| di Wilma Margaria
(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N.
72-3/2002)
Ormai passato il grande entusiasmo popolare della Baìo di
Sampeyre, torniamo in zona per proporvi
una bella passeggiata primaverile, adatta in particolare alle famiglie
che vogliano trascorrere una o più giornate, in un ambiente
di media montagna con possibilità di escursioni non impegnative.
Becetto, frazione di Sampeyre a 1380 metri di altitudine, in Valle
Varaita è una bella località posta sul versante "adrecc"
più aperto e soleggiato.
Da molti anni ormai, inoltre, l'ultima domenica di agosto, vi si
svolge Lou Chanto Viol (letteralmente il Canta Sentieri, lou viol
è il termine occitano che indica sentiero-viottolo), singolare
abbinamento tra escursionismo e musica tradizionale, quest'ultima
ancora profondamente radicata in valle e nella zona del Bessè
in particolare.
La valorizzazione dei sentieri è un po' il filo conduttore
delle iniziative volte a rilanciare il turismo e l'economia della
piccola comunità.
Il percorso botanico di Crosa inaugurato nella primavera del 2001
e reso fruibile, vuole essere un piccolo tassello in questo senso.
Realizzato con il contributo del GAL nell'ambito di progetti europei,
il percorso rende accessibile e godibile nella sua selvaggia bellezza
un angolo del vallone di Crosa, un piccolo affluente del Varaita,
ripristinando vecchi sentieri e valorizzandone le emergenze naturali.
Una piccola guida, illustra nel dettaglio il percorso e gli ambienti
attraversati e propone una scheda delle principali essenze botaniche
che si incontrano facilitandone così il riconoscimento.
L'itinerario è un anello di circa due chilometri e mezzo
(5.000 passi nella natura è il suo slogan) che inizia dalla
borgata Graziani (1.375 m) per portarsi al fondo del Vallone di
Crosa, risalire quindi sul fianco sinistro e tornare indietro sino
a raggiungere le case di Morelli (1425 m). La passeggiata che presenta
un modesto dislivello, è alla portata di tutti e in particolare
dei bambini e richiede circa un'ora di cammino. Nonostante il suo
limitato sviluppo consente l'approccio con i molti aspetti della
montagna.
Si inizia dalla piazzetta del capoluogo di fronte al bar-ristorante
(pannello didascalico e possibilità di acquistare l'opuscolo)
per salire ai Graziani dove è l'azienda Agrituristica del
Bessè. Gianfranco Martino che ne è il titolare ha
iniziato dapprima allevando cavalli Merens, per poi passare con
la moglie a produrre formaggi, dapprima per consumo personale e
successivamente anche per il mercato. Oggi sono quindici i saporiti
prodotti caseari (ottimi i tomini e un sapido erborinato, il gris,
tipo Roquefort ma confezionato con latte di mucca) a cui si aggiunge
dell'ottimo yogurt naturale e alla frutta, prodotti nel piccolo
caseificio domestico.
La carrareccia pianeggiando si approssima al solco torrentizio percorrendo
un tratto ricco di risorgive che rendono il fondo quasi sempre fangoso.
In questa parte del percorso incontriamo anche le prime targhe esplicative
che oltre che il nome comune e quello scientifico delle piante e
degli alberi, riportano anche il termine occitano, un'occasione
per approfondire il rapporto con questa meravigliosa e antica lingua.
Lasciato a sinistra il sentiero per le Rocce del Grapunet (palestra
di arrampicata) e i vivai del Preit, si percorre un tratto nel bosco.
Questo ambiente fondamentale nell'economia alpina sta lentamente
riguadagnando lo spazio che occupava un tempo espandendosi sui prati
e sui pascoli abbandonati. A valle del sentiero, semisepolto dalla
vegetazione, è un edificio in pietra a un solo spiovente
al cui interno sono i pochi resti di un mulino. La ruota, come nella
maggior parte dei mulini di montagna, era di tipo orizzontale posta
all'interno dell'edificio stesso. Un secondo mulino, in migliori
condizioni di conservazione, il Mulin Pago, si trova più
a valle. Si giunge così nei pressi del torrente che si costeggia
per un tratto potendo osservare la flora tipica delle zone umide
tra cui caratteristico è il farfaraccio le cui ampie foglie
venivano utilizzate per avvolgere i pani di burro. Poco sopra, al
termine di un ripido strappo, è il Pian dla Cumbo, cioè
"pianoro nell'avvallamento", spianata che un tempo costituiva
importante punto di riferimento per le attività dei montanari.
I volontari della Pro Loco hanno qui recuperato una fresca fontana
di cui, in seguito di movimenti franosi, si erano perse le tracce.
Se oggi molti dei terreni sono abbandonati così non era in
passato: anche i piccoli fazzoletti verdi annidati tra le rocce
di Crosa che stanno di fronte a noi, erano sfruttati per ricavarne
il prezioso fieno selvatico. Lasciato il torrente, si inizia il
ritorno risalendo prima attraverso la pineta (si possono vedere
le principali specie di conifere imparando così a riconoscerle,
tra cui il famoso pino cembro, che più in alto nella valle
nei pressi di Casteldelfino, forma un magnifico bosco in purezza,
l'Alevè) poi percorrendo un versante più aperto dove
la flora è quella tipica delle zone aride. Una breve rampa
conduce quindi alla borgata Morelli dalle belle e tipiche case in
pietra. Proprio all'ingresso della borgata addossato ad una baita
è un gigantesco faggio monumentale di quasi 4 metri di circonferenza
la cui presenza da sola giustifica l'itinerario. A Morelli si ritrova
la strada asfaltata che sale dal capoluogo. Percorsi pochi metri
si prende quindi il sentiero che scende a destra attraverso i prati
artificiali che rappresentavano un tempo la maggior ricchezza dei
valligiani e che ora in molti luoghi non vengono neppure più
sfalciati, tornando in breve a Graziani.
Il percorso botanico è solo una delle opportunità
escursionistiche del Bessè. Molte altre belle passeggiate
sono proposte e descritte nel volumetto I Viol dal Bessè
- guida ai sentieri di Becetto, recentemente ristampato.
A Becetto è presente un bel campeggio, il Cianabie, aperto
tutto l'anno, tel.0175-979973 oppure 328.7040905, sito internet
www.cianabie.com
Indirizzi utili: azienda Agrituristica Dal Bessè tel. 0175/979995
e per assaggiare le famose ravioles e i piatti tipici della Valle
Varaita, l'Albergo-Ristorante Del Becetto, tel. 0175/977120 .
Il testo del percorso botanico di Crosa è tratto da Piemonte
Parchi, n. 112, Torino, dicembre 2001
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