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dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 3
- 4/2000)
Le valli di Saluzzo hanno conosciuto, soprattutto tra il Tre e
il Quattrocento, un periodo di floridezza economica che ha visto
emergere orgogli municipali, cantieri di chiese e santuari e una
vera civiltà alpina, che si manifesta nella bella architettura
civile delle borgate alte e nelle chiese, che svettano con tanti
campanili romanici o gotici.
Il risveglio economico e artistico del XII secolo si riassume in
Staffarda: l'abbazia della poesia cistercense degli spazi, in cui
si fondono la tradizione padana e la nuova, pulita regola dell'architettura
d'oltralpe.
Abbazia di Staffarda
Fondata forse con un intervento di San Bernardo di Chiaravalle,
legata all'ascesa della famiglia marchionale che poneva le proprie
sedi non lontano, a Saluzzo e a Revello, Staffarda è l'abbazia
del Saluzzese.
Al 25 luglio del 1135 viene fatta risalire la fondazione del monastero.
Situato in aperta campagna, il complesso abbaziale è circondato
ancora oggi da un piccolo villaggio rustico.
Nella bella chiesa si assiste ad una decisa prevalenza della tradizione
romanica lombarda, mentre il gotico cistercense prevale ormai nel
magnifico chiostro, nella sala capitolare, nella foresteria e nella
loggia per il mercato, posta sulla piazzetta centrale.
Visita: aprile-settembre 9-12,30; 14,30-18; ottobre-marzo 9-12,30;
14-17. Chiuso il lunedì. Tel. 0175- 27 32 15.
Ingresso L 8.000, gruppi L. 6.000, scuole L 4.000.
Presso il piazzale dell’abbazia è possibile la sosta
dei camper.
In 5 chilometri, attraverso le verdi campagne pianeggianti e sempre
accompagnati dallo svettante Monviso, si giunge a Revello all’imbocco
della Valle Po, dove si potrà visitare
La Collegiata
Fondata nel 1483 per volontà del Marchese Ludovico II, è
posta in asse con la strada maestra (l'attuale Via Vittorio Emanuele),
in scenografica prospettiva.La struttura, presenta sobri caratteri
gotici. Bello è il possente campanile.
La facciata, nuda e lineare, ospita il magnifico portale scolpito
datato 1534: un esempio di gusto apertamente rinascimentale, raro
in Piemonte, opera del lombardo Matteo Sanmicheli.
Il vero tesoro della Collegiata (spogliata dall'Ottocento ad oggi
di gran parte dei suoi arredi) sono il polittico di Hans Clemer
e i due polittici di Pascale Oddone (il dotato artista dell'altare
di Staffarda)
Visita: aperta giornalmente (Parrocchia tel. 0175. 25 71 28).
A Revello, da non perdere la visita alla Cappella Marchionale.
Situata al primo piano dell’antica residenza di Margherita
di Foix (attuale Palazzo comunale), la Cappella conserva un ciclo
pittorico tra i più interessanti e più legati alla
storia familiare dei Marchesi di Saluzzo.
Visita: tutto l’anno, in orario di apertura degli uffici comunali;
gruppi o visite domenicali previa prenotazione
tel. 0175/257171/257687.
Ingresso £.4.000, gruppi £.2.500, scuole £.1.500.
Tornati in direzione di Saluzzo, poco prima dell’abitato,
si imbocca la strada della Valle Bronda, la Valle più piccola
del Saluzzese dove, in mezzo ai frutteti, si staglia su di un poggio
il Castello di Castellar.
L’antico maniero, di un ramo collaterale dei Marchesi di Saluzzo,
rimaneggiato nel secolo scorso,
Ai piedi del castello, circondata da campi coltivati, si trova:
la cappella di San Ponzio è una rustica cappella campestre,
in muratura di pietra, coperta da un tetto in coppi a due spioventi
e preceduta da un profondo portico su pilastri. L’abside della
chiesa, voltato a botte, ospita un ciclo di affreschi con Storie
dei Santi. L’opera è tra le migliori di Pietro da Saluzzo.(per
la visita rivolgersi alla vicina casa parrocchiale ).
Ai piedi del castello di distende il piccolo centro abitato.
All’inizio di maggio, ogni anno, Castellar offre un’originale
mostra all’aperto di spaventapasseri: sistemati nei cortili
o nei giardini, quasi ogni famiglia partecipa all’iniziativa
che fa la gioia dei bambini … e perché no anche degli
adulti.
In un paesaggio stupendo inoltre, si svolge un percorso ciclabile
facente parte del percorso "tra acacie e pelaverga" che
collega Castellar con Revello e con Saluzzo.
E’ disponibile un pieghevole sui percorsi cicloturistici del
Saluzzese, richiedendolo telefonicamente all’Ente Turismo
"Le Terre del Marchesato" tel.0175/240352.
Da oltre un decennio in Valle Bronda si è introdotto un metodo
di coltivazione delle mele riducendo quasi totalmente l’uso
di fertilizzanti e fitofarmaci chimici. In qualsiasi stagione dell’anno
alcuni produttori del "Consorzio produttori Mela Valle Bronda"
sono a disposizione dei visitatori per illustrare questi nuovi metodi
di coltivazione. Alcuni indirizzi?
Mellano Giovanni, Via Pagno 73 , Saluzzo (fr..S.Lazzaro) tel.0175.41935
Michelis Giuseppina, Via Pagno 51, Saluzzo (fr..S.Lazzaro) tel.0175.44678
Soleri Riccardo, via Romani 7, Pagno tel.0175.76185
Accanto alla frutta, Pagno e Castellar trovano spazio i vigneti
di "Pelaverga" : dal 1992 il locale Consorzio Produttori
del vino Pelaverga della Valle Bronda garantisce la qualità
del vino, amabile, non forte, dal colore rubino e trasparente con
un leggero sapore di fragola e lampone.
Questo vino inoltre ha ottenuto nel 1996 la denominazione d’origine
controllata come "Colline Saluzzesi" . Dunque, l’invito
vi è rivolto a visitare la cantina del
Consorzio Produttori del vino Pelaverga Via Maestra Castellar tel.0175.
76118
Poco dopo l’abitato di Pagno, sulla strada verso Brondello
si incontra l’antichissima chiesa di San Pietro e Colombano
L’edificio conserva resti della facciata romanica verso il
cimitero, il bel campanile databile al XIII-XIV secolo e affreschi
di età romanica e gotica.Tra questi emerge il bellissimo
Arcangelo S Michele, opera di Hans Clemer, alla base della cella
campanaria.
Visita: informazioni presso Ente Turismo "Le Terre del Marchesato"
tel. 0175-24 03 52.
Proseguendo, entrando nel paese di Brondello vi è una piccola
panetteria "Il Vecchio Forno" che merita una sosta: oltre
alle paste di meliga, alle torte di mele potrete far conoscenza
con i tipici biscotti al Pelaverga e "quelli lunghi" ideali
per la colazione. Ancora a Brondello troverete un punto vendita
di vino Pelaverga, (il vino dei Marchesi di Saluzzo !!) confetture
ed altri prodotti del bosco da :
Maero Emidio Via Villa, 35/a (vicino al ristorante La Torre) tel.0175.
76115
Il paesaggio si fa via via più montano salendo al Colle di
Isasca (m.770) che collega la Valle Bronda con la Valle Varaita.
Appartato, il Comune di Isasca, è il comune più piccolo
della Valle Varaita.
Una sosta la merita la raccolta chiesa di San Massimo.
La piccola chiesa, dedicata al celebre Santo, vescovo di Torino,
risale alla fine del XIV- inizi del XV secolo, ha un bel portale
e, nel vano absidale, affreschi di eccellente fattura, datati 1545
e raffiguranti gli Evangelisti e in alto un'Annunciazione.
Visita: sempre aperta.
Giunti in valle Varaita, il primo paese che s’incontra è
Venasca, rinomato centro di produzione e vendita di castagne a cui
è dedicata una gustosissima rassegna ogni anni il terzo sabato
e la terza domenica di ottobre. Roccaforte dell’arte bianca,
a Venasca si trovano ancora alcune panetterie con il forno a legna,
specializzate nella produzione di torte, paste di meliga e, in autunno,
biscotti alle castagne.
Alcuni indirizzi:
Panetteria Bogetti Via Cuneo, 6
Panetteria GarneroVia Casavecchia, 69
Panetteria "Furn a bosch" Via IV Novembre,
Pasticceria Dell’Arco12 Piazza Martiri, 10
Troviamo altresì due importanti salumifici: Viviano e Brizio,
situati entrambi sulla strada statale.
Per gli appassionati del Golf, segnaliamo il campo "Il Bricco"
a 9 buche, situato nella località omonima a cui si accede
dal centro di Venasca.
Per la sosta
Area (non attrezzata) in prossimità del " vecchio"
campo sportivo.
Inoltre sulla strada provinciale della Valle Varaita verso Brossasco
è presente un’area turistica dotata di tavoli, panche,
illuminazione e acqua potabile.
Risalendo la Valle Varaita, superati Brossasco, Melle e Frassino
(che saranno oggetti di prossimi itinerari) arriviamo a Sampeyre
dove vi consigliamo la visita alla Parrocchiale.
La Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, bell’esempio di architettura
romanico – gotica esercita all’interno una profonda
suggestione. Notevoli i capitelli scolpiti delle alte semicolonne
e il fonte battesimale in marmo (1482) della bottega degli Zabreri
di Pagliero.
Ma l'oggetto degno di maggiore attenzione sono gli affreschi distribuiti
nelle arcate cieche sui due lati della navata centrale, attribuiti
ai fratelli Biazaci (sec. XV).
Visita: sempre aperta
A Sampeyre si suggerisce la visita ad alcune botteghe di artigianato:
La Butieo, lavorazione ceramica in Frazione Rore
Cristina Bargis, che lavora la lana in Frazione Rore
La Ciadeuvra bottega d’arte che intende promuovere l’arte
celtica presente in Piemonte, che si trova in Via Roma, 60
Anna Maria Landolfi, in Piazza della Vittoria, 44, intaglio su legno,
ceramica, tessuto.
Per l’acquisto di formaggi sia freschi che stagionati, latte,
yogurt e burro potrete invece salire per 5 Km. alla soleggiata località
di Becetto dove Gianfranco Martino e la sua famiglia hanno da pochi
anni avviato un piccolo e promettente caseificio.
Superate le borgate Villar, Confine e Torrette, si giunge a Casteldelfino,
capitale dell’antica "Chastelado".
La Parrocchiale di S. Margherita è un cospicuo edificio romanico
- gotico che domina il paese con l'alto campanile (notare i doccioni
in pietra, quattrocenteschi). Conserva un magnifico portale riccamente
scolpito e, all'interno, un'ininterrotta decorazione ad affreschi
che coprono tutte le pareti dell'alta navata, recuperati da un recente
restauro durante il quale è riemersa la firma dei pittori
Tommaso e Matteo Biazaci.
Visita: sempre aperta durante l'estate. D'inverno, solo durante
le funzioni. Rivolgersi a: Parrocchia di Sampeyre tel. 017597800.
Poco distante dall’abitato è la chiesa di Sant'Eusebio:
d'impronta romanica, con piccolo campanile a vela traforato e portale
in pietra ad arco architravato ed è quanto resta del primo
capoluogo distrutto da una frana nel 1391.
In estate potrete acquistare miele ed altri prodotti ortofrutticoli
presso
l’Azienda Agricola"Semitoun", in Piazza Guglietta.
La terza domenica di agosto inoltre si tiene la Sagra del Miele
e delle Erbe curative.
Proseguendo per 7 km, a Pontechianale suggeriamo la sosta nell’area
predisposta per i camper, in zona pineta. (Per informazioni rivolgersi
al distributore API tel. 0175/950120).
Naturalmente non potrete tralasciare la visita a San Pietro in Vincoli,
la moderna Parrocchiale che conserva come una reliquia il portale
tardo-romanico, dai capitelli ornati da teste umane e animalesche,
dell'antica chiesa, sommersa nel 1942 sotto il lago artificiale
insieme a un'intera borgata.
Sulla strada che porta al Colle dell’Agnello (mt. 2748, valico
estivo verso la Francia) si trova il caratteristica borgo di Chianale.
La chiesa di Sant'Antonio risalente al XIV secolo, fu la Parrocchiale
di Chianale dal 1459 fino a tutto il Seicento.
Semplice ed armoniosa, con campanile a vela a triplice traforo e
un portichetto successivo, presenta un portale a triplice ghiera
centinata che anticipa quelli di Casteldelfino, Sampeyre, Elva.
Visita: aperta durante l'estate
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