MARCHESATO DI SALUZZO
"Tra i Ciciu di Villar San Costanzo"

di Wilma Margaria

(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 73- 4/2002)

Molti di voi forse già conoscono i "Ciciu 'd pera", che costituiscono un parco naturale interessantissimo, spettacolare, ben attrezzato e facilmente fruibile a breve distanza da Cuneo.
Nella stagione primaverile, anche se si è già stati, si ritorna sempre volentieri ai Ciciu di Villar S. Costanzo, all'imbocco della Valle Maira.
E' un'oasi di pace e tranquillità, adatta a tutti, in particolare alle famiglie con bambini.
L'area di riserva naturale, che fa parte del Parco Naturale della Valle Pesio dal 1989, si estende a circa 600 metri di altitudine, occupando 30 ettari delle pendici del Monte S. Bernardo; è preceduta da un ampio parcheggio, e dal bar ristorante "Locanda del Parco". E' presente un'area per il pic nic completa di barbecue e fontana.
La riserva è visitabile tutto l'anno. All'ingresso, è il centro visite con esposizione didattica, aperto tutti i giorni.
I "Ciciu" (che vuol dire pupazzi) sono un curioso quanto interessante fenomeno geologico di erosione che ha portato, nel corso dei millenni, alla formazione di colonne di conglomerato argilloso misto a granuli di quarzo, sormontate da larghi massi di gneiss (specie di granito color grigio scuro).
I "Ciciu" del Villar (che trovano i loro omologhi nelle "demoiselles coiffées" della Durance francese o in Trentino Alto Adige), assomigliano a enormi funghi policromi: il gambo di sabbia rossiccia compatta; il cappello è una lastra tondeggiante di gneiss grigio bruno.
Ce ne sono circa cento, di notevoli dimensioni, con un diametro di 1,5-2 metri e altezza fino a 5 metri.
D'inverno si trasformano in funghi fiabeschi emergenti dalla neve, nella bella stagione i pinnacoli rossastri sono sparsi tra la ricca vegetazione.
Queste sculture naturali, apparentemente misteriose, hanno dato origine, nei secoli passati alla leggenda secondo cui un centinaio di legionari romani che davano la caccia a San Costanzo per condurlo al martirio, furono invece da lui maledetti e trasformati in sagome di pietra. Oppure, secondo un'altra leggenda, sarebbero i montanari contrari alla predicazione di San Costanzo, trasformati in "ciciu 'd pera" per punizione divina.
Ma è la scienza e non la leggenda che oggi dà una spiegazione a questo fenomeno: un processo iniziato circa 12 mila anni fa quando, al termine dell'ultima glaciazione, (la Wurmiana) una notevole massa di sabbie e limi rossastri ricchi di materiali ferrosi si depositò alle falde del Monte San Bernardo; poi col concorso di frequenti sismi, grandi massi di gneiss franarono dallo stesso monte. A questo punto la fase erosiva degli agenti atmosferici e del torrente Faussimagna (oggi modesto ruscello che scende in direzione della frazione Morra) ha portato alla creazione di queste fantasiose sculture asportando, granello dopo granello, la terra friabile e lasciando pressoché inalterata quella compressa e rassodata dall'urto e dal peso dei lastroni e dunque più dura.
Il processo evolutivo continua ancora oggi: i massi più vecchi a volte cadono per il peso dei secoli e dell'erosione, ma al di sotto dello gneiss un nuovo "Ciciu" sta nascendo anche se la nostra percezione del tempo non se ne può accorgere.
La loro visita viene proposta attraverso due itinerari, entrambi segnalati: uno "turistico" da compiere in mezz'ora, l'altro un po' più escursionistico che sale fino al Colle della Liretta ( circa 2 ore). Anche i vari tipi di piante che si incontrano lungo il percorso sono illustrate da schede scientifiche.
Per i più sportivi, per i bambini a partire dai 7-8 anni, e per le eventuali mamme che si vogliono mantenere in forma, consigliamo anche il bel percorso ginnico tutto attrezzato, segnalato a destra dell'ingresso della riserva.
Per i più golosi (come me) consigliamo la "torta del Villar" al cioccolato, che troverete nel fornitissimo negozio di alimentari del paese (alimentari Perano).
Un'ottima scelta di formaggi della Val Maira si potrà acquistare presso il caseificio Valle Macra, in frazione Morra (il caseificio è aperto anche il sabato e la domenica mattina)".
Ma i "Ciciu" non sono l'unica attrazione di questa zona: l'escursione sarà arricchita dalla visita alla chiesa abbaziale di San Pietro con la sua cripta dell'XI secolo - una delle più belle del Piemonte - e la cappella di S.Giorgio, con uno splendido ciclo di affreschi quattrocenteschi, opera di Pietro da Saluzzo. ( Nel caso in cui non sia presente il parroco, ci si può rivolgere per le chiavi al Bar di fronte alla chiesa).
Se alzate gli occhi al cielo, molto probabilmente avrete la possibilità di vedere volare deltaplani e parapendio: infatti Villar S.Costanzo - Colle della Liretta è il luogo di ritrovo e di lancio per gli appassionati di questo sport.
Non dimenticate una visita a Dronero, una delle cittadine più caratteristiche del Cuneese, con il merlato "ponte del diavolo", l'antica Parrocchiale dei S.Andrea e Ponzio, le stradine secondarie, e la collezione allestita recentemente del Museo d'arte Mallè.

E se qualcuno di voi, curioso, vorrà saperne di più…..potrà telefonare all'ufficio Turistico IAT di Saluzzo (0175.46710)

La riserva dei "Ciciu" è raggiungibile in auto. Arrivando da Cuneo occorre, una volta passato il viadotto Soleri, svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per Dronero lungo la SS 22 della Val Maira, per circa 20 Km. Da qui si seguono le indicazioni per Busca; svoltando a destra si segue la SP 24 per circa 3 Km fino al bivio per Villar San Costanzo. Per chi arriva da Torino superata Saluzzo si segue la statale 589, si supera Busca si prosegue per Dronero arrivando dopo circa 8 Km al bivio per Villar


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