PRIMO
GIORNO: Ritrovo a Redipuglia inizio del tour (Sosta piazzale
del Sacrario)
La
scaletta del programma del primo giorno d’incontro con
i 24 equipaggi partecipanti al tuor “alla scoperta delle
radici italiane dell’Istria e Dalmazia “ porta
questa didascalia iniziale :”ore 14,00… BENVENUTI
CAMPERISTI… !!!”.
Così è stato, ci siamo ritrovati tutti assieme
nella sala ristoro annessa al Sacrario di Redipuglia, per
salutarci, conoscerci ed ascoltare, con la massima attenzione,
il programma generale dei nostri spostamenti, le località
che toccheremo e le classiche, immancabili, ma assolutamente
necessarie linee guida e…raccomandazioni per il viaggio
in colonna! La colonna è affidata alla solerzia, alla
pazienza ma anche alle “ inderogabili” decisioni
che provengono dal camper n.1 cioè Vitto Carion, con
Nirvana che funge da navigatrice, segretaria ecc…ecc…!!!
Le postazioni fisse, durante il viaggio rispondono al nome
di:
• famiglia Bonardi, Gian Luigi e Ludovica camper n.2
ovvero il coadiutore del n.1, ma non solo, infatti non ha
potuto esimersi dal suo tradizionale ruolo di poeta e compositore
dei quotidiani pensierini e Ludo, in quello di “voce”
cioè fine dicitrice dei versi freschi di componimento….assieme
a loro, accovacciati nella morbida cuccia sono presenti anche
Perry e Pepita che ad un distratto osservatore sembrerebbero
due peluches bianchi ed invece sono i due cagnolini della
fam. Bonardi!
• Camper n.3 famiglia D’Aloè, Lele e Manuela
addetti alla documentazione cinematografica di qualsiasi avvenimento,
curiosità ed imprevisto avvenga nel gruppo, il tutto
in servizio …quasi…permanente. Incontrando la
loro macchina da presa era piacevolmente obbligatorio sorridere
e salutare sia con gesti della mano che, se si era in movimento,
con prolungati lampeggi dei fanali.
• Camper n.12, ripetitori C.B. a metà colonna,
famiglia Tomasello, Paolo e Silvana, è di quest’ultima
la voce possente e stentorea che ha sempre ripetuto, anche
più e più volte, per qualche equipaggio distratto
dal paesaggio, con precisione estrema ed a chiare lettere,
i comandi provenienti dal n.1. Ho scoperto solo dopo qualche
giorno che, per non perdere neppure una sillaba e ripetere
con meticolosità senza tralasciare alcun particolare…”
stenografava “ quanto veniva detto dal capocolonna.!
• Camper n. 24 cioè la coda del nostro convoglio;
è stato un camper un po’ affollato. Il posto
di guida era occupato da “ capitan Renzo Casazza ”
mentre al C.B. si sono alternati, svolgendo sempre un egregio
compito nel controllarci tutti, sia in partenza che durante
il viaggio, Giovanna Casazza e Pierfelice Lanfranco, detto
Pier. Entrambi decisi nello spronarci alle uscite ordinate
dai campeggi e dalle varie soste e nel cercare di tenere,
durante la marcia, i veicoli sempre COMPATTI! Nevea, seduta
sul divanetto posteriore controllava la situazione, prendeva
appunti e filmava!
Tutti gli altri 19 equipaggi si sono industriati e prodigati
a favore della comunità ogni qualvolta ci sia stata
la necessità di un loro intervento, sia richiesto che
spontaneo. Ad ogni buon conto la presenza di due medici –
Sigg. Piccone e Degara – si è rivelata oltremodo
preziosa.
Terminate le operazioni burocratiche e sotto un bel po’
di pioggia - sarà l’unica di tutto il viaggio
- ci si reca ad assistere alla proiezione del filmato relativo
alla prima guerra mondiale e successivamente anche al museo
dell’attrezzatura militare usata durante quel conflitto,
si termina con la visita al Sacrario che custodisce le salme
di 100.000 caduti della Grande Guerra.
Durante la composta visita, salendo sugli ampi gradoni fino
ad arrivare alla sommità del Sacrario stesso per un
doveroso omaggio ai nostri valorosi patrioti, nelle varie
lapidi abbiamo letto anche alcuni cognomi di parenti dei nostri
compagni di viaggio e ci siamo commossi alle scritte - PRESENTE
!- che evocano una dedizione assoluta al proprio compito ed
al proprio ideale.
Prima di cena ci raduniamo ancora tutti per un momento conviviale:
le presentazioni ufficiali dei vari equipaggi, il rinfresco
ed un brindisi ben augurale per un viaggio sereno e ricco
di avvenimenti ed emozioni nuove!
L’appuntamento è per l’indomani: tutti
pronti per la grande partenza, prima prova di colonna !
SECONDO GIORNO: da Redipuglia a Pola - Camping Stoja
Ecco…
già tutti pronti dinnanzi ai propri mezzi, mi sembra
che tutti siano già all’erta da un bel po’
e che i motori siano già rombanti e che la conta sia
già iniziata….ma…siamo almeno 5 o 6 minuti
prima dell’orario previsto! Sarà l’emozione
del viaggio, penso io, invece no, ad ogni appuntamento saremo
pronti 5 minuti, poi 10, poi 15, ma non di più altrimenti,…
in anticipo, ma che bravi e solerti i camperisti della Granda!
Alcuni km. di autostrada e poi una serie di stradine più
strette ci portano allo slargo dove ci fermeremo per la prima
volta: alla Foiba di Basovizza.
Parcheggiamo nello sterrato e composti in silenzio arriviamo
fin davanti alla grande ma semplice croce, ma non per questo
meno ricca di un proprio valore, posta a ricordo di tutte
le persone infoibate alla fine della seconda guerra mondiale.
Il monumento è sorto proprio nel luogo nel quale è
stato individuato l’ingresso della foiba dalla quale
sono stati estratti…….cadaveri di uomini, donne,
bambini, uccisi e poi gettati all’interno di quel budello
che la natura, involontaria protagonista di tanto strazio,
per eventi geologici, ha creato.
Deponiamo un mazzo di fiori ed in ognuno di noi nasce una
semplice ma sentita preghiera affinché simili eccidi
inconsulti non avvengano mai più.
E’ testimone della nostra semplice cerimonia anche la
bandiera del Club, che viene aperta ed il vento la fa muovere
ed ondeggiare in modo tale che anch’essa sembri inchinarsi
per un reverente omaggio. Sopra di noi la nuvole nere e minacciose,
lasciano spazio ad un sole che a poco a poco si sta facendo
largo nel cielo.
Dal primo pensierino
di G.L.B.
….”inizia l’avventura della Granda
verso Basovizza, e la foiba dolente
che il segno dell’eccidio ci tramanda.
Semplici fiori, ma tanto dolore
Per ciò che sotto quella croce giace….”
Pronti
per ripartire, siamo ad una manciata di metri dal confine
Italia-Slovenia a Pesek. Dal n.1 arriva il consiglio di preparare
i documenti per l’uscita in modo da accelerare i tempi.
Tutti pronti tranne proprio io ..Nirvana, le nostre due carte
di identità già preparate, ligia al dovere ed
esperta di questo posto di frontiera fin dagli anni 60, all’improvviso
si sono volatilizzate. Si cerca ovunque, nella borsa, accanto
al camper, nulla. Davanti al nostro mezzo è una processione
di volontari, tutti vogliono dare una mano per risolvere il
problema, stavamo già pensando ad un repentino vai
e vieni da casa per procurarci documenti nuovi, quando da
una malefica cerniera della borsetta (più e più
volte aperta e controllata da diverse mani) fanno capolino
le nostre due …carte di identità !!! Primo intoppo
superato, si và.
Il nostro serpentone passa indenne dal posto di frontiera,
i doganieri cercano di contarci, li anticipo dando loro il
numero esatto dei mezzi. Qualche piccola conversazione tra
il nostro amico Carlo -camper n.13- e la giovane doganiera
italiana, segna l’ingresso nella bella terra d’Istria,
luogo di origine di alcune signore del nostro gruppo: Mariuccia,
Nevea, Nirvana e Nives..
Da questo momento in poi i nostri occhi si riempiranno di
paesaggi verdi, di boschi, di colline, di mare dai 1.000 colori,
di golfi dall’intenso e quasi irreale color blu, verde,
azzurro, di strapiombi, di isole, di barche, di gabbiani e
di pescatori! Non mancheranno case, palazzi in stile veneziano,
né i ricordi ben incisi nelle menti, delle molte persone
incontrate che ci hanno rammentato, con autentica emozione,
episodi della propria vita quando quei luoghi facevano parte
dell’Italia.
Viaggiamo ad una andatura tranquilla, i nostri occhi, come
il grand’angolo della macchina fotografica, vogliono
poter spaziare da una parte all’altra della strada:
dalla costa, ricoperta da cespugli ed arbusti verdi, che si
getta nel mare turchino, alle aspre rocce carsiche che ci
fiancheggiano sul lato opposto.
Attraversiamo Capodistria, Isola d’Istria, Pirano, Portorose,
fino ad arrivare, con una deviazione di una ventina di km.
a Punta Salvore, che vanta un faro - oggi ormai quasi in disuso
- il più vecchio della costa orientale dell’Istria
ed il primo al mondo a funzionare a gas. Il sole, che ci accompagna
già dal primo mattino, saluta anche qui i nostri camper
posti in bell’ordine sulla riva del mare lungo il molo,
al quale attraccano diversi pescherecci rientrati dalle battute
di pesca con il loro guizzante bottino... E’ il momento
della sosta pranzo: qualcuno si ferma a…due passi…dall’acqua
per mangiare e qualcuno invece fa solo qualche passo in più
fino ad arrivare alla trattoria vicina ad assaporare tutti
i gusti del pesce fresco appena pescato e già in padella
per noi!
Riprendiamo la strada, incontriamo Umago e proseguendo scorgiamo
in alto alla nostra sinistra la cittadina di Buie, denominata
“la sentinella dell’Istria” proprio per
la sua posizione geografica, poi Parenzo e scendendo lungo
una strada con diversi tornanti seguiamo il percorso dello
spettacolare fiordo del Canale di Leme – Limski Canal
- lungo 9 km. e largo 600 m.. Le sue acque di un blu intenso
fanno riaffiorare a Carlo, n.13, i ricordi delle sue traversate
in barca a vela risalenti a circa….anta anni fa. Le
ricorda a tutti noi arricchendole con dei particolari unici
di vita di marinaio.
Arriviamo, non ancora sazi di tutte le bellezze che fin qui
abbiamo visto, fino a Rovigno, rapido parcheggio - forse a
pagamento o forse no - ed in gruppo tutti alla volta della
cittadina, in testa due di noi abituati però a fare
la …scopa, sono Pier e Nevea , (lei nativa del luogo
ed ambedue abituali ospiti della città ) entrambi si
sono prodigati nel mostrarci le meraviglie del posto, dai
vicoli del borgo antico, alla Cattedrale di Sant’Eufemia.
Il viaggio riprende, il sole non fa alcuna economia dei suoi
raggi che ci accompagnano ancora. Dopo alcuni km. fatti percorrendo
volutamente pittoresche strade interne per evitare un po’
di traffico, non dimentichiamo che la nostra splendida colonna
può snodarsi anche per 1 km. e mezzo, arriviamo in
vista della città di Pola-Pula, meta della nostra giornata.
Si transita dal lungomare e seguendo delle ottime segnalazioni
arriviamo al Campeggio di Stoja, dobbiamo sistemarci alla
sommità del promontorio in una radura verde, ecco il
primo incarico ufficiale dei nostri posteggiatori.
Tutti piazzati in ordine, unico inconveniente le docce un
po’ fresche, ma la signorina della reception ci rassicura:
per l’indomani l’inconveniente sarà sistemato
!
Si è fatta sera, la temperatura è un po’
scesa, ma non certo il nostro entusiasmo e la nostra voglia
di proseguire con nuove scoperte e successive mete, delle
quali, durante il tradizionale incontro serale, Vitto da ampie
spiegazioni a tutti prima di darci la buonanotte.
TERZO
GIORNO: Pola
Mattinata
libera, tutti indaffarati nelle più svariate occupazioni.
Il cielo azzurro ed il bel sole ci invitano a qualche momento
di relax sulla sedia a sdraio, oppure ad una passeggiata sulla
scogliera che degrada fino ad essere lambita dalle acque verdi
e turchesi dell’Adriatico, per respirare l’aria
buona che sa di mare, di pini e di rosmarino accompagnati
dall’inconfondibile verso degli amici gabbiani!
Solamente Gian Luigi, gira avanti ed indietro preoccupato
e pensieroso. Per poter godere il mare, ha portato con se
un bel canotto gonfiabile, che intende usufruire per qualche
perlustrazione…sotto costa, ma ha scordato a casa uno
degli elementi essenziali della navigazione:…i remi
!!!
Allora peregrina da un camper all’altro chiedendo a
tutti se per caso ne avessero a disposizione o se qualcuno
li vedesse esposti in qualche vetrina di avvisarlo: è
il compito che ha assegnato ad ognuno di noi!
Nel primo pomeriggio si parte in bus per la visita alla città.
È con noi e ci darà tutte le spiegazioni del
caso, Sandi un ragazzo che vive e lavora a Pola nei cantieri
navali Ulijanik. Il cantiere rappresenta l’asse portante
dell’economia polesana .
Esso, la cui prima pietra era stata posta dall’imperatrice
Sissi, assicura 5.000 posti di lavoro e riesce a costruire
fino a 6 navi all’anno.
Partiamo lasciandoci alle spalle la bella baia di Stoja, delimitata
dalla Val di Fuori e dalla Val di Cane, passando davanti al
cimitero della Marina Militare austrungarica, alla Chiesa
della” Madonna del mare” in stile neoromanico.
Si passeggia poi per il centro, lungo un percorso sempre diverso,
sui resti delle antiche mura romane e veneziane, per ammirare
l’Arco dei Sergi o Porta Aurea, Porta Ercole e Porta
Gemina. Il viale del passeggio è ampio ed ombreggiato
da un tipo particolare d’albero che crea con la sua
chioma una deliziosa frescura e che qui viene chiamato “
bagolaro”!
Proseguiamo lungo la via Sergia fino ad arrivare al Tempio
di Augusto ed alla bellissima piazza del Foro, al cui lato
ha sede il municipio e sulla cui balconata sventolano le bandiere
ed un curioso gioco di “venticello” fa abbracciare
tra loro la bandiera dell’Istria a quella italiana.
Risaliamo passeggiando sul lungomare fino ad intravedere dal
molo la maestosità dell’Arena, anfiteatro romano,
che si staglia con i suoi nitidi contorni in un cielo blu
cobalto completamente terso.
E’ sicuramente l’edificio più maestoso
della città e grande orgoglio dei polesani che vantano
di avere, come Roma, i sette colli e l’Arena come il
Colosseo ed il binomio Pola-Arena è per loro e non
solo, un binomio assolutamente inscindibile.
Solamente qualche cifra per poterne valutare la maestosità:
ha una forma ellittica di 132 m. per 105 m., alta 32 m. ha
72 archi monumentali, sul lato mare 4 piani di arcate e sul
lato opposto 2 perché sorge sul clivo di una collina
e poteva accogliere fino a 20.000 spettatori.
Altro vanto degli abitanti di questa città è
quello di essere finiti nel Guinnes dei primati allorché
nell’ottobre del 2003 l’Arena fu cinta da una
cravatta lunga 700 metri !( si dice che il vocabolo “cravatta”
derivi dal termine croato “hrvat/croato”; infatti
i cavalieri croati assoldati da Luigi XIV, portavano al collo
una sciarpa.) Anche il Carducci nel “Saluto italico”
fa riferimento all’Arena …”Pola i templi
ostenta a Roma e Cesare…”.
Altra citazione importante riferentesi a Pola è quella
di Dante Alighieri che, giunto nella città nei primi
anni del 1300, affacciandosi dalle finestre del Convento di
monte San Michele dove era ospitato, così scrisse nel
canto IX dell’Inferno descrivendo con mirabile sintesi
un angolo caratteristico dell’antica Pola romana:
….” Si com’a Pola presso del Quarnaro,
che l’Italia chiude e i suoi termini bagna,
fanno i sepolcri tutto il loco varo…”
Si
è fatta sera ed accompagnati dal bus, ci rechiamo al
ristorante “Vela nera” per consumare la nostra
prima cena in terra istriana. Il suo menù tipico ci
ha incantati e l’incanto si è rivelato ancora
maggiore all’uscita sulla terrazza del ristorante: la
baia davanti ai nostri occhi illuminata dalle luci delle barche
e dalle stelle che brillavano alte nel cielo!
QUARTO GIORNO: Isola di Brioni – Incontro con
la Comunità italiana
Si
parte in bus alla volta di Fasana per poi imbarcarci tutti
assieme con un traghetto verso l’isola di Brioni maggiore,
tempo di percorrenza 15 minuti circa.
Anche per oggi sole, cielo azzurro e temperatura ottima!
Brioni è un arcipelago composto da 14 tra isole ed
isolette e definite:…” simili a gioielli verdi
sparsi su una coperta azzurra …” Con un simpatico
trenino, costruito in Italia, facciamo il giro dell’immenso
parco; seduta sul primo vagone accanto al guidatore, prende
posto la nostra guida che ci porta attraverso l’enorme
giardino zoologico, dove possiamo vedere diversi animali tra
i quali le zebre e due enormi elefanti donati all’allora
maresciallo Tito da Indira Gandi che venne a fargli visita.
Passiamo davanti al campo da golf costruito nel 1922 e tutt’ora
in funzione, su di esso si gioca tutto l’anno ed ha
18 buche. Delle tre ville appartenute a Tito, lui abitava
qui 10 mesi all’anno, si intravedono solo alcuni vialetti
di accesso.
Prati perfettamente rasati e non solo dalle attrezzature dei
giardinieri, ma dagli animali del luogo che brucando rendono
l’erbetta liscia e morbida, piante e cespugli dai fiori
di mille colori, alberi secolari, tutto questo è l’enorme
parco naturale di Brioni, che, nei nostri limiti di tempo,
siamo riusciti a vedere ed apprezzare.
La gita termina con la visita agli animali imbalsamati che
per un lungo tempo hanno popolato l’isola ed al museo
fotografico di tutti i personaggi di lì passati, spaziando
da capi di stato, re, regine, attori e cantanti vissuti ed
attivi negli anni ’60 e ’70
Si riparte alla volta del campeggio e sopra di noi sempre…il
sole!
Possiamo riposare, bere il caffè con gli amici, si
trattasse solo di caffè…!!! fino al momento di
scendere nuovamente in centro per recarci al nostro appuntamento,
tanto atteso e meticolosamente programmato per tempo, con
la Comunità degli italiani a Pola, che rappresenta
un’oasi di italianità nella città, aperta
a tutti.
Ci accolgono e ci vengono incontro, fin sulla soglia dell’antica
villa, oggi restaurata anche grazie al contributo del Governo
Italiano, tutti i rappresentanti dello staff dirigenziale
della Comunità.
Mentre tutto il nostro gruppo entra nelle sale, gli ospiti
seduti al bar o sulla terrazza ci sorridono e ci danno il
loro benvenuto! Appesi al muro anche molti cartelli che portano
la scritta :” Benvenuto Camper Club La Granda “
Ci sentiamo subito a nostro agio, ci rendiamo conto di essere
come dei “ parenti “ in visita, accolti come si
conviene, sfoggiando la veste migliore e raccontando tutti
i fatti e gli avvenimenti che, in lunghi anni di lontananza,
si sono avvicendati nelle rispettive famiglie.
Ci presentiamo, per voce del nostro capogruppo Vitto, illustrando
le attività del Club e lo scopo del nostro viaggio,
che intende “ritrovare” le radici italiane di
questa terra, che ha vissuto momenti oltremodo difficili lontana
dalla madre-patria.
Le vicende politiche del dopoguerra hanno creato, come, parlando
a braccio, ci spiegano sia la Presidente della Comunità
Prof.sa Claudia Milotti che la Presidente della Dante Alighieri
Prof.sa Silvana Wruss, un distacco terribile: gli esuli che
hanno lasciato la loro terra e con essa tutto ed i rimasti,
che hanno altrettanto sofferto e combattuto per mantenere
la propria identità.
Entrambe le situazioni sono state vissute con estrema sofferenza
da parte dei rispettivi protagonisti ed entrambe sono state
accomunate dallo stesso desiderio di libertà e di riunione
desiderata per decenni.
Le tradizioni ed il dialetto istro- veneto, sono state tenute
vive proprio da tutto il gruppo della Comunità Italiana
di Pola, come tra gli esuli, da parte della generazione dell’immediato
dopoguerra che ha insegnato ai propri figli l’amore
per la propria terra ed il rispetto di qualsiasi genere di
tradizione (in questo senso anch’io nella mia famiglia
mi sono sempre adoperata affinché i miei figli recepissero
questi fondamentali valori).
Questo è, in sintesi, quello che nei vari interventi
è stato illustrato nel corso della nostra conversazione,
che si è rivelata amichevole, sincera, e piena di autentica
emozione, la stessa che si è vista sugli occhi lucidi
di molti presenti, partecipi delle vicende fin qui raccontate
.
Dopo anni di oblio storico - sia per gli uni che per gli altri
- finalmente vengono riconosciute alcune pagine di storia
a noi molto vicina, sia pur tragica e triste.
La Comunità italiana di Pola vanta ben 5.000 Soci e
molti simpatizzanti, ha scuole che vanno da quella materna
alle superiori ed una intensa attività rivolta al sociale
rappresentata dalla società artistico-culturale Lino
Mariani che al suo interno, oltre alla filodrammatica, annovera
diversi gruppi musicali: maschile, femminile, misto e voci
bianche. Questi hanno allestito per noi uno spettacolo di
canti corali, che è culminato con il famoso coro del
Nabucco “…Va pensiero… “ preparato
in esclusiva per il nostro gruppo dal coro misto al gran completo
e con la divisa di “gala”!
Tutti i presenti hanno dapprima ascoltato il canto con gli
occhi fissi al palco in un suggestivo silenzio, carico di
sentimento ed emozione, poi sommessamente e man mano con più
coraggio ed enfasi, hanno accompagnato con le proprie voci,
le voci dei coristi fino ad arrivare ad un grande gruppo che
cantava all’unisono, per terminare poi con un caloroso,
reciproco ed interminabile applauso!
Anche l’esibizione del gruppo mandolinistico è
stata molto apprezzata nel suo repertorio di canzoni popolari
istriane. Al momento della celeberrima “ mula de Parenzo”
abbiamo accompagnato con le nostre voci ed il nostro ritmico
battito di mani, il suono dei mandolini!
Da un pensierino di G.L.B.:
“…Con un nodo alla gola, e con passione
i rimasti consegnano alla Granda
cori, musica e tanta commozione: …”
Terminate le esibizioni,
i molti e prolungati applausi e i saluti all’indirizzo
di tutti coloro che hanno preparato per noi una simile calorosa
accoglienza, ci siamo avvicinati al tavolo del rinfresco che
noi “grandisti “ abbiamo collaborato ad allestire,
offrendo i prodotti caratteristici delle nostre regioni di
provenienza, creando così una ulteriore fratellanza
di …gusto e palato.
Tra una fetta di salame milanese, di soppressa veneta, un
boccone di parmigiano, qualche buon crostolo polesano …
tutti a cantare in gran cerchio con il Direttore del coro,
che munito di fisarmonica e corroborato, come del resto anche
tutti noi, con qualche bicchiere di buon vino, sia piemontese,
che toscano, che istriano, ha dettato i tempi della musica
che ha letteralmente travolto tutti e le nostre corde vocali
si sono espresse al meglio fino a tarda ora! Tutto il nostro
entusiasmante pomeriggio è stato ufficialmente raccontato
dal giornale italiano del luogo e persino da un servizio televisivo,
della t.v. italiana di Pola, a testimonianza della nostra
visita.
Rientriamo alle nostre casette felici e soddisfatti di questo
nostro incontro del quale serberemo un intenso ricordo e stringendo
tra le mani la bella gerbera rossa, che una signora del gruppo
ha cortesemente voluto donare a tutte le signore de la Granda
!
QUINTO
GIORNO: Da Pola a Fiume (Medveja) – Camping Medveja
Alle
5 e 45 del mattino, il n.24 - la nostra scopa - inizia a farci
uscire dal campeggio.
Pian piano, lungo i vialetti scendiamo, salutiamo il guardiano
di notte, che non è ancora smontato dal servizio.
Prendiamo la via che porta al centro della città, ci
ricordiamo della raccomandazioni fatte il giorno prima da
Vitto che ha concordato con la Signora Milotti ed un capoccia
della Polizia un piano accurato, per riuscire a fare la nostra
sfilata con foto davanti all’Arena.
Tutto procede per il meglio, molti camper sono già
piazzati sotto all’anfiteatro che in questa bella e
limpida mattinata di maggio, sembra volerci abbracciare tutti,
ma…arriva sgommando una pattuglia di vigili urbani,
che non è assolutamente d’accordo che i nostri
24 mezzi sostino lì! Discussioni in lingua croata tra
i rappresentanti della legge, della quale noi non riusciamo
a capire assolutamente nulla, se non il gran gesticolare,
ma possiamo constatare l’ingorgo di veicoli che proprio
la macchina dei vigili ha creato. Ad ogni modo, approfittando
di un momento di disattenzione dei tutori dell’ordine,
riusciamo con audacia a trattenerci ancora 5 minuti, il tempo
di schierare il più gran numero possibile di camper,
effettuare qualche ripresa, diverse fotografie e poi via,
cercando di ricompattare la colonna, che nel frattempo si
era frantumata lungo le vie limitrofe! ( a posteriori posso
rassicurare che le fotografie sono riuscite nonostante gli
intoppi )!
Da un pensierino
di G.L.B.
“…Vigili e Polizia, nel disaccordo
ci appioppano le colpe più banali
elevando a Carion multa ricordo…”
Finalmente tutta
la nostra allegra brigata si ricompone dall’1 al 24.
Pier e Giovanna a turno coadiuvati da Silvana - n.12 - seguendo
le indicazioni provenienti dal n.1, hanno avuto il loro bel
daffare per riuscire a riprendere le fila della situazione
ed ora, tutti nuovamente sistemati, procediamo lungo le strade
dell’Istria: questa mattina si viaggia un po’
all’interno, si transita da Rasa, Albona - zona mineraria
- in un paesaggio quasi montano immersi nel verde, transitando
accanto alle pendici del Monte Maggiore - Ucka - monte molto
caro ai fiumani per le loro gite appena fuori città.
Arriva anche la programmata sosta gasolio, caffè +
spesa, il parcheggio del supermercato ci ospita, in cambio
usciamo, dopo un giro di acquisti, con i soliti carrelli pieni
di …ogni ben di Dio.
Si riprende la via del mare, il sole ci accompagna, illumina
tutto ciò che compare davanti ai nostri occhi dagli
scogli, alle onde, alle barche, ai gabbiani vocianti !
Procediamo tranquilli, lungo un percorso che le carte geografiche
segnano come panoramico tra spumeggianti insenature, all’orizzonte
arcipelaghi di isole ora grigiastre ora verdeggianti, villaggi
di pescatori, piccoli porticcioli: siamo entrati nel golfo
del Quarnaro: è una baia grande e profonda che arriva
fino al limite della Dalmazia. Viaggiamo tutti a breve distanza
l’uno dall’altro (compatti, come direbbero i magnifici
quattro del camper scopa ) per sentirci bene ai C.B. perché
le numerose curve e gli speroni di roccia sui quali si arrampicano
bouganville, rose ed edere, potrebbero interferire sulle nostre
comunicazioni.
Quest’oggi, come d’abitudine, l’ingresso
al campeggio si fa alternando i due gruppi per non creare
privilegi di sorta, ci si divide quindi per entrare a Medea
-Medveija, paese a circa 15 km. da Fiume –Rijeka, la
prossima città che andremo a visitare.
Il prato verde del campeggio sembra sia stato “ ordinato
su misura per noi “: soffice, fresco e pronto per accogliere
i nostri camper, le nostre verande, tavolini, sedie e quant’altro
possa esserci utile per un sano e corroborante relax!
Gian Luigi cerca ancora i suoi remi e…spera di trovarne
qualcuno da qualche parte…! Si consolerà questa
sera a cena con qualche bel piatto appetitoso e la tradizionali
“ palacinche “ dolce tipico della zona, che vanno
servite….rodolade e non … piegade !!!
SESTO
GIORNO: Fiume e la Comunità italiana.
Mattinata
libera, le possibili attività sono diverse: passeggiata
lungomare o fino al castello, spesucce al paese vicino, bagno
nella fresca acqua del mare o più semplicemente riassetto
del camper, bucato ecc…ecc…! Bisogna essere pronti
alle 14, ma noi, si sa, lo saremo senza dubbio prima …
e così è stato!
Radno, la nostra guida e Tomislav l’ autista ci conducono
fino ad Abbazia- Opatija anzi, ci consentono di viaggiare
lungo tutti i km. della riviera di Abbazia, che è un
tratto di costa con diverse stazioni balneari molto tranquille
ed ospitali lungo il golfo del Quarnaro: Lovrana, il cui nome
deriva dalla pianta dell’alloro (lauro ) Ica, Icici
, Voloska.
Abbazia è una città di mare molto bella ed accogliente,
con molti edifici di stile austrungarico, soprattutto alberghi
dove villeggiava, quasi sempre in inverno per via del clima
mite, la nobiltà austriaca. Abbazia nasce nel 1844
come un semplice villaggio di pescatori, nel quale l’imprenditore
Iginio Scarpa fece costruire la sua villa, Villa Angiolina,
ancora presente sul lungomare e che diede l’avvio a
tutte le atre costruzioni.
Passeggiamo tra tavolini all’aperto, intravediamo signore
non più giovanissime, che sulle terrazze si godono
il bel sole primaverile e salutiamo il mare assieme alla statua
bronzea di donna posta sull’ultimo scoglio, che scruta
l’orizzonte in trepida attesa di veder ricomparire il
marinaio, il suo uomo, mentre il vento le scompiglia i capelli
e la veste.
Si riprende il viaggio per arrivare a Fiume, transitando per
il centro con il bus, abbiamo una prima visione di una città
molto vivace dal punto di vista economico-commerciale: i suoi
cantieri navali sono sempre in produzione, ci sono alcuni
centri commerciali molto riforniti e le via cittadine ci permettono
di vedere un gran movimento. Proseguiamo fino ad arrivare
al castello di Tersatto ed alla Chiesa di Nostra Signora di
Tersatto, dove la leggenda narra si fossero fermati a riposare
gli Angeli che trasportavano la Casa da Nazareth a Loreto.
Si rientra in centro attraversando lo storico ponte di Sussak,
che al momento della seconda guerra mondiale segnava il confine
tra Italia e Jugoslavia, ed essendo un porto franco rappresentava
un grosso punto ci contrabbando per ambedue le popolazioni,
per questione di…sopravvivenza !
Finalmente possiamo girare per le via del centro: un rapido
sguardo al molo, dal quale partono ed arrivano navi da e per
l’Europa oltre che per le isole limitrofe.
Ci addentriamo nelle varie strade che portano alla via del
passeggio, il Corso, racconto agli amici del gruppo alcune
curiosità riguardanti la città nella quale sono
nata e nella quale da molto tempo ritorno annualmente; incontriamo
la Torre Civica, simbolo della città, unica porta antica
sopravissuta ai terremoti. A seguire l’arco romano fino
ad arrivare alla Chiesa di San Vito, protettore della città,
all’interno della quale si stavano svolgendo le prove
di un concerto per organo e violino sulle note dell’adagio
di Albinoni, cosicché la nostra sosta è stata
quanto mai gradita
Indico anche a qualche signora il negozietto, in una delle
vie antiche del centro, dove si vendono i “morcic”,
i moretti che simboleggiano la città in seguito ad
una antica leggenda e che si mostrano sotto forma di spille,
orecchini, gemelli da camicia o semplicemente incorniciati
in un quadretto.
Arriviamo in questo caldo pomeriggio fiumano all’incontro
con la Comunità degli Italiani a Fiume.
La Comunità ha sede nel “ Palazzo Modello “
un antico palazzo nel centro storico della città e
veniamo accolti in una splendida sala dalla Presidente, la
Signora Agnese Superina e dai suoi più stretti collaboratori.
Anche qui avvengono le presentazioni: Vitto a nome del Camper
Club, illustra gli intenti ed il motivo della nostra visita,
la Sig.ra Superina ci elenca le molteplici attività
dell’importante e cospicuo gruppo di italiani presente
a Fiume.
Sono circa 7.000 gli iscritti, regolarmente organizzati in
Assemblea, con i suoi Consiglieri il suo Presidente e la sua
Giunta Esecutiva. A capo dell’Unione degli Italiani
di tutta la Croazia è il Deputato Furio Radin che rappresenta
la minoranza italiana in sede al Parlamento croato.
Le scuole italiane nella città di Fiume vanno dalle
numerose sezioni di scuola materna fino all’università
ad indirizzo umanistico e turistico- alberghiero.
Molteplici sono le iniziative a carattere culturale, da una
compagnia stabile di prosa, alla pubblicazione di numerosi
libri, riviste ed il quotidiano “La Voce del Popolo”,
che riporta nell’edizione del 9 maggio l’intervista
a Vitto come rappresentante del Camper Club, ed un reportage
sul nostro viaggio dal titolo : “ Camperisti italiani
in città - tour in Istria, Quarnero e Dalmazia alla
scoperta delle radici Italiane “ corredata delle fotografie
del nostro gruppo.
Anche in questa città, come è stato a Pola,
si parla e si racconta delle diverse esperienze vissute da
coloro che, lontani dalla proprio terra, verso la quale hanno
sempre nutrito una grande nostalgia e da coloro che sono rimasti,
chi per motivi di famiglia o politici o per i motivi più
svariati ed hanno dovuto raccogliere tutte le forze e determinazione
possibili, per continuare a coltivare la propria italianità.
Affacciandoci ai balconi del palazzo che ci ospita, godiamo
di una bella visione della città, spaziando dal ponte
di Sussak, al teatro Verdi, al Mercato coperto fino al lungomare.
Da un pensierino
di G.L.B.
“…Auguri alla comunità Fiumana
in un salone antico e principesco.
Scambi di doni, elogi all’italiana
Balli, sorrisi e piccolo rinfresco…”
Rientriamo
ad Abbazia per la cena in un bel ristorante sul lungomare
dall’aria romantica. Cena buona, compagnia estremamente
gradevole, conversazioni gioviali tra di noi, divertente e
sonoro omaggio della Fam. Raise, ma il tutto all’insegna
della …velocità, servivano in tavola quelle che
abbiamo soprannominato “ le cameriere sprint”
dal sorriso stentato !
Tra una portata e l’altra, per fortuna gustose e saporite,
neppure il tempo per…nulla e già sul tavolo compariva
la portata successiva! Così abbiamo avuto la possibilità,
avanzandoci del tempo, per una passeggiatina sulla riva del
mare aspettando il bus che ci avrebbe riportato in campeggio
per goderci un sano e meritato riposo.
SETTIMO
GIORNO Buccari. Basca - Isola di Veglia –Krk ( Camp
Zablace)
Pronti
in ritardo ? …ma no, sempre puntualissimi, anzi con
anticipo sulla tabella di marcia.
Con un atto di coraggio per il traffico piuttosto sostenuto,
ripassiamo con il nostro bel serpentone di 24 camper per il
centro ed il lungomare della città di Fiume e prendiamo
la strada litoranea che ci condurrà fino all’isola
di Veglia - Krk.
Anche oggi il sole ci illumina e ci riscalda, ormai è
una costante presenza della quale non possiamo più
fare a meno.
Non sono molti i km. che ci separano dalla sosta caffè,
previi accordi stipulati prima della partenza, l’equipaggio
n.3 si stacca e ci precede di qualche chilometro per riuscire
a riprenderci tutti sulle curve che ci porteranno nell’abitato
di Buccari.
Il paese è storicamente noto per via della famosa beffa
di Buccari perpetrata da Gabriele D’Annunzio che con
alcuni MAS è riuscito a sfondare le reti tese a protezione
dell’ingresso del golfo, da parte degli austriaci ed
ad infliggere pesanti danni alle unità navali nemiche
presenti nella baia. Luigi Grazia - n.14 – completa
il quadro storico del momento con ulteriori precisazioni sul
personaggio Gabriele D’Annunzio .
Raggiungiamo lentamente il piccolo centro, transitando con
molta prudenza per una via piuttosto stretta ed ingombra,
tra ombrelloni dei bar, tavolini e sedie all’aperto
e tra la curiosità dei passanti, che probabilmente
avranno pensato :” ma questi vanno direttamente in mare
…!”
Invece il molo, alla fine, ma proprio alla fine del paese,
è lì che ci attende e ci permette di parcheggiare
tutti a qualche centimetro dall’acqua in posizione panoramica.
Il tempo di quattro passi, del caffè, di qualche spesa
alimentare e via si riparte nuovamente. Il solito camper n.
3 ci precede verso l’ingresso del ponte, lungo più
di un chilometro e costruito in una sola campata, che collega
la terra ferma con l’isola di Veglia-Krk e si apposta
in maniera tale da vederci scorrere tutti dinanzi alla sua
telecamera, al nostro passaggio lampeggiamo in segno di saluto.
Iniziamo il percorso lungo le strette via dell’isola,
pittoresca, selvaggia, cosparsa di minuscoli paesini e poi
all’improvviso di grandi marine, attracco di favolosi
motoscafi e velieri.
Sulle sue colline, quasi piegati a terra dal vento a causa
della bora, vento tipico del luogo, gli ulivi e le viti, riparati
il più possibile da muretti di sasso a secco, forniscono
dell’ottimo olio e vino ed i maestosi alberi di fichi
producono i loro deliziosi frutti che la popolazione del luogo
consuma nelle più svariate forme.
Arriviamo a Baska, località posta all’estremità
dell’isola stessa, ci posizioniamo su due strisce di
terreno parallele tra loro, con davanti a noi lo spettacolo
della spiaggia bianca e dei monti della catena del Velebit
che si tuffano direttamente nel mare.
La giornata prende diversi indirizzi: si può fare il
bagno in mare, si può andare con il canotto senza remi,
si può trascorre il pomeriggio nel bel centro fitness
annesso al campeggio, si può passeggiare per tutta
la lunghezza della spiaggia - circa 2 km.- a scattare fotografie
e c’è chi durante la passeggiata guadagna una
…zecca !
Ma alla sera, i tavolini sono disposti tra i due filari di
camper e tutti assieme …Buon appetito camperisti !
OTTAVO
GIORNO: Novi Vinodolski - Segna – Zara ( Campeggio Peros,
loc. Nin-Zaton )
Si
ritorna sulla terra ferma, dopo aver percorso a ritroso il
ponte di comunicazione e ci fermiamo per una veloce sosta
caffè nel bel centro di Novi Vinodolski. Si prosegue
su una strada che talvolta lambisce il mare, altre lo circumnaviga,
altre ancora sembra vi precipiti dentro per risalire all’improvviso
in una miriade di diversi colori, dati dai fiori, dal cielo,
dalle nuvole e dai toni dal turchese, al verde ed al blu del
mare…insomma come si sente risuonare ai baracchini :
“uno spettacolo mozzafiato! “ La sosta a Segna-Senj,
città che ci permette acquisti e cambio valute, indica
il nostro temporaneo saluto al mare, perché ci inoltriamo
per diversi chilometri lungo un percorso in salita che ci
porterà alla fine a percorrere un tratto d’autostrada
di recente costruzione.
Arriviamo dopo una serie di strade, stradine che si incrociano
tra di loro- qualcuno ha persino dubitato sul raggiungimento
della nostra meta, senza alcun problema, a Nin al campeggio
posto a pochi km. da Zara-Zadar.
L’ala nuova del campeggio, come ci era stato a suo tempo
promesso, è tutta riservata a noi, quindi ci sistemiamo
senza economia di spazi utilizzando tutte le strutture a nostra
disposizione, cercando di sfruttare al meglio il nostro pomeriggio
libero..
NONO
GIORNO: Zara
Le
strutture del campeggio a nostra disposizione sono: lavatrice,
piscina, bar e così la nostra solita riunione programmatica
si tiene proprio all’ombra di una tettoia, sorbendo
un buon caffè dopo un ristoratore bagno in piscina
e prima di avviarci verso il centro della città di
Zara !
Magda, graziosa ragazza zaratina, è la nostra esuberante
e simpatica guida.
Zara è la più importante città della
Dalmazia, purtroppo durante l’ultimo conflitto mondiale
è stata bombardata un numero considerevole di volte
e le sue ferite sono ancora ben visibili.
La città vecchia, costruita su una penisola, conserva
ancora una parte delle sue possenti mura ed alcuni monumenti
interessanti: la porta di terraferma, le Chiese di S. Simeone,
di S. Michele di S. Crisogono, la piazza dei cinque pozzi
ed in fine la piazza centrale: il Foro. E’ stato veramente
un piacere comminare per le vie di Zara, sui suoi lucidi selciati
alla ricerca del “maraschino“ tipico prodotto
zaratino introdotto dalla famiglia Luxardo che oggi lo produce
e lo commercializza nella città di Padova.
Dulcis in fundo…sul lungomare, Magda ci porta a sentire
ed a godere del concerto che tiene per noi il mare stesso.
Infatti per la diversa pressione esercitata dall’acqua
sui 35 tubi posti in verticale lungo il bordo del marciapiede,
forati a varie altezze e immersi nell’acqua, si odono
dei suoni, più il mare è agitato più
il concerto è andante e mosso !
Questa sera abbiamo in programma l’ultimo degli incontri
con le Comunità italiane della Croazia, proprio con
quella di Zara.
La sua Presidente, Signora Rina Villani ci accoglie sulla
soglia della sede della Comunità che ha aperto, data
la giornata e l’orario inconsueto, solo per ricevere
la nostra visita.
Anche quest’oggi ascoltiamo dalla sua voce con interesse
e piacere, tutte le notizie sulla vita dei pochi italiani
rimasti nella città di Zara: iscritti alla comunità
sono circa 400 soci che svolgono un’ attività
artistico culturale in via d’espansione, curando la
filodrammatica e proponendo corsi di lingua italiana a tutti
i livelli. La nostra è stata una visita veloce che
però ha lasciato il segno. Ci ha dimostrato come certe
istituzioni pur vivendo con difficoltà la propria appartenenza
alla minoranza etnica, non per questo demordono dal proprio
difficile impegno anche in presenza di effettive e provate
problematiche .
Il ristorante presso il quale è prenotata la cena è
proprio al di la della strada, quindi in un attimo siamo già
a tavola, ma altrettanto rapidamente, dopo aver mangiato il
primo, il secondo, il dolce siamo già fuori …
nuovamente camerieri sprint !
Poco male, una bella e salutare passeggiata per Zara illuminata
nella notte,un bicchierino di maraschino, un momento di relax
ad ascoltare il concerto delle onde sulla riva del mare, una
semplice cantata di “ Vagabondo “ ci permettono
di trascorrere in serenità il tempo in attesa del bus
che ci riporterà a casa.
DECIMO
GIORNO: Verso Trogir ( Campeggio Rozac)
Prima
della partenza questa mattina troneggia tra i camper un tavolino
imbandito con cioccolatini, biscottini e fiori…è
la festa della mamma e tutte le mamme “grandiste”
vengono festeggiate !
Subito dopo…tutti a posto si parte ! Anche oggi si percorrerà
tutta la costa per goderci ancora i più vari e spettacolari
panorami!
Lungo il percorso il Capo Vitto al C.B. impartisce le direttive
per una deviazione verso il lago di Vrana, situato in un parco
naturale, è il più grande lago d’acqua
dolce della Croazia che ospita svariati tipi di anatre ed
aironi e nella sua zona verde ben 150.000 tipi di uccelli,
sarebbe veramente interessante fermarsi e cercare di vedere
tutto ciò ma purtroppo…spazi per noi non ci sono!
Procediamo, pensando alla possibilità, dietro ad ogni
curva di incontrare uno slargo, invece no, la strada prosegue.
Si perdono le tracce di centri abitati, l’asfalto si
fa via via più disastrato e talvolta passiamo anche
sullo sterrato, incrociamo qualche rara macchina e poi ai
nostri occhi si presentano solo distruzioni, detriti, ammassi
di case diroccate, segnalazioni di campi minati ( speriamo
ora bonificati) e ci rendiamo subito conto di essere entrati
in un territorio devastato dalla recente guerra fratricida
degli anni 90. Sulla strada, tra gli orrori di quanto vediamo
attorno a noi, una tartaruga si rinchiude nel suo guscio per
non essere distrutta dalle nostre ruote, qualcuno dei nostri
la pone al riparo. Sgomenti, noi abituati a vedere distese
di mare e di verde, ora siamo in mezzo a ciò che la
guerra ha provocato e lenti, lenti proseguiamo, non ci fermiamo.
Ci sembrerebbe di non portare rispetto a tutta la sofferenza
che questi luoghi, in un passato troppo recente e già
dimenticato, hanno appena vissuto ed, in un mutismo quasi
irreale ma consapevole, continuiamo il nostro cammino tra
continui polverosi saliscendi.
Procediamo seguendo il percorso dalla cartina stradale ed
incontriamo i primi segni di ricostruzione: qualche casa,
il bar ed i bambini che ci salutano sono il segno che la vita
sta ritornando alla normalità, se si possa chiamare
“normalità” la vita in quei luoghi sperduti.
Il rientro sulla strada statale ci consente finalmente una
bella sosta in un ampio piazzale a lato del quale, su un gran
girarrosto, girano e girano due agnelli ed un maialino,quasi
cotti…stiamo quasi per contrattarne l’acquisto,
ma desistiamo, è troppo impegnativo, ci limitiamo ad
una spesa massiccia di focacce appena cotte nel forno a legna!
Il forno si è letteralmente svuotato ed i nostri camper
profumano di fragrante pane !
Arriviamo finalmente a Trogir, il campeggio è posto
sotto ad una accogliente pineta che ci permette di sistemarci
bene e di ammirare il mare sia alla nostra destra che alla
nostra sinistra. Ad un certo momento nel silenzio dello splendido
pomeriggio, al centro del nostro accampamento, si tengono
i festeggiamenti per il compleanno di Lele che offre a tutti
torta e spumante e noi ricambiamo con canti augurali !!
Gli impegni per il pomeriggio libero e per la serata vengono
scelti dai vari gruppi a seconda dei più svariati desideri:
chi rimane in campeggio, chi scende in città, dovrà
poi rientrare a piedi perché in serata non ci sono
più né mezzi pubblici né taxi e chi si
sofferma al ristorante di fronte al campeggio stesso, ma tutti
hanno senza alcun dubbio trascorso una gradevole serata in
quella località denominata “ la piccola Venezia
“
Da un pensierino
di G.L.B.
“…Trogir, gente di mare, un bel mercato,
il canale, le barche ed i traghetti…”…
UNDICESIMO
GIORNO: Parco del Krka - Trogir
Questa
mattina si parte in bus per una visita fuori città,
è con noi Pina la guida, una bella ragazza del luogo,…
molto apprezzata… per la sua capacità di illustrarci
questi luoghi… !!! Tutto il percorso è costellato
da una meraviglia di spettacoli naturali, che sembrerebbero
poter esistere solo in cartolina e che si susseguono metro
per metro senza interruzione sotto ad uno splendido sole ed
con un cielo completamente azzurro. Lungo la strada incontriamo
l’isola di Primosten, unita in tempi recenti alla terraferma
da una breve lingua di terra rialzata; è una cittadina
medioevale con le case costruite una addosso all’altra
a circondare la Chiesa con il campanile che incombe, con la
sua altezza, sul paesino. A seguire l’abitato di Galenica,
diviso a metà da un muro che fu costruito durante un’epidemia
di peste e costituiva la barriera oltre la quale gli appestati
non potevano uscire. Appare ai nostri occhi un’altra
isoletta, quella di Capagne, famosa per il corallo rosso e
le spugne che si estraggono dal suo mare. La particolarità
dell’isola è che in alcuni punti la terraferma
è alta solo 70 cm.
La metà finale della mattinata è il Parco naturale
del Krka, parco istituito nel 1985 e che si snoda per 111
kmq. E’ creato dai solchi che ha formato nel terreno
carsico il fiume Krka dando origine ad una serie di spettacolari
cascate - Skradinski buk - ed il lago di Viscovac dal quale
emerge l’omonima isoletta dove sorge un convento francescano,
a tutt’oggi i monaci vivono solamente dei prodotti ricavati
con il proprio lavoro.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo a base di maialino, ci attende
la visita alla città di Trogir, che è un’isola
collegata alla terraferma da un ponte.
La cittadina dal 1997 è inserita dall’UNESCO
nel Patrimonio mondiale dell’umanità.
Il suo centro è rappresentato dalla piazza della Cattedrale,
delimitata dalla Cattedrale di S. Lorenzo, con il portale
romanico e dal palazzo Cippico in stile gotico- veneziano.
Passeggiando sul lungomare, arriviamo fino al Castello del
Camerlengo del XIV secolo -.
Prima di rientrare al campeggio, riusciamo anche a fare dello
shopping, come testimoniano le nostre borse rigonfie! In serata
dopo cena classico: all’aperto tra i camper seduti in
cerchio qualche buon bicchiere di vino, qualche leccornia
offerta ora da questo ora da quello, molte…molte barzellette
e poi l’arrivederci a domani!
DODICESIMO
GIORNO: Salona – Spalato
Mattinata
adatta a godere il mare e la spiaggia, infatti così
è stato, ma c’è anche stato chi è
sceso nel centro abitato a comperare il pesce fresco, poi
cotto alla brace facendoci venire l’acquolina in bocca
solo a sentirne il profumo e chi, per non perdere vecchie
abitudini, si è messa a stirare sotto lo sguardo vigilie
ed esperto (.?.) del marito.
L’escursione del pomeriggio ci porta dapprima fino a
Salona, capitale della Dalmazia romana e presunta città
natale di Diocleziano.
Oggi della città rimangono solo le rovine e percorrendole
si possono osservare i basamenti delle terme, le mura delle
basiliche cristiane e l’acquedotto coperto.
Si riparte alla volta di Spalato, mentre con il bus entriamo
nella periferia della città, veniamo subito sfavorevolmente
colpiti dall’eccessiva cementificazione, con complessi
abitativi posti in posizioni dominanti, dietro ai quali si
fa fatica a credere che vi si possa trovare anche una sfinge
egizia di più di 3500 anni ed un grandioso palazzo
( IV secolo d.C.) di uno degli ultimi imperatori romani!
Seguendo la nostra guida Pina, entriamo nella città
attraverso il nuovo Corso per il passeggio, appena inaugurato,
con la sua nuova pavimentazione di lucido calcare e le luci
che vogliono illuminare tutta la zona pedonale, affacciata
sulla riva del mare, offrendo un effetto altamente scenografico.
Subito dopo ci inoltriamo nel Palazzo di Diocleziano nel quale
tutt’ora vivono e lavorano 3000 persone, tutta la città
vecchia è concentrata nel palazzo ed attorno al palazzo
che misura 190 metri di lunghezza. E’ un monumento unico
in Europa ed ha ancora l’aspetto difensivo dell’antico
“ castrum “ romano. Altra prerogativa di questo
palazzo è quella che riesce a raccontare quasi 17 secoli
di architettura: dall’impero Romano, all’epoca
napoleonica, comprendendo anche il periodo medioevale. Alcune
opere architettoniche vengono direttamente dalla Grecia e
dall’Egitto, come la presenza della sfinge e la modalità
della lavorazione del marmo e del granito.
Da un pensierino
di G.L.B.
“…L’antico
cuore del Romano impero
gronda di storia nella città vecchia
con il palazzo ancora tutto intero
che nel vicino mare si rispecchia…”
Al termine della
visita, ci rimane ancora del tempo per passeggiare tra le
vecchie vie e le vecchie case, prima di entrare al Ristorante
Bellevue, dove è stata prenotata la nostra cena. Siamo
piacevolmente sistemati in una bella sala, trovano spazio
anche i festeggiamenti dell’ultima cena ufficiale con
un simpatico e gradito scambio di piccoli doni a ricordo del
viaggio.
Forse il pasto ci ha lasciati un tantino perplessi...ma l’importante
è stato godere della reciproca compagnia ed ancora
in compagnia durante il nostro rientro in bus, abbiamo cantato,
riso e scherzato, fino al momento fatidico della buonanotte.
TREDICESIMO
GIORNO: Novigrad (Campeggio Adriasol)
Si
parte per tempo dal campeggio, si ripercorrono strade conosciute,
si rivedono spiagge, isole, per poi invece dirigerci verso
zone nuove ed arrivare già in orario di pranzo a Novigrad,
splendido borgo che circonda un’insenatura che gli fa
da cornice.
Come al solito ci si divide per poter entrare in campeggio
comodamente e con ordine: il campeggio è posto su una
lingua di terra che si affaccia direttamente sull’azzurro
Adriatico, i mezzi vengono splendidamente sistemati come fossero
delle terrazze “ vista mare!”. Il sole non fa
mancare il suo apporto di luce e calore e ci invita a trascorre
un intero pomeriggio in totale pace godendo del paesaggio
che si presenta ai nostri occhi ! L’unico inconveniente
è stato dato dal fatto che la signora Rosi –
n. 18 - , messo un piede in fallo, si è provocata la
rottura del V metatarso ( esito avuto dopo la radiografia
eseguita dopo il rientro anzitempo in Italia ) ed a malincuore
e su consiglio dei medici al seguito, ha dovuto abbandonare
la compagnia, ma non le abbiamo fatto mancare né il
nostro affetto né la nostra solidarietà ! La
serata ha avuto anche un gradevolissimo epilogo, un gruppo
di esperti degustatori di pesce ed altre prelibatezze: Vitto,
Alberto e Adriano & c., è riuscito ad organizzare
una ottima e bella cenetta nell’unico – almeno
credo – ristorante del posto, il cui proprietario si
è dato proprio un gran daffare per prepararci un ottimo
ed apprezzato pasto, anche a prezzo contenuto. Siamo sistemati
molto semplicemente su una terrazza all’aperto con piatti
e bicchieri dalle svariate forme e tipologie,ed abbiamo gustato
talmente la nostra cenetta che non ci siamo quasi accorti
del freddo che nel frattempo si stava facendo sentire.
Il roseo tramonto, il fruscio provocato dalle barche dei pescatori
che pian piano stanno uscendo in mare per la battuta notturna
di pesca, la stellata che ci sovrasta e ci avvolge, il leggero
venticello che ci accarezza e passa tra le fronde degli alberi,
insomma un’atmosfera veramente romantica, hanno reso
questa serata indimenticabile per molti…!!!
Da un pensierino
di G.L.B.
“… tramonto rosso, tutti in quel momento
s’ammassano per la fotografia,
poi, piano piano, spunta il firmamento,
e copre il rosso che se ne va via…”
QUATTORDICESIMO
GIORNO: Plitvice Jesera (Campeggio Korana)
Dopo il rifornimento
di fragrante pane e squisite brioche, acquistate dal fornaio
venuto, con il suo furgoncino, appositamente per noi fino
in campeggio alle 7 e 30 del soleggiato mattino, ci si prepara
per la nuova partenza in orario ed ordine preciso, come da
manuale dell’ottimo camperista!
Ci si incammina verso il prossimo traguardo: i laghi di Plitvice.
Lo scenario del nostro percorso, cambia completamente, non
più mare e gabbiani ma si entra nel cuore della Croazia,
è un paesaggio montano immerso nel verde e con una
strada piuttosto tortuosa.
Da un pensierino
di G.L.B.
“… scenari mozzafiato, e lì di fronte
come gigante spettro dietro un velo,
fra le alpi dinariche c’è un monte
impetuoso e sfumato a mezzo cielo…”
Ci ospita il campeggio
nel bosco in belle piazzole grandi, nelle quali ci sistemiamo
senza alcuna difficoltà. La giornata trascorre all’insegna
della spensieratezza, in compagnia si fanno i soliti assaggini,
di questo, di quello, di quell’altro e non si rifiuta
mai nulla! La novità del pomeriggio è un gioco
di società che ci ha coinvolti tutti : l’astronave.
Ci sono voluti diversi giri di prova per capirne il meccanismo
ma alla fine gliel’abbiamo fatta tutti…o quasi!
Serata tranquilla trascorsa guardando il filmato del viaggio
sul Don e poi un lungometraggio sulla “ Grotta impossibile”
del Carso, al termine tutti a nanna pronti per l’escursione
dell’indomani mattina, anche perché la temperatura
sta scendendo e molto volentieri tutti noi andiamo al riparo
del nostro caro e caldo camper !
QUINDICESIMO
GIORNO: Escursione ai laghi di Plitvice
Nottata di pioggia continua, temevamo non potesse andare in
porto la nostra gita, invece Giove pluvio ha deciso di graziarci:
niente pioggia ma parecchio freddo, ad ogni modo, ben abbardati,
partiamo.
Il Parco Nazionale dei laghi di Plitvice costituisce una delle
maggiori attrattive turistiche della Croazia; sono 8 km. che
contano 16 laghi, tra colline boscose, con le acque che precipitano
dai laghi superiori attraverso sequenze di cascate e cataratte.
Questo spettacolo, unico nel suo genere è il risultato
dell’azione del travertino, un materiale ricco di calcio
raccolto dal fiume e poi depositato a valle. Un processo che
ripetutosi nei millenni ha prodotto una sequenza terrazzata
di barriere sopra le quali si sono formati i laghi. I laghi
sono di un turchese incantevole, brulicano di pesci e, sembra
che i boschi siano frequentati anche da cervi, orsi e lupi.
Da un pensierino
di G.L.B.
“… nei laghi ci si specchia, e se cammini
gruppi di pesci seguono i tuoi passi,
forse attendono cibo, e stan vicini,
allineati sopra alghe e sassi”
Il percorso non
rappresenta eccessive difficoltà, i sentieri sono ben
segnalati e le passerelle di legno ci portano quasi nel cuore
delle cascate. Il nostro gruppo ha scelto due diversi percorsi,
ma al termine dell’escursione ci siamo nuovamente rincontrati
entusiasti della nostra scenografica passeggiata in seno ad
una natura incontaminata.
Serata con prenotazione al ristorante…sono “i
soliti” che vanno in avanscoperta ma godono di tutta
la nostra fiducia.
Cena ottima, compagnia simpaticissima, anche per via di un
gruppo di ospiti tedeschi, che molte volte han levati i calici
per un brindisi alla nostra salute.
Nel finale...un altro incidente ( a posteriori tutto bene,
nulla di grave ) Fiorella scivolata su un gradino…ha
dovuto ricorrere alle cure dei nostri due dottori per farsi
dare alcuni punti di sutura al cuoio capelluto, per il resto
alcune contusioni, ma per fortuna tutto è finito bene!
SEDICESIMO
GIORNO: Selce (Autokamp Selce)
Il
rientro ormai è prossimo, si ritorna sui nostri passi,
scendiamo fino alla città di Segna a noi già
conosciuta, solita sosta al solito parcheggio, solita spesa
al mercato, per altro fornitissimo, solito contratto con il
gestore del parcheggio - 6 kune invece di 7 - e poi via verso
l’ultimo campeggio.
La nostra sistemazione è su una terrazza che da sul
mare, ma che noi non riusciamo a vedere per le troppe roulotte
poste tra noi e lui !
Sembrava una giornata da trascorrere in maniera assolutamente
convenzionale, invece no !!!
Propongo : “ cosa ne dite signore camperiste se questa
sera, come ultima del viaggio, ci facessimo una bella “
palacincata “? Non avrei mai creduto che la mia iniziativa
avesse potuto accogliere tanti entusiastici consensi.
Le idee sulla ricetta erano piuttosto diverse tra di loro,
uova intere o solo tuorli, zucchero o no, burro od olio per
friggere …! Troppi gli interrogativi e troppo discordanti
le risposte ed ecco la soluzione: si telefona a mamma Etta
ovvero la mamma di Nevea, che da la sua ricetta !!! E così
si parte raccogliendo ordinatamente una quantità industriale
di tutti gli ingredienti: uova, latte, farina, zucchero e…un
bicerin de grapa !
Tutte le donne sono impegnatissime, Vitto aiuta rompendo le
uova.
Poi si sbatte, si mescola con una sequenza ben precisa ed
alla fine sono pronte la bellezza di sei o sette terrine di
impasto che però deve riposare almeno un’oretta.
Al momento di friggere si aprono i gavoni dei camper ed escono
come dal nulla fornelli a gas, pentole, mestoli e palette.
Ci sono le addette alla friggitura, coloro che insegnano alle
novizie l’arte di rivoltare la frittata…!. Ci
sono le addette allo spalmare la marmellata (se non ricordo
male sono stati usati 8 vasi di diversi tipi di marmellata)
ben differenziate dalle addette a spalmare la nutella, l’occhio
vigile di Pier controlla e sprona chi si attarda a qualche
piccolo…assaggio.
I volti impegnati, le sopraciglia aggrottate, lo sforzo creativo
di ben figurare di noi signore, sono tutti immortalati in
primissimi piani che Nevino, intruffulatosi tra i tavoli,
scatta a dritta e a manca.
Alla fine le palacinche “rodolade” finiscono ben
allineate nei vassoi ed alla conta finale emerge un numero
spropositato: n.282 palacinche!
Al termine della cena comunitaria, l’elettricista Alberto
II ha provveduto all’impianto di illuminazione notturna,
si brinda agli anniversari di matrimonio di Renzo con Giovanna
e Sergio con Carmen. Alla fine tutte le donne, accompagnate
dal Cav.Carlo e studiata un’equa suddivisione, portano
in tavola i piatti, ognuno dei quali comprende 4 palacinche
con la marmellata ed una con la nutella per ciascuno. C’è
pure un avanzo per la colazione del mattino successivo e tra
frizzi, lazzi, bavaglioni giganti personalizzati per capo,
vicecapo, operatore, ripetitore e scope ….ce ne andiamo
a letto: sogneremo palacinche?
Da un pensierino di G.L.B.
“…la Granda palacincata è aggregazione
se frutto è di partecipazione…”
DICIASETTESIMO GIORNO: a casa
Già
da qualche giorno il camper n. 10 faceva i capricci, ogni
tanto aveva qualche difficoltà con la messa in moto,
questa mattina proprio non ne ha voluto saper di partire.
Dopo reiterate prove e riprove, andate a vuoto, si decide
che il gruppo debba partire, con il camper in panne si fermano
alcuni volontari.
La strada che ci riporta a casa passa attraverso l’autostrada,
la frontiera tra Croazia e Slovenia ed in fine si arriva alla
frontiera tra Slovenia ed Italia.
La sosta per i saluti generali è d’obbligo ed
attraverso il cellulare sentiamo che anche il camper n.10
è in strada e sta procedendo assieme agli altri amici.
Rincuorati da queste notizie proseguiamo la nostra strada
accompagnati ancora da alcuni equipaggi fino all’ultimo
incrocio, quando per noi che andiamo a Bolzano, c’è
la deviazione per l’autostrada del Brennero e quindi…spegniamo
il C.B. e con questa semplice operazione concludiamo il nostro
viaggio che ci ha portato a riscoprire le origine italiane
nelle terre d’Istria e Dalmazia !
Grazie a tutti gli equipaggi per l’affetto e l’
amicizia dimostrata.