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di Serena Mattio
Il Molise è una regione con dei fantastici luoghi religiosi,
noti a livello nazionale ed ideali come meta per il turismo religioso.
La leggenda popolare racconta che la chiesa sia stata costruita
dal Re Bove, che qualcuno identifica come il re longobardo Bove
d’Antona, condannato a costruire 100 chiese in una notte
(come dono riparatore)e S. Maria della Strada fu la novantanovesima.
Incorniciata in una splendido contesto paesaggistico, sorge la
chiesa di S. Maria della Strada, in prossimità di Matrice,
paese caratteristico per le piazzette e per gli edifici dagli
splendidi portali in pietra e situato a 10 km circa da Campobasso.
Dalle fonti non si evince la data di fondazione, mentre è
riportata precisamente la data di consacrazione, 7 Agosto 1148.
Le leggende popolari citano la chiesa di Santa Maria della Strada
come la novantanovesima chiesa costruita dal Re Bove.
Molto probabilmente venne costruita per fornire ristoro ai pellegrini
che dal nord si recavano ai santuari pugliesi nel XII secolo.
La denominazione “della Strada” può riferirsi
probabilmente alla presenza di una strada lastricata nelle vicinanze,
o può avere il significato simbolico di “guida dei
viaggiatori”: infatti i pellegrini che dall’ Europa
del nord raggiungevano i più famosi santuari della Puglia,
in particolare S. Michele nel Gargano e S. Nicola a Bari, trovavano
ristoro lungo il cammino presso Santa Maria della Strada.
La chiesa fu costruita nei pressi di una villa romana e faceva
parte di un monastero benedettino, i cui resti attualmente fiancheggiano
la chiesa; si può ipotizzare l’esistenza di un collegamento
tra il monastero stesso e la chiesa.
In corrispondenza dell’area presbiteriale è ancora
parzialmente visibile un’apertura, poi murata nei lavori
di restauro.Il fatto che la chiesa poggi su di uno zoccolo di
basamento, oltre alla struttura particolare delle tre absidi,
fa supporre l’esistenza di una cripta.
S. Maria della Strada rientra tra le costruzioni romaniche più
importanti del Molise.
La chiesa è circondata dal verde e sorge su di una collinetta
poco distante dal paese.
Si accede alla chiesa per mezzo di una piccola scalinata; la chiesa
stessa poggia infatti si di uno zoccolo basamentale.
La facciata principale è molto elaborata e presenta un
portale decorato, affiancato da due arcate con lunette decorate
a bassorilievo.
Nella lunetta del portale centrale si susseguono archi sporgenti.
L’archivolto è abbellito da figurazioni di motivi
diversi: particolarmente interessante la rappresentazione di due
serpenti, raffigurati nell'atto di divorare due uomini.
I Il capitello del lato destro è decorato da una testa
di toro, quello sinistro
reca un motivo floreale.
Nella base dell’archivolto vi sono una testa di bue e un
angelo con aureola.
Nella lunetta di sinistra è raffigurato un cavaliere che
incita il proprio cavallo alla carica e trafigge un uomo senza
armi; sono rappresentati anche un cavallo senza cavaliere e due
figure di uomini.
In quella di destra, contornata da una fascia di rose, è
raffigurata una figura umana che suona un corno, attorniata da
animali.
Il rosone in pietra presenta un’apertura ad occhio e una
raggiera separata da dodici fori.Sui lati della costruzione si
susseguono archetti pensili e sulla facciata destra si trova un
portale secondario.
La torre campanaria non è inglobata nel corpo della chiesa,
ma si trova in posizione avanzata e distaccata rispetto a questa.
L’interno è a tre navate scandite da colonne, i cui
capitelli sono decorati da sculture in bassorilievo tutte diverse
tra loro.
La zona presbiteriale, sopraelevata rispetto al livello della
chiesa, termina in tre absidi: l’abside centrale è
affrescata mentre in entrambe le absidiole si trova una finestrella
strombata.
La chiesa presenta la copertura a capriate, tipica dell’architettura
romanica.
Nella navata sinistra desta attenzione un monumento funebre goticheggiante,
e si suppone che il defunto che vi riposa sia Gemma di Lupara:
il feudo di Matrice era infatti di proprietà dei signori
di Lupara.
Un’acquasantiera del sec XIV è appoggiata alla prima
colonna sulla destra dell’ingresso principale; sulla colonnina,
ornata con motivi floreali, è ancora visibile lo stemma
della famiglia Monforte (una croce con quattro rosette), che donò
l’acquasantiera alla comunità cristiana di S. Maria
della Strada.
Nei pressi della chiesa vi è un cippo–fontana decorato
da bassorilievi: due figure di animali e una scena di caccia:
molto probabilmente la fontana dava ristoro ai pellegrini che
raggiungevano la chiesa.
I La chiesa conserva l’aspetto originario anche se sono
visibili gli interventi di restauro effettuati nella seconda metà
del secolo scorso.
Ad agosto il 13, il 14 ed il 15 si celebra la festa di S. Maria
della Strada e per l’occasione si organizza la “sagra
del prosciutto”.
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