MARCHESATO DI SALUZZO
"La Bahio di Sampeyre in Valle Varaita, una festa d'Hoc"

di Wilma Margaria

(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME" N. 70- 1/2002

Come riporta il manifesto che celebra un edizione passata, la Bahio di Sampeyre è la festa popolare più antica del cunnese: la sua origine infatti risale ad una vicenda storica , l'invasione dei saraceni nelle vallate alpine e la loro scacciata dopo una sollevazione popolare , che i testi antichi collocano avvenuta nell'anno 950.
Le notizie di quella vicenda che la "Bahio" di Sampeyre rievoca ogni cinque anni attingono solo alla tradizione.
I montanari quella volta si sollevarono in massa e cacciarono i superstiti del distaccamento di occupazione che aveva come base la località "La Garde Freinet" in Provenza.
Per celebrare la vittoria il popolo si riversò per le strade dei paesi liberati festeggiando per più giorni la liberazione.
E secolo dopo secolo la Bahio è arrivata sino ai giorni nostri. Fino all'800 la celebrazione avveniva quasi ogni anno, mentre negli ultimi decenni la scadenza è diventata quinquennale perché la manifestazione richiede una grande mobilitazione di persone e di spese ingenti.
Due particolari della tradizione millenaria sono stati però mantenuti: la Bahio si celebra sempre nel periodo di carnevale e dalla folla dei personaggi sono rigorosamente escluse le donne.
La Bahio, termine occitano equivalente in italiano ad "Abbazia, Abbadia", con il quale si intende sia la festa in sé sia il gruppo dei partecipanti, si svolge durante tre giornate: quest'anno, domenica 27 gennaio, domenica 3 febbraio e giovedì 7 febbraio, sfilando con tempi e modalità diverse.
Le donne preparano i costumi
Il lavoro di preparazione dei costumi viene svolto dalle donne nelle lunghe serate invernali che precedono la festa: pieghettare e cucire gli innumerevoli e coloratissmi nastri di seta (i bindei), per la maggior parte prodotti da una ditta specializzata francese e conservati per diverse generazioni.
La Bahio risulta composto da 4 gruppi: il gruppo del capoluogo"Piasso" e quelli delle frazioni, Rore, Calchesio, Villar. La tradizione vuole che siano i giovani a richiederla il giorno dell'Epifania formando rombanti cortei che girano per il paese e per le borgate, accompagnati dalle fisarmoniche e di qualche strumento percussione e gridando Bahìo, Bahìo.
In seguito a questa richiesta saranno gli Abbà, i capi della festa, dopo aver verificato che esistano le giuste condizioni ad esporre all'esterno delle proprie abitazioni la bandiera della Baìo, confermando così a tutti lo svolgimento della festa.
Ciascuna Bahio è composta da un certo numero di coppie di personaggi, alcune delle quali compaiono solo in un determinato gruppo. I costumi di personaggi identici, ma appartenenti a Bahie diverse , possono presentare particolarità anche di un certo rilievo caratterizzando così in modo evidente il gruppo di appartenenza.

Durante la prima domenica i Tambourin, verso mezzogiorno, chiamano a raccolta i personaggi che formano il corteo e sfilano ognuno nella propria borgata quindi la baìo di Calchesio si reca a Sampeyre capoluogo e divide con Piasso il ballo fino a sera.
Verso sera le compagnie si congedano per far ritorno al proprio borgo.
La seconda domenica le Baìe delle frazioni partono alla volta del capoluogo dove avviene l'incontro solenne: gli Abbà si scambiano il rituale saluto incrociando le spade sguainate. Tutti insieme sfilano poi per il paese fino a giungere sulla piazza principale dove si formano quattro gruppi e le baìe si esibiscono separatamente nei balli tradizionali.
Davanti al corteo, talvolta, si presentano barriere formate da tronchi d'albero (cioè gli ostacoli lasciati dai saraceni per rallentare la marcia degli inseguitori): entrano allora in azione i Sapeur che con abili colpi di scure tagliano i tronchi in modo da poter proseguire.
Non mancano gli scherzi, i furti (finti naturalmente). Anche il Tesourìe, controllato a vista dagli Uzouart, fugge di tanto in tanto, trovando rifugio nelle osterie, e poi viene riacciuffato.
Il Giovedi Grasso
Il giovedi grasso si ripete l'incontro delle Bahìo nel capoluogo (non interviene la baìo di Villar che celebra la festa sfilando nella propria borgata). Nel primo pomeriggio tutti i gruppi rientrano nella propria borgata e danno inizio al rito di chiusura: il processo al Tesoriere che viene accusato di essersi impossessato dei marenghi d'oro della comunità.
L'inesorabile richiesta di condanna viene poi graziata dall'intervento delle ragazze da maritare (queste non sono vestite in costume e sono l'unica presenza femminile che entra nel copione della sceneggiata).
A Villar però, il Tesourie viene ucciso…..

I balli della Bahio sono autentici momenti di festa che coinvolgono tutta la popolazione. Si ripetono sovente in vari punti significativi, e nascono anche spontanei ogni volta che il corteo si ferma per qualche otivo. Essi continuano poi per tutta la notte, dopo ogni giorno di festa, nei locali pubblici o in quelli predisposti nelle varie Bahie. Si ballano le danze tradizionali, che localmente sono ancora in uso anche tra i giovani.
Per vedere la Bahio
La Bahio è una festa in movimento, dove i momenti e le situazioni importanti si ripetono più volte, dando occasione a tutti di godere e apprezzare non solo lo spettacolo, ma anche lo spirito autentico della festa.
Tutti possono liberamente riprendere con foto o video, ma per questo occorre muoversi con attenzione, rimanendo al di fuori del corteo per non rovinare l'immagine.
Infine, al momento della redazione di questo articolo, non sono ancora stati comunicati i luoghi di parcheggio per auto e camper. Per gli interessati, consigliamo di telefonare alcuni giorni prima della manifestazione al Comune di Sampeyre, tel.0175/977148.

Vi aspettiamo dunque a Sampeyre….. Bahio, Bahio!!!

E se qualcuno di voi, curioso, vorrà saperne di più…..potrà telefonare all'ufficio Turistico IAT di Saluzzo (0175.46710)

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