I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Ferrara e la sua provincia"

di Luigi Grazia

Cosa può accadere quando la magia e la potenza di due elementi, l’acqua e la terra, si alleano con magistrale intuizione con agricoltori, ricchi possidenti e infaticabili artigiani, quale magica alchimia si genera tra l’incontro della natura e l’uomo? Semplice, il territorio della provincia di Ferrara. Uno sterminato spazio solo apparentemente piatto dalle incerte linee dell’orizzonte spesso confuse tra nebbie e foschie dove celano autentici tesori, zone umide e salmastre o dolci lagune, foci, saline, boschi secolari, pinete ed oasi protette.Oltre a testimonianze d’arte di somma bellezza, ricordo della florida stagione degli Estensi, il castello della Mesola osannato dalle liriche di Torquato Tasso, le mitiche delizie come quella del Verginese a Porto Maggiore, luogo di sfarzo e banchetti. Il centro storico di Comacchio sembra aver firmato un patto con l’armonia eterna e gli esempi di stampo razionalista stemperata nell’architettura del centro urbano di Tresigallo. Ferrara è sinonimo dello splendore della corte Estense che qui ha generato una città magica dalle insolite atmosfere da scoprire angolo dopo angolo. Il castello, il palazzo Schifanoia, le mura sono solo alcuni dei capolavori dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Il rosso ed il rosa dei mattoni, il rossiccio sbiadito dei vecchi muri, il grigiore dei ciottoli di fiume e l’impalpabile consistenza della luminosità, tipica di questa terra. Unici suoni il rumore di passi non troppo frettolosi che segnano il trascorrere lento del tempo nelle vie della città. Ferrara è un punto di partenza incantevole per addentrarsi nel cuore in questo lembo di terra emiliana. La delizia del bel riguardo a Voghiera il cui primo nucleo risale al 1435 fu una residenza talmente lussuosa da essere definita la “Versailles” degli Estensi. Rilevante è quella della” vigna” impreziosita dagli affreschi del Garofalo e da Girolamo da Carpi. Il vicino museo conserva materiali rinvenuti negli scavi nella necropoli romana di Voghenza (frazione di Voghiera) unica in tutta la regione.Sotto i selciati del centro abitato si nasconde una città romana con le sue leggende e segreti solo in parte svelati dagli archeologi. Niente mistero invece sulla bellezza di Cento , piccola capitale dell’arte che diede i natali al Guercino come testimoniano le numerose opere custodite nella pinacoteca. A lui sono dedicate piazza e via principale quale pegno di riconoscenza per avere dato lustro all’intera comunità. La benedettina abbazia di Pomposa è un complesso monastico del VI° secolo che ha accolto Papi, Imperatori e Romeni (definiti tali chi si recava in pellegrinaggio) verso la tomba di Pietro. Il complesso monumentale si ergeva tra fanghi e paludi infestate dalla malaria, pericoloso per i pellegrini in questo difficile tragitto. L’abbazia sorse tra gli specchi vallivi del mezzano ed l’impenetrabile bosco della “Mesola”. Quest’ultimo è un autentico laboratorio naturale di 1000 ettari dove vivono rari esemplari di cervi. Comacchio si ramifica lungo canali ed i profumi del pescato. Intreccio perfetto di ponti, riflessi , ritmi blandi e tradizioni forti ereditati dell’etrusca Spina, Comacchio conquista ed affascina ad ogni stagione. Basta visitarla a bordo delle caratteristiche “padane” condotte fieramente da uomini che devono molto a queste valli. Un amore che si perde nel tempo quando nell’epoca imperiale le acque erano percorse da imponenti navi da commercio. Ne è testimonianza la nave romana arenatasi con tutto il suo carico vicino a Comacchio portata alla luce nel 1981 e conservata nel “museo” appositamente allestito. La pesca rimane una risorsa primaria, in particolare quella delle anguille. Nel vicino museo delle valli gli antichi lavorieri tracciano disegni geometrici ben visibili nel cielo luminoso, ricordo di una tecnica di cattura tuttora utilizzata . Persino i “bilancioni” che costeggiano fiumi e canali non hanno perso il loro fascino. Uomini di mare, uomini di valle seguono impossibili strade nelle fredde acque dell‘ Adriatico. Goro e Gorino sono il confine labile tra il fluire delle acque del delta e la maestosità del mare.Qui l’alba non ha mai gli stessi colori dove gli edifici sparsi lungo le bianche spiagge dei lidi segnano una realtà in continua evoluzione . Ambienti naturali che vanno vissuti nella loro inconsapevole purezza attraverso percorsi ciclo-turistici. Un suggestivo bosco golenale introduce verso la porta del delta dove nasce il Po di Goro prima di defluire nei vari rami della foce. Proseguendo si giunge alla rocca possente di Stellata originaria dell’anno 1000, abbracciata da una fitta boscaglia e adagiata nella golena del Po. Acqua che ovunque ha lasciato il segno e la mano dell’uomo ha fatto il resto. Le terre della bonifica sono lì a testimoniare l’indescrivibile sforzo di una collettività per imbrigliare una terra e renderla produttiva. Le strade ed i canali tagliano in linea retta i campi sorvegliati da aironi e gabbiani. Le risaie di Jolanda di Savoia sono l’esempio dell’ intensa e genuina imprenditoria agricola. Gli antichi impianti idrovori di Argenta considerati capolavori dell’ingegneria meccanica sono ormai soppiantati da strutture moderne. Ma nessuna attuale moderna tecnologia è in grado di imitare le meraviglie custodite dal centro Ferruccio da Lamborghini di Sant’Agostino, luogo in cui si può ripercorrere la storia di una grande sfida. Quella di un uomo geniale che è riuscito ad imbrigliare il suo estro e metterlo al servizio dell’industria automobilistica. Dai trattori alle fuoriserie, l’evoluzione di uno stile che il Mondo ci invidia e difficilmente potrà ripetersi. Di scommesse ha vissuto anche il signor Raffaele Martini classe 1927 , unico ed imitabile custode della preziosa raccolta di Migliarino. Questo distinto uomo di altri tempi ha dedicato la vita alla catalogazione di cimeli, ricordi e documenti che parlano di storie di fantini, cavalli e allevatori italiani. Qui nella tenuta sua tenuta è nato un puledro dal nome Varenne. Dai diversi punti di osservazione si notano i segni della grande bonifica raccontata nel vicino museo delle valli di Argenta, un centro di documentazione storico naturalistico. Quando ci illudiamo di aver compreso la morfologia siamo solo ad una prima tappa, anche importante, dell’evoluzione silenziosa ma imponente del delta. Un bosco può dare il meglio di sé nel periodo autunnale. E’ il paesaggio delle “dune fossili” di massenzatica. Le vallette di Ostellato vantano un percorso naturalistico dove si può praticare la pesca sportiva e passeggiare in un’ansa ricca di storia tra falchi di palude e centinaia di aironi. Dal 1996 è in atto un progetto per la reintroduzione della cicogna bianca. E’ quanto avviene anche nelle suggestive oasi disseminate nella zona. La cura per gli esemplari ospitati dal centro di sostegno sta dando risultati notevoli. Le cicogne stanno tornando ad una nuova vita. La provincia di Ferrara è dunque un viaggio infinito. Questi orizzonti sfumati dove ogni meta è un punto di partenza per riscoprire emozioni forti, imprendibili, inaspettate.


Note tratte da:
- T.S.I. Comano.
-Touring Club Italiano.

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