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di Wilma Margaria
Distesa a ventaglio su una collina che si affaccia sulla valle
del Po con lo sfondo del Monviso, Saluzzo, una delle più
affascinanti città del Piemonte, ha conservato, stretta nel
circuito delle antiche mura, le caratteristiche architettoniche
ed urbanistiche di diverse epoche. Capitale per quattro secoli di
un Marchesato indipendente retto da una dinastia illuminata ed energica,
si affermò sullo scenario internazionale grazie ad una politica
espansionistica e ad abili alleanze, attraversando un periodo di
feconda produzione artistica.
Sotto i Savoia dal 1601, le sorti della città furono legate
a quelle dell’intero Piemonte. Nel XVIII secolo Saluzzo conobbe
un nuovo rifiorire urbanistico e architettonico arricchendosi di
chiese e palazzi nobiliari
L’itinerario inizia da corso Italia, sul quale prospettano
la cattedrale e gli edifici sorti sul sito delle antiche mura.
La Cattedrale, monumento tardo gotico sorta tra il 1491 e il 1511
per volere del Marchese di Saluzzo, Ludovico II, sul luogo di
un’antica pieve.
La facciata è arricchita da tre portali sormontati da ghimberghe;
l’esterno è completato dalla visione del bel campanile
settecentesco.
L’ampia facciata introduce la suggestiva grandiosità
dell’interno, che presenta decorazioni neogotiche. L’altare
maggiore, opera barocca settecentesca, è ricca di movimento
scenografico. Tra le splendide opere d’arte: il crocefisso
ligneo del primo ‘400, in alto nella navata centrale, le
tavole del polittico di Hans Clemer, fine XV sec., conservate
nella cappella del SS. Sacramento, la teatrale Deposizione in
terracotta dipinta nella navata destra e l’altare di S.
Giuseppe, nel deambulatorio, entrambe opere risalenti al XVI sec.
Si entra ora, nella “città vecchia”da Porta
di S. Maria:
La veste architettonica attuale è dei primi anni del XIX
secolo, ma la sua presenza in questo luogo risale al 1379, quando
ingrandita la città, si dovette innalzare la nuova cinta
di mura. Attraversata la porta subito si annuncia il carattere
medioevale di Via Alessandro Volta,detta dei portici scuri: i
due porticati hanno volte prevalentemente a crociera e pilastri
in pietra che sorreggono le arcate ogivali. Questa via, ogni mercoledì
e sabato mattina, ospita il pittoresco mercato della frutta e
verdura.
Le fa da sfondo la rossa mole del Monastero dell’Annunziata,
oggi sede della Biblioteca Civica e della scuola di Alto Perfezionamento
Musicale.
Si accede alla suggestiva Piazzetta dei Mondagli, dal nome di
una antica e nobile famiglia saluzzese, che qui aveva la sua dimora.
Al n. 5, la casa natale di Silvio Pellico dove il celebre scrittore
ed eroe risorgimentale vi nacque nel 1789.
Recentemente restaurata dal Comune, ospiterà il “Museo
dei cimeli Pellichiani”.
Nella piazzetta dalla caratteristica forma terrazzata dove vi
convergono alcune viuzze ciottolate:da sinistra, Via dell’
Annunziata, al centro le ripide via Muletti e Discesa alla Piazzetta
che conducono entrambe in salita al Castello, a destra via S.
Francesco d’ Assisi e Via Deodata, che giungono all’attuale
Palazzo Civico.
Una deviazione per Via S. Francesco consente un itinerario panoramico
sui tetti in coppi e sui campanili delle tante chiese del centro
storico, fino ad arrivare davanti al Palazzo Comunale, opera dell’architetto
Gallo 1726-35. Da notare l’androne d’ingresso, il
lungo atrio e lo scalone monumentale. Attigua è la chiesa
di S. Ignazio dell’arch. Quadrio, 1702, oggi sconsacrata.
Il Palazzo è arricchito dall’elegante Torre Civica,
del 1464, simbolo figurativo della città: fu edificata
ai tempi del Marchese Ludovico I e nella seconda metà del
‘500 fu sopraelevata con l’aggiunta della cuspide
poligonale. I recenti restauri del 1993 ne hanno reso accessibile
la visita al pubblico e recuperato un punto panoramico eccezionale.
(Visita: da ottobre a marzo mercoledì-sabato 9-12,15/14
–17,15; da aprile a settembre 9-12,15/15-18.15).
Subito dopo, il Palazzo delle Arti Liberali, la cui facciata era
sicuramente tra le più eleganti della città, con
finestre crociate in cotto, il cornicione arricchito da volte
a vela e le grisailles, raffiguranti le antiche discipline di
studio del Trivio e del Quadrivio.
All’angolo con Piazza Castello è situata la Casa
Bassa dei Marchesi, XIII sec.,di proprietà privata.
La prospettiva di Salita al castello è chiusa dal grande
torrione angolare della Castiglia, : è quanto di originale
resta del Castello dei Marchesi di Saluzzo, che qui sorgeva sin
dal 1280. Il Castello fu fortemente rimaneggiato nel XIX secolo,
quando venne destinato,fino al 1992, a penitenziario.
Di fronte alla Castiglia è la fontana della Drancia (sec.
XVIII)
Da Piazza Castello si scende attraverso Via Valoria, dove l’Istituto
delle Suore Carmelitane, già Casa Della Chiesa, racchiude
nel cortiletto interno decorazioni a grisaille cinquecentesche,
raffiguranti le Storie di Davide attribuite ad Hans Clemer, sec.
XVI.
Di fronte è la suggestiva Salita Malacarne che, con un
voltone, collega Via Valoria a Salita al Castello.
Da piazza Castello si potrà effettuare una deviazione
fuori le mura verso la vicina Chiesa - Convento di S. Bernardino.
Il complesso si presenta oggi in veste settecentesca anche se
sue le origini risalgono al XV secolo.
L’ interno colpisce per le sue decorazioni prospettiche
affrescate nella metà del settecento da Gian Domenico Rosso
e Pietro Pozzi. Ai lati della navata si susseguono le cappelle
gentilizie con notevoli paliotti d’altare. Suggestivo il
chiostro che recinge un giardino con vera dal pozzo centrale.
Poco oltre è visibile dell’esterno Villa Radicati,
detta anche Belvedere, già casa di caccia dei Marchesi
di Saluzzo, pervenne ai Radicati di Marmorito,donata al comune
di Saluzzo dall’ultima discendente.
Da qui è possibile compiere piacevoli passeggiate sulla
collina saluzzese: una delle più celebri parte da via Creusa,
sale sulla collina verso l’antica chiesa di S. Lorenzo,
e si conclude in piazza Castello.
Ritornati in Salita al Castello, ai piedi dell’importante
Torre Civica si presenta il campanile gotico di S. Giovanni, del
1376, sormontato da un’alta cuspide con gallo bronzeo.
Nella silenziosa piazzetta, con la romantica vera da pozzo, la
Chiesa di S. Giovanni, fondata alla fine del ‘200, riassume
la storia della città: affidata prima ai cistercensi e
poi ai frati Domenicani che la ampliarono notevolmente, è
officiata dal 1821 dai servi di Maria.
La semplicità della facciata non lascia trasparire la grandiosità
dell’interno, a cui si accede scendendo una imponente gradinata.
Sono notevoli il complesso ciclo di affreschi quattrocenteschi
della cappella dei Santi Crispino e Crispiniano, di Pietro da
Saluzzo,a sinistra entrando; l’imponente cappella barocca
del Rosario con la pala d’altare di Pascale Oddone-1535-
la cappella funeraria dei marchesi, in pietra grigio verde, gioiello
di arte tardo gotica borgognona della fine del XV secolo, il chiostro,
la sala capitolare con il monumento funebre di Galeazzo Cavassa
e il grande affresco cinquecentesco della Crocifissione nel refettorio.
Proseguendo a ponente si giunge al Museo Civico di Casa Cavassa.
(visita: stessi orari della Torre Civica).
La Casa della famiglia Cavassa, XV sec., fastosa dimora del Vicario
Generale del Marchesato, venne trasformata nei primi anni del
‘500 nelle forme del rinascimento padano. Sfruttando la
pendenza del terreno, raggiunge l’altezza di sei piani mossi
scenograficamente da terrazze, loggiati e porticati riccamente
decorati.
Acquistata nel 1885 da Emanuele Tapparelli d’ Azeglio, fu
restaurata dagli architetti Pulciano e Avondo secondo i criteri
ottocenteschi del completamento in stile e poi donata al Comune
di Saluzzo come museo. All’ interno è esposta la
collezione d’arte Tapparelli comprendente arredi, affreschi
e dipinti dell’epoca, tra cui spicca la Tavola della Madonna
di Misericordia, capolavoro di Hans Clemer del 1499 ed il coro
in stile gotico, proveniente dalla cappella marchionale di Revello
Quasi di fronte a Casa Cavassa è il Palazzo dei Marchesi
del Carretto, opera di Gian Giacomo Plantery, dei primi del Settecento;
costruito all’innesto di via S. Giovanni con via S. Chiara,
costituisce un notevole effetto scenografico.
Al di là del muricciolo, che segna il tracciato delle antiche
mura, lo sguardo abbraccia un ampio panorama sulla valle Po e
sul Monviso. A destra il Palazzo Saluzzo di Monterosso, XVIII
sec., oggi sede dell’Istituto Statale d’Arte.
La Chiesa di S. Bernardo, di origine quattrocentesca, si presenta
nelle forme barocche. La facciata, dal paramento in mattoni a
vista, contribuisce a creare con il campanile, 1413, uno scorcio
suggestivo tra antichi palazzi di aristocratica memoria.
La chiesa viene aperta solo durante concerti o manifestazioni.
Procedendo per via San Bernardo, si incontra il Belvedere, balcone
panoramico sulla città bassa, in particolare sul Quartiere
di Cavalleria XVIII-XIX sec., oggi sede di importanti manifestazioni
cittadine. In Via Griselda, (il nome ricorda la protagonista saluzzese
dell’ultima novella del Decamerone del Boccaccio), si affacciano
eleganti portali: a destra il Palazzo della Torre, a sinistra
il Palazzo dei Conti Luda di Cortemilia, infine all’angolo,
il Palazzo Solaro di Monasterolo, già della Manta oggi
sede di numerosi uffici pubblici, tra i quali quello dell’Ente
Turismo “Le Terre del Marchesato”.
Al termine di via Griselda si apre lo slargo di fronte all’
Antico Palazzo dei Gesuiti (sec. XVIII) oggi sede del Municipio.
Da notare l’androne di ingresso, il lungo atrio e lo scalone
monumentale.
Scendendo si incontra la scenografica piazzetta di San Nicola
prospettano le facciate dalla calda cromia della Chiesa di San
Nicola, del 1628, e della Confraternita della Misericordia o Crociata
Nera, splendida realizzazione barocca ad andamento curvilineo,
particolarmente suggestiva con le luci del tramonto, opera dell’arch.
Quarini, 1761-62.
L’interno, di modeste dimensioni, colpisce per gli affreschi
a trompe-l’oeuil sulla volta di Gian Domenico Rossi, metà
del ‘700. La chiesa, recentemente restaurata, a cura di
una Associazione privata, viene aperta in occasione di speciali
manifestazioni, concerti, convegni.
Si può poi proseguire attraverso Via Gualtieri, leggendario
marchese di Saluzzo della novella già citata del Boccaccio,
e si raggiungono i quartieri ottocenteschi della città.
Oppure si può ritornare in Via Palazzo di Città
per uscire dall’antica Porta dei Vacca, una delle sei porte
delle mura trecentesche, abbattute a partire dal XVII secolo per
costruire i nuovi palazzi a portici.
Si ritorna nuovamente in corso Italia.
SALUZZO TRA OTTO E NOVECENTO
Il centro cittadino attuale, compreso fra il Duomo e l’antica
Caserma di Cavalleria, è caratterizzata da un’architettura
sostanzialmente unitaria della seconda metà dell’800.
I palazzi di Corso Italia, Corso Piemonte, Piazza Cavour e Via
Silvio Pellico, sono stati recentemente ritinteggiati sulla base
di un piano colore realizzato dall’Amministrazione Comunale.
Piazza Liderico Vineis con una piccola area verde contorna il
Monumento a Silvio Pellico, opera del 1863 dello scultore Simonetta.
Di fronte è la via omonima, ed edifici porticati, costruita
nel 1856 come Via dello Scalo, perchè collegava l’allora
stazione ferroviaria al centro cittadino.
La via è oggi un’elegante zona pedonale che si apre
sull’ampia Piazza Cavour, dove spicca la costruzione metallica
ottocentesca del mercato coperto, “l’Ala”.
Altri edifici porticati si innalzarono nel secolo scorso attorno
al Duomo e a Piazza Garibaldi, lungo le allee di ingresso alla
città.
Oltre agli aspetti storici ed artistici Saluzzo offre ai visitatori
numerose specialità gastronomiche.
Intanto si consiglia di non perdere il mercato del sabato mattina
che invade tutto il centro città
ed in particolare quello delle “fumne” sotto i “porti
scur”.
Diamo quindi, solo alcune, tra le tante indicazioni che si possono
suggerire:
l’enoteca La Botte Gaia, in Piazza Garibaldi dove si troverà
il meglio della produzione piemontese;
la panetteria Salvagno in Via Torino che propone ottimi grissini
e pasticceria secca tra cui i bijoux;
la casa del Parmigiano dove troverete una strepitosa scelta di
formaggi;
la Pasticceria “Beppe” e la Pasticceria “Almonte”,
veri salotti – caffè e templi della pasticceria locale;
e per chi non vorrà cimentarsi ai fornelli si consigliano
le gastronomie “Da Eraldo” in Via Spielberg,
“da Pupa” in Corso Italia, sotto i portici, e la gastronomia-macelleria
“Daniele” di fronte a Porta Vacca.
Infine potrete gustare gli splendidi gelati alla crema alla gelateria
Dell’Erba in Piazza Risorgimento.
E se qualcuno di voi, curioso, vorrà saperne di più…..potrà
telefonare all'ufficio Turistico IAT di Saluzzo (0175.46710)
Vi aspettiamo numerosi.
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