Cosa può accadere quando la magia e la potenza di due
elementi, l’acqua e la terra, si alleano con magistrale
intuizione con agricoltori, ricchi possidenti e infaticabili
artigiani, quale magica alchimia si genera tra l’incontro
della natura e l’uomo? Semplice, il territorio della provincia
di Ferrara. Uno sterminato spazio solo apparentemente piatto
dalle incerte linee dell’orizzonte spesso confuse tra
nebbie e foschie dove celano autentici tesori, zone umide e
salmastre o dolci lagune, foci, saline, boschi secolari, pinete
ed oasi protette.Oltre a testimonianze d’arte di somma
bellezza, ricordo della florida stagione degli Estensi, il castello
della Mesola osannato dalle liriche di Torquato Tasso, le mitiche
delizie come quella del Verginese a Porto Maggiore, luogo di
sfarzo e banchetti. Il centro storico di Comacchio sembra aver
firmato un patto con l’armonia eterna e gli esempi di
stampo razionalista stemperata nell’architettura del centro
urbano di Tresigallo. Ferrara è sinonimo dello splendore
della corte Estense che qui ha generato una città magica
dalle insolite atmosfere da scoprire angolo dopo angolo. Il
castello, il palazzo Schifanoia, le mura sono solo alcuni dei
capolavori dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità.
Il rosso ed il rosa dei mattoni, il rossiccio sbiadito dei vecchi
muri, il grigiore dei ciottoli di fiume e l’impalpabile
consistenza della luminosità, tipica di questa terra.
Unici suoni il rumore di passi non troppo frettolosi che segnano
il trascorrere lento del tempo nelle vie della città.
Ferrara è un punto di partenza incantevole per addentrarsi
nel cuore in questo lembo di terra emiliana. La delizia del
bel riguardo a Voghiera il cui primo nucleo risale al 1435 fu
una residenza talmente lussuosa da essere definita la “Versailles”
degli Estensi. Rilevante è quella della” vigna”
impreziosita dagli affreschi del Garofalo e da Girolamo da Carpi.
Il vicino museo conserva materiali rinvenuti negli scavi nella
necropoli romana di Voghenza (frazione di Voghiera) unica in
tutta la regione.Sotto i selciati del centro abitato si nasconde
una città romana con le sue leggende e segreti solo in
parte svelati dagli archeologi. Niente mistero invece sulla
bellezza di Cento , piccola capitale dell’arte che diede
i natali al Guercino come testimoniano le numerose opere custodite
nella pinacoteca. A lui sono dedicate piazza e via principale
quale pegno di riconoscenza per avere dato lustro all’intera
comunità. La benedettina abbazia di Pomposa è
un complesso monastico del VI° secolo che ha accolto Papi,
Imperatori e Romeni (definiti tali chi si recava in pellegrinaggio)
verso la tomba di Pietro. Il complesso monumentale si ergeva
tra fanghi e paludi infestate dalla malaria, pericoloso per
i pellegrini in questo difficile tragitto. L’abbazia sorse
tra gli specchi vallivi del mezzano ed l’impenetrabile
bosco della “Mesola”. Quest’ultimo è
un autentico laboratorio naturale di 1000 ettari dove vivono
rari esemplari di cervi. Comacchio si ramifica lungo canali
ed i profumi del pescato. Intreccio perfetto di ponti, riflessi
, ritmi blandi e tradizioni forti ereditati dell’etrusca
Spina, Comacchio conquista ed affascina ad ogni stagione. Basta
visitarla a bordo delle caratteristiche “padane”
condotte fieramente da uomini che devono molto a queste valli.
Un amore che si perde nel tempo quando nell’epoca imperiale
le acque erano percorse da imponenti navi da commercio. Ne è
testimonianza la nave romana arenatasi con tutto il suo carico
vicino a Comacchio portata alla luce nel 1981 e conservata nel
“museo” appositamente allestito. La pesca rimane
una risorsa primaria, in particolare quella delle anguille.
Nel vicino museo delle valli gli antichi lavorieri tracciano
disegni geometrici ben visibili nel cielo luminoso, ricordo
di una tecnica di cattura tuttora utilizzata . Persino i “bilancioni”
che costeggiano fiumi e canali non hanno perso il loro fascino.
Uomini di mare, uomini di valle seguono impossibili strade nelle
fredde acque dell‘ Adriatico. Goro e Gorino sono il confine
labile tra il fluire delle acque del delta e la maestosità
del mare.Qui l’alba non ha mai gli stessi colori dove
gli edifici sparsi lungo le bianche spiagge dei lidi segnano
una realtà in continua evoluzione . Ambienti naturali
che vanno vissuti nella loro inconsapevole purezza attraverso
percorsi ciclo-turistici. Un suggestivo bosco golenale introduce
verso la porta del delta dove nasce il Po di Goro prima di defluire
nei vari rami della foce. Proseguendo si giunge alla rocca possente
di Stellata originaria dell’anno 1000, abbracciata da
una fitta boscaglia e adagiata nella golena del Po. Acqua che
ovunque ha lasciato il segno e la mano dell’uomo ha fatto
il resto. Le terre della bonifica sono lì a testimoniare
l’indescrivibile sforzo di una collettività per
imbrigliare una terra e renderla produttiva. Le strade ed i
canali tagliano in linea retta i campi sorvegliati da aironi
e gabbiani. Le risaie di Jolanda di Savoia sono l’esempio
dell’ intensa e genuina imprenditoria agricola. Gli antichi
impianti idrovori di Argenta considerati capolavori dell’ingegneria
meccanica sono ormai soppiantati da strutture moderne. Ma nessuna
attuale moderna tecnologia è in grado di imitare le meraviglie
custodite dal centro Ferruccio da Lamborghini di Sant’Agostino,
luogo in cui si può ripercorrere la storia di una grande
sfida. Quella di un uomo geniale che è riuscito ad imbrigliare
il suo estro e metterlo al servizio dell’industria automobilistica.
Dai trattori alle fuoriserie, l’evoluzione di uno stile
che il Mondo ci invidia e difficilmente potrà ripetersi.
Di scommesse ha vissuto anche il signor Raffaele Martini classe
1927 , unico ed imitabile custode della preziosa raccolta di
Migliarino. Questo distinto uomo di altri tempi ha dedicato
la vita alla catalogazione di cimeli, ricordi e documenti che
parlano di storie di fantini, cavalli e allevatori italiani.
Qui nella tenuta sua tenuta è nato un puledro dal nome
Varenne. Dai diversi punti di osservazione si notano i segni
della grande bonifica raccontata nel vicino museo delle valli
di Argenta, un centro di documentazione storico naturalistico.
Quando ci illudiamo di aver compreso la morfologia siamo solo
ad una prima tappa, anche importante, dell’evoluzione
silenziosa ma imponente del delta. Un bosco può dare
il meglio di sé nel periodo autunnale. E’ il paesaggio
delle “dune fossili” di massenzatica. Le vallette
di Ostellato vantano un percorso naturalistico dove si può
praticare la pesca sportiva e passeggiare in un’ansa ricca
di storia tra falchi di palude e centinaia di aironi. Dal 1996
è in atto un progetto per la reintroduzione della cicogna
bianca. E’ quanto avviene anche nelle suggestive oasi
disseminate nella zona. La cura per gli esemplari ospitati dal
centro di sostegno sta dando risultati notevoli. Le cicogne
stanno tornando ad una nuova vita. La provincia di Ferrara è
dunque un viaggio infinito. Questi orizzonti sfumati dove ogni
meta è un punto di partenza per riscoprire emozioni forti,
imprendibili, inaspettate.
Note tratte da:
- T.S.I. Comano.
-Touring Club Italiano.