CAMPER CLUB LA GRANDA
"ISTRIA E DALMAZIA" ( 4 - 20 Maggio 2007)
"La Cronaca"

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“ALLA SCOPERTA DELLE ORIGINI ITALIANE DELL’ISTRIA, QUARNARO E DALMAZIA
Cronaca del Tour organizzato dal Camper Club la Granda a cura di Nirvana Kucich Carion


PRIMO GIORNO: Ritrovo a Redipuglia inizio del tour (Sosta piazzale del Sacrario)

La scaletta del programma del primo giorno d’incontro con i 24 equipaggi partecipanti al tuor “alla scoperta delle radici italiane dell’Istria e Dalmazia “ porta questa didascalia iniziale :”ore 14,00… BENVENUTI CAMPERISTI… !!!”.
Così è stato, ci siamo ritrovati tutti assieme nella sala ristoro annessa al Sacrario di Redipuglia, per salutarci, conoscerci ed ascoltare, con la massima attenzione, il programma generale dei nostri spostamenti, le località che toccheremo e le classiche, immancabili, ma assolutamente necessarie linee guida e…raccomandazioni per il viaggio in colonna! La colonna è affidata alla solerzia, alla pazienza ma anche alle “ inderogabili” decisioni che provengono dal camper n.1 cioè Vitto Carion, con Nirvana che funge da navigatrice, segretaria ecc…ecc…!!!
Le postazioni fisse, durante il viaggio rispondono al nome di:
• famiglia Bonardi, Gian Luigi e Ludovica camper n.2 ovvero il coadiutore del n.1, ma non solo, infatti non ha potuto esimersi dal suo tradizionale ruolo di poeta e compositore dei quotidiani pensierini e Ludo, in quello di “voce” cioè fine dicitrice dei versi freschi di componimento….assieme a loro, accovacciati nella morbida cuccia sono presenti anche Perry e Pepita che ad un distratto osservatore sembrerebbero due peluches bianchi ed invece sono i due cagnolini della fam. Bonardi!
• Camper n.3 famiglia D’Aloè, Lele e Manuela addetti alla documentazione cinematografica di qualsiasi avvenimento, curiosità ed imprevisto avvenga nel gruppo, il tutto in servizio …quasi…permanente. Incontrando la loro macchina da presa era piacevolmente obbligatorio sorridere e salutare sia con gesti della mano che, se si era in movimento, con prolungati lampeggi dei fanali.
• Camper n.12, ripetitori C.B. a metà colonna, famiglia Tomasello, Paolo e Silvana, è di quest’ultima la voce possente e stentorea che ha sempre ripetuto, anche più e più volte, per qualche equipaggio distratto dal paesaggio, con precisione estrema ed a chiare lettere, i comandi provenienti dal n.1. Ho scoperto solo dopo qualche giorno che, per non perdere neppure una sillaba e ripetere con meticolosità senza tralasciare alcun particolare…” stenografava “ quanto veniva detto dal capocolonna.!
• Camper n. 24 cioè la coda del nostro convoglio; è stato un camper un po’ affollato. Il posto di guida era occupato da “ capitan Renzo Casazza ” mentre al C.B. si sono alternati, svolgendo sempre un egregio compito nel controllarci tutti, sia in partenza che durante il viaggio, Giovanna Casazza e Pierfelice Lanfranco, detto Pier. Entrambi decisi nello spronarci alle uscite ordinate dai campeggi e dalle varie soste e nel cercare di tenere, durante la marcia, i veicoli sempre COMPATTI! Nevea, seduta sul divanetto posteriore controllava la situazione, prendeva appunti e filmava!
Tutti gli altri 19 equipaggi si sono industriati e prodigati a favore della comunità ogni qualvolta ci sia stata la necessità di un loro intervento, sia richiesto che spontaneo. Ad ogni buon conto la presenza di due medici – Sigg. Piccone e Degara – si è rivelata oltremodo preziosa.
Terminate le operazioni burocratiche e sotto un bel po’ di pioggia - sarà l’unica di tutto il viaggio - ci si reca ad assistere alla proiezione del filmato relativo alla prima guerra mondiale e successivamente anche al museo dell’attrezzatura militare usata durante quel conflitto, si termina con la visita al Sacrario che custodisce le salme di 100.000 caduti della Grande Guerra.
Durante la composta visita, salendo sugli ampi gradoni fino ad arrivare alla sommità del Sacrario stesso per un doveroso omaggio ai nostri valorosi patrioti, nelle varie lapidi abbiamo letto anche alcuni cognomi di parenti dei nostri compagni di viaggio e ci siamo commossi alle scritte - PRESENTE !- che evocano una dedizione assoluta al proprio compito ed al proprio ideale.
Prima di cena ci raduniamo ancora tutti per un momento conviviale: le presentazioni ufficiali dei vari equipaggi, il rinfresco ed un brindisi ben augurale per un viaggio sereno e ricco di avvenimenti ed emozioni nuove!
L’appuntamento è per l’indomani: tutti pronti per la grande partenza, prima prova di colonna !

SECONDO GIORNO: da Redipuglia a Pola - Camping Stoja

Ecco… già tutti pronti dinnanzi ai propri mezzi, mi sembra che tutti siano già all’erta da un bel po’ e che i motori siano già rombanti e che la conta sia già iniziata….ma…siamo almeno 5 o 6 minuti prima dell’orario previsto! Sarà l’emozione del viaggio, penso io, invece no, ad ogni appuntamento saremo pronti 5 minuti, poi 10, poi 15, ma non di più altrimenti,… in anticipo, ma che bravi e solerti i camperisti della Granda!
Alcuni km. di autostrada e poi una serie di stradine più strette ci portano allo slargo dove ci fermeremo per la prima volta: alla Foiba di Basovizza.
Parcheggiamo nello sterrato e composti in silenzio arriviamo fin davanti alla grande ma semplice croce, ma non per questo meno ricca di un proprio valore, posta a ricordo di tutte le persone infoibate alla fine della seconda guerra mondiale. Il monumento è sorto proprio nel luogo nel quale è stato individuato l’ingresso della foiba dalla quale sono stati estratti…….cadaveri di uomini, donne, bambini, uccisi e poi gettati all’interno di quel budello che la natura, involontaria protagonista di tanto strazio, per eventi geologici, ha creato.
Deponiamo un mazzo di fiori ed in ognuno di noi nasce una semplice ma sentita preghiera affinché simili eccidi inconsulti non avvengano mai più.
E’ testimone della nostra semplice cerimonia anche la bandiera del Club, che viene aperta ed il vento la fa muovere ed ondeggiare in modo tale che anch’essa sembri inchinarsi per un reverente omaggio. Sopra di noi la nuvole nere e minacciose, lasciano spazio ad un sole che a poco a poco si sta facendo largo nel cielo.

Dal primo pensierino di G.L.B.
….”inizia l’avventura della Granda
verso Basovizza, e la foiba dolente
che il segno dell’eccidio ci tramanda.
Semplici fiori, ma tanto dolore
Per ciò che sotto quella croce giace….”

Pronti per ripartire, siamo ad una manciata di metri dal confine Italia-Slovenia a Pesek. Dal n.1 arriva il consiglio di preparare i documenti per l’uscita in modo da accelerare i tempi.
Tutti pronti tranne proprio io ..Nirvana, le nostre due carte di identità già preparate, ligia al dovere ed esperta di questo posto di frontiera fin dagli anni 60, all’improvviso si sono volatilizzate. Si cerca ovunque, nella borsa, accanto al camper, nulla. Davanti al nostro mezzo è una processione di volontari, tutti vogliono dare una mano per risolvere il problema, stavamo già pensando ad un repentino vai e vieni da casa per procurarci documenti nuovi, quando da una malefica cerniera della borsetta (più e più volte aperta e controllata da diverse mani) fanno capolino le nostre due …carte di identità !!! Primo intoppo superato, si và.
Il nostro serpentone passa indenne dal posto di frontiera, i doganieri cercano di contarci, li anticipo dando loro il numero esatto dei mezzi. Qualche piccola conversazione tra il nostro amico Carlo -camper n.13- e la giovane doganiera italiana, segna l’ingresso nella bella terra d’Istria, luogo di origine di alcune signore del nostro gruppo: Mariuccia, Nevea, Nirvana e Nives..
Da questo momento in poi i nostri occhi si riempiranno di paesaggi verdi, di boschi, di colline, di mare dai 1.000 colori, di golfi dall’intenso e quasi irreale color blu, verde, azzurro, di strapiombi, di isole, di barche, di gabbiani e di pescatori! Non mancheranno case, palazzi in stile veneziano, né i ricordi ben incisi nelle menti, delle molte persone incontrate che ci hanno rammentato, con autentica emozione, episodi della propria vita quando quei luoghi facevano parte dell’Italia.
Viaggiamo ad una andatura tranquilla, i nostri occhi, come il grand’angolo della macchina fotografica, vogliono poter spaziare da una parte all’altra della strada: dalla costa, ricoperta da cespugli ed arbusti verdi, che si getta nel mare turchino, alle aspre rocce carsiche che ci fiancheggiano sul lato opposto.
Attraversiamo Capodistria, Isola d’Istria, Pirano, Portorose, fino ad arrivare, con una deviazione di una ventina di km. a Punta Salvore, che vanta un faro - oggi ormai quasi in disuso - il più vecchio della costa orientale dell’Istria ed il primo al mondo a funzionare a gas. Il sole, che ci accompagna già dal primo mattino, saluta anche qui i nostri camper posti in bell’ordine sulla riva del mare lungo il molo, al quale attraccano diversi pescherecci rientrati dalle battute di pesca con il loro guizzante bottino... E’ il momento della sosta pranzo: qualcuno si ferma a…due passi…dall’acqua per mangiare e qualcuno invece fa solo qualche passo in più fino ad arrivare alla trattoria vicina ad assaporare tutti i gusti del pesce fresco appena pescato e già in padella per noi!
Riprendiamo la strada, incontriamo Umago e proseguendo scorgiamo in alto alla nostra sinistra la cittadina di Buie, denominata “la sentinella dell’Istria” proprio per la sua posizione geografica, poi Parenzo e scendendo lungo una strada con diversi tornanti seguiamo il percorso dello spettacolare fiordo del Canale di Leme – Limski Canal - lungo 9 km. e largo 600 m.. Le sue acque di un blu intenso fanno riaffiorare a Carlo, n.13, i ricordi delle sue traversate in barca a vela risalenti a circa….anta anni fa. Le ricorda a tutti noi arricchendole con dei particolari unici di vita di marinaio.
Arriviamo, non ancora sazi di tutte le bellezze che fin qui abbiamo visto, fino a Rovigno, rapido parcheggio - forse a pagamento o forse no - ed in gruppo tutti alla volta della cittadina, in testa due di noi abituati però a fare la …scopa, sono Pier e Nevea , (lei nativa del luogo ed ambedue abituali ospiti della città ) entrambi si sono prodigati nel mostrarci le meraviglie del posto, dai vicoli del borgo antico, alla Cattedrale di Sant’Eufemia.
Il viaggio riprende, il sole non fa alcuna economia dei suoi raggi che ci accompagnano ancora. Dopo alcuni km. fatti percorrendo volutamente pittoresche strade interne per evitare un po’ di traffico, non dimentichiamo che la nostra splendida colonna può snodarsi anche per 1 km. e mezzo, arriviamo in vista della città di Pola-Pula, meta della nostra giornata.
Si transita dal lungomare e seguendo delle ottime segnalazioni arriviamo al Campeggio di Stoja, dobbiamo sistemarci alla sommità del promontorio in una radura verde, ecco il primo incarico ufficiale dei nostri posteggiatori.
Tutti piazzati in ordine, unico inconveniente le docce un po’ fresche, ma la signorina della reception ci rassicura: per l’indomani l’inconveniente sarà sistemato !
Si è fatta sera, la temperatura è un po’ scesa, ma non certo il nostro entusiasmo e la nostra voglia di proseguire con nuove scoperte e successive mete, delle quali, durante il tradizionale incontro serale, Vitto da ampie spiegazioni a tutti prima di darci la buonanotte.

TERZO GIORNO: Pola

Mattinata libera, tutti indaffarati nelle più svariate occupazioni.
Il cielo azzurro ed il bel sole ci invitano a qualche momento di relax sulla sedia a sdraio, oppure ad una passeggiata sulla scogliera che degrada fino ad essere lambita dalle acque verdi e turchesi dell’Adriatico, per respirare l’aria buona che sa di mare, di pini e di rosmarino accompagnati dall’inconfondibile verso degli amici gabbiani!
Solamente Gian Luigi, gira avanti ed indietro preoccupato e pensieroso. Per poter godere il mare, ha portato con se un bel canotto gonfiabile, che intende usufruire per qualche perlustrazione…sotto costa, ma ha scordato a casa uno degli elementi essenziali della navigazione:…i remi !!!
Allora peregrina da un camper all’altro chiedendo a tutti se per caso ne avessero a disposizione o se qualcuno li vedesse esposti in qualche vetrina di avvisarlo: è il compito che ha assegnato ad ognuno di noi!
Nel primo pomeriggio si parte in bus per la visita alla città. È con noi e ci darà tutte le spiegazioni del caso, Sandi un ragazzo che vive e lavora a Pola nei cantieri navali Ulijanik. Il cantiere rappresenta l’asse portante dell’economia polesana .
Esso, la cui prima pietra era stata posta dall’imperatrice Sissi, assicura 5.000 posti di lavoro e riesce a costruire fino a 6 navi all’anno.
Partiamo lasciandoci alle spalle la bella baia di Stoja, delimitata dalla Val di Fuori e dalla Val di Cane, passando davanti al cimitero della Marina Militare austrungarica, alla Chiesa della” Madonna del mare” in stile neoromanico. Si passeggia poi per il centro, lungo un percorso sempre diverso, sui resti delle antiche mura romane e veneziane, per ammirare l’Arco dei Sergi o Porta Aurea, Porta Ercole e Porta Gemina. Il viale del passeggio è ampio ed ombreggiato da un tipo particolare d’albero che crea con la sua chioma una deliziosa frescura e che qui viene chiamato “ bagolaro”!
Proseguiamo lungo la via Sergia fino ad arrivare al Tempio di Augusto ed alla bellissima piazza del Foro, al cui lato ha sede il municipio e sulla cui balconata sventolano le bandiere ed un curioso gioco di “venticello” fa abbracciare tra loro la bandiera dell’Istria a quella italiana.
Risaliamo passeggiando sul lungomare fino ad intravedere dal molo la maestosità dell’Arena, anfiteatro romano, che si staglia con i suoi nitidi contorni in un cielo blu cobalto completamente terso.
E’ sicuramente l’edificio più maestoso della città e grande orgoglio dei polesani che vantano di avere, come Roma, i sette colli e l’Arena come il Colosseo ed il binomio Pola-Arena è per loro e non solo, un binomio assolutamente inscindibile.
Solamente qualche cifra per poterne valutare la maestosità: ha una forma ellittica di 132 m. per 105 m., alta 32 m. ha 72 archi monumentali, sul lato mare 4 piani di arcate e sul lato opposto 2 perché sorge sul clivo di una collina e poteva accogliere fino a 20.000 spettatori.
Altro vanto degli abitanti di questa città è quello di essere finiti nel Guinnes dei primati allorché nell’ottobre del 2003 l’Arena fu cinta da una cravatta lunga 700 metri !( si dice che il vocabolo “cravatta” derivi dal termine croato “hrvat/croato”; infatti i cavalieri croati assoldati da Luigi XIV, portavano al collo una sciarpa.) Anche il Carducci nel “Saluto italico” fa riferimento all’Arena …”Pola i templi ostenta a Roma e Cesare…”.
Altra citazione importante riferentesi a Pola è quella di Dante Alighieri che, giunto nella città nei primi anni del 1300, affacciandosi dalle finestre del Convento di monte San Michele dove era ospitato, così scrisse nel canto IX dell’Inferno descrivendo con mirabile sintesi un angolo caratteristico dell’antica Pola romana:
….” Si com’a Pola presso del Quarnaro,
che l’Italia chiude e i suoi termini bagna,
fanno i sepolcri tutto il loco varo…”

Si è fatta sera ed accompagnati dal bus, ci rechiamo al ristorante “Vela nera” per consumare la nostra prima cena in terra istriana. Il suo menù tipico ci ha incantati e l’incanto si è rivelato ancora maggiore all’uscita sulla terrazza del ristorante: la baia davanti ai nostri occhi illuminata dalle luci delle barche e dalle stelle che brillavano alte nel cielo!

QUARTO GIORNO: Isola di Brioni – Incontro con la Comunità italiana

Si parte in bus alla volta di Fasana per poi imbarcarci tutti assieme con un traghetto verso l’isola di Brioni maggiore, tempo di percorrenza 15 minuti circa.
Anche per oggi sole, cielo azzurro e temperatura ottima!
Brioni è un arcipelago composto da 14 tra isole ed isolette e definite:…” simili a gioielli verdi sparsi su una coperta azzurra …” Con un simpatico trenino, costruito in Italia, facciamo il giro dell’immenso parco; seduta sul primo vagone accanto al guidatore, prende posto la nostra guida che ci porta attraverso l’enorme giardino zoologico, dove possiamo vedere diversi animali tra i quali le zebre e due enormi elefanti donati all’allora maresciallo Tito da Indira Gandi che venne a fargli visita.
Passiamo davanti al campo da golf costruito nel 1922 e tutt’ora in funzione, su di esso si gioca tutto l’anno ed ha 18 buche. Delle tre ville appartenute a Tito, lui abitava qui 10 mesi all’anno, si intravedono solo alcuni vialetti di accesso.
Prati perfettamente rasati e non solo dalle attrezzature dei giardinieri, ma dagli animali del luogo che brucando rendono l’erbetta liscia e morbida, piante e cespugli dai fiori di mille colori, alberi secolari, tutto questo è l’enorme parco naturale di Brioni, che, nei nostri limiti di tempo, siamo riusciti a vedere ed apprezzare.
La gita termina con la visita agli animali imbalsamati che per un lungo tempo hanno popolato l’isola ed al museo fotografico di tutti i personaggi di lì passati, spaziando da capi di stato, re, regine, attori e cantanti vissuti ed attivi negli anni ’60 e ’70
Si riparte alla volta del campeggio e sopra di noi sempre…il sole!
Possiamo riposare, bere il caffè con gli amici, si trattasse solo di caffè…!!! fino al momento di scendere nuovamente in centro per recarci al nostro appuntamento, tanto atteso e meticolosamente programmato per tempo, con la Comunità degli italiani a Pola, che rappresenta un’oasi di italianità nella città, aperta a tutti.
Ci accolgono e ci vengono incontro, fin sulla soglia dell’antica villa, oggi restaurata anche grazie al contributo del Governo Italiano, tutti i rappresentanti dello staff dirigenziale della Comunità.
Mentre tutto il nostro gruppo entra nelle sale, gli ospiti seduti al bar o sulla terrazza ci sorridono e ci danno il loro benvenuto! Appesi al muro anche molti cartelli che portano la scritta :” Benvenuto Camper Club La Granda “
Ci sentiamo subito a nostro agio, ci rendiamo conto di essere come dei “ parenti “ in visita, accolti come si conviene, sfoggiando la veste migliore e raccontando tutti i fatti e gli avvenimenti che, in lunghi anni di lontananza, si sono avvicendati nelle rispettive famiglie.
Ci presentiamo, per voce del nostro capogruppo Vitto, illustrando le attività del Club e lo scopo del nostro viaggio, che intende “ritrovare” le radici italiane di questa terra, che ha vissuto momenti oltremodo difficili lontana dalla madre-patria.
Le vicende politiche del dopoguerra hanno creato, come, parlando a braccio, ci spiegano sia la Presidente della Comunità Prof.sa Claudia Milotti che la Presidente della Dante Alighieri Prof.sa Silvana Wruss, un distacco terribile: gli esuli che hanno lasciato la loro terra e con essa tutto ed i rimasti, che hanno altrettanto sofferto e combattuto per mantenere la propria identità.
Entrambe le situazioni sono state vissute con estrema sofferenza da parte dei rispettivi protagonisti ed entrambe sono state accomunate dallo stesso desiderio di libertà e di riunione desiderata per decenni.
Le tradizioni ed il dialetto istro- veneto, sono state tenute vive proprio da tutto il gruppo della Comunità Italiana di Pola, come tra gli esuli, da parte della generazione dell’immediato dopoguerra che ha insegnato ai propri figli l’amore per la propria terra ed il rispetto di qualsiasi genere di tradizione (in questo senso anch’io nella mia famiglia mi sono sempre adoperata affinché i miei figli recepissero questi fondamentali valori).
Questo è, in sintesi, quello che nei vari interventi è stato illustrato nel corso della nostra conversazione, che si è rivelata amichevole, sincera, e piena di autentica emozione, la stessa che si è vista sugli occhi lucidi di molti presenti, partecipi delle vicende fin qui raccontate .
Dopo anni di oblio storico - sia per gli uni che per gli altri - finalmente vengono riconosciute alcune pagine di storia a noi molto vicina, sia pur tragica e triste.
La Comunità italiana di Pola vanta ben 5.000 Soci e molti simpatizzanti, ha scuole che vanno da quella materna alle superiori ed una intensa attività rivolta al sociale rappresentata dalla società artistico-culturale Lino Mariani che al suo interno, oltre alla filodrammatica, annovera diversi gruppi musicali: maschile, femminile, misto e voci bianche. Questi hanno allestito per noi uno spettacolo di canti corali, che è culminato con il famoso coro del Nabucco “…Va pensiero… “ preparato in esclusiva per il nostro gruppo dal coro misto al gran completo e con la divisa di “gala”!
Tutti i presenti hanno dapprima ascoltato il canto con gli occhi fissi al palco in un suggestivo silenzio, carico di sentimento ed emozione, poi sommessamente e man mano con più coraggio ed enfasi, hanno accompagnato con le proprie voci, le voci dei coristi fino ad arrivare ad un grande gruppo che cantava all’unisono, per terminare poi con un caloroso, reciproco ed interminabile applauso!
Anche l’esibizione del gruppo mandolinistico è stata molto apprezzata nel suo repertorio di canzoni popolari istriane. Al momento della celeberrima “ mula de Parenzo” abbiamo accompagnato con le nostre voci ed il nostro ritmico battito di mani, il suono dei mandolini!

Da un pensierino di G.L.B.:
“…Con un nodo alla gola, e con passione
i rimasti consegnano alla Granda
cori, musica e tanta commozione: …”

Terminate le esibizioni, i molti e prolungati applausi e i saluti all’indirizzo di tutti coloro che hanno preparato per noi una simile calorosa accoglienza, ci siamo avvicinati al tavolo del rinfresco che noi “grandisti “ abbiamo collaborato ad allestire, offrendo i prodotti caratteristici delle nostre regioni di provenienza, creando così una ulteriore fratellanza di …gusto e palato.
Tra una fetta di salame milanese, di soppressa veneta, un boccone di parmigiano, qualche buon crostolo polesano … tutti a cantare in gran cerchio con il Direttore del coro, che munito di fisarmonica e corroborato, come del resto anche tutti noi, con qualche bicchiere di buon vino, sia piemontese, che toscano, che istriano, ha dettato i tempi della musica che ha letteralmente travolto tutti e le nostre corde vocali si sono espresse al meglio fino a tarda ora! Tutto il nostro entusiasmante pomeriggio è stato ufficialmente raccontato dal giornale italiano del luogo e persino da un servizio televisivo, della t.v. italiana di Pola, a testimonianza della nostra visita.
Rientriamo alle nostre casette felici e soddisfatti di questo nostro incontro del quale serberemo un intenso ricordo e stringendo tra le mani la bella gerbera rossa, che una signora del gruppo ha cortesemente voluto donare a tutte le signore de la Granda !

QUINTO GIORNO: Da Pola a Fiume (Medveja) – Camping Medveja

Alle 5 e 45 del mattino, il n.24 - la nostra scopa - inizia a farci uscire dal campeggio.
Pian piano, lungo i vialetti scendiamo, salutiamo il guardiano di notte, che non è ancora smontato dal servizio.
Prendiamo la via che porta al centro della città, ci ricordiamo della raccomandazioni fatte il giorno prima da Vitto che ha concordato con la Signora Milotti ed un capoccia della Polizia un piano accurato, per riuscire a fare la nostra sfilata con foto davanti all’Arena.
Tutto procede per il meglio, molti camper sono già piazzati sotto all’anfiteatro che in questa bella e limpida mattinata di maggio, sembra volerci abbracciare tutti, ma…arriva sgommando una pattuglia di vigili urbani, che non è assolutamente d’accordo che i nostri 24 mezzi sostino lì! Discussioni in lingua croata tra i rappresentanti della legge, della quale noi non riusciamo a capire assolutamente nulla, se non il gran gesticolare, ma possiamo constatare l’ingorgo di veicoli che proprio la macchina dei vigili ha creato. Ad ogni modo, approfittando di un momento di disattenzione dei tutori dell’ordine, riusciamo con audacia a trattenerci ancora 5 minuti, il tempo di schierare il più gran numero possibile di camper, effettuare qualche ripresa, diverse fotografie e poi via, cercando di ricompattare la colonna, che nel frattempo si era frantumata lungo le vie limitrofe! ( a posteriori posso rassicurare che le fotografie sono riuscite nonostante gli intoppi )!

Da un pensierino di G.L.B.
“…Vigili e Polizia, nel disaccordo
ci appioppano le colpe più banali
elevando a Carion multa ricordo…”

Finalmente tutta la nostra allegra brigata si ricompone dall’1 al 24. Pier e Giovanna a turno coadiuvati da Silvana - n.12 - seguendo le indicazioni provenienti dal n.1, hanno avuto il loro bel daffare per riuscire a riprendere le fila della situazione ed ora, tutti nuovamente sistemati, procediamo lungo le strade dell’Istria: questa mattina si viaggia un po’ all’interno, si transita da Rasa, Albona - zona mineraria - in un paesaggio quasi montano immersi nel verde, transitando accanto alle pendici del Monte Maggiore - Ucka - monte molto caro ai fiumani per le loro gite appena fuori città.
Arriva anche la programmata sosta gasolio, caffè + spesa, il parcheggio del supermercato ci ospita, in cambio usciamo, dopo un giro di acquisti, con i soliti carrelli pieni di …ogni ben di Dio.
Si riprende la via del mare, il sole ci accompagna, illumina tutto ciò che compare davanti ai nostri occhi dagli scogli, alle onde, alle barche, ai gabbiani vocianti !
Procediamo tranquilli, lungo un percorso che le carte geografiche segnano come panoramico tra spumeggianti insenature, all’orizzonte arcipelaghi di isole ora grigiastre ora verdeggianti, villaggi di pescatori, piccoli porticcioli: siamo entrati nel golfo del Quarnaro: è una baia grande e profonda che arriva fino al limite della Dalmazia. Viaggiamo tutti a breve distanza l’uno dall’altro (compatti, come direbbero i magnifici quattro del camper scopa ) per sentirci bene ai C.B. perché le numerose curve e gli speroni di roccia sui quali si arrampicano bouganville, rose ed edere, potrebbero interferire sulle nostre comunicazioni.
Quest’oggi, come d’abitudine, l’ingresso al campeggio si fa alternando i due gruppi per non creare privilegi di sorta, ci si divide quindi per entrare a Medea -Medveija, paese a circa 15 km. da Fiume –Rijeka, la prossima città che andremo a visitare.
Il prato verde del campeggio sembra sia stato “ ordinato su misura per noi “: soffice, fresco e pronto per accogliere i nostri camper, le nostre verande, tavolini, sedie e quant’altro possa esserci utile per un sano e corroborante relax!
Gian Luigi cerca ancora i suoi remi e…spera di trovarne qualcuno da qualche parte…! Si consolerà questa sera a cena con qualche bel piatto appetitoso e la tradizionali “ palacinche “ dolce tipico della zona, che vanno servite….rodolade e non … piegade !!!

SESTO GIORNO: Fiume e la Comunità italiana.

Mattinata libera, le possibili attività sono diverse: passeggiata lungomare o fino al castello, spesucce al paese vicino, bagno nella fresca acqua del mare o più semplicemente riassetto del camper, bucato ecc…ecc…! Bisogna essere pronti alle 14, ma noi, si sa, lo saremo senza dubbio prima … e così è stato!
Radno, la nostra guida e Tomislav l’ autista ci conducono fino ad Abbazia- Opatija anzi, ci consentono di viaggiare lungo tutti i km. della riviera di Abbazia, che è un tratto di costa con diverse stazioni balneari molto tranquille ed ospitali lungo il golfo del Quarnaro: Lovrana, il cui nome deriva dalla pianta dell’alloro (lauro ) Ica, Icici , Voloska.
Abbazia è una città di mare molto bella ed accogliente, con molti edifici di stile austrungarico, soprattutto alberghi dove villeggiava, quasi sempre in inverno per via del clima mite, la nobiltà austriaca. Abbazia nasce nel 1844 come un semplice villaggio di pescatori, nel quale l’imprenditore Iginio Scarpa fece costruire la sua villa, Villa Angiolina, ancora presente sul lungomare e che diede l’avvio a tutte le atre costruzioni.
Passeggiamo tra tavolini all’aperto, intravediamo signore non più giovanissime, che sulle terrazze si godono il bel sole primaverile e salutiamo il mare assieme alla statua bronzea di donna posta sull’ultimo scoglio, che scruta l’orizzonte in trepida attesa di veder ricomparire il marinaio, il suo uomo, mentre il vento le scompiglia i capelli e la veste.
Si riprende il viaggio per arrivare a Fiume, transitando per il centro con il bus, abbiamo una prima visione di una città molto vivace dal punto di vista economico-commerciale: i suoi cantieri navali sono sempre in produzione, ci sono alcuni centri commerciali molto riforniti e le via cittadine ci permettono di vedere un gran movimento. Proseguiamo fino ad arrivare al castello di Tersatto ed alla Chiesa di Nostra Signora di Tersatto, dove la leggenda narra si fossero fermati a riposare gli Angeli che trasportavano la Casa da Nazareth a Loreto.
Si rientra in centro attraversando lo storico ponte di Sussak, che al momento della seconda guerra mondiale segnava il confine tra Italia e Jugoslavia, ed essendo un porto franco rappresentava un grosso punto ci contrabbando per ambedue le popolazioni, per questione di…sopravvivenza !
Finalmente possiamo girare per le via del centro: un rapido sguardo al molo, dal quale partono ed arrivano navi da e per l’Europa oltre che per le isole limitrofe.
Ci addentriamo nelle varie strade che portano alla via del passeggio, il Corso, racconto agli amici del gruppo alcune curiosità riguardanti la città nella quale sono nata e nella quale da molto tempo ritorno annualmente; incontriamo la Torre Civica, simbolo della città, unica porta antica sopravissuta ai terremoti. A seguire l’arco romano fino ad arrivare alla Chiesa di San Vito, protettore della città, all’interno della quale si stavano svolgendo le prove di un concerto per organo e violino sulle note dell’adagio di Albinoni, cosicché la nostra sosta è stata quanto mai gradita
Indico anche a qualche signora il negozietto, in una delle vie antiche del centro, dove si vendono i “morcic”, i moretti che simboleggiano la città in seguito ad una antica leggenda e che si mostrano sotto forma di spille, orecchini, gemelli da camicia o semplicemente incorniciati in un quadretto.
Arriviamo in questo caldo pomeriggio fiumano all’incontro con la Comunità degli Italiani a Fiume.
La Comunità ha sede nel “ Palazzo Modello “ un antico palazzo nel centro storico della città e veniamo accolti in una splendida sala dalla Presidente, la Signora Agnese Superina e dai suoi più stretti collaboratori.
Anche qui avvengono le presentazioni: Vitto a nome del Camper Club, illustra gli intenti ed il motivo della nostra visita, la Sig.ra Superina ci elenca le molteplici attività dell’importante e cospicuo gruppo di italiani presente a Fiume.
Sono circa 7.000 gli iscritti, regolarmente organizzati in Assemblea, con i suoi Consiglieri il suo Presidente e la sua Giunta Esecutiva. A capo dell’Unione degli Italiani di tutta la Croazia è il Deputato Furio Radin che rappresenta la minoranza italiana in sede al Parlamento croato.
Le scuole italiane nella città di Fiume vanno dalle numerose sezioni di scuola materna fino all’università ad indirizzo umanistico e turistico- alberghiero.
Molteplici sono le iniziative a carattere culturale, da una compagnia stabile di prosa, alla pubblicazione di numerosi libri, riviste ed il quotidiano “La Voce del Popolo”, che riporta nell’edizione del 9 maggio l’intervista a Vitto come rappresentante del Camper Club, ed un reportage sul nostro viaggio dal titolo : “ Camperisti italiani in città - tour in Istria, Quarnero e Dalmazia alla scoperta delle radici Italiane “ corredata delle fotografie del nostro gruppo.
Anche in questa città, come è stato a Pola, si parla e si racconta delle diverse esperienze vissute da coloro che, lontani dalla proprio terra, verso la quale hanno sempre nutrito una grande nostalgia e da coloro che sono rimasti, chi per motivi di famiglia o politici o per i motivi più svariati ed hanno dovuto raccogliere tutte le forze e determinazione possibili, per continuare a coltivare la propria italianità.
Affacciandoci ai balconi del palazzo che ci ospita, godiamo di una bella visione della città, spaziando dal ponte di Sussak, al teatro Verdi, al Mercato coperto fino al lungomare.

Da un pensierino di G.L.B.
“…Auguri alla comunità Fiumana
in un salone antico e principesco.
Scambi di doni, elogi all’italiana
Balli, sorrisi e piccolo rinfresco…”

Rientriamo ad Abbazia per la cena in un bel ristorante sul lungomare dall’aria romantica. Cena buona, compagnia estremamente gradevole, conversazioni gioviali tra di noi, divertente e sonoro omaggio della Fam. Raise, ma il tutto all’insegna della …velocità, servivano in tavola quelle che abbiamo soprannominato “ le cameriere sprint” dal sorriso stentato !
Tra una portata e l’altra, per fortuna gustose e saporite, neppure il tempo per…nulla e già sul tavolo compariva la portata successiva! Così abbiamo avuto la possibilità, avanzandoci del tempo, per una passeggiatina sulla riva del mare aspettando il bus che ci avrebbe riportato in campeggio per goderci un sano e meritato riposo.

SETTIMO GIORNO Buccari. Basca - Isola di Veglia –Krk ( Camp Zablace)

Pronti in ritardo ? …ma no, sempre puntualissimi, anzi con anticipo sulla tabella di marcia.
Con un atto di coraggio per il traffico piuttosto sostenuto, ripassiamo con il nostro bel serpentone di 24 camper per il centro ed il lungomare della città di Fiume e prendiamo la strada litoranea che ci condurrà fino all’isola di Veglia - Krk.
Anche oggi il sole ci illumina e ci riscalda, ormai è una costante presenza della quale non possiamo più fare a meno.
Non sono molti i km. che ci separano dalla sosta caffè, previi accordi stipulati prima della partenza, l’equipaggio n.3 si stacca e ci precede di qualche chilometro per riuscire a riprenderci tutti sulle curve che ci porteranno nell’abitato di Buccari.
Il paese è storicamente noto per via della famosa beffa di Buccari perpetrata da Gabriele D’Annunzio che con alcuni MAS è riuscito a sfondare le reti tese a protezione dell’ingresso del golfo, da parte degli austriaci ed ad infliggere pesanti danni alle unità navali nemiche presenti nella baia. Luigi Grazia - n.14 – completa il quadro storico del momento con ulteriori precisazioni sul personaggio Gabriele D’Annunzio .
Raggiungiamo lentamente il piccolo centro, transitando con molta prudenza per una via piuttosto stretta ed ingombra, tra ombrelloni dei bar, tavolini e sedie all’aperto e tra la curiosità dei passanti, che probabilmente avranno pensato :” ma questi vanno direttamente in mare …!”
Invece il molo, alla fine, ma proprio alla fine del paese, è lì che ci attende e ci permette di parcheggiare tutti a qualche centimetro dall’acqua in posizione panoramica.
Il tempo di quattro passi, del caffè, di qualche spesa alimentare e via si riparte nuovamente. Il solito camper n. 3 ci precede verso l’ingresso del ponte, lungo più di un chilometro e costruito in una sola campata, che collega la terra ferma con l’isola di Veglia-Krk e si apposta in maniera tale da vederci scorrere tutti dinanzi alla sua telecamera, al nostro passaggio lampeggiamo in segno di saluto.
Iniziamo il percorso lungo le strette via dell’isola, pittoresca, selvaggia, cosparsa di minuscoli paesini e poi all’improvviso di grandi marine, attracco di favolosi motoscafi e velieri.
Sulle sue colline, quasi piegati a terra dal vento a causa della bora, vento tipico del luogo, gli ulivi e le viti, riparati il più possibile da muretti di sasso a secco, forniscono dell’ottimo olio e vino ed i maestosi alberi di fichi producono i loro deliziosi frutti che la popolazione del luogo consuma nelle più svariate forme.
Arriviamo a Baska, località posta all’estremità dell’isola stessa, ci posizioniamo su due strisce di terreno parallele tra loro, con davanti a noi lo spettacolo della spiaggia bianca e dei monti della catena del Velebit che si tuffano direttamente nel mare.
La giornata prende diversi indirizzi: si può fare il bagno in mare, si può andare con il canotto senza remi, si può trascorre il pomeriggio nel bel centro fitness annesso al campeggio, si può passeggiare per tutta la lunghezza della spiaggia - circa 2 km.- a scattare fotografie e c’è chi durante la passeggiata guadagna una …zecca !
Ma alla sera, i tavolini sono disposti tra i due filari di camper e tutti assieme …Buon appetito camperisti !

OTTAVO GIORNO: Novi Vinodolski - Segna – Zara ( Campeggio Peros, loc. Nin-Zaton )

Si ritorna sulla terra ferma, dopo aver percorso a ritroso il ponte di comunicazione e ci fermiamo per una veloce sosta caffè nel bel centro di Novi Vinodolski. Si prosegue su una strada che talvolta lambisce il mare, altre lo circumnaviga, altre ancora sembra vi precipiti dentro per risalire all’improvviso in una miriade di diversi colori, dati dai fiori, dal cielo, dalle nuvole e dai toni dal turchese, al verde ed al blu del mare…insomma come si sente risuonare ai baracchini : “uno spettacolo mozzafiato! “ La sosta a Segna-Senj, città che ci permette acquisti e cambio valute, indica il nostro temporaneo saluto al mare, perché ci inoltriamo per diversi chilometri lungo un percorso in salita che ci porterà alla fine a percorrere un tratto d’autostrada di recente costruzione.
Arriviamo dopo una serie di strade, stradine che si incrociano tra di loro- qualcuno ha persino dubitato sul raggiungimento della nostra meta, senza alcun problema, a Nin al campeggio posto a pochi km. da Zara-Zadar.
L’ala nuova del campeggio, come ci era stato a suo tempo promesso, è tutta riservata a noi, quindi ci sistemiamo senza economia di spazi utilizzando tutte le strutture a nostra disposizione, cercando di sfruttare al meglio il nostro pomeriggio libero..

NONO GIORNO: Zara

Le strutture del campeggio a nostra disposizione sono: lavatrice, piscina, bar e così la nostra solita riunione programmatica si tiene proprio all’ombra di una tettoia, sorbendo un buon caffè dopo un ristoratore bagno in piscina e prima di avviarci verso il centro della città di Zara !
Magda, graziosa ragazza zaratina, è la nostra esuberante e simpatica guida.
Zara è la più importante città della Dalmazia, purtroppo durante l’ultimo conflitto mondiale è stata bombardata un numero considerevole di volte e le sue ferite sono ancora ben visibili.
La città vecchia, costruita su una penisola, conserva ancora una parte delle sue possenti mura ed alcuni monumenti interessanti: la porta di terraferma, le Chiese di S. Simeone, di S. Michele di S. Crisogono, la piazza dei cinque pozzi ed in fine la piazza centrale: il Foro. E’ stato veramente un piacere comminare per le vie di Zara, sui suoi lucidi selciati alla ricerca del “maraschino“ tipico prodotto zaratino introdotto dalla famiglia Luxardo che oggi lo produce e lo commercializza nella città di Padova.
Dulcis in fundo…sul lungomare, Magda ci porta a sentire ed a godere del concerto che tiene per noi il mare stesso. Infatti per la diversa pressione esercitata dall’acqua sui 35 tubi posti in verticale lungo il bordo del marciapiede, forati a varie altezze e immersi nell’acqua, si odono dei suoni, più il mare è agitato più il concerto è andante e mosso !
Questa sera abbiamo in programma l’ultimo degli incontri con le Comunità italiane della Croazia, proprio con quella di Zara.
La sua Presidente, Signora Rina Villani ci accoglie sulla soglia della sede della Comunità che ha aperto, data la giornata e l’orario inconsueto, solo per ricevere la nostra visita.
Anche quest’oggi ascoltiamo dalla sua voce con interesse e piacere, tutte le notizie sulla vita dei pochi italiani rimasti nella città di Zara: iscritti alla comunità sono circa 400 soci che svolgono un’ attività artistico culturale in via d’espansione, curando la filodrammatica e proponendo corsi di lingua italiana a tutti i livelli. La nostra è stata una visita veloce che però ha lasciato il segno. Ci ha dimostrato come certe istituzioni pur vivendo con difficoltà la propria appartenenza alla minoranza etnica, non per questo demordono dal proprio difficile impegno anche in presenza di effettive e provate problematiche .
Il ristorante presso il quale è prenotata la cena è proprio al di la della strada, quindi in un attimo siamo già a tavola, ma altrettanto rapidamente, dopo aver mangiato il primo, il secondo, il dolce siamo già fuori … nuovamente camerieri sprint !
Poco male, una bella e salutare passeggiata per Zara illuminata nella notte,un bicchierino di maraschino, un momento di relax ad ascoltare il concerto delle onde sulla riva del mare, una semplice cantata di “ Vagabondo “ ci permettono di trascorrere in serenità il tempo in attesa del bus che ci riporterà a casa.

DECIMO GIORNO: Verso Trogir ( Campeggio Rozac)

Prima della partenza questa mattina troneggia tra i camper un tavolino imbandito con cioccolatini, biscottini e fiori…è la festa della mamma e tutte le mamme “grandiste” vengono festeggiate !
Subito dopo…tutti a posto si parte ! Anche oggi si percorrerà tutta la costa per goderci ancora i più vari e spettacolari panorami!
Lungo il percorso il Capo Vitto al C.B. impartisce le direttive per una deviazione verso il lago di Vrana, situato in un parco naturale, è il più grande lago d’acqua dolce della Croazia che ospita svariati tipi di anatre ed aironi e nella sua zona verde ben 150.000 tipi di uccelli, sarebbe veramente interessante fermarsi e cercare di vedere tutto ciò ma purtroppo…spazi per noi non ci sono!
Procediamo, pensando alla possibilità, dietro ad ogni curva di incontrare uno slargo, invece no, la strada prosegue. Si perdono le tracce di centri abitati, l’asfalto si fa via via più disastrato e talvolta passiamo anche sullo sterrato, incrociamo qualche rara macchina e poi ai nostri occhi si presentano solo distruzioni, detriti, ammassi di case diroccate, segnalazioni di campi minati ( speriamo ora bonificati) e ci rendiamo subito conto di essere entrati in un territorio devastato dalla recente guerra fratricida degli anni 90. Sulla strada, tra gli orrori di quanto vediamo attorno a noi, una tartaruga si rinchiude nel suo guscio per non essere distrutta dalle nostre ruote, qualcuno dei nostri la pone al riparo. Sgomenti, noi abituati a vedere distese di mare e di verde, ora siamo in mezzo a ciò che la guerra ha provocato e lenti, lenti proseguiamo, non ci fermiamo. Ci sembrerebbe di non portare rispetto a tutta la sofferenza che questi luoghi, in un passato troppo recente e già dimenticato, hanno appena vissuto ed, in un mutismo quasi irreale ma consapevole, continuiamo il nostro cammino tra continui polverosi saliscendi.
Procediamo seguendo il percorso dalla cartina stradale ed incontriamo i primi segni di ricostruzione: qualche casa, il bar ed i bambini che ci salutano sono il segno che la vita sta ritornando alla normalità, se si possa chiamare “normalità” la vita in quei luoghi sperduti.
Il rientro sulla strada statale ci consente finalmente una bella sosta in un ampio piazzale a lato del quale, su un gran girarrosto, girano e girano due agnelli ed un maialino,quasi cotti…stiamo quasi per contrattarne l’acquisto, ma desistiamo, è troppo impegnativo, ci limitiamo ad una spesa massiccia di focacce appena cotte nel forno a legna! Il forno si è letteralmente svuotato ed i nostri camper profumano di fragrante pane !
Arriviamo finalmente a Trogir, il campeggio è posto sotto ad una accogliente pineta che ci permette di sistemarci bene e di ammirare il mare sia alla nostra destra che alla nostra sinistra. Ad un certo momento nel silenzio dello splendido pomeriggio, al centro del nostro accampamento, si tengono i festeggiamenti per il compleanno di Lele che offre a tutti torta e spumante e noi ricambiamo con canti augurali !!
Gli impegni per il pomeriggio libero e per la serata vengono scelti dai vari gruppi a seconda dei più svariati desideri: chi rimane in campeggio, chi scende in città, dovrà poi rientrare a piedi perché in serata non ci sono più né mezzi pubblici né taxi e chi si sofferma al ristorante di fronte al campeggio stesso, ma tutti hanno senza alcun dubbio trascorso una gradevole serata in quella località denominata “ la piccola Venezia “

Da un pensierino di G.L.B.
“…Trogir, gente di mare, un bel mercato,
il canale, le barche ed i traghetti…”…

UNDICESIMO GIORNO: Parco del Krka - Trogir

Questa mattina si parte in bus per una visita fuori città, è con noi Pina la guida, una bella ragazza del luogo,… molto apprezzata… per la sua capacità di illustrarci questi luoghi… !!! Tutto il percorso è costellato da una meraviglia di spettacoli naturali, che sembrerebbero poter esistere solo in cartolina e che si susseguono metro per metro senza interruzione sotto ad uno splendido sole ed con un cielo completamente azzurro. Lungo la strada incontriamo l’isola di Primosten, unita in tempi recenti alla terraferma da una breve lingua di terra rialzata; è una cittadina medioevale con le case costruite una addosso all’altra a circondare la Chiesa con il campanile che incombe, con la sua altezza, sul paesino. A seguire l’abitato di Galenica, diviso a metà da un muro che fu costruito durante un’epidemia di peste e costituiva la barriera oltre la quale gli appestati non potevano uscire. Appare ai nostri occhi un’altra isoletta, quella di Capagne, famosa per il corallo rosso e le spugne che si estraggono dal suo mare. La particolarità dell’isola è che in alcuni punti la terraferma è alta solo 70 cm.
La metà finale della mattinata è il Parco naturale del Krka, parco istituito nel 1985 e che si snoda per 111 kmq. E’ creato dai solchi che ha formato nel terreno carsico il fiume Krka dando origine ad una serie di spettacolari cascate - Skradinski buk - ed il lago di Viscovac dal quale emerge l’omonima isoletta dove sorge un convento francescano, a tutt’oggi i monaci vivono solamente dei prodotti ricavati con il proprio lavoro.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo a base di maialino, ci attende la visita alla città di Trogir, che è un’isola collegata alla terraferma da un ponte.
La cittadina dal 1997 è inserita dall’UNESCO nel Patrimonio mondiale dell’umanità.
Il suo centro è rappresentato dalla piazza della Cattedrale, delimitata dalla Cattedrale di S. Lorenzo, con il portale romanico e dal palazzo Cippico in stile gotico- veneziano. Passeggiando sul lungomare, arriviamo fino al Castello del Camerlengo del XIV secolo -.
Prima di rientrare al campeggio, riusciamo anche a fare dello shopping, come testimoniano le nostre borse rigonfie! In serata dopo cena classico: all’aperto tra i camper seduti in cerchio qualche buon bicchiere di vino, qualche leccornia offerta ora da questo ora da quello, molte…molte barzellette e poi l’arrivederci a domani!

DODICESIMO GIORNO: Salona – Spalato

Mattinata adatta a godere il mare e la spiaggia, infatti così è stato, ma c’è anche stato chi è sceso nel centro abitato a comperare il pesce fresco, poi cotto alla brace facendoci venire l’acquolina in bocca solo a sentirne il profumo e chi, per non perdere vecchie abitudini, si è messa a stirare sotto lo sguardo vigilie ed esperto (.?.) del marito.
L’escursione del pomeriggio ci porta dapprima fino a Salona, capitale della Dalmazia romana e presunta città natale di Diocleziano.
Oggi della città rimangono solo le rovine e percorrendole si possono osservare i basamenti delle terme, le mura delle basiliche cristiane e l’acquedotto coperto.
Si riparte alla volta di Spalato, mentre con il bus entriamo nella periferia della città, veniamo subito sfavorevolmente colpiti dall’eccessiva cementificazione, con complessi abitativi posti in posizioni dominanti, dietro ai quali si fa fatica a credere che vi si possa trovare anche una sfinge egizia di più di 3500 anni ed un grandioso palazzo ( IV secolo d.C.) di uno degli ultimi imperatori romani!
Seguendo la nostra guida Pina, entriamo nella città attraverso il nuovo Corso per il passeggio, appena inaugurato, con la sua nuova pavimentazione di lucido calcare e le luci che vogliono illuminare tutta la zona pedonale, affacciata sulla riva del mare, offrendo un effetto altamente scenografico. Subito dopo ci inoltriamo nel Palazzo di Diocleziano nel quale tutt’ora vivono e lavorano 3000 persone, tutta la città vecchia è concentrata nel palazzo ed attorno al palazzo che misura 190 metri di lunghezza. E’ un monumento unico in Europa ed ha ancora l’aspetto difensivo dell’antico “ castrum “ romano. Altra prerogativa di questo palazzo è quella che riesce a raccontare quasi 17 secoli di architettura: dall’impero Romano, all’epoca napoleonica, comprendendo anche il periodo medioevale. Alcune opere architettoniche vengono direttamente dalla Grecia e dall’Egitto, come la presenza della sfinge e la modalità della lavorazione del marmo e del granito.

Da un pensierino di G.L.B.

“…L’antico cuore del Romano impero
gronda di storia nella città vecchia
con il palazzo ancora tutto intero
che nel vicino mare si rispecchia…”

Al termine della visita, ci rimane ancora del tempo per passeggiare tra le vecchie vie e le vecchie case, prima di entrare al Ristorante Bellevue, dove è stata prenotata la nostra cena. Siamo piacevolmente sistemati in una bella sala, trovano spazio anche i festeggiamenti dell’ultima cena ufficiale con un simpatico e gradito scambio di piccoli doni a ricordo del viaggio.
Forse il pasto ci ha lasciati un tantino perplessi...ma l’importante è stato godere della reciproca compagnia ed ancora in compagnia durante il nostro rientro in bus, abbiamo cantato, riso e scherzato, fino al momento fatidico della buonanotte.

TREDICESIMO GIORNO: Novigrad (Campeggio Adriasol)

Si parte per tempo dal campeggio, si ripercorrono strade conosciute, si rivedono spiagge, isole, per poi invece dirigerci verso zone nuove ed arrivare già in orario di pranzo a Novigrad, splendido borgo che circonda un’insenatura che gli fa da cornice.
Come al solito ci si divide per poter entrare in campeggio comodamente e con ordine: il campeggio è posto su una lingua di terra che si affaccia direttamente sull’azzurro Adriatico, i mezzi vengono splendidamente sistemati come fossero delle terrazze “ vista mare!”. Il sole non fa mancare il suo apporto di luce e calore e ci invita a trascorre un intero pomeriggio in totale pace godendo del paesaggio che si presenta ai nostri occhi ! L’unico inconveniente è stato dato dal fatto che la signora Rosi – n. 18 - , messo un piede in fallo, si è provocata la rottura del V metatarso ( esito avuto dopo la radiografia eseguita dopo il rientro anzitempo in Italia ) ed a malincuore e su consiglio dei medici al seguito, ha dovuto abbandonare la compagnia, ma non le abbiamo fatto mancare né il nostro affetto né la nostra solidarietà ! La serata ha avuto anche un gradevolissimo epilogo, un gruppo di esperti degustatori di pesce ed altre prelibatezze: Vitto, Alberto e Adriano & c., è riuscito ad organizzare una ottima e bella cenetta nell’unico – almeno credo – ristorante del posto, il cui proprietario si è dato proprio un gran daffare per prepararci un ottimo ed apprezzato pasto, anche a prezzo contenuto. Siamo sistemati molto semplicemente su una terrazza all’aperto con piatti e bicchieri dalle svariate forme e tipologie,ed abbiamo gustato talmente la nostra cenetta che non ci siamo quasi accorti del freddo che nel frattempo si stava facendo sentire.
Il roseo tramonto, il fruscio provocato dalle barche dei pescatori che pian piano stanno uscendo in mare per la battuta notturna di pesca, la stellata che ci sovrasta e ci avvolge, il leggero venticello che ci accarezza e passa tra le fronde degli alberi, insomma un’atmosfera veramente romantica, hanno reso questa serata indimenticabile per molti…!!!

Da un pensierino di G.L.B.
“… tramonto rosso, tutti in quel momento
s’ammassano per la fotografia,
poi, piano piano, spunta il firmamento,
e copre il rosso che se ne va via…”

QUATTORDICESIMO GIORNO: Plitvice Jesera (Campeggio Korana)

Dopo il rifornimento di fragrante pane e squisite brioche, acquistate dal fornaio venuto, con il suo furgoncino, appositamente per noi fino in campeggio alle 7 e 30 del soleggiato mattino, ci si prepara per la nuova partenza in orario ed ordine preciso, come da manuale dell’ottimo camperista!
Ci si incammina verso il prossimo traguardo: i laghi di Plitvice.
Lo scenario del nostro percorso, cambia completamente, non più mare e gabbiani ma si entra nel cuore della Croazia, è un paesaggio montano immerso nel verde e con una strada piuttosto tortuosa.

Da un pensierino di G.L.B.
“… scenari mozzafiato, e lì di fronte
come gigante spettro dietro un velo,
fra le alpi dinariche c’è un monte
impetuoso e sfumato a mezzo cielo…”

Ci ospita il campeggio nel bosco in belle piazzole grandi, nelle quali ci sistemiamo senza alcuna difficoltà. La giornata trascorre all’insegna della spensieratezza, in compagnia si fanno i soliti assaggini, di questo, di quello, di quell’altro e non si rifiuta mai nulla! La novità del pomeriggio è un gioco di società che ci ha coinvolti tutti : l’astronave. Ci sono voluti diversi giri di prova per capirne il meccanismo ma alla fine gliel’abbiamo fatta tutti…o quasi!
Serata tranquilla trascorsa guardando il filmato del viaggio sul Don e poi un lungometraggio sulla “ Grotta impossibile” del Carso, al termine tutti a nanna pronti per l’escursione dell’indomani mattina, anche perché la temperatura sta scendendo e molto volentieri tutti noi andiamo al riparo del nostro caro e caldo camper !

QUINDICESIMO GIORNO: Escursione ai laghi di Plitvice

Nottata di pioggia continua, temevamo non potesse andare in porto la nostra gita, invece Giove pluvio ha deciso di graziarci: niente pioggia ma parecchio freddo, ad ogni modo, ben abbardati, partiamo.
Il Parco Nazionale dei laghi di Plitvice costituisce una delle maggiori attrattive turistiche della Croazia; sono 8 km. che contano 16 laghi, tra colline boscose, con le acque che precipitano dai laghi superiori attraverso sequenze di cascate e cataratte.
Questo spettacolo, unico nel suo genere è il risultato dell’azione del travertino, un materiale ricco di calcio raccolto dal fiume e poi depositato a valle. Un processo che ripetutosi nei millenni ha prodotto una sequenza terrazzata di barriere sopra le quali si sono formati i laghi. I laghi sono di un turchese incantevole, brulicano di pesci e, sembra che i boschi siano frequentati anche da cervi, orsi e lupi.

Da un pensierino di G.L.B.
“… nei laghi ci si specchia, e se cammini
gruppi di pesci seguono i tuoi passi,
forse attendono cibo, e stan vicini,
allineati sopra alghe e sassi”

Il percorso non rappresenta eccessive difficoltà, i sentieri sono ben segnalati e le passerelle di legno ci portano quasi nel cuore delle cascate. Il nostro gruppo ha scelto due diversi percorsi, ma al termine dell’escursione ci siamo nuovamente rincontrati entusiasti della nostra scenografica passeggiata in seno ad una natura incontaminata.
Serata con prenotazione al ristorante…sono “i soliti” che vanno in avanscoperta ma godono di tutta la nostra fiducia.
Cena ottima, compagnia simpaticissima, anche per via di un gruppo di ospiti tedeschi, che molte volte han levati i calici per un brindisi alla nostra salute.
Nel finale...un altro incidente ( a posteriori tutto bene, nulla di grave ) Fiorella scivolata su un gradino…ha dovuto ricorrere alle cure dei nostri due dottori per farsi dare alcuni punti di sutura al cuoio capelluto, per il resto alcune contusioni, ma per fortuna tutto è finito bene!

SEDICESIMO GIORNO: Selce (Autokamp Selce)

Il rientro ormai è prossimo, si ritorna sui nostri passi, scendiamo fino alla città di Segna a noi già conosciuta, solita sosta al solito parcheggio, solita spesa al mercato, per altro fornitissimo, solito contratto con il gestore del parcheggio - 6 kune invece di 7 - e poi via verso l’ultimo campeggio.
La nostra sistemazione è su una terrazza che da sul mare, ma che noi non riusciamo a vedere per le troppe roulotte poste tra noi e lui !
Sembrava una giornata da trascorrere in maniera assolutamente convenzionale, invece no !!!
Propongo : “ cosa ne dite signore camperiste se questa sera, come ultima del viaggio, ci facessimo una bella “ palacincata “? Non avrei mai creduto che la mia iniziativa avesse potuto accogliere tanti entusiastici consensi.
Le idee sulla ricetta erano piuttosto diverse tra di loro, uova intere o solo tuorli, zucchero o no, burro od olio per friggere …! Troppi gli interrogativi e troppo discordanti le risposte ed ecco la soluzione: si telefona a mamma Etta ovvero la mamma di Nevea, che da la sua ricetta !!! E così si parte raccogliendo ordinatamente una quantità industriale di tutti gli ingredienti: uova, latte, farina, zucchero e…un bicerin de grapa !
Tutte le donne sono impegnatissime, Vitto aiuta rompendo le uova.
Poi si sbatte, si mescola con una sequenza ben precisa ed alla fine sono pronte la bellezza di sei o sette terrine di impasto che però deve riposare almeno un’oretta.
Al momento di friggere si aprono i gavoni dei camper ed escono come dal nulla fornelli a gas, pentole, mestoli e palette. Ci sono le addette alla friggitura, coloro che insegnano alle novizie l’arte di rivoltare la frittata…!. Ci sono le addette allo spalmare la marmellata (se non ricordo male sono stati usati 8 vasi di diversi tipi di marmellata) ben differenziate dalle addette a spalmare la nutella, l’occhio vigile di Pier controlla e sprona chi si attarda a qualche piccolo…assaggio.
I volti impegnati, le sopraciglia aggrottate, lo sforzo creativo di ben figurare di noi signore, sono tutti immortalati in primissimi piani che Nevino, intruffulatosi tra i tavoli, scatta a dritta e a manca.
Alla fine le palacinche “rodolade” finiscono ben allineate nei vassoi ed alla conta finale emerge un numero spropositato: n.282 palacinche!
Al termine della cena comunitaria, l’elettricista Alberto II ha provveduto all’impianto di illuminazione notturna, si brinda agli anniversari di matrimonio di Renzo con Giovanna e Sergio con Carmen. Alla fine tutte le donne, accompagnate dal Cav.Carlo e studiata un’equa suddivisione, portano in tavola i piatti, ognuno dei quali comprende 4 palacinche con la marmellata ed una con la nutella per ciascuno. C’è pure un avanzo per la colazione del mattino successivo e tra frizzi, lazzi, bavaglioni giganti personalizzati per capo, vicecapo, operatore, ripetitore e scope ….ce ne andiamo a letto: sogneremo palacinche?

Da un pensierino di G.L.B.
“…la Granda palacincata è aggregazione
se frutto è di partecipazione…”

DICIASETTESIMO GIORNO: a casa

Già da qualche giorno il camper n. 10 faceva i capricci, ogni tanto aveva qualche difficoltà con la messa in moto, questa mattina proprio non ne ha voluto saper di partire. Dopo reiterate prove e riprove, andate a vuoto, si decide che il gruppo debba partire, con il camper in panne si fermano alcuni volontari.
La strada che ci riporta a casa passa attraverso l’autostrada, la frontiera tra Croazia e Slovenia ed in fine si arriva alla frontiera tra Slovenia ed Italia.
La sosta per i saluti generali è d’obbligo ed attraverso il cellulare sentiamo che anche il camper n.10 è in strada e sta procedendo assieme agli altri amici.
Rincuorati da queste notizie proseguiamo la nostra strada accompagnati ancora da alcuni equipaggi fino all’ultimo incrocio, quando per noi che andiamo a Bolzano, c’è la deviazione per l’autostrada del Brennero e quindi…spegniamo il C.B. e con questa semplice operazione concludiamo il nostro viaggio che ci ha portato a riscoprire le origine italiane nelle terre d’Istria e Dalmazia !
Grazie a tutti gli equipaggi per l’affetto e l’ amicizia dimostrata.


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