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In
questa pagina sono raccolti i commenti, i ringraziamenti,
le impressioni di viaggio.
Il riportare quanto inviato da alcuni partecipanti vuole
avere il significato di provare a descrivere le emozioni
che un viaggio del genere sa suscitare. Tutto quanto riportato
è scritto con il cuore, ed è molto bello
pensare che oltre agli aspetti turistici, simili viaggi,
abbiano intrinsecamente anche risvolti umani profondi,
alcuni giorni della nostra vita trascorsi insieme ad altre
famiglie lasciano una traccia, un segno che difficilmente
si cancellerà.
Un
ringraziamento va a tutti quanti hanno inviato non solo
lettere o e-mail qui riportate, ma anche SMS telefonici
o solamente telefonate, il fatto di non essere citati
in questa pagina non significa che il loro commento sia
di minore importanza, siete tutti nei nostri cuori.
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Gentile
signor Carion,
Abbiamo letto con piacere le tue bellissime riflessioni sul
viaggio che hanno espresso i nostri stessi sentimenti e che
però non sappiamo esternare.
Complimenti ancora al numero 1 per l'organizzazione del viaggio
che ci ha permesso di scoprire queste emozioni.
Un abbraccio a presto
Famiglia Galante ( Camper nr. 14 )
p.s. grazie anche da parte di Skippy che si è commossa
per essere stata menzionata
DALLA
NOSTRA INVIATA A CAPO NORD LYDIA ROCCA
IL MIO CAPO NORD
E’ il 18
luglio 2007, ore 6,30! Finalmente sta per avverarsi il sogno
della nostra vita di camperisti: CAPO NORD !
Si parte in colonna
( 23 camper di cui il 20 siamo noi ) dalla città di
Ifjord dove un campeggio molto spartano ma in bella posizione
ci ha accolti per la notte.
Il tempo è
grigio ( manco a dirlo) ! Facciamo sosta a Lakselv per il
pieno e la spesa e poi…. Via verso la nostra meta !!
Quando
arriviamo al pagamento del pedaggio per il tunnel che ci porterà
all’isola di Margheroja, la colonna si ferma. Come da
accordi precedentemente presi con Vitto, Enrico scende dal
camper per salire sull’auto della nostra accompagnatrice
Olga, insieme ad Alberto e precederci alla meta per fare la
foto ed il film agli equipaggi, lasciandomi da sola alla guida
del camper.
Penso “Oh,
saranno solo più pochi chilometri, posso farcela!”
Improvvisamente
sento al CB una voce concitata che grida “Enrico è
caduto!!!”
“Come, è caduto ??!! Cosa è successo?”
Attimi di panico,
riesco a farmi sentire (il CB non funzionava bene) e chiedo
affannata notizie, non potendo lasciare il camper incolonnato
con gli altri.
Finalmente sento
la voce rassicurante di Vitto che mi dice “Stai tranquilla
Lydia, Enrico è qui con me e sta bene!”
Sì, e tu
ci credi !! Come fai a star tranquilla??
Intanto la colonna
parte, attraversiamo il tunnel e prendiamo la strada che porta
a Capo Nord.
Tripla
emozione : sono al volante del camper da sola, vado a Capo
Nord e sono molto preoccupata per Enrico! L’adrenalina
è alle stelle ! Devo tenere il passo degli altri su
una strada stretta, con curve e controcurve, saliscendi, a
mezza costa, burrone da una parte e dall’altra senza
guard-rail! Terribile! Tensione alle stelle!
Il N. 23, la nostra
“scopa” Sergio mi incita: “Forza Lydia,
siamo tutti con te!”
Eh sì, hai un bel dire, ma io vedo questa strada che
non finisce mai! Mi diranno poi che i chilometri sono circa
40! I più lunghi della mia vita!
Ogni
tanto riesco anche a guardare il panorama da brivido che mi
circonda, ma la tensione è sempre più forte!
Finalmente
arriviamo al pedaggio che porta al piazzale: vedo Enrico che
fa le foto (quindi sta abbastanza bene!), Olga e Alberto.
Mi
fermo per fare la foto ricordo, attacco a tutto volume il
CB con “Fratelli d’Italia”, scendo inciampandomi
nel freno a mano, Nirvana mi aiuta a scendere, faccio la foto
con Enrico e tricolore sventolante (dimenticavo di dire che
mi ero vestita con la divisa della Granda: Berretto blu, maglietta
e pantaloni azzurri!), risalgo sul camper, non senza difficoltà,
arrivo al parcheggio dove ormai quasi tutti mi aspettavano,
sempre con l’Inno d’Italia a tutto volume, cosa
che è stata molto gradita, mi fermo, scendo………….e
scoppio a piangere come una fontana, abbracciando Enrico,
Vitto, Nirvana e tutti quelli che incontro: sono felice da
morire, ce l’ho fatta!!!!!!! E l’emozione mi attanaglia
! Sono senza fiato! Ebbene sì, sono a Capo Nord e posso
dire con orgoglio di essermelo guadagnato!!!!!
Grazie
Granda, grazie Vitto e Nirvana, grazie a tutti coloro che
mi hanno sostenuta in questa avventura che non dimenticherò
mai!!!!!!!
(Camper
nr. 20 )
Carissimo
Vitto,
ho ricevuto la tua “PREFAZIONE” che ritengo indiscutibilmente
coerente con lo svolgimento della vacanza itinerante da me compiuta.
Non cesserò mai di ringraziarti per avermi consentito
di visitare luoghi per me fiabeschi la cui visita è stata
compiuta da me per altri motivi.
Infatti, poter essere sulle rive del mar di Barents voleva dire
per me rivolgere spiritualmente l’estremo saluto ai miei
cari zii Giuseppe LOIACONO e Giovanni DI CAGNO, a mio fratello
Nino GIANNOTTI e ai tanti ragazzi che hanno cessato di aggirarsi
in questo mondo … non proprio fantastico…
Mio fratello Gianni ed i suoi amici del conservatorio di Bari
hanno sentito il bisogno di comunicare musicalmente con i ragazzi
del sommergibile “KURSK”.
Infatti, hanno composto e registrato su CD “ .. in memoria
… artisti del mare per uomini del mare e per Nino Giannotti”.
Il CD è stato trasmesso, tramite le autorità russe,
alle famiglie dei ragazzi imbarcati nel sommergibile Kursh.
Ora conosci il mio piccolo tormento che mi ha accompagnato dalla
mia infanzia e che penso si sia placato grazie al viaggio magistralmente
condotto da NIRVANA e da te.
Le mie manifestazioni esageratamente scherzose esternate durante
il viaggio (cessate prima di raggiungere le Lofoten) sono state
certamente frutto di una reazione alle commozioni che stavo
provando.
Non voglio e non devo dilungarmi ….. sarei noioso.
Invece desidero che tu e la cara Nirvana conserviate un discreto
ricordo di un rompiscatole barese…
Un carissimo saluto.
Bari,
11/08/2007
VITO GIANNOTTI ( Camper nr. 16 )
Ciao
a tutti
Vitto e Nirvana
Ciao a tutti, sono il n.7 Ilda, il camper rosa di tutta la combriccola,
sono appena ritornata concludendo il viaggio intrapreso in parte
con Voi, ( Norvegia terra dei fiordi, Finlandia con i suoi 1000
laghi e 1milione di zanzare!!!!,Svezia , immense foreste e i
vichinghi e per finire le Isole con Moby ), mi siete mancati,
con la Vostra premura e presenza, a presto, spero e un urrà
per Nirvana a Rimini, portabandiera del rosa in camper:
Un abbraccio a tutti Ilda ( Camper nr. 7 )
Dove
comincia il viaggio?
Per quanto mi riguarda, molto spesso su un libro. Gli scrittori
da sempre mi hanno fatto visitare terre lontane e assaporare
le atmosfere di paesaggi sconosciuti. Quando poi è ora
di pensare a partire realmente di solito un nome, un’immagine
affiorano senza sforzo da un cassetto della mente… ed
ecco la meta!
Il secondo passo allora è procurarsi una guida da leggere
e da sottolineare per farne un manuale per una specie di caccia
al tesoro. Dopo, quando l’itinerario è prefissato
e pieno di annotazioni su cosa non è possibile “perdere”
e ci mettiamo in strada, a me e a mio marito piace infarcire
il tutto con una buona dose di casualità, che vuol dire
non prendere troppo sul serio i piani di marcia, indugiare per
scoprire qualcosa trascurato dalle guide, concedersi il lusso
di oziare davanti a un piatto stuzzicante, ad uno spettacolo
naturale o, semplicemente, deviare per strade non previste.
Siamo in genere viaggiatori solitari perché nell’andare
da soli c’è il massimo della libertà: tempo
e spazio ti appartengono.
Perché allora la scelta così divergente del viaggio
a Capo Nord in carovana?
Per un certo timore di affrontare un percorso lungo e non facile
in un’eccessiva solitudine e per la sicurezza fornita
invece dalla presenza di una nutrita schiera di persone che
insieme si apprestano a raggiungere la medesima meta. Capo Nord
era nella nostra mente già da un po’, ma non avevamo
fatto piani concreti. Poi, in seguito alla lettura di un breve
trafiletto su una rivista, la decisione di getto: ci siamo iscritti
al club e siamo partiti.
Date le premesse, data la nostra idea del viaggio, poteva non
andar bene. Regole, orari e chilometraggio giornaliero da rispettare,
visite rigorosamente organizzate, tempi stretti per fare ciò
che ti pare… non vanno troppo d’accordo con quello
che ho detto prima e, invece, siamo qui per testimoniare, soprattutto
a chi si appresta ad affrontare per la prima volta un’esperienza
del genere, che È STATA DAVVERO UNA SPLENDIDA AVVENTURA!
Ora che è conclusa ed è tempo di riordinare immagini
ed emozioni mi accorgo che il materiale raccolto è davvero
tanto. Da dove cominciare? Anche se i camper sono mezzi molto
moderni e dotati di ogni confort, immaginate lo stesso un modo
di andare antico, da nomadi, immersi ogni giorno di più
in un paesaggio così scarsamente umanizzato da rendere
lontanissimo il nostro solito vivere quotidiano… Abbiamo
percorso centinaia di chilometri riscoprendo il piacere di guardare
fiori, cespugli, alberi, acque (quante acque!), cielo e, in
certi momenti ci siamo sentiti commossi dalla bellezza assoluta.
Abbiamo conosciuto persone interessanti e simpaticissime con
le quali ci siamo trovati da subito in sintonia e abbiamo avuto
in Vitto, affiancato dalla gentile e riservata Nirvana, una
guida preparata, innamorata dei luoghi ed esperta degli usi
locali, che ha appagato la nostra voglia di conoscenza e ci
hanno fatto sentire tra amici.
Che cosa ci è piaciuto di più? Tutto verrebbe
da dire, ma qui urge sintetizzare. Invio brevi impressioni dal
mio diario di viaggio.
- GRENSE JAKOBSELV. Siamo arrivati alla foce del fiume Jakobselv,
al confine tra Norvegia e Russia, lungo una stradina impervia
che si snoda in mezzo ad una lussureggiante vegetazione da sottobosco
alpino (lo strano è che siamo sul livello del mare!).
Improvvisamente ecco il mar di Barents: acque di metallo argenteo,
ribollenti e tempestose, vento forte, giganteschi scogli di
granito sui cui anfratti cresce una specie di pisello odoroso
dai fiori viola. La forza selvaggia degli elementi, la bellezza
grandiosa di una terra primordiale! In questa e in altre volte
ancora durante il viaggio ho pensato di trovarmi di fronte all’incontaminato,
qualcosa arrivato intatto dalla notte dei tempi.
- VADSO. L’abbiamo raggiunta in una bella mattina di sole
e ci è apparsa ridente e animata. Inutile dire che per
noi ha il fascino del viaggio nella storia: Nobile , il dirigibile
“Italia”… Cerchiamo subito di individuare
sull’isoletta collegata da un ponte alla città
il pilone da cui decollavano i dirigibili per i viaggi di ricognizione
sopra il Polo Nord. L’immaginazione vola…
- NORDKAPP. È tipico dell’uomo spingersi verso
i limiti, gli estremi. Qui su questa rupe di granito bruno che
si affaccia da trecento metri sulle acque dell’Oceano
Polare Artico, terrazza spianata dagli elementi e sferzata dal
vento, terminano tutte le strade e trova gioia il viaggiatore
che da giorni brama di arrivare. Mi è venuto spontaneo
accostare questa meta a Santiago: anche questo in fondo è
un pellegrinaggio. Come i pellegrini che nel medioevo entravano
in Santiago esultando al suono dei più disparati strumenti,
noi varchiamo l’area di Nordkapp in preda ad una strana
euforia. È un istante di grazia: ci si commuove, si fanno
riflessioni… Non si può restare indifferenti. Credo
che per tutti sia un momento spirituale, molto intimo. Mi piace
pensare che proviamo lo stesso sentimento: siamo piccole creature
dinanzi all’immenso. Come in un rito primordiale aspettiamo
Lui, il Sole di mezzanotte! Dobbiamo accontentarci di una striscia
luminosa che taglia di netto le nubi all’orizzonte, ma
l’incanto è assicurato, il momento è unico
e irripetibile.
- ANDENES (Isole Vesteralen). Dove ci siamo “accampati”
l’acqua ha un colore caraibico e la sabbia è bianca.
La cittadina ha un’atmosfera da romanzo: stridio incessante
di gabbiani litigiosi, un faro, vecchie case di legno un po’
fatiscenti, il porto da cui partono i pescherecci per l’avvistamento
delle balene. Sul molo dove abbiamo accompagnato e salutato
i “valorosi” che affrontano l’agitato e freddo
mare del nord per l’incontro con i meravigliosi cetacei
c’è allegria. La scena dell’avvistamento
potrebbe essere descritta con le parole di Melville (Moby Dick):
“Ad un tratto le acque intorno a loro si gonfiarono lentamente
in ampi cerchi; poi si sollevarono rapidamente, come se scivolassero
sui lati di una montagna di ghiaccio sommersa che salisse veloce
in superficie. Si udì un rombo attutito, un ronzio sotterraneo…una
sagoma enorme proruppe fuori…si librò per un attimo
nell’aria iridata e poi ricadde, tornando a tuffarsi nel
mare… Proiettati in alto per trenta piedi, gli spruzzi
balenarono per un istante come tante fontane…”.
- LOFOTEN. Le abbiamo raggiunte e lasciate con il sole: belle
oltre ogni immaginazione! L’arcipelago è costituito
da quattro grandi isole e una manciata di isolotti collegati
tra loro da ponti o traghetti, ha una lunghezza complessiva
di 200 chilometri da est ad ovest e pochi abitanti, dediti per
la maggior parte alla pesca e al trattamento dei merluzzi che
qui, scendendo dal mar di Barents, vengono a riprodursi. Da
Svolvaer, in pullman, andiamo a sud lungo uno stretto nastro
d’asfalto tormentato da curve, attraverso un paesaggio
da fiaba caratterizzato da alte montagne granitiche, piccole
baite, deliziosi villaggi di palafitte. Ad A la sorpresa di
un piccolo, interessante museo dedicato alla risorsa del luogo,
lo stokkfiske appunto. Quando con il traghetto torniamo nella
terraferma l’ultima visione delle Lofoten è quella
di montagne incredibilmente blu che si ergono dal mare calmo,
appena increspato.
- SVARTISEN. Giornata “magica”! La salita al ghiacciaio
è agevole, il paesaggio circostante selvaggio: rocce
rosate striate e modellate dal ghiaccio, pozze d’acqua
su cui i criofori con i loro ciuffi lanosi sono in piena fioritura,
il torrente glaciale con la sua potente cascata e poi, all’improvviso,
la lingua terminale dello Svartisen che si getta sul lago generato
dall’acqua di fusione, acqua lattiginosa, perlata, un
po’ torbida. A volte nei ghiacciai il ghiaccio è
scuro, marrone o grigio, pieno di detriti, questo è di
un azzurro intenso, bellissimo. Siamo tutti grati a Vitto per
questa deviazione non prevista dal programma. Franco è
felice di poter festeggiare così i suoi sessant’anni:
la salita al ghiacciaio sarà per sempre un ricordo speciale.
………………………………………………………………………………………………………
Concludo: il viaggio ha superato tutte le nostre aspettative.
Che cosa non ci è piaciuto? Babbo Natale, ma dovevamo
aspettarcelo, perché i sogni devono restare tali, lontani
e irraggiungibili. Il caro Babbo, assoggettato alle leggi e
ai riti del consumismo, non convince, non fatelo vedere ai bambini,
non togliete loro l’incanto di immaginarlo nella sua casa
calda in compagnia degli elfi laboriosi, mentre fuori la neve
ricopre tutto.
Antonietta e Franco ( Camper nr. 3 )
Carissimi
Nirvana e Vitto,
Questa volta siamo stati dei veri e propri girovaghi, infatti,
al termine del viaggio Sole di Mezzanotte abbiamo peregrinato
ancora un poco per la Norvegia e la Danimarca e siamo ritornati
da poco a casa.
Andare a Capo Nord per noi era sempre stato un sogno nel cassetto,
ma che sicuramente, da soli, non ce la sentivamo di farlo, vuoi
per un sentito dire non troppo positivo, vuoi per molteplici
altri ragioni, pertanto in questo cosidetto cassetto sarebbe
sempre stato se non ci fosse stata questa occasione.
Memori della positività dei viaggi con voi intrapresi
a Santiago lo scorso anno ed in Istria quest'anno, coscienti
della professionalità con cui gli stessi vengono ideati
e progettati, nonchè della vostra completa disponibilità
per qualsiasi evenienza, quando abbiamo visto il programma sul
sito del Camper Club ci siamo guardati io e mio marito ed abbiamo
detto: "Andiamo!".
Cosa dire: non vorremmo essere troppo melensi ... ma dobbiamo
ripetere a iosa i nostri ringraziamenti per quanto avete saputo
organizzare, per quanto abbiamo potuto vedere..........paesaggi
meravigliosi ed indimenticabili dove fortunatamente la natura
la fa' ancora da padrona, distese immense di foreste, laghi,
mare, abitazioni e ritmi di vita diversi dai nostri, culture
diverse... Viaggiando in colonna ed ammirando questi paesaggi
la sensazione provata era che ti si riempiva il cuore di immenso,
di pace dandoti nel contempo da sperare che tutto questo si
possa ancora conservare per i nostri figli ed i nostri nipotini.
Come soci del Camper Club La Granda dobbiamo ancora una volta
esprimere il nostro ringraziamento al suo Direttivo che da quanto
abbiamo potuto esperimentare di persona ha saputo e sa affidare
a persone competenti come voi viaggi di questa portata in quanto
quest'ultimo, come del resto era chiaramente indicato nel programma,
era tutto un'avventura, ma che bella avventura è stata
!!!!!
Penso che voi ormai ci abbiate conosciuto un poco durante questi
viaggi e quindi siete a conoscenza che non rientra nelle nostre
abitudini essere troppo salameccosi (italiano non troppo corretto
ma ben comprensibile!!!) anzi se qualche cosa va detto, purtroppo
consci delle eventuali conseguenze lo diciamo, ma ribadiamo
che non possiamo che esservi grati per tutto quanto ci avete
fatto vedere durante questo viaggio ammirando ancora una volta
il "savoir faire" di Vitto di fronte a qualsiasi imprevisto.
Non possiamo quindi che augurarci che ci siano in futuro altre
nuove opportunità e sperando di incontrarvi presto, vi
mandiamo un abbraccio e un grazie ancora!!!
Silvana e Paolo Tomasello ( Camper nr. 12 )
Caro
Vitto.
Capo Nord………..….un’emozione……………….
Parlarne è
facile e difficile, semplice e complicato, articolare le immagini
ed i ricordi che si affollano nella mente è faticoso,
non sai esattamente quali siano le più belle….
forse tutte.
Rivedo le strade, i tanti kilometri percorsi, le indescrivibili
bellezze della natura, i tantissimi ponti, le gallerie i passaggi
sotto il mare, le renne, gli alberi, i fiumi, i salmoni, i
laghi ed alcuni punti sosta di una bellezza mozzafiato.
L’arrivo a Capo Nord, il piazzale, il centro turistico/commerciale
e poi nient’altro, ma quel niente è…. tutto
e di più.
Che emozione…. I fiordi, gli orizzonti senza confini,
le nuvole basse e gli attraversamenti via mare, gli arrivi
e le partenze ed in alcuni posti anche le zanzare, ma così
come eravamo protetti non hanno punto a nessuno.
Le capanne Sami e quelle lunghissime serate ad estasiarci
con il sole che non è mai tramontato, le cene improvvisate
con enormi e prelibati pesci gentilmente offerti da pescatori
locali, una fila di piccoli tavoli e tanta varietà
di cibo, che belle serate, anche se a noi maschietti quella
sera……. ci hanno fatto lavare i piatti. Un milione
di fotografie, chilometri di filmati, risate, barzellette,
e tanti e tanti argomenti trattati via radio lungo gli spostamenti.
Una mano intelligente ci ha tenuti uniti, la diversità
ci ha arricchiti, il viaggio ci ha divertiti e poi tanti nuovi
amici, ma soprattutto di questo breve pezzetto della mia vita,
io conservo ………………………..
un’emozione indimenticabile.
Grazie Vitto, con amicizia Luigi Abbate (Camper nr.
9 )
Anzio
20 settembre 2007
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