I VIAGGI E I DIARI DI BORDO
"Penisola Antartica"

di Aldo Porta e Laura Cuneo

A differenza dei diari di bordo da noi precedentemente scritti, l’attuale nulla ha da spartire con la precedenti nostre pubblicazioni .
Siamo andati nella PENISOLA ANTARTICA.
Detto così sono poche parole che, magari, non danno il senso del luogo, della distanza, dei mezzi di trasporto e dell’esatta ubicazione di dove essa si trovi; ma se preciso:
Argentina – Terra del Fuoco – Usuhaia - Nave rompighiaccio –
Capo Horn – direzione Polo Sud – Penisola Antartica
sicuramente le idee si schiaranno e viene la curiosità di vedere su un mappamondo, dove questi luoghi incantati ed incantevoli, si trovano.
Ed ecco il diario:
Partiamo da Vercelli il 05/12/2005 per Milano Malpensa e successivamente per Roma dove ci imbarchiamo, verso mezzanotte, diretti a Buenos Aires in Argentina e vi arriviamo circa alle sette di mattino.
Vercelli è ancora ammantata di neve caduta alcuni giorni prima ed a Buenos Aires troviamo 28 gradi, laggiù –nell’emisfero australe – è pieno estate.
Visitiamo questa splendida città i cui stili ricordano molte Capitali europee, segno della grande colonizzazione avvenuta nei secoli scorsi da parte di un po’ tutti gli europei.
Alla sera cena e spettacolo di TANGO ARGENTINO in un rinomatissimo locale ( per notizia d’informazione: cena di gala e spettacolo con la storia ballata e raccontata del tango- -- € 35 a persona --) ; che pacchia.!!!!!!
Il 7/12 ci imbarchiamo su un aereo che ci porta in 5 ore di volo circa, a Usuhaia - definita la città più meridionale del mondo; scendiamo nel nuovo aeroporto costruito, nel CANALE DI BEAGLE, su alcune isole parallele alla terraferma ed a essa collegate da un lembo di terra.
Ed eccoci in un nuovo mondo…..vento teso e nevischio ci danno il benvenuto ; siamo nella TERRA DEL FUOCO, così chiamata perché i primi navigatori colà giunti via mare videro sulla terraferma tantissimi falò accesi dagli aborigeni per riscaldarsi e sopravvivere.
Prendiamo alloggio in un modernissimo Hotel al centro città e per la cena ci tuffiamo in un ristorante tipico, dove ci facciamo rotondi con un favoloso assado ( carni miste bovine ed ovine cotte magistralmente alla brace, come solo gli argentini sanno fare).
Il 8/12 facciamo una escursione guidata, in lingua italiana, nel Parco Nazionale della Terra del Fuoco ed al parco La Pataya dove possiamo ammirate una flora ed una fauna ricchissima:
Pranzo in un ristorante sperso nel parco, nuovamente con un ricchissimo assado alla crioja e dove ci incrociamo, per la prima volta, con i nostri futuri compagni di viaggio:
ci troviamo con un gruppo di persone che provengono da quasi tutto il modo: vi sono americani – cinesi - svedesi – spagnoli – tedeschi – argentini – altri che non ricordiamo e naturalmente noi italiani.
Il nostro gruppo era formato da 24 persone; è la prima volta che un così nutrito numero di italiani partecipa a questa spedizione in Antartico.
Nel tardo pomeriggio non si ritorna più all’hotel, ma si va diritti all’imbarco : i nostri bagagli sono stati trasferiti dall’organizzazione, direttamente dall’albergo alla cabina della nave che risponde al nome di LYUBOV ORLOVA ; costruita in Iugoslavia una trentina di anni fa per la repubblica Russa, oggi porta ancora lo stemma CCCP e batte bandiera Maltese; il personale di bordo, dal comandante in giù, è tutto russo ma….. il complesso organizzativo delle spedizioni a terra è composto da personale americano, trattandosi di viaggi organizzati da QUARK EXPEDITIONS.
A sera, dopo cena verso le 22.30, si mollano gli ormeggi e si parte percorrendo il canale di Beagle, un tratto di oceano Atlantico vicino al famigerato capo Horn e si prosegue verso il Mar Glaciale Antartico.
Il 9 ed il 10 dicembre si passano interamente in navigazione attraversando il CANALE DI DRAKE verso le KING GEORGE ISLAND; il mare è tranquillo nonostante onde di uno/due metri d’altezza di direzioni diverse il che, considerato il punto in cui siamo, sono definite molto calme; si rolla e si beccheggia discretamente bene per chi, come noi, non soffre il mare ma per molti……… problemi di stomaco , parecchi.
Il cielo è prevalentemente grigio durante la traversata; siamo scortati da gabbiani e pulcinelle di mare; a tratti, il vento porta pulviscolo di neve che sembra voglia andare in aria anzichè in mare.
Nella foschia avvistiamo il primo iceberg che ci emoziona tanto, cosicché ci teniamo vicino alle uscite sui ponti per poter vedere il più possibile: non succede più nulla.
La vita di bordo durante le ore di navigazione, per chi è ben padrone della lingua inglese, si svolge nel salone di poppa, dove veniamo istruiti sul come comportarci a terra nei confronti della fauna che incontreremo; inoltre, docenti ed esperti di glaciologia di flora e di fauna antartica, intrattengono i più interessati mediante seminari e video.
Nel tardo pomeriggio l’ interfono ci comunica che la cena sarà anticipata perché, verso le 20,30, inizieranno le discese a terra.; ci bardiamo con stivaloni ( forniti dall’organizzazione ) - pantavento e giacche a vento – salvagente obbligatorio e……scendiamo per la prima volta, con titubanza, la scaletta che ci porta ai gommoni Zodiac sui quali lasceremo la nave;il cielo si è rischiarato ed il sole è ancora molto alto perchè a quella latitudine, in estate, il buio della notte non arriva mai.
L’organizzazione è perfetta; i nostri accompagnatori di QUARK EXPEDITIONS ( come Angeli Custodi ) aiutano chiunque voglia scendere a terra anche se ostacolato da problemi motori di deambulazione – mi riferisco ad una anziana signora con una gamba rigida, e quindi bisognosa di un pesante bastone da passeggio che mai, nei giorni successivi, ha rinunciato ad una escursione a terra.

ED ECCOCI, PRONTI PER LA PRIMA ESCURSIONE
Tutti noi croceristi equipaggiati senza limiti di macchine foto e video, toccata terra,siamo circondati da pinguini che se ne vanno per i fatti loro senza avere il minimo imbarazzo o paura di noi uomini; ve ne sono che stanno costruendo il nido per la sposa; vi sono femmine che già covano; altri che si dirigono verso il mare per il pasto serale ed altri che, semplicemente, sembra stiano facendo una passeggiata per non si sa dove.
Siamo affascinati. Ascoltiamo i loro richiami, in riverente silenzio.
Ci spostiamo tutti in un disordinato andirivieni per vedere il più possibile e per cercare quel qualcosa in più da filmare o da fotografare; la temperatura è di 5 gradi in quasi assenza di vento e quindi non fa freddo; di contro,…..occorrerebbe indossare una maschera antigas perché……a Voi l’immaginazione.
Mentre le discese a terra sono organizzate a gruppi ben definiti, il ritorno a bordo avviene in ordine sparso quando lo si desidera; ci si avvicina ai gommoni e quando il numero dei passeggeri lo completa, veniamo riportati a bordo dove, prima di entrare all’interno della nave, ci fanno passare con gli stivali dentro a due vasche di liquido disinfettante con successivo violento getto d’acqua per ulteriore purificazione.
Ritorniamo a bordo dopo un’oretta; ci spogliamo e saliamo nel salone bar dove, fra una chiacchiera sugli avvenimenti del giorno ed una partire a carte, facciamo venire l’ora della nanna.
Domani ci aspettano altre discese ed altre emozioni; iniziamo così la nostra peregrinazione, durata sei giorni, in mezzo alla isole dell’Arcipelago Antartico toccando i seguenti punti:
11/12/2005 AITCHO ISLAND 62° 24’S - 059° 47’W
12/12/2005 BROWN BLUFF 63° 42’S - 056° 55’W
13/12/2005 HALF MOON ISLND 62° 36’S - 059° 55’W
14/12/2005 CUVERVILLE ISLAND 64° 41’S - 062° 38’W
15/12/2005 ARDLEY ISLAND 62° 13’S - 058° 56’W
16/12/2005 NEKO HARBOUR 64° 50’S - 062° 63’W
LEMAIRE CHANNEL con uscita in FRENCH PASSAGE

17 e 18 dicembre : ritorno nel Mar Glaciale Antartico ; nuovamente sino al Canale di Beagle dove sbarchiamo verso le ore 9.00. del 19/12
Durante i sei giorni passati nelle isole, siamo scesi a terra 14 volte sui gommoni Zodiac ed in concomitanza , ci hanno portato parecchie volte a girovagare in mezzo agli iceberg; abbiamo visto quattro specie diverse di pinguini ; foche ; orche ; beluga ; in lontananza parecchie balene ed infine moltissime specie di uccelli .
Grande emozione nell’entrare con la nave nel cratere di un vulcano ( il cui diametro di 9 miglia ci permetteva una comoda navigazione ) attraverso una parete crollata e dove, già informati dagli organizzatori, i coraggiosi potevano effettuare un bagno in una polla di acqua calda, a due metri dal mare; il che ha incuriosito e stimolato parecchi turisti a buttarvisi sia nell’acqua calda che nell’acqua fredda dell’oceano ( temperatura mare = +2° - aria + 5° )
Grande sorpresa, nel trovare allestito sul ponte di poppa un barbecue con ogni ben di Dio per una cena da consumare, ben seduti a tavola, all’aperto in mezzo ad uno scenario da mozzare il fiato.
Meraviglia e stupore nel vedere, durante una spedizione con lo Zodiac, prima gli alberi e poi lo scafo di un veliero turistico che a poco a poco emergeva alla vista, in mezzo ad enormi iceberg.
La motonave ORLOVA con la quale abbiamo navigato sino a quel lontano lembo di mare, è particolarmente attrezzata per questo tipo di escursioni avendo la prua e la chiglia rinforzate a mo di rompighiaccio; molto bella e comoda .
Effettua con QUARK EXPEDITIONS 12 viaggi all’anno di 10 giorni cadauno.
Il personale di bordo era interamente russo, come già detto, ed il personale di QUARK EXPEDITIONS era interamente americano; connubio alquanto strano ma perfettamente funzionante.
Quanto abbiamo visto, non può essere raccontato in un diario di viaggio; ci vorrebbero pagine e pagine per poi dire….non Vi abbiamo raccontato tutto.
Nei nostri occhi e nel nostro cuore resterà sempre il ricordo di una esperienza di viaggio
( anche se non in camper ) che auguro a tutti i nostri amici lettori .
Durante questo viaggio abbiamo fatto parecchie centinaia di fotografie, diapositive ed oltre 7 ore di riprese video, tramutate poi in due DVD di un’ora cadauno; ci siamo divertiti moltissimo e, se Dio vorrà e salute permettendo, magari ci ritorneremo.
Un caro saluto a tutti i soci, simpatizzanti ed amici della “ Granda “
Un ciao da Laura ed Aldo.

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