I VIAGGI E DIARI DI BORDO
"Matera, cittą da scoprire"

di Vittoria Olivotto

(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 66 5/2001)

Qualche anno fa, al ritorno di un viaggio in Sicilia, ho scoperto per la prima volta questa stupenda realtà e, Vi invito quindi, se ancora non la conoscete alla scoperta di questo capoluogo che non è solo la città dei “sassi”.

Molteplici possono essere i richiami turistici. Interessante il Museo Nazionale Ridola, che raccoglie documenti archeologici fondamentali per conoscere la preistoria del Sud. Nel Museo sono anche conservati esemplari di numerosi oggetti che, fino al secolo scorso i pastori costruivano nelle lunghe ore di solitudine: cucchiai, manici di frusta, timbri per “marcare” il pane fatto in casa e cotto nei forni pubblici

La chiesa più imponente è la Cattedrale. Nell’interno è custodita l’icona della Madonna della Bruna che, nel mese di luglio, viene portata in processione su di un carro fastosamente addobbato e attorniata da statue di cartapesta realizzate da artigiani locali. Alla conclusione della festa, l’artistico carro viene letteralmente distrutto al fine di farlo ricostruire, l’anno seguente, ancora più fastoso!
Esistono a Matera, ancora alcune “ceddare” cioè cantine scavate nella roccia, dove su lunghi tavoli, si beve il vino locale e si mangia, pane, salame e formaggio. ( che buoni!!)
Sono infine da segnalare le numerose “chiese rupestri” anche intorno alla città (se ne calcolano circa 130). Non è il caso, naturalmente di cercarle tutte, ma con una guida locale, consiglio di visitare almeno quella di Santa Barbara, con affreschi duecenteschi e quella di S. Gregorio ( in via per Altamura) con una bellissima cattedra intagliata nel tufo, in Via per Laterza c’è anche la Chiesa di S.Pietro in Loma, con tre absidi e graffiti forse medioevali.
Matera è una delle più antiche città del Mondo e in merito ai famosi “Sassi” (complessi abitativi dell’antica civiltà contadina) consiglio di visitarli nel tardo pomeriggio quando la luce del sole crea uno scenario fantastico. Le case sono scavate direttamente nel tufo e nella roccia della gravina. Tutto il complesso è diviso da due “rioni” se così si può chiamarli: il Barisano e il Caveoso.
Il Barisano così chiamato perché volto in direzione di Bari, è un avvallamento a forma di imbuto, lungo le cui pareti, le une sulle altre, appaiono le entrate delle case-caverne dove i contadini vivevano in stanzoni, dividendo lo spazio con gli animali domestici. Qui vi sono anche ex conventi, giardini fioriti, chiese rupestri e piccole corti. In queste ultime, la gente si riuniva per i lavori casalinghi e di artigianato, per prendere il sole e per parlare.
Il Caveoso invece, appare maggiormente segnato dalle erosioni, tanto che le case-grotte, spalancate sulle dirupate pareti della gravina,sembrano vuote,drammatiche occhiaie.
Una bella vista di tutto l’agglomerato si può godere dalla vetta del Monte Errone.
I “Sassi” ora, tramite sociologi,architetti e politici forse verranno “rivitalizzati” per trovare cioè una destinazione culturale a questa città morta che si sbriciola sotto il sole, le intemperie e le violenze degli uomini.
Arrivati a Matera non tralasciate la sua cucina: u’cazini ( una specie di raviolo con ragù d’agnello) è una squisitezza, e a fine pasto il cuccia ( dolce a base di pane) Per il vino: superfluo segnalare l’ottimo vino locale!

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