I LUOGHI DELLA SPERANZA
"La via del rosario del Sacro Monte di Varese"
- seconda parte -

Attraversiamo il secondo arco detto di San Carlo Borromeo ed ecco le cinque cappelle che descrivono i misteri dolorosi del Rosario. A destra dell'arco una fontana dalle eleganti linee architettoniche che sembra invitare il pellegrino ad un momento di ristoro, ad una breve tappa prima di riprendere la salita.

SESTA CAPPELLA

L'orazione di Gesù nell'orto del Getzemani. Primo dei misteri dolorosi.
La sesta cappella sorge su un piccolo pianoro sul lato sinistro del vialone. Come la seconda ha le fondamenta su un alto muraglione a valle. Sorge infatti verso la vallata del torrente Vellone quasi a ricordare il torrente Cedron più volte citato nelle Sacre Scritture. Lo circonda un ampio terrazzo con una balaustra a colonnine in pietra. L'interno si osserva da tre finestre munite da inferriate. L'ingresso è rivolto verso nord, voluto per lasciare in penombra la rappresentazione, con nove statue di Francesco Silva, del primo mistero doloroso.
***

Tra la sesta e la settima cappella sulla destra del vialone ci sono, in una piccola grotta, le statue di Caterina Moriggia da Pallanza sul Lago Maggiore e di Giuliana Puricelli da Verghera presso Busto Arsizio. Le due donne, beatificate da papa Clemente XIV nel 1769, vissero di elemosina in grotte come questa fin quando nel 1476 fondarono il monastero del Sacro Monte.

SETTIMA CAPPELLA

La flagellazione di Gesù. Secondo dei misteri dolorosi.
Appena il viale svolta a destra la strada riprende più ripida quasi a simboleggiare il duro cammino del Calvario. Un edificio circolare al termine di un'ampia scalinata ospita la rappresentazione del secondo mistero doloroso: la flagellazione.
Da questa cappella si domina un ampio panorama: il borgo del Sacro Monte, il santuario e il campanile. Più giù il Lago Maggiore, la cima delle alpi, la verde pianura piemontese, i laghi di Monate; Comabbio e Varese e poi la vasta ed operosa pianura lombarda.
All'interno della cappella le sette statue in terracotta policroma sono di Martino Retti o Rezio. Lo scultore ha voluto un po' esagerare le espressioni dei soldati incaricati della flagellazione. Intorno gli stupendi affreschi di Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone.

OTTAVA CAPPELLA

Gesù coronato di spine. Terzo dei misteri dolorosi.
Cento metri più avanti ecco l'ottava cappella adossata alla montagna come la terza. La cappella è a schema centrale con pianta ottagonale e portico antistante da dove si può inquadrare il non lontano borgo di Santa Maria del Monte. Progettata dall'architetto Giuseppe Bernascone è stata completata nel 1623. Ospita dieci statue in terracotta policroma di Francesco Silva

NONA CAPPELLA

Salita al Calvario. Quarto dei misteri dolorosi.
La salita lungo il viale della cappelle diventa sempre più faticosa e impegnativa. Fa davvero meditare sulla vicenda dolorosa di Gesù. Le torture subìte in precedenza si completano qui con lo sforzo estremo sotto il peso della croce. All'interno le venti statue in terracotta: diciassette figure umane, due cavalli e un cane, presentano il quarto mistero doloroso. Sulle pareti interne un grande affresco, opera di Carlo Zavattone da Velate, raffigura Gerusalemme con gran folla fuori le mura e in lontananza il Golgota, il luogo del supplizio.

DECIMA CAPPELLA

Gesù muore sulla croce. Ultimo mistero doloroso.
La via sacra del Rosario piega ora verso il monte ed ecco su una stretta svolta la cappella dedicata al quinto dei misteri dolorosi con la grandiosa scena della crocifissione.
La costruzione, a pianta quadrata, è ampia ma non sontuosa. Il pronao consiste in un unico ordine di pilastri abbinati con in mezzo due colonne. Sui tre archi poggia un attico coronato da un frontone spezzato. Dal porticato attraverso tre ampie finestre protette da inferiate si osserva all'interno la scena della crocifissione. E' rappresentata da cinquanta statue opera di Dionigi Bussola il quale, nel 1670, era il preside degli scultori dell'Accademia Ambrosiana. Il pavimento a sobbalzi sembra continuare la salita alla vetta del Golgota. Gesù è inchiodato sulla croce che si sta elevando al centro della scena e forza di funi e di scale. Una finestra è posta in alto sulla sinistra in modo che i raggi del sole illuminino il volto del Crocifisso circa alle ore 15 in primavera.
***

Dopo la stretta curva di fronte alla decima cappella attraversiamo il terzo arco dedicato a Sant'Ambrogio che apre i misteri gloriosi del Rosario. Il vescovo Ambrogio, morto a Milano nell'anno 397, eminente figura della cristianità, convertì Agostino nel periodo in cui questo santo viveva nella villa dell'amico Verecondio a Casciago, alle pendici del Sacro Monte. Dopo l'arco, sul lato sinistro del vialone, una modesta fontanella e una stradina che porta verso i resti di una cappella abbandonata dal progettista e detta "fallada", cioè fallita.

UNDICESIMA CAPPELLA

La risurrezione. Primo mistero glorioso.
Anche a questa cappella si accede attraverso una gradinata. L'interno e visibile attraverso tre grandi finestre protette da inferiate di fine fattura e ritenute, a ragione, le migliori di tutte le cappelle.
All'interno nove statue in terracotta policroma, opera di Francesco Silva, presentano la scena della Resurrezione. Intorno al sepolcro scoperchiato e vuoto le guardie barcollano impaurite, qualcuna è caduta, altre dormono. Gesù splende alto nel cielo reggendo uno stendardo crociato.

DODICESIMA CAPPELLA

L'Ascensione. Secondo mistero glorioso.
Questa cappella, come la quarta, è ubicata sopra un panoramico poggio lungo il crinale della sacra montagna varesina. Di qui si può vedere più in basso la valle dell'Olona e le case di un piccolo borgo, la Rasa. L'interno raffigura la scena dell'Ascensione. Le statue in terracotta policroma realizzate da Francesco Silva e dai suoi aiutanti, sono in piedi o in ginocchio e parte lungo le pareti. La Madonna, le pie donne e gli apostoli guardano Gesù che ascende glorioso tra gli angeli e le nubi in una fitta raggiera in legno dorato.

TREDICESIMA CAPPELLA

Discesa dello Spirito Santo. Terzo mistero glorioso.
Un tempietto ottagonale slanciato, elegante costruito su uno spiazzo verdeggiante prima dell'ultima salita verso il Santuario. L'edificio è circondato da una porticato ad archi a tutto sesto sorretti da robusti pilastri.
L'interno rappresenta il Cenacolo con 15 statue in terracotta policroma, sempre modellate da Francesco Silva. Sul capo di ognuna una fiammella simbolo dello Spirito Santo.

QUATTORDICESIMA CAPPELLA

L'assunzione di Maria. Quarto mistero glorioso.
Un tempietto a croce greca, cioè con bracci d'ugual lunghezza è la quattordicesima cappella, l'ultima, collocata su un pianoro cui si accede attraverso una lunga ed ampia scala.
Di qui la vista spazia verso la pianura padana e le valli delle Prealpi. A monte un vasto piazzale degradante verso la cappella e progettato per accogliere pellegrini e fedeli durante le celebrazioni all'aperto.
All'interno 21 statue in terracotta policroma raffigurano il mistero dell'Assunzione di Maria Vergine, un dogma definito solo nel 1950 da papa Pio XII. La statua della Vergine risulta qui collocata nel 1623.
La Madonna sale in cielo sorretta dagli angeli mentre gli apostoli sono raffigurati in atteggiamento lieto attorno al sepolcro vuoto.

SANTUARIO

Incoronazione di Maria Santissima. Quinto mistero glorioso.
Sono 14 le cappelle della via sacra del Rosario, la quindicesima è lo stesso santuario del Sacro Monte dove si venera, incastonata in un imponente altare di stile barocco, la statua della Vergine Maria.
E' una statua di legno che la tradizione dice sia stata scolpita da San Luca. La Madonna venerata nel santuario del Sacro Monte non è in piedi come può sembrare a prima vista, ma seduta e con il braccio sinistro stringe a sè il Bambino pure lui seduto sulle sue ginocchia. Il primitivo aspetto è nascosto da un ricco manto di foggia egizia, tutto tessuto in oro e argento.
Il simulacro, di modeste proporzioni, si è scurito nel tempo e denota linee bizantine. Gli studiosi ritengono non sia anteriore all'anno Mille.
Una suggestiva ipotesi fa risalire al primo novembre dell'anno 389 la consacrazione sul Sacro Monte del primo altare dedicato alla Madonna. Sant'Ambrogio attribuì alla protezione della Vergine la sua vittoria contro gli ariani che si erano trincerati sul monte di Velate. Da quel gesto ebbe origine il celeberrimo santuario che più tardi la pietà dei fedeli e la munificenza dei benefattori ha reso illustre e degno di ammirazione.

CURIOSITA'

Alcune novità si sono aggiunte al Sacro Monte di Varese negli ultimi anni:
*Un gigantesco "murale" spicca a lato della Terza Cappella. E' la "fuga in Egitto" un acrilico realizzato da Renato Guttuso.
*Una caratteristica statua in bronzo dedicata a Paolo VI che da arcivescovo di Milano fra gli anni 1955 e 1963 salì almeno 13 volte sul Sacro Monte di Varese. E' opera di Floriano Bodini e accoglie i pellegrini al termine del vialone prima dell'ingresso in santuario.
*La nuova funicolare, che partendo dalla stazione del Vellone, raggiungibile con il pulmann permette ai pellegrini di arrivare al Sacro Monte in pochi minuti.

 Copyright © Camper Club La Granda - Web Design Registred Cn-Net