I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Il Golfo di Napoli"

di Elisabetta Grazia

Il “raduno del Club” avrà come punto d’appoggio un campeggio di Pozzuoli. Dei bus saranno a disposizione dei partecipanti per gli spostamenti accompagnati da guide specializzate per gustare quanto vedremo. Gustare è la parola giusta, Napoli si gusta, le altre città si visitano semplicemente. Giuseppe Marotta, il grandissimo scrittore partenopeo (Partenope, sirena con viso verginale sul cui sepolcro fu fondata Napoli), autore di tanti libri sulla città , uno fra tutti, L’oro di Napoli, è una raccolta di bozzetti d’ambiente, scritti in un linguaggio colorito, fra realistico e barocco, in cui vive con una sua persuasività un’immagine commossa e grottesca di Napoli fra riso e pianto, miseria e nobiltà. Con la monarchia dei Borboni (tranne un breve periodo) la città divenne capitale nel 1734 del REGNO DELLE DUE SICILIE sino all’unità d’Italia.
I Borboni rinnovarono completamente il tessuto urbano costruendo imponenti palazzi, chiese, aperture di nuove strade, favorirono importanti istituzioni pubbliche, università, diedero impulso al commercio, agli opifici, come la fabbrica di porcellane di Capodimonte. I migliori artisti ed architetti trasformarono la città in una capitale degna di questo nome. I Borboni furono re saggi e capaci, basti pensare che la prima linea ferroviaria d’Italia, la Napoli-Portici, lunga 7,5 chilometri fu inaugurata da Ferdinando II° nell’ottobre del 1839, in seguito prolungata sino a Castellamare , in “concessione senza convenzione”, istituto giuridico creato per l’occasione. Nello stesso periodo Napoli ebbe la prima funicolare (terrestre) come mezzo di trasporto pubblico per agevolare gli spostamenti dei cittadini dalla parte bassa a quella alta della città.
La canzone “funicolì- funicolà” divenne il simbolo dell’eccezionale avvenimento. In tempi moderni Napoli detiene un altro primato. Benito Mussolini nel 1925 pose la prima pietra per l’inizio della costruenda autostrada, la Napoli-Pompei di 21 chilometri, la prima al mondo. Dopo qualche settimana lo stesso diede il via ai lavori della seconda autostrada, la Milano-laghi con un chilometraggio quadruplo. I lombardi completarono la nuova arteria con notevole anticipo (circa un anno) sulla consorella napoletana.
Per questa dilatazione dei tempi di esecuzione la lombarda venne considerata la prima autostrada e seconda la napoletana. Napoli è una grande bellissima città, metropoli del mezzogiorno, giace distesa lungo l’arco di uno dei golfi più famosi, vigilato ad est dal caratteristico cono del Vesuvio, la varietà del suo aspetto, accresciuta dall’accidentata topografia, la vivacità dei suoi abitanti, la ricchezza dei monumenti, i tesori artistici, le bellezze naturali e l’altissimo interesse archeologico dei dintorni , le danno un irresistibile fascino ponendola tra le mete principali del turismo internazionale.
Piazza del Municipio, Piazza del Plebiscito, una delle più belle ed armoniose di Napoli, palazzo reale dove certamente la guida farà notare cosa si dicono gli otto illustri personaggi delle enormi statue poste in fila sulla facciata le quali “sostengono” il peso del palazzo (naturalmente le stesse non “chiacchierano” ma sembra che gesticolino e l’arguzia partenopea ha messo in bocca “idealmente” a ciascun personaggio una frase da cui se ne ricava un breve discorso). In questo edificio potremo ammirare le sale dell’ appartamento storico, gloria e vanto dei regnanti che vi abitarono.
Si visitano anche i numerosi ambienti tra cui il salone centrale, quello del trono, il grande salone d’Ercole, la cappella, tutti riccamente arredati con mobili del ‘700 e ‘800, arazzi, porcellane, oggetti d’arte,quadri ed affreschi, soprattutto di scuola napoletana del ‘600 e ‘700. Il Duomo con la cappella di San Gennaro. La chiesa di Santa Chiara non potrà mancare nella nostra visita poiché da essa si accede al “celebre” chiostro delle Clarisse. Porta Capuana, San Lorenzo Maggiore , il parco e bosco di Capodimonte dove sorge l’edificio che ospitò la fabbrica di porcellane voluta da Carlo di Borbone nel 1739 la cui produzione cessò nel 1759. Da questo parco si gode una incomparabile vista sulla città e sul golfo. La certosa di San Martino, via Caracciolo, via di Posillipo con l’adiacente grande parco, Fuorigrotta, Mergellina, la galleria di Capodimonte, Castel dell’Ovo, Spaccanapoli,Vico Cannone, i quartieri spagnoli, Marechiaro. Negli immediati dintorni di Napoli troviamo Pompei dove la storia si è fermata, pietrificata, quasi voglia raccontarci la sua terribile vicenda.
Con i traghetti si raggiunge facilmente Capri, con la celebre piazzetta, i faraglioni, le marine grande e piccola. Con la barca si può esplorare la grotta azzurra, il cui spettacolo è veramente unico al mondo. I mali di Napoli, quelli di oggi e di ieri, sono sempre riconducibili al fenomeno della camorra. Questa parola deriva da chamarra, veste grossolana spagnola ed in seguito usata dai camorristi napoleani.
Erano un’organizzazione di uomini del popolo , sorta sotto il dominio dei Borboni allo scopo di ottenere dai vili, dai viziosi, dai prepotenti con il mezzo dell’intimidazione ,contributi in denaro o gioielli da devolversi a profitto di determinate cause o persone. Napoli può essere descritta in poche o mille pagine.
Una cosa è certa, il raduno che il nostro “Club” propone è l’occasione per riunirci in allegria a salutare il nuovo anno.

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