CAMPER CLUB LA GRANDA
"CAPO NORD - SOLE DI MEZZANOTTE 1" ( 4 - 25 Luglio 2007)
"I vostri commenti"

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In questa pagina sono raccolti i commenti, i ringraziamenti, le impressioni di viaggio.
Il riportare quanto inviato da alcuni partecipanti vuole avere il significato di provare a descrivere le emozioni che un viaggio del genere sa suscitare. Tutto quanto riportato è scritto con il cuore, ed è molto bello pensare che oltre agli aspetti turistici, simili viaggi, abbiano intrinsecamente anche risvolti umani profondi, alcuni giorni della nostra vita trascorsi insieme ad altre famiglie lasciano una traccia, un segno che difficilmente si cancellerà.

Un ringraziamento va a tutti quanti hanno inviato non solo lettere o e-mail qui riportate, ma anche SMS telefonici o solamente telefonate, il fatto di non essere citati in questa pagina non significa che il loro commento sia di minore importanza, siete tutti nei nostri cuori.


Gentile signor Carion,
Abbiamo letto con piacere le tue bellissime riflessioni sul viaggio che hanno espresso i nostri stessi sentimenti e che però non sappiamo esternare.
Complimenti ancora al numero 1 per l'organizzazione del viaggio che ci ha permesso di scoprire queste emozioni.
Un abbraccio a presto

Famiglia Galante ( Camper nr. 14 )

p.s. grazie anche da parte di Skippy che si è commossa per essere stata menzionata


DALLA NOSTRA INVIATA A CAPO NORD LYDIA ROCCA
IL MIO CAPO NORD

E’ il 18 luglio 2007, ore 6,30! Finalmente sta per avverarsi il sogno della nostra vita di camperisti: CAPO NORD !

Si parte in colonna ( 23 camper di cui il 20 siamo noi ) dalla città di Ifjord dove un campeggio molto spartano ma in bella posizione ci ha accolti per la notte.

Il tempo è grigio ( manco a dirlo) ! Facciamo sosta a Lakselv per il pieno e la spesa e poi…. Via verso la nostra meta !!

Quando arriviamo al pagamento del pedaggio per il tunnel che ci porterà all’isola di Margheroja, la colonna si ferma. Come da accordi precedentemente presi con Vitto, Enrico scende dal camper per salire sull’auto della nostra accompagnatrice Olga, insieme ad Alberto e precederci alla meta per fare la foto ed il film agli equipaggi, lasciandomi da sola alla guida del camper.

Penso “Oh, saranno solo più pochi chilometri, posso farcela!”

Improvvisamente sento al CB una voce concitata che grida “Enrico è caduto!!!”
“Come, è caduto ??!! Cosa è successo?”

Attimi di panico, riesco a farmi sentire (il CB non funzionava bene) e chiedo affannata notizie, non potendo lasciare il camper incolonnato con gli altri.

Finalmente sento la voce rassicurante di Vitto che mi dice “Stai tranquilla Lydia, Enrico è qui con me e sta bene!”

Sì, e tu ci credi !! Come fai a star tranquilla??

Intanto la colonna parte, attraversiamo il tunnel e prendiamo la strada che porta a Capo Nord.

Tripla emozione : sono al volante del camper da sola, vado a Capo Nord e sono molto preoccupata per Enrico! L’adrenalina è alle stelle ! Devo tenere il passo degli altri su una strada stretta, con curve e controcurve, saliscendi, a mezza costa, burrone da una parte e dall’altra senza guard-rail! Terribile! Tensione alle stelle!

Il N. 23, la nostra “scopa” Sergio mi incita: “Forza Lydia, siamo tutti con te!”
Eh sì, hai un bel dire, ma io vedo questa strada che non finisce mai! Mi diranno poi che i chilometri sono circa 40! I più lunghi della mia vita!

Ogni tanto riesco anche a guardare il panorama da brivido che mi circonda, ma la tensione è sempre più forte!

Finalmente arriviamo al pedaggio che porta al piazzale: vedo Enrico che fa le foto (quindi sta abbastanza bene!), Olga e Alberto.
Mi fermo per fare la foto ricordo, attacco a tutto volume il CB con “Fratelli d’Italia”, scendo inciampandomi nel freno a mano, Nirvana mi aiuta a scendere, faccio la foto con Enrico e tricolore sventolante (dimenticavo di dire che mi ero vestita con la divisa della Granda: Berretto blu, maglietta e pantaloni azzurri!), risalgo sul camper, non senza difficoltà, arrivo al parcheggio dove ormai quasi tutti mi aspettavano, sempre con l’Inno d’Italia a tutto volume, cosa che è stata molto gradita, mi fermo, scendo………….e scoppio a piangere come una fontana, abbracciando Enrico, Vitto, Nirvana e tutti quelli che incontro: sono felice da morire, ce l’ho fatta!!!!!!! E l’emozione mi attanaglia ! Sono senza fiato! Ebbene sì, sono a Capo Nord e posso dire con orgoglio di essermelo guadagnato!!!!!

Grazie Granda, grazie Vitto e Nirvana, grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuta in questa avventura che non dimenticherò mai!!!!!!!
(Camper nr. 20 )


Carissimo Vitto,
ho ricevuto la tua “PREFAZIONE” che ritengo indiscutibilmente coerente con lo svolgimento della vacanza itinerante da me compiuta.
Non cesserò mai di ringraziarti per avermi consentito di visitare luoghi per me fiabeschi la cui visita è stata compiuta da me per altri motivi.
Infatti, poter essere sulle rive del mar di Barents voleva dire per me rivolgere spiritualmente l’estremo saluto ai miei cari zii Giuseppe LOIACONO e Giovanni DI CAGNO, a mio fratello Nino GIANNOTTI e ai tanti ragazzi che hanno cessato di aggirarsi in questo mondo … non proprio fantastico…
Mio fratello Gianni ed i suoi amici del conservatorio di Bari hanno sentito il bisogno di comunicare musicalmente con i ragazzi del sommergibile “KURSK”.
Infatti, hanno composto e registrato su CD “ .. in memoria … artisti del mare per uomini del mare e per Nino Giannotti”.
Il CD è stato trasmesso, tramite le autorità russe, alle famiglie dei ragazzi imbarcati nel sommergibile Kursh.
Ora conosci il mio piccolo tormento che mi ha accompagnato dalla mia infanzia e che penso si sia placato grazie al viaggio magistralmente condotto da NIRVANA e da te.
Le mie manifestazioni esageratamente scherzose esternate durante il viaggio (cessate prima di raggiungere le Lofoten) sono state certamente frutto di una reazione alle commozioni che stavo provando.
Non voglio e non devo dilungarmi ….. sarei noioso.
Invece desidero che tu e la cara Nirvana conserviate un discreto ricordo di un rompiscatole barese…
Un carissimo saluto.

Bari, 11/08/2007
VITO GIANNOTTI ( Camper nr. 16 )


Ciao a tutti
Vitto e Nirvana
Ciao a tutti, sono il n.7 Ilda, il camper rosa di tutta la combriccola, sono appena ritornata concludendo il viaggio intrapreso in parte con Voi, ( Norvegia terra dei fiordi, Finlandia con i suoi 1000 laghi e 1milione di zanzare!!!!,Svezia , immense foreste e i vichinghi e per finire le Isole con Moby ), mi siete mancati, con la Vostra premura e presenza, a presto, spero e un urrà per Nirvana a Rimini, portabandiera del rosa in camper:

Un abbraccio a tutti Ilda ( Camper nr. 7 )

Dove comincia il viaggio?
Per quanto mi riguarda, molto spesso su un libro. Gli scrittori da sempre mi hanno fatto visitare terre lontane e assaporare le atmosfere di paesaggi sconosciuti. Quando poi è ora di pensare a partire realmente di solito un nome, un’immagine affiorano senza sforzo da un cassetto della mente… ed ecco la meta!
Il secondo passo allora è procurarsi una guida da leggere e da sottolineare per farne un manuale per una specie di caccia al tesoro. Dopo, quando l’itinerario è prefissato e pieno di annotazioni su cosa non è possibile “perdere” e ci mettiamo in strada, a me e a mio marito piace infarcire il tutto con una buona dose di casualità, che vuol dire non prendere troppo sul serio i piani di marcia, indugiare per scoprire qualcosa trascurato dalle guide, concedersi il lusso di oziare davanti a un piatto stuzzicante, ad uno spettacolo naturale o, semplicemente, deviare per strade non previste. Siamo in genere viaggiatori solitari perché nell’andare da soli c’è il massimo della libertà: tempo e spazio ti appartengono.
Perché allora la scelta così divergente del viaggio a Capo Nord in carovana?
Per un certo timore di affrontare un percorso lungo e non facile in un’eccessiva solitudine e per la sicurezza fornita invece dalla presenza di una nutrita schiera di persone che insieme si apprestano a raggiungere la medesima meta. Capo Nord era nella nostra mente già da un po’, ma non avevamo fatto piani concreti. Poi, in seguito alla lettura di un breve trafiletto su una rivista, la decisione di getto: ci siamo iscritti al club e siamo partiti.
Date le premesse, data la nostra idea del viaggio, poteva non andar bene. Regole, orari e chilometraggio giornaliero da rispettare, visite rigorosamente organizzate, tempi stretti per fare ciò che ti pare… non vanno troppo d’accordo con quello che ho detto prima e, invece, siamo qui per testimoniare, soprattutto a chi si appresta ad affrontare per la prima volta un’esperienza del genere, che È STATA DAVVERO UNA SPLENDIDA AVVENTURA!
Ora che è conclusa ed è tempo di riordinare immagini ed emozioni mi accorgo che il materiale raccolto è davvero tanto. Da dove cominciare? Anche se i camper sono mezzi molto moderni e dotati di ogni confort, immaginate lo stesso un modo di andare antico, da nomadi, immersi ogni giorno di più in un paesaggio così scarsamente umanizzato da rendere lontanissimo il nostro solito vivere quotidiano… Abbiamo percorso centinaia di chilometri riscoprendo il piacere di guardare fiori, cespugli, alberi, acque (quante acque!), cielo e, in certi momenti ci siamo sentiti commossi dalla bellezza assoluta. Abbiamo conosciuto persone interessanti e simpaticissime con le quali ci siamo trovati da subito in sintonia e abbiamo avuto in Vitto, affiancato dalla gentile e riservata Nirvana, una guida preparata, innamorata dei luoghi ed esperta degli usi locali, che ha appagato la nostra voglia di conoscenza e ci hanno fatto sentire tra amici.
Che cosa ci è piaciuto di più? Tutto verrebbe da dire, ma qui urge sintetizzare. Invio brevi impressioni dal mio diario di viaggio.
- GRENSE JAKOBSELV. Siamo arrivati alla foce del fiume Jakobselv, al confine tra Norvegia e Russia, lungo una stradina impervia che si snoda in mezzo ad una lussureggiante vegetazione da sottobosco alpino (lo strano è che siamo sul livello del mare!). Improvvisamente ecco il mar di Barents: acque di metallo argenteo, ribollenti e tempestose, vento forte, giganteschi scogli di granito sui cui anfratti cresce una specie di pisello odoroso dai fiori viola. La forza selvaggia degli elementi, la bellezza grandiosa di una terra primordiale! In questa e in altre volte ancora durante il viaggio ho pensato di trovarmi di fronte all’incontaminato, qualcosa arrivato intatto dalla notte dei tempi.
- VADSO. L’abbiamo raggiunta in una bella mattina di sole e ci è apparsa ridente e animata. Inutile dire che per noi ha il fascino del viaggio nella storia: Nobile , il dirigibile “Italia”… Cerchiamo subito di individuare sull’isoletta collegata da un ponte alla città il pilone da cui decollavano i dirigibili per i viaggi di ricognizione sopra il Polo Nord. L’immaginazione vola…
- NORDKAPP. È tipico dell’uomo spingersi verso i limiti, gli estremi. Qui su questa rupe di granito bruno che si affaccia da trecento metri sulle acque dell’Oceano Polare Artico, terrazza spianata dagli elementi e sferzata dal vento, terminano tutte le strade e trova gioia il viaggiatore che da giorni brama di arrivare. Mi è venuto spontaneo accostare questa meta a Santiago: anche questo in fondo è un pellegrinaggio. Come i pellegrini che nel medioevo entravano in Santiago esultando al suono dei più disparati strumenti, noi varchiamo l’area di Nordkapp in preda ad una strana euforia. È un istante di grazia: ci si commuove, si fanno riflessioni… Non si può restare indifferenti. Credo che per tutti sia un momento spirituale, molto intimo. Mi piace pensare che proviamo lo stesso sentimento: siamo piccole creature dinanzi all’immenso. Come in un rito primordiale aspettiamo Lui, il Sole di mezzanotte! Dobbiamo accontentarci di una striscia luminosa che taglia di netto le nubi all’orizzonte, ma l’incanto è assicurato, il momento è unico e irripetibile.
- ANDENES (Isole Vesteralen). Dove ci siamo “accampati” l’acqua ha un colore caraibico e la sabbia è bianca. La cittadina ha un’atmosfera da romanzo: stridio incessante di gabbiani litigiosi, un faro, vecchie case di legno un po’ fatiscenti, il porto da cui partono i pescherecci per l’avvistamento delle balene. Sul molo dove abbiamo accompagnato e salutato i “valorosi” che affrontano l’agitato e freddo mare del nord per l’incontro con i meravigliosi cetacei c’è allegria. La scena dell’avvistamento potrebbe essere descritta con le parole di Melville (Moby Dick): “Ad un tratto le acque intorno a loro si gonfiarono lentamente in ampi cerchi; poi si sollevarono rapidamente, come se scivolassero sui lati di una montagna di ghiaccio sommersa che salisse veloce in superficie. Si udì un rombo attutito, un ronzio sotterraneo…una sagoma enorme proruppe fuori…si librò per un attimo nell’aria iridata e poi ricadde, tornando a tuffarsi nel mare… Proiettati in alto per trenta piedi, gli spruzzi balenarono per un istante come tante fontane…”.
- LOFOTEN. Le abbiamo raggiunte e lasciate con il sole: belle oltre ogni immaginazione! L’arcipelago è costituito da quattro grandi isole e una manciata di isolotti collegati tra loro da ponti o traghetti, ha una lunghezza complessiva di 200 chilometri da est ad ovest e pochi abitanti, dediti per la maggior parte alla pesca e al trattamento dei merluzzi che qui, scendendo dal mar di Barents, vengono a riprodursi. Da Svolvaer, in pullman, andiamo a sud lungo uno stretto nastro d’asfalto tormentato da curve, attraverso un paesaggio da fiaba caratterizzato da alte montagne granitiche, piccole baite, deliziosi villaggi di palafitte. Ad A la sorpresa di un piccolo, interessante museo dedicato alla risorsa del luogo, lo stokkfiske appunto. Quando con il traghetto torniamo nella terraferma l’ultima visione delle Lofoten è quella di montagne incredibilmente blu che si ergono dal mare calmo, appena increspato.
- SVARTISEN. Giornata “magica”! La salita al ghiacciaio è agevole, il paesaggio circostante selvaggio: rocce rosate striate e modellate dal ghiaccio, pozze d’acqua su cui i criofori con i loro ciuffi lanosi sono in piena fioritura, il torrente glaciale con la sua potente cascata e poi, all’improvviso, la lingua terminale dello Svartisen che si getta sul lago generato dall’acqua di fusione, acqua lattiginosa, perlata, un po’ torbida. A volte nei ghiacciai il ghiaccio è scuro, marrone o grigio, pieno di detriti, questo è di un azzurro intenso, bellissimo. Siamo tutti grati a Vitto per questa deviazione non prevista dal programma. Franco è felice di poter festeggiare così i suoi sessant’anni: la salita al ghiacciaio sarà per sempre un ricordo speciale.
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Concludo: il viaggio ha superato tutte le nostre aspettative. Che cosa non ci è piaciuto? Babbo Natale, ma dovevamo aspettarcelo, perché i sogni devono restare tali, lontani e irraggiungibili. Il caro Babbo, assoggettato alle leggi e ai riti del consumismo, non convince, non fatelo vedere ai bambini, non togliete loro l’incanto di immaginarlo nella sua casa calda in compagnia degli elfi laboriosi, mentre fuori la neve ricopre tutto.

Antonietta e Franco ( Camper nr. 3 )

Carissimi Nirvana e Vitto,

Questa volta siamo stati dei veri e propri girovaghi, infatti, al termine del viaggio Sole di Mezzanotte abbiamo peregrinato ancora un poco per la Norvegia e la Danimarca e siamo ritornati da poco a casa.

Andare a Capo Nord per noi era sempre stato un sogno nel cassetto, ma che sicuramente, da soli, non ce la sentivamo di farlo, vuoi per un sentito dire non troppo positivo, vuoi per molteplici altri ragioni, pertanto in questo cosidetto cassetto sarebbe sempre stato se non ci fosse stata questa occasione.

Memori della positività dei viaggi con voi intrapresi a Santiago lo scorso anno ed in Istria quest'anno, coscienti della professionalità con cui gli stessi vengono ideati e progettati, nonchè della vostra completa disponibilità per qualsiasi evenienza, quando abbiamo visto il programma sul sito del Camper Club ci siamo guardati io e mio marito ed abbiamo detto: "Andiamo!".

Cosa dire: non vorremmo essere troppo melensi ... ma dobbiamo ripetere a iosa i nostri ringraziamenti per quanto avete saputo organizzare, per quanto abbiamo potuto vedere..........paesaggi meravigliosi ed indimenticabili dove fortunatamente la natura la fa' ancora da padrona, distese immense di foreste, laghi, mare, abitazioni e ritmi di vita diversi dai nostri, culture diverse... Viaggiando in colonna ed ammirando questi paesaggi la sensazione provata era che ti si riempiva il cuore di immenso, di pace dandoti nel contempo da sperare che tutto questo si possa ancora conservare per i nostri figli ed i nostri nipotini.

Come soci del Camper Club La Granda dobbiamo ancora una volta esprimere il nostro ringraziamento al suo Direttivo che da quanto abbiamo potuto esperimentare di persona ha saputo e sa affidare a persone competenti come voi viaggi di questa portata in quanto quest'ultimo, come del resto era chiaramente indicato nel programma, era tutto un'avventura, ma che bella avventura è stata !!!!!

Penso che voi ormai ci abbiate conosciuto un poco durante questi viaggi e quindi siete a conoscenza che non rientra nelle nostre abitudini essere troppo salameccosi (italiano non troppo corretto ma ben comprensibile!!!) anzi se qualche cosa va detto, purtroppo consci delle eventuali conseguenze lo diciamo, ma ribadiamo che non possiamo che esservi grati per tutto quanto ci avete fatto vedere durante questo viaggio ammirando ancora una volta il "savoir faire" di Vitto di fronte a qualsiasi imprevisto.

Non possiamo quindi che augurarci che ci siano in futuro altre nuove opportunità e sperando di incontrarvi presto, vi mandiamo un abbraccio e un grazie ancora!!!

Silvana e Paolo Tomasello ( Camper nr. 12 )

Caro Vitto.
Capo Nord………..….un’emozione……………….

Parlarne è facile e difficile, semplice e complicato, articolare le immagini ed i ricordi che si affollano nella mente è faticoso, non sai esattamente quali siano le più belle…. forse tutte.

Rivedo le strade, i tanti kilometri percorsi, le indescrivibili bellezze della natura, i tantissimi ponti, le gallerie i passaggi sotto il mare, le renne, gli alberi, i fiumi, i salmoni, i laghi ed alcuni punti sosta di una bellezza mozzafiato.

L’arrivo a Capo Nord, il piazzale, il centro turistico/commerciale e poi nient’altro, ma quel niente è…. tutto e di più.

Che emozione…. I fiordi, gli orizzonti senza confini, le nuvole basse e gli attraversamenti via mare, gli arrivi e le partenze ed in alcuni posti anche le zanzare, ma così come eravamo protetti non hanno punto a nessuno.

Le capanne Sami e quelle lunghissime serate ad estasiarci con il sole che non è mai tramontato, le cene improvvisate con enormi e prelibati pesci gentilmente offerti da pescatori locali, una fila di piccoli tavoli e tanta varietà di cibo, che belle serate, anche se a noi maschietti quella sera……. ci hanno fatto lavare i piatti. Un milione di fotografie, chilometri di filmati, risate, barzellette, e tanti e tanti argomenti trattati via radio lungo gli spostamenti.

Una mano intelligente ci ha tenuti uniti, la diversità ci ha arricchiti, il viaggio ci ha divertiti e poi tanti nuovi amici, ma soprattutto di questo breve pezzetto della mia vita, io conservo ……………………….. un’emozione indimenticabile.

Grazie Vitto, con amicizia Luigi Abbate (Camper nr. 9 )

Anzio 20 settembre 2007

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