Santa Maria appollaiata su un colle alla periferia orientale del paese. Di origini romaniche e più volte ricostruita(1421 e 1629), conserva parti murarie della primitiva costruzione(come l'abside) mentre all'interno caratterizzato da un'unica navata, sono visibili tele seicentesche.
A breve distanza dalla pieve, inizia la ripida strada che sale fra le pendici boscose settentrionali della Pietra (da questo lato non spettacolare),aggira un tratto di svettanti falesie per poi terminare in un panoramico piazzale, guarda caso intitolato al Sommo Poeta. Affollatissimo nei fine settimana (pellegrini, escursionisti, alpinisti) si trasforma per noi dell'abitar viaggiando in una panoramica camera con vista (è comunque consigliabile arrivare al tramonto).
Ed è proprio da piazzale Dante che possiamo scoprire il lato più spettacolare della montagna costituito da un'alta (più di 100 metri) e corrugata parete rocciosa che pare un grande inamovibile sipario. Alla base, in un anfratto e mimetizzato dalla vegetazione, si trova il minuscolo eremo benedettino la cui chiesetta è costruita sull'impianto medioevale di una preesistente cappella. All'interno della sacrestia è custodita una pregevole tela risalente al 1483 raffigurante la Madonna di Bismantova cara fra l'altro alla gente della montagna reggiana.
Quasi inaccessibile in tempi antichi, come d'altronde s'intuisce dai versi di Dante, è ora "espugnabile", e non per espiare i peccati, a piedi per panoramico e facile sentiero che vìola il versante di sud-ovest; A cavallo, partendo dalla minuscola frazione di Pavoni dove la Pietra degrada rovinosamente verso i coltivi in un disordinato groviglio di enormi massi (per effetto di glaciazioni). Un'altra opportunità è di aggredirla con chiodi e corda; infatti la possente parete è diventata una frequentata palestra di roccia (gestita dal CAI di Reggio Emilia) con più di cinquanta vie aperte fra le quali si segnala "la ferrata degli Alpini" abbordabile con attrezzatura essenziale e cioè una semplice imbracatura, casco e moschettoni. Il desiderio di conquistare la montagna del purgatorio è troppo forte e per questo affrontiamo il percorso più facile costituito dal sentiero (segnavia bianco-rosso) che inizia dal rifugio Kreuz che in venti minuti di scarpinata conduce alla vetta a 1077 metri di quota. Il pianoro sommitale, leggermente inclinato a settentrione e con un'estensione di 12 ettari, alterna una fitta boscaglia di nocciolo e carpino ad ampie e solatie praterie che in primavera esibiscono una stupenda e multicolore fioritura. Lassù possiamo passeggiare fra i prati e ammirare il panorama a tutto campo che spazia sulla splendida corona di cime dell'appennino (alcune superano i 2000) e sulle ampie valli sottostanti. Oppure attratti da una misteriosa forza avvicinarci sull'orlo del precipizio (prestare attenzione perché mancano le protezioni) e guardare in giù col cuore in gola il precipitare delle imponenti pareti. Respirando a pieni polmoni lassù ci si illumina d'immenso!
La Pietra comunque non è solo natura: sul pianoro sommitale ad esempio, si ergeva una roccaforte di difesa e di avvistamento dalla quale si controllava il transito proveniente dalla Lunigiana e diretto a Canossa. Non a caso la rocca stessa si trovava in diretta linea visiva con il matildico castello di Rossena. A nord ai piedi della rupe, in località Pianelli è stata scoperta una necropoli etrusca dalla quale sono stati estratti reperti conservati presso i civici musei di Reggio Emilia.
Ma per godere appieno del territorio circostante non si deve rinunciare all'escursione in mountain bike che consente ci compiere il periplo del massiccio roccioso ammirandolo via via sempre da angolazioni diverse accompagnati da un'atmosfera bucolica. L'intero percorso che si snoda su strade secondarie e solitarie, ha inizio nella borgata di Carnola per concludersi, dopo un ampio giro su un balcone panoramico e toccando le piccole borgate di Ginepreto, Vologno con grandiosa vista sulla valle dei gessi triassici (altro luogo che esalta il plein air) Casale e Campolungo. Da non mancare una sosta a Ginepreto dove, all’ombra della Pietra si trova un agriturismo del tutto particolare, nato per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani portatori di handicap. Le attività svolte vanno dalla coltivazione biologica di frutti e ortaggi, all’agriturismo vero e proprio con tanto di cucina tipica reggiana (un’autentica ghiottoneria i tortelli alle erbe "innaffiati" con parmigiano) e con possibilità di passeggiate a cavallo che possono portare i più esperti anche sul pianoro sommitale della Pietra. L’agriturismo, ben segnalato, si raggiunge percorrendo un breve tratto di strada da Carnola sostando tranquillamente a ridosso di un piccolo oratorio in ambiente agreste di grande suggestione e con l’incombente presenza della "Montagna del Purgatorio". Ammirando il dirimpettaio grandioso panorama un’intima promessa ritorneremo ad espiare i peccati in quest’angolo della nostra piccola grande Italia.
Carta d'identità della Pietra
Età: 30 milioni di anni
Collocazione: appennino reggiano
altezza : 1077 metri
Segni particolari: alto contenuto di quarzo, pietre verdi e fossili (fauna fossile in ambiente marino)
La Pietra di Bismantova è un'eruzione geologica originata da spinte orogenetiche e poi modificata e modellata nel suo nucleo roccioso da agenti atmosferici.
Come si arriva:
A1 fino a reggio Emilia quindi SS63 per Passo del Cerreto e La Spezia. Da Località Bocco a Migliara è consigliabile percorrere la variante tipo superstrada.
A Castelnuovo Ne' Monti si sale alla Pietra (5 km) percorrendo la strada che inizia quasi di fronte all'ospedale con indicazioni per l'Eremo
Soste: Reggio Emilia- area attrezzata situata nella zona del Foro Boario
Castelnuovo Monti - area attrezzata presso il centro CONI alla periferia est del paese a due passi dalla Pieve di Santa Maria
Sosta libera nel Piazzale Dante (a pagamento nei giorni festivi)
Agriturismo - Il Ginepro in località Ginepreto
Camping: Camping "Le Fonti" localita Cervarezza Terme strada SS63 in direzione La Spezia
Cosa comprare: a C Monti- Salumi come il Zuccotto di Castelnuovo Monti - parmigiano reggiano presso
Le latterie di Carnola , Maro e Casale (il parmigiano di media montagna è il migliore)
Prodotti artigianali presso l 'agriturismo il Ginepro
Curiosità: antica fabbrica di campane Capanni (la più famosa d'Italia)
Sport: maneggio "Country Club" presso l'agriturismo Il Ginepro
Scuola di roccia e free climbing (informazioni presso il Ginepro)
Musei: museo della civiltà contadina situato presso l'Istituto Agrario Motti situato a ridosso della Pieve di
Santa Maria. Museo dell'acqua situato sulla SS 63 in direzione di La Spezia (km 27)
Ristoranti: cucina tipica da "Cines" in Castelnuovo Monti e presso l'agriturismo "Il Ginepro"
Numeri utili: Comunità Montana - Via Allende,1 Tel 0522-811000

 Copyright © Camper Club La Granda - Web Design Registred Cn-Net