(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.
66 5/2001)
Qualche anno fa, al ritorno di un viaggio in Sicilia, ho scoperto
per la prima volta questa stupenda realtà e, Vi invito
quindi, se ancora non la conoscete alla scoperta di questo capoluogo
che non è solo la città dei “sassi”.
Molteplici possono essere i richiami turistici. Interessante il
Museo Nazionale Ridola, che raccoglie documenti archeologici fondamentali
per conoscere la preistoria del Sud. Nel Museo sono anche conservati
esemplari di numerosi oggetti che, fino al secolo scorso i pastori
costruivano nelle lunghe ore di solitudine: cucchiai, manici di
frusta, timbri per “marcare” il pane fatto in casa
e cotto nei forni pubblici
La chiesa più imponente è la Cattedrale. Nell’interno
è custodita l’icona della Madonna della Bruna che,
nel mese di luglio, viene portata in processione su di un carro
fastosamente addobbato e attorniata da statue di cartapesta realizzate
da artigiani locali. Alla conclusione della festa, l’artistico
carro viene letteralmente distrutto al fine di farlo ricostruire,
l’anno seguente, ancora più fastoso!
Esistono a Matera, ancora alcune “ceddare” cioè
cantine scavate nella roccia, dove su lunghi tavoli, si beve il
vino locale e si mangia, pane, salame e formaggio. ( che buoni!!)
Sono infine da segnalare le numerose “chiese rupestri”
anche intorno alla città (se ne calcolano circa 130). Non
è il caso, naturalmente di cercarle tutte, ma con una guida
locale, consiglio di visitare almeno quella di Santa Barbara,
con affreschi duecenteschi e quella di S. Gregorio ( in via per
Altamura) con una bellissima cattedra intagliata nel tufo, in
Via per Laterza c’è anche la Chiesa di S.Pietro in
Loma, con tre absidi e graffiti forse medioevali.
Matera è una delle più antiche città del
Mondo e in merito ai famosi “Sassi” (complessi abitativi
dell’antica civiltà contadina) consiglio di visitarli
nel tardo pomeriggio quando la luce del sole crea uno scenario
fantastico. Le case sono scavate direttamente nel tufo e nella
roccia della gravina. Tutto il complesso è diviso da due
“rioni” se così si può chiamarli: il
Barisano e il Caveoso.
Il Barisano così chiamato perché volto in direzione
di Bari, è un avvallamento a forma di imbuto, lungo le
cui pareti, le une sulle altre, appaiono le entrate delle case-caverne
dove i contadini vivevano in stanzoni, dividendo lo spazio con
gli animali domestici. Qui vi sono anche ex conventi, giardini
fioriti, chiese rupestri e piccole corti. In queste ultime, la
gente si riuniva per i lavori casalinghi e di artigianato, per
prendere il sole e per parlare.
Il Caveoso invece, appare maggiormente segnato dalle erosioni,
tanto che le case-grotte, spalancate sulle dirupate pareti della
gravina,sembrano vuote,drammatiche occhiaie.
Una bella vista di tutto l’agglomerato si può godere
dalla vetta del Monte Errone.
I “Sassi” ora, tramite sociologi,architetti e politici
forse verranno “rivitalizzati” per trovare cioè
una destinazione culturale a questa città morta che si
sbriciola sotto il sole, le intemperie e le violenze degli uomini.
Arrivati a Matera non tralasciate la sua cucina: u’cazini
( una specie di raviolo con ragù d’agnello) è
una squisitezza, e a fine pasto il cuccia ( dolce a base di pane)
Per il vino: superfluo segnalare l’ottimo vino locale!