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di Elisabetta e
Luigi Grazia
(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.59
4/2000)
Un breve viaggio di circa cento chilometri in quel lembo di terra
emiliana delimitato da un lato dalla Via Emilia, dall’ altro
dal Fiume Po, chiamato “La Bassa”.
I castelli o ville sono numerosi, noi ci occuperemo solo dei più
significativi e visitabili tralasciando volutamente la storia
dei personaggi che li abitarono in quante di scarsa importanza.
Ricordiamo agli amici camperisti che la sosta diurna notturna
non presenta alcuna difficoltà; a Soragna abbiamo anche
un parcheggio per i nostri mezzi.Iniziamo il tour proprio a Soragna
dove la rocca dei Meli - Lupi a pianta quadra con torri ai lati,
più una centrale evidenzia le sue origini medievali in
seguito trasformata in sontuosa residenza rinascimentale.Visitandola
ammireremo lo scalone d onere, le sale affrescate ricche di decorazioni,
il mobilie sette - ottocentesco in gran parte in stile barocco,
il parco.A Soragna e possibile visitare la Sinagoga Ebraica di
Via Cavour in stile tardo impero e l’annesso museo Fausto
Levi.Nelle sinagoghe (dall’ ebraico sinagoge, cioè
congregazione) viene insegnato, fra le altre materie, il Talmud,
raccolta giuridica - religiosa di antichi testi, fondamentali
per quella religione.Ebreo deriva da Ibri ovvero i discendenti
di Eber, bisnipote di Sem, uno dei tre figli di Noé mentre
ghetto (in ebraico ghet) il quale a sua volta deriva da gazagà
era il compenso dovuto alla comunità da coloro che abitavano
nel ghetto.Gli ebrei nei loro quartieri non potevano essere proprietari
di immobili e quindi la gazagà era assimilabile ad un affitto.A
pochi chilometri da Soragna troviamo il paese di San Secondo con
la rocca dei Rossi; vasta ed elegante dimora rinascimentale con
una torre di tre piani. Nel corpo centrale belle e vaste sale
tra cui quella magnifica dell’Asino d’Oro. Le sorprese
per gli amanti dell’arte non finiscono qui; a pochi chilometri
troviamo Fontanellato dove visiteremo il castello dei Sanvitale;
anch’esso quadrangolare, circondato da un fossato colmo
d’acqua.All’interno splendidi saloni fra cui quello
di Diana ed Atteone, poi mobilio del 500 - 600 e 700, l’appartamento
nobile, affreschi, notevole quadreria alle pareti e preziose suppellettili,
infine l’ingegnosa Camera Ottica.Proseguendo giungeremo
a Colorno definita la piccola Versailles dei Duchi di Parma ed
in effetti, fatte le debite proporzioni, si rivelerà una
visita di primaria importanza. La grandiosa facciata del Palazzo
dei Duchi, gli scaloni oltremodo scenografici, i saloni in gran
parte stile Luigi XV°, gli stucchi, la cappella con il cero
ligneo, la sala dell’osservatorio astronomico, lo specchio
d’acqua nella parte posteriore dell’edificio ed il
vasto parco sono quanto di meglio ci si poteva aspettare; unico
neo lo scarso mobilie.Ora é il turno di Gualtieri; anche
qui lo splendido e grandioso Palazzo Bentivoglio che se ammirato
dall’omonima piazza antistante ci apparirà immenso,
uno dei piùbei palazzi rinascimentali. La torre dell’orologio,
le sale affrescate dei Giganti, di Giove, di Icaro, la cappella
gentilizia, eccetera.Ultima e gradita visita la dedicheremo a
Carpi definita “Sede principesca del Rinascimento”
che ci regalerà il suo grandioso, monumentale palazzo al
quale dedicheremo una visita scrupolosa ai suoi tesori artistici:
saloni, affreschi, quadri, arazzi, maioliche.Ci ha meravigliato
che in queste cittadine, nei secoli scorsi ben più piccole,
siano stati edificati complessi residenziali così eccezionali.La
scoperta dell’America determina la fine del medioevo ed
inizia così l’era moderna con il rinascimento col
rinnovamento di tutte arti, i costumi ed il modo di far politica;
nascerà la moderna economia, nuovi stati, nuove aggregazioni.Se
si dovesse approfondire la materia si noterebbe che in realtà
il rinnovamento iniziò con l’Umanesimo nel 1400 (siamo
ancora in pieno medioevo).Molti grandi artisti del rinascimento
sono umanisti, ma per comodità vengono definiti rinascimentali.Ciò
che comunque lega tutti, artisti e non, é il desiderio
del nuovo vivere. Ecco che i primi versi dal “ Trionfo di
Bacco e Arianna” di Lorenzo de’ Medici, dette “il
Magnifico” (Firenze 1449 –1492).Siamo ancora in piene
umanesimo e quindi ancora nel medioevo, ci fanno capire meglio
di tanti discorsi cosa fu, e non mai tramontato, il Rinascimento.“Quant’è
bella giovinezzaChe si fugge tuttavia!Chi vuoi esser lieto, sia:Di
doman non c’é certezza”.Poiché siamo
in Emilia, la regione prende il nome dalla Via Emilia e cogliamo
l’occasione per ricordare che le Vie Emilie furono tre.
Quella che tutti conosciamo é la statale n. 9 che fu chiamata
Via Emilia Lepidi dal costruttore Console M. Emilio Lepido che
nell’ anno 187 A.C. unì con le sue 177 miglia Piacenza
a Rimini congiungendosi con la via Flaminia.Di questa strada sopraelevata
di circa un metro dal terreno e per gli arditi ponti ne scrive
diffusamente il noto Tito Livio Strabone definendola un’opera
straordinaria di ingegneria della Gallia Cispadana, l’ottava
regione delle undici, oltre al distretto di Roma, nella quale
era divisa l’Italia imperiale augustea.Le altre due furono
costruite dal Censore Emilio Scauro nell’anno 109 a.C. e
denominate Vie Emilie Scaure. La prima partiva da Volterra, al
termine della via Aurelia, per dirigersi verso l’odierna
Francia (con una bretella per Aosta). Con i secoli perse il suo
nome originario ed identificata oggi con l’Aurelia.L altra
partiva da Savona verso Spigno Monferrato, Acqui, Tortona, cioé
l’attuale strada statale n. 334 ed anche questa perse il
nome come la prima.
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